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Discussione: Pavia Novembre 2008

  1. #736
    Partecipante Figo L'avatar di levais75
    Data registrazione
    05-12-2006
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    milano
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    842

    Riferimento: Pavia Novembre 2008

    eeeeeeeeeesaaagerataaaaaaaaaaa.....
    levais75

  2. #737
    Partecipante Affezionato
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    22-07-2008
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    79

    Riferimento: Pavia Novembre 2008

    Grazie del sostegno lella...
    Io ho smesso di pensare ai progetti, mi imparo quei tre e spero che me la mandino buona!!!
    Tanto ormai la mia creatività si è esaurita!
    Stacco la spina...e si vedrà!
    bacio

  3. #738
    Partecipante Affezionato
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    30-09-2008
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    106

    Riferimento: Pavia Novembre 2008

    Buonasera a tutt*! Vi scrivo dal profondo del mio esaurimento...che palle! Cmq vi riporto di seguito il progetto che ho preparato io. Ditemi cosa ne pensate! Grazie

    PROGETTO DI PREVENZIONE “RUOTE SICURE”
    Tratto dal progetto “Ruote Sicure” della Provincia di Milano

    ANALISI DELLA DOMANDA
    Si ipotizza che la Provincia di Milano abbia contattato lo psicologo per coinvolgerlo in un progetto educativo di prevenzione degli incidenti stradali di motorini e ciclomotori. Lo psicologo deve valutare insieme ai committenti la motivazione della richiesta e la reale necessità di questo intervento, per creare un clima di progettualità dialogica. Dunque nella fase di ideazione si pensa a come e perché nasca questo progetto, per invitare poi tutti i partecipanti e i committenti alla coprogettazione, verificando chi accede a tale iniziativa e a che titolo.

    PROGETTAZIONE
    I giovani imparano a guidare i ciclomotori da amici e conoscenti, o da soli, senza avere nozioni delle regole del Codice della Strada. Questo porta a non conoscere e non calcolare i rischi insiti nella guida del mezzo. La cornice teorica in cui si inserisce il progetto considera la percezione del rischio (secondo il modello dell’Health Belief Model, nato negli anni ’50 e sviluppatosi negli anni ‘70) come modulata dalla percezione soggettiva di vulnerabilità della propria persona, e di gravità della situazione (ossia di conseguenze negative legate al rischio). L’ipotesi principale è che le credenze del singolo possano influenzare le percezioni e i comportamenti di tutela della salute. Il comportamento a rischio risulterebbe da un bilancio tra costi e benefici, basato anche sulla percezione di eventuali barriere che lo impediscano.

    FINALITÀ GENERALI
    La nuova riforma del Codice della Strada ha stabilito che per guidare un ciclomotore è necessario essere in possesso di un certificato di idoneità (patentino), conseguito dopo la frequenza di un corso e il superamento di un quiz selettivo a scelta multipla. Per colmare la lacuna riguardo alla conoscenza delle principali regole di circolazione sulle strade, l’iniziativa si propone di fornire ai giovani queste nozioni, nell’ottica in cui il rischio di incidenti dipende anche dal comportamento soggettivo tenuto a bordo dei ciclomotori. Quindi si ambisce a coinvolgere i giovani centauri nella prevenzione di comportamenti rischiosi, sviluppando contemporaneamente la loro responsabilità soggettiva e il loro senso civico.

    OBIETTIVI SPECIFICI
    Si vuole intervenire attraverso un progetto di prevenzione, sensibilizzando i giovani sui comportamenti a rischio. Gli obiettivi specifici dunque sono:

    • Aumentare nei giovani alunni le informazioni riguardo al Codice della Strada per rafforzare le loro competenze personali in merito alle regole di circolazione;
    • Promuovere una valutazione obiettiva della propria vulnerabilità, in una fase importante della crescita individuale in cui un aspetto cruciale è la centralità del corpo;
    • Sviluppare la consapevolezza delle conseguenze negative legate al rischio;
    • Favorire una collaborazione positiva tra i destinatari dell’intervento e le figure professionali coinvolte, aumentando la motivazione dei giovani ad intraprendere comportamenti sicuri;

    TARGET
    Il progetto di intervento è rivolto ad una fascia di popolazione di giovani adolescenti, studenti dei primi anni delle scuole superiori. La Provincia di Milano ha coinvolto 20 ragazzi di 14-15 anni di entrambi i sessi, iscritti al primo anno di un istituto nel territorio dell’hinterland milanese. Questi, grazie all’esperienza di uno psicologo e di un insegnante di scuola guida, impareranno i princìpi di una guida sicura.

    METODOLOGIA E ATTIVITÀ
    Prima di intraprendere il progetto con gli studenti, verrà chiesta l’autorizzazione al Preside dell’Istituto, e verranno informati i genitori degli alunni sulle attività che si svolgeranno.
    I giovani sono inseriti in un contesto scolastico, e questo facilita la possibilità di informarli sui comportamenti da favorire e quelli da evitare per evitare i rischi connessi alla guida dei ciclomotori. Dunque, fornire nozioni sulle regole da osservare in strada può aumentare la responsabilità e favorire un bilanciamento più equilibrato nel calcolo di costi e benefici dei propri comportamenti. Inoltre, sviluppare le competenze riguardo al Codice della strada per la guida dei motorini, in prospettiva può essere utlile anche per la futura guida delle automobili.
    Le attività previste sono così suddivise:
    1. In una prima fase si procede con un questionario autosomministrato per verificare le conoscenze dei ragazzi sulle norme di circolazione in strada. Il questionario è ispirato ai reali “quiz” valutativi ministeriali a cui dovrà sottoporsi chi vorrà conseguire il “patentino” per i ciclomotori, ma è meno dettagliato in quanto si richiedono perlopiù conoscenze preliminari. Il test è anonimo e le risposte sono a scelta multipla (come per il quiz ministeriale). Contemporaneamente si indaga sulle percezioni dei giovani riguardo a quali comportamenti personali siano ritenuti “a rischio” e quali sicuri, [con un questionario comprensivo di una serie descrizioni di casi per cui il soggetto deve valutare la rischiosità dell’evento su una scala Likert da 1 (comportamento sicuro) a 5 (comportamento a rischio)] --> questo magari lo evito... . Anche in questo caso il questionario è compilato in forma anonima.
    2. A partire dagli esiti di questi test, il progetto prevede di partire con un intervento di tipo psicoeducazionale, in cui siano accostati uno psicologo e un insegnante di scuola guida per insegnare i primi rudimenti della circolazione stradale, nell’ottica in cui la sicurezza individuale e altrui dipende sì dal rispetto delle regole contenute nel Codice della Strada, ma anche dal comportamento soggettivo. Questo intervento ha lo scopo di evidenziare il coinvolgimento in prima persona dei giovani centauri in un comportamento di tutela della salute, amplificando la capacità di rilevare possibili rischi e loro conseguenze negative. Entrambi i professionisti utilizzeranno, per gli incontri, materiale informatico nella forma di diapositive proiettate su un telo o su un muro dell’aula (realizzate col programma informatico Power Point), a loro volta stampate in forma cartacea per essere consegnate agli studenti.
    3. In una fase più avanzata l’insegnante di scuola guida terrà lezioni pratiche su strada, verificando di volta in volta le competenze acquisite dagli studenti.
    4. Al termine della fase di lezioni teoriche e pratiche, ai ragazzi verrà somministrato un questionario valutativo delle conoscenze acquisite durante il corso: il quiz sarà preso dai testi di preparazione per il conseguimento della patente, e sarà compilato in forma anonima.
    5. Alla conclusione del progetto, è prevista la realizzazione, da parte dei ragazzi stessi, di un video e di una serie di messaggi preventivi rivolti ai loro coetanei, che saranno inseriti in un apposito sito internet creato allo scopo di favorire la comunicazione e lo scambio di esperienze positive. Le procedure tecniche per la creazione del sito web saranno seguite da un esperto informatico. Preventivamente saranno raccolti eventuali suggerimenti dei ragazzi stessi sulle preferenze nella composizione del portale.

    Monitoraggio
    Durante gli incontri verranno compilate alcune schede fornite agli operatori, sulle quali verranno segnalati eventuali cambi di programma, eventuali cambiamenti nella disponibilità delle risorse umane (ad esempio il ritiro o la sostituzione di un operatore), eventuali cambiamenti nella disponibilità del luogo e dei tempi previsti. Inoltre verrà costantemente valutata la motivazione sia degli utenti del servizio, sia degli operatori stessi.
    Al termine del progetto inoltre sarà chiesto agli studenti di compilare (in forma anonima) un questionario sul gradimento del servizio.

    TEMPI DI REALIZZAZIONE
    Gli incontri si svolgeranno in modo continuativo nel corso dell’anno scolastico durante l’orario di lezione, all’interno dell’edificio scolastico (che deve essere a norma di sicurezza). Il corso è della durata di 10 ore, di cui 4 dedicate all’incontro con lo psicologo, 4 per le lezioni teoriche sulle norme contenute nel Codice della Strada, e 2 per le lezioni pratiche su strada.

    BUDGET
    I costi sono quelli previsti per il materiale necessario, ossia: un computer con sistema operativo comprendente il programma Power Point, un proiettore, eventualmente un telo con la funzione di schermo, e poi fotocopie e stampe del materiale informatico, dei quiz somministrati e delle schede di monitoraggio degli operatori. Inoltre i costi del progetto comprendono le tariffe di tutti gli operatori coinvolti: lo psicologo (il cui onorario è regolato dall’Ordine Regionale di competenza), l’insegnante di scuola guida, e il tecnico informatico che si occuperà della realizzazione del sito web. Gli spazi utilizzati non prevedono alcun costo in quanto appartenenti al plesso scolastico.

    VINCOLI E POTENZIALITÀ
    Il modello teorico alla base del progetto ha un buon valore predditivo nella percezione di rischi e benefici, tuttavia risente di un bias nella percezione della gravità, in quanto fortemente condizionata dal fattore tempo: si riuscirebbe ad evitare un comportamento rischioso se si possono calcolare le conseguenze a breve termine, ma non se le conseguenze possono essere a lungo termine. Dunque esiste la possibilità che il progetto di intervento fallisca nei suoi intenti: ciò sarà verificato dai risultati dei quiz somministrati alla fine dell’intervento e dai questionari di gradimento. In caso di esito negativo, sarà necessario valutare la possibiltà di una rimodulazione degli intenti.

  4. #739
    gnappo 1976
    Ospite non registrato

    Riferimento: Pavia Novembre 2008

    Bravo Niko, ma permettimi solo due aggiustamenti: 1) Io estenderei alle terze medie, hanno di media 13 anni e vanno per i 14, in più c'è una buona dose di ripetenti già 14enni, questo perchè se parli di prevenzione e tieni presente che i ragazzi a 14 anni già usano il motorino... 2) esiste già un progetto simile finanziato dalla regione o dal ministero che utilizza i vigili nelle scuole per l'insegnamento alla circolazione. toglierei quindi l'insegnante di scuola guida (che costa) e ci infilerei gli organi di stato che sono a costo zero. Informati ben sul sito del ministero perchè ormai il patentino lo possono acquisire a scuola tramite questo progetto da noi alle medie lo fanno!... e poi prova a dirmi che non sono un angelo custode! Studia studia!

  5. #740
    Partecipante Affezionato
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    30-09-2008
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    Riferimento: Pavia Novembre 2008

    Citazione Originalmente inviato da gnappo 1976 Visualizza messaggio
    Bravo Niko, ma permettimi solo due aggiustamenti: 1) Io estenderei alle terze medie, hanno di media 13 anni e vanno per i 14, in più c'è una buona dose di ripetenti già 14enni, questo perchè se parli di prevenzione e tieni presente che i ragazzi a 14 anni già usano il motorino... 2) esiste già un progetto simile finanziato dalla regione o dal ministero che utilizza i vigili nelle scuole per l'insegnamento alla circolazione. toglierei quindi l'insegnante di scuola guida (che costa) e ci infilerei gli organi di stato che sono a costo zero. Informati ben sul sito del ministero perchè ormai il patentino lo possono acquisire a scuola tramite questo progetto da noi alle medie lo fanno!... e poi prova a dirmi che non sono un angelo custode! Studia studia!
    OK grazie però per le lezioni pratiche chi si "arruola"? Devo cmq farci rientrare un insegnante di scuola guida...

    PS avevo in mente 1 o 2 progetti ancora, sia di prevenzione che di riabilitazione. Indovina dove vado a pescare? Esatto, nella teraRRRRpia!! Per la prevenzione farei un intervento solo di educazione all'igiene del sonno, ma non saprei a quali soggetti rivolgermi; mentre per la riabilitazione, beh, lì guardo la tesi no??

  6. #741
    gnappo 1976
    Ospite non registrato

    Riferimento: Pavia Novembre 2008

    Guarda bene il progetto del patentino nelle scuole, è probabile che l'istruttore della motorizzazione sia contemplato, oppure parla semplicemente di un intervento educazionale alla strada, non per lucciole, ma senza nominare il patentino.
    la terarpia potrebbe andare bene in tanti soggetti, l'insonnia è un sinomo di tante patologie, ansia, depressione... ma lo vedrei anche in soggetti con burn out o mobbing, anche se entri in ambiti lontani dalla nostre competenze. per la riabilitazione potresti usare gli interventi di elena e paola sui pazienti con deficit di memoria o alzheimer, è carino, ben strutturato e soprattutto mutuabile, se vuoi essere pagato lo esporti a case di riposo o case riabilitative private.

  7. #742
    gnappo 1976
    Ospite non registrato

    Riferimento: Pavia Novembre 2008

    oppure, molto attuale qualcosa sulla prevenzione all'uso di internet nei ragazzi, dalla 5 elementare in su, qualcosa che coinvolga anche i genitori affinchè ottengano strategie per monitorare gli accessi e l'uso del pc dei figli...guarda che molto spesso i figli hanno l'egemonia sul computer di casa, inserendo mille password che non permettono accessi ai genitori. quoindi sosteniamo anche loro, dopotutto appartengono alla generazione in cui internet è esploso quando erano 30enni e più, quindi conoscono poco o nulla della gestione dei file, cronologie, accessi remoti ecc.

    preparati qualcosa sul bullismo, interventi sulle vittime e carnefici, magari utilizzando gli stessi bulli come future sentinelle investendoli di ruoli che da un lato li appagano perchè restano leader, dall'altro si trasformano da leader negativi a positivi.

    leggiti gli articoli di metro e city di questi giorni su gli ultimi dati in materia di uso inappropriato di internet, abuso di alcol, droghe e sesso non protetto nelle fasce dai 13 ai 17 anni, sono ottimi come background di partenza per il progetto. li copi paro paro... io li ho, domani li porto al trullo!

  8. #743
    Partecipante Affezionato
    Data registrazione
    30-09-2008
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    Riferimento: Pavia Novembre 2008

    Ma ci può stare la CBT come riabilitazione?

  9. #744
    Partecipante Assiduo
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    05-04-2007
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    bresso (milano)
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    Riferimento: Pavia Novembre 2008

    sono d'accordo con l'ultimo intervento. nico dagli retta anche secondo me per la prgettazione si può fare molto, ma come ho già scritto i costri non devono essere elevati. i tempi sono grami per tutti e il piano di realtà (lo abbiamo sentito più volte al corso EDS) è fondamentale.
    In bocca al lupo!
    lella

  10. #745
    milanaccio
    Ospite non registrato

    Riferimento: Pavia Novembre 2008

    Ciao a tutti. Anch'io farò la prova del progetto giovedì 4 a Pavia.
    La traccia preparata da Nicodifro mi sembra eccellente. Giusto per dare spero un aiuto di riflessione io evidenzierei:
    - rafforzare il ruolo dello psicologo magari facendo il modo che il suo intervento non sia solo su "powerpoint" ma anche dialogico con lavori di gruppo sulle rappresentazioni mentali del rischio e l'analisi di casi che gli stessi studenti possono portare
    - collegare (ma giusto due righe) il sistema di valutazione con gli obiettivi specifici e quindi dire che nel questionario finale vengono ache fatte delle domande con indicatori che rilevano il grado di raggiungimento degli obiettivi
    - nel budget metterei prima il costo delle risorse umane (probabilmente più corposo)

    Anch'io ho preparato un progetto di prevenzione del bullismo scolastico, simile nella struttura.
    Voi conoscete le tracce delle edizioni passate?
    Grazie e buon lavoro.

  11. #746
    Partecipante Affezionato
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    Riferimento: Pavia Novembre 2008

    Citazione Originalmente inviato da milanaccio Visualizza messaggio
    Ciao a tutti. Anch'io farò la prova del progetto giovedì 4 a Pavia.
    La traccia preparata da Nicodifro mi sembra eccellente. Giusto per dare spero un aiuto di riflessione io evidenzierei:
    - rafforzare il ruolo dello psicologo magari facendo il modo che il suo intervento non sia solo su "powerpoint" ma anche dialogico con lavori di gruppo sulle rappresentazioni mentali del rischio e l'analisi di casi che gli stessi studenti possono portare
    - collegare (ma giusto due righe) il sistema di valutazione con gli obiettivi specifici e quindi dire che nel questionario finale vengono ache fatte delle domande con indicatori che rilevano il grado di raggiungimento degli obiettivi
    - nel budget metterei prima il costo delle risorse umane (probabilmente più corposo)

    Anch'io ho preparato un progetto di prevenzione del bullismo scolastico, simile nella struttura.
    Voi conoscete le tracce delle edizioni passate?
    Grazie e buon lavoro.
    Grazie per i consigli, ma alcuni suggerimenti che mi dai sono già presenti nel testo. Tuttavia ho modificato alcune parti del mio progetto:

    -tra gli obiettivi generali ho aggiunto aumentare il senso di autoefficacia dei giovani

    -ovviamente prima di iniziare tutto, chiedere autorizzazione anche ai genitori (oltre che al Preside), che verranno informati sulle attività che si svolgeranno...

    -ho aggiunto quest'altra idea tra le fasi: far decorare i caschi ai ragazzi! "Per chi fosse interessato, è previsto un laboratorio in orario extrascolastico durante il quale i giovani possono decorare a piacimento i propri caschi, con l’ausilio di programmi informatici nel caso in cui fosse possibile. Sarà fatta precisa richiesta preventiva di consenso al Preside dell’Istituto e ai genitori dei ragazzi interessati. Questa idea di decorare i caschi ha lo scopo di creare una competizione sana nell’esposizione di tali “vessilli”, così da motivare ulteriormente i fanciulli ad indossare tali protezioni."

    -poi ho aggiunto momenti di incontro e aggiornamento tra gli operatori, per verificare l’andamento del progetto e per confrontarsi su eventuali difficoltà sorte

    -per il monitoraggio:
    "Lo psicologo valuterà anche il sentimento di autoefficacia sviluppatosi nei giovani utenti al termine del corso.
    Infine, agli operatori coinvolti sarà consegnata una scheda di valutazione degli obiettivi raggiunti.
    "

    -infine, su questo ho due dubbi: "Le riunioni tra gli operatori si svolgono sempre all’interno dell’edificio scolastico, sono della durata massima di 1 ora ciascuna, e avvengono al termine di ogni lezione con gli studenti.???? → 1) ha senso?, 2) coinvolgere anche preside???"

    -Dulcis in fundo, la ciliegina sulla torta su vincoli e potenzialità:
    "Il progetto ha il vantaggio di unire in una rete operativa l’esperienza di figure professionali diverse, attingendo alle risorse del territorio. Inoltre i giovani adolescenti coinvolti non sono semplici “fruitori” di un servizio, ma sono coinvolti in prima persona nello sviluppo di comportamenti a tutela della salute."

    Cosa ne pensate??

    La ricopio qui sotto per intero così potevi farvi un'idea migliore...




    PROGETTO DI PREVENZIONE “RUOTE SICURE”
    Tratto dal progetto “Ruote Sicure” della Provincia di Milano

    ANALISI DELLA DOMANDA

    Si ipotizza che la Provincia di Milano abbia contattato lo psicologo per coinvolgerlo in un progetto educativo di prevenzione degli incidenti stradali di motorini e ciclomotori. Lo psicologo deve valutare insieme ai committenti la motivazione della richiesta e la reale necessità di questo intervento, per creare un clima di progettualità dialogica. Dunque nella fase di ideazione si pensa a come e perché nasca questo progetto, per invitare poi tutti i partecipanti e i committenti alla coprogettazione, verificando chi accede a tale iniziativa e a che titolo.

    PROGETTAZIONE

    -Premessa teorica

    I giovani imparano a guidare i ciclomotori da amici e conoscenti, o da soli, senza avere nozioni delle regole del Codice della Strada. Questo porta a non conoscere e non calcolare i rischi insiti nella guida del mezzo. La cornice teorica in cui si inserisce il progetto considera la percezione del rischio (secondo il modello dell’Health Belief Model, nato negli anni ’50 e sviluppatosi negli anni ‘70) come modulata dalla percezione soggettiva di vulnerabilità della propria persona, e di gravità della situazione (ossia di conseguenze negative legate al rischio). L’ipotesi principale è che le credenze del singolo possano influenzare le percezioni e i comportamenti di tutela della salute. Il comportamento a rischio risulterebbe da un bilancio tra costi e benefici, basato anche sulla percezione di eventuali barriere che lo impediscano.

    -Finalità generali
    La nuova riforma del Codice della Strada ha stabilito che per guidare un ciclomotore è necessario essere in possesso di un certificato di idoneità (patentino), conseguito dopo la frequenza di un corso e il superamento di un quiz selettivo a scelta multipla. Per colmare la lacuna riguardo alla conoscenza delle principali regole di circolazione sulle strade, l’iniziativa si propone di fornire ai giovani queste nozioni, nell’ottica in cui il rischio di incidenti dipende anche dal comportamento soggettivo tenuto a bordo dei ciclomotori. Quindi si ambisce a coinvolgere i giovani centauri nella prevenzione di comportamenti rischiosi, sviluppando contemporaneamente la loro responsabilità soggettiva e il loro senso civico.

    -Obiettivi specifici
    Si vuole intervenire attraverso un progetto di prevenzione, sensibilizzando i giovani sui comportamenti a rischio. Gli obiettivi specifici dunque sono:

    • Aumentare nei giovani alunni le informazioni riguardo al Codice della Strada per rafforzare le loro competenze personali in merito alle regole di circolazione;
    • Promuovere una valutazione obiettiva della propria vulnerabilità, in una fase importante della crescita individuale in cui un aspetto cruciale è la centralità del corpo;
    • Sviluppare la consapevolezza delle conseguenze negative legate al rischio;
    • Accrescere il sentimento di autoefficacia dei giovani;
    • Favorire una collaborazione positiva tra i destinatari dell’intervento e le figure professionali coinvolte, aumentando la motivazione dei giovani ad intraprendere comportamenti sicuri;


    -Target
    Il progetto di intervento è rivolto ad una fascia di popolazione di giovani adolescenti, studenti di terza media. La Provincia di Milano ha coinvolto 20 ragazzi di 13-14 anni di entrambi i sessi, iscritti all’ultimo anno di una scuola media inferiore nel territorio dell’hinterland milanese. Questi, grazie all’esperienza di uno psicologo, di un membro della Polizia Locale e di un insegnante di scuola guida, impareranno i princìpi di una guida sicura.

    -Metodologia e attività
    Prima di intraprendere il progetto con gli studenti, verrà chiesta l’autorizzazione al Preside dell’Istituto e ai genitori, che verranno informati sulle attività che si svolgeranno.
    I giovani sono inseriti in un contesto scolastico, e questo facilita la possibilità di informarli sui comportamenti da favorire e quelli da evitare per evitare i rischi connessi alla guida dei ciclomotori. Dunque, fornire nozioni sulle regole da osservare in strada può aumentare la responsabilità e favorire un bilanciamento più equilibrato nel calcolo di costi e benefici dei propri comportamenti. Inoltre, sviluppare le competenze riguardo al Codice della strada per la guida dei motorini, in prospettiva può essere utlile anche per la futura guida delle automobili.

    Le attività previste sono così suddivise:
    1. In una prima fase si procede con un questionario autosomministrato per verificare le conoscenze dei ragazzi sulle norme di circolazione in strada. Il questionario è ispirato ai reali “quiz” valutativi ministeriali a cui dovrà sottoporsi chi vorrà conseguire il “patentino” per i ciclomotori, ma è meno dettagliato in quanto si richiedono perlopiù conoscenze preliminari. Il test è anonimo e le risposte sono a scelta multipla (come per il quiz ministeriale). Contemporaneamente si indaga sulle percezioni dei giovani riguardo a quali comportamenti personali siano ritenuti “a rischio” e quali sicuri.
    2. A partire dagli esiti di questi test, il progetto prevede di partire con un intervento di tipo psicoeducazionale, in cui siano accostati uno psicologo e un insegnante di scuola guida per insegnare i primi rudimenti della circolazione stradale, nell’ottica in cui la sicurezza individuale e altrui dipende sì dal rispetto delle regole contenute nel Codice della Strada, ma anche dal comportamento soggettivo. Questo intervento ha lo scopo di evidenziare il coinvolgimento in prima persona dei giovani centauri in un comportamento di tutela della salute, amplificando la capacità di rilevare possibili rischi e loro conseguenze negative. Entrambi i professionisti utilizzeranno, per gli incontri, materiale informatico nella forma di diapositive proiettate su un telo o su un muro dell’aula (realizzate col programma informatico Power Point), a loro volta stampate in forma cartacea per essere consegnate agli studenti.
    3. In una fase più avanzata subentra un insegnante di scuola guida che terrà lezioni pratiche su strada, verificando di volta in volta le competenze acquisite dagli studenti.
    4. Al termine della fase di lezioni teoriche e pratiche, ai ragazzi verrà somministrato un questionario valutativo delle conoscenze acquisite durante il corso: il quiz sarà preso dai testi di preparazione per il conseguimento della patente, e sarà compilato in forma anonima.
    5. Alla conclusione del progetto, è prevista la realizzazione, da parte dei ragazzi stessi, di un video e di una serie di messaggi preventivi rivolti ai loro coetanei, che saranno inseriti in un apposito sito internet creato allo scopo di favorire la comunicazione e lo scambio di esperienze positive. Le procedure tecniche per la creazione del sito web saranno seguite da un esperto informatico. Preventivamente saranno raccolti eventuali suggerimenti dei ragazzi stessi sulle preferenze nella composizione del portale.
    6. Per chi fosse interessato, è previsto un laboratorio in orario extrascolastico durante il quale i giovani possono decorare a piacimento i propri caschi, con l’ausilio di programmi informatici nel caso in cui fosse possibile. Sarà fatta precisa richiesta preventiva di consenso al Preside dell’Istituto e ai genitori dei ragazzi interessati. Questa idea di decorare i caschi ha lo scopo di creare una competizione sana nell’esposizione di tali “vessilli”, così da motivare ulteriormente i fanciulli ad indossare tali protezioni.

    Sono previsti anche momenti di incontro e aggiornamento tra gli operatori, per verificare l’andamento del progetto e per confrontarsi su eventuali difficoltà sorte.

    Monitoraggio
    Durante gli incontri verranno compilate alcune schede fornite agli operatori, sulle quali verranno segnalati eventuali cambi di programma, eventuali cambiamenti nella disponibilità delle risorse umane (ad esempio il ritiro o la sostituzione di un operatore), eventuali cambiamenti nella disponibilità del luogo e dei tempi previsti. Inoltre verrà costantemente valutata la motivazione sia degli utenti del servizio, sia degli operatori stessi.
    Al termine del progetto inoltre sarà chiesto agli studenti di compilare (in forma anonima) un questionario sul gradimento del servizio.
    Lo psicologo valuterà anche il sentimento di autoefficacia sviluppatosi nei giovani utenti al termine del corso.
    Infine, agli operatori coinvolti sarà consegnata una scheda di valutazione degli obiettivi raggiunti.


    -Tempi di realizzazione
    Gli incontri si svolgeranno in modo continuativo nel corso dell’anno scolastico durante l’orario di lezione, all’interno dell’edificio scolastico (che deve essere a norma di sicurezza). Il corso è della durata di 14 ore, di cui 4 dedicate all’incontro con lo psicologo, 4 per le lezioni teoriche sulle norme contenute nel Codice della Strada, 2 per le lezioni pratiche su strada e infine 4 per la decorazione dei caschi.
    Le riunioni tra gli operatori si svolgono sempre all’interno dell’edificio scolastico, sono della durata massima di 1 ora ciascuna, e avvengono al termine di ogni lezione con gli studenti.???? → coinvolgere anche preside???

    -Budget
    I costi sono quelli previsti per il materiale necessario, ossia: un computer con sistema operativo comprendente il programma Power Point, un proiettore, eventualmente un telo con la funzione di schermo, e poi fotocopie e stampe del materiale informatico, dei quiz somministrati e delle schede di monitoraggio degli operatori. Inoltre i costi del progetto comprendono le tariffe di tutti gli operatori coinvolti: lo psicologo (il cui onorario è regolato dall’Ordine Regionale di competenza), l’insegnante di scuola guida, e il tecnico informatico che si occuperà della realizzazione del sito web. Gli spazi utilizzati non prevedono alcun costo in quanto appartenenti al plesso scolastico.

    -Vincoli e potenzialità
    Il progetto ha il vantaggio di unire in una rete operativa l’esperienza di figure professionali diverse, attingendo alle risorse del territorio. Inoltre i giovani adolescenti coinvolti non sono semplici “fruitori” di un servizio, ma sono attivi in prima persona nello sviluppo di comportamenti a tutela della salute.
    Il modello teorico alla base del progetto ha un buon valore predditivo nella percezione di rischi e benefici, tuttavia risente di un bias nella percezione della gravità, in quanto fortemente condizionata dal fattore tempo: si riuscirebbe ad evitare un comportamento rischioso se si possono calcolare le conseguenze a breve termine, ma non se le conseguenze possono essere a lungo termine. Dunque esiste la possibilità che il progetto di intervento fallisca nei suoi intenti: ciò sarà verificato dai risultati dei quiz somministrati alla fine dell’intervento e dai questionari di gradimento. In caso di esito negativo, sarà necessario valutare la possibiltà di una rimodulazione degli intenti.

    NON SIATE AVARI DI SUGGERIMENTI, CRITICHE O CONSIGLI!
    Grazie, buonanotte
    Ultima modifica di nicodifro : 03-12-2008 alle ore 01.49.09

  12. #747
    milanaccio
    Ospite non registrato

    Riferimento: Pavia Novembre 2008

    Il mio parere è che sia diventato più complesso ma che il ruolo dello psicologo sia limitato ancora a un intervento di 4 ore di lezione frontale....
    I suggerimenti degli altri andavano verso una riduzione dei costi.... tu così li fai lievitare (laboratorio decorazione caschi, video, sito internet...)
    Ma secondo me stiamo facendo i fini, questo progetto è ben fatto, ha una sua coerenza interna e una struttura che tocca tutti i punti che devono essere trattati.
    Diciamo che se esce un progetto di prevenzione vai sul sicuro con questo.

  13. #748
    Partecipante Affezionato
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    Riferimento: Pavia Novembre 2008

    Gnappo...ma perchè uno dovrebbe prepararsi tutti quei progetti???
    Le tracce mica saranno specifiche vero??
    Io ho preparato: uno di prevenzione, uno di sostegno, uno di riabilitazione. Stop. Se mi viene sviluppo delle potenzialità, ci rido su.
    Nicodifro, a me il progetto sembra fatto fin troppo bene...io ho fatto un pochino più lunga la premessa, ma lo schema è quello...
    bacio

  14. #749
    Partecipante Affezionato
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    Riferimento: Pavia Novembre 2008

    Citazione Originalmente inviato da milanaccio Visualizza messaggio
    Il mio parere è che sia diventato più complesso ma che il ruolo dello psicologo sia limitato ancora a un intervento di 4 ore di lezione frontale....
    I suggerimenti degli altri andavano verso una riduzione dei costi.... tu così li fai lievitare (laboratorio decorazione caschi, video, sito internet...)
    Ma secondo me stiamo facendo i fini, questo progetto è ben fatto, ha una sua coerenza interna e una struttura che tocca tutti i punti che devono essere trattati.
    Diciamo che se esce un progetto di prevenzione vai sul sicuro con questo.
    Dici? Mmm e tu in che senso avresti dato un ruolo maggiore allo psicologo? Considera che il monte ore è scarso e i corsi avvengono durante l'orario scolastico, sicché non si può portar via troppe ore di lezione... E poi a me sembra che lo psicologo sia piuttosto centrale qui, nel senso che dà spazio alla percezione soggettiva del rischio da parte dei giovani e propone iniziative che vanno da un intervento psicoeducazionale al decorare i caschi, puntando sull'emulazione di comportamenti positivi in un'età in cui è fortemente presente la figura di un leader che tutti gli altri imitano. Se tutti imitano il "leader" perché ha il casco più "fico", è meglio che imitarlo nelle impennate col motorino, no? o almeno, se proprio impennanno, almeno si spera che abbiano il casco in testa... ma il punto è che, come ho scritto, lo psicologo mira ad accrescere la motivazione di questi adolescenti ad indossare il casco, non perché imposto dalle "autorità", ma perché scelto e personalizzato da loro...
    Poi cmq, ripeto, il monte ore è ristretto, e in questi tempi di tagli alla Edward mani di forbici non si può chiedere troppo... ma non fatemi andare sulla polemica politica ora!!
    Per il resto è vero, è fin troppo complicato come progetto, in due ore non ce la farei mai a ricordarmelo punto per punto e a trascriverlo...
    Via, oggi ne preparo altri e non ci penso più!
    Grazie per i suggerimenti e a domani!
    Come sempre, io speriamo che me la cavo...

  15. #750

    Riferimento: Pavia Novembre 2008

    Cari colleghi di sventura scusate la domanda profana ma dove si svolgerà questa magnifica seconda prova??Sul sito ho trovato solo l'indirizzo per quelli dell'albo B saranno insieme??

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