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  1. #736
    Postatore Compulsivo L'avatar di ghiretto
    Data registrazione
    15-11-2004
    Residenza
    nell'orbita di Anarres
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    3,359
    Sarò sola?

    Quando avrò alzato in me l’intimo fuoco
    che originava già queste bufere
    e sarò salda, libera, vitale,
    allora sarò sola?

    E forse staccherò dalle radici
    la rimossa speranza dell’amore,
    ricorderò che frutto d’ogni
    limite umano è assenza di memoria,
    tutta mi affonderò nel divenire…

    Ma fino a che io tremo del principio
    cui la tua mano mi iniziò da ieri,
    ogni attributo vivo che mi preme
    giace incomposto nelle tue misure.

    Alda Merini

  2. #737
    Postatore Epico L'avatar di Alessia Va
    Data registrazione
    27-10-2003
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    Lombardia
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    9,415
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    315
    Lentamente muore
    chi diventa schiavo dell'abitudine,
    ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
    chi non cambia la marcia,
    chi non rischia e cambia colore dei vestiti,
    chi non parla a chi non conosce.

    Muore lentamente chi evita una passione,
    chi preferisce il nero su bianco
    e i puntini sulle "i"
    piuttosto che un insieme di emozioni,
    proprio quelle che fanno brillare gli occhi,
    quelle che fanno
    di uno sbadiglio un sorriso,
    quelle che fanno battere il cuore
    davanti all'errore e ai sentimenti.
    Lentamente muore
    chi non capovolge il tavolo,
    chi è infelice sul lavoro,
    chi non rischia la certezza
    per l'incertezza per inseguire un sogno,
    chi non si permette almeno una volta nella vita
    di fuggire ai consigli sensati.

    Lentamente muore chi non viaggia,
    chi non legge, chi non ascolta musica,
    chi non trova grazia in se stesso.
    Muore lentamente
    chi distrugge l'amor proprio,
    chi non si lascia aiutare;
    chi passa i giorni a lamentarsi
    della propria sfortuna o della pioggia incessante.
    Lentamente muore
    chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
    chi non fa domande
    sugli argomenti che non conosce,
    chi non risponde
    quando gli chiedono qualcosa che conosce.
    Evitiamo la morte a piccole dosi,
    ricordando sempre che essere vivo
    richiede uno sforzo di gran lunga maggiore
    del semplice fatto di respirare.
    Soltanto l'ardente pazienza porterà
    al raggiungimento
    di una
    splendida felicità.


    Pablo Neruda

  3. #738
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di Francy*
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    15-06-2005
    Residenza
    toscana
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    1,202
    AlessiaVa...è meravigliosa grazie...
    "Lo Zahir è un pensiero che all'inizio ti sfiora appena e finisce per essere la sola cosa a cui riesci a pensare...."

    Paulo Coelho.


    "Sull'orlo del baratro ho capito la cosa più importante miagolò zorba"
    "Ah sì? e cosa hai capito?chiese l'umano"
    "Che vola solo chi osa farlo miagolò zorba"

  4. #739
    Postatore OGM L'avatar di willy61
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    20-09-2004
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    Albino (BG)
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    281
    Schegge di sogni
    Di Monica De Steinkuehl


    Schegge di sogni
    rimbalzano nel cielo
    mi feriscono nella notte buia
    accesa da una sola stella,
    la più luminosa di tutte

    tu,
    dolce stella
    unica scintilla
    luce del mio cuore.
    Speranza di una luna
    che stanotte
    non si vuole mostrare
    paura di una vita
    che ogni giorno
    mi vuole cambiare.
    Resisto ferma
    immobile e decisa
    senza far rumore
    ma la luce è più forte del buio
    mi lascio andare
    correndo nel cielo dell'amore
    schegge di sogni
    mi colpiscono il cuore.
    Dott. Guglielmo Rottigni
    Ordine Psicologi Lombardia n° 10126

  5. #740
    Partecipante Super Figo L'avatar di Agony
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    02-11-2004
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    1,509
    Love

    My soul was a light blue dress the color of the sky;
    I left it on a rock by the sea
    and naked I came to you, looking like a woman.
    And like a woman I sat at your table
    and drank a toast in wine, inhaling the scent of
    some roses.
    You found me beautiful, like something you saw in
    a dream,
    I forgot everything, I forgot my childhood and my
    homeland,
    I only knew that your caresses held me captive.
    And smiling you held up a mirror and asked me
    to look.
    I saw that my shoulders were made of dust and
    crumbled away,
    I saw that my beauty was sick and wished only to –
    disappear.
    Oh, hold me tight in your arms so close that
    I need nothing.


    Edith Södergran

  6. #741
    Partecipante Super Esperto L'avatar di mymelody
    Data registrazione
    21-02-2006
    Messaggi
    539
    tre fiammiferi..
    uno per guardarti gli okki
    uno per guardarti la bocca
    uno per guardarti in volto

  7. #742
    Partecipante L'avatar di Chelus
    Data registrazione
    31-10-2002
    Residenza
    Somewhere out there
    Messaggi
    39
    Tenevo un gioiello tra le dita
    e me ne andai a dormire.
    Era caldo il giorno, noioso il vento.
    Dissi "Si conserverà".

    Al risveglio non c'era più il gioiello.
    Rimproverai le dita innocenti.
    E adesso, una memoria di ametista
    è tutto quel che ho.

    Emily Dickinson
    " Andatevene ora per la vostra strada
    e onorate la Pace, la più bella di tutte le divinità " ( Euripide "Oreste" - V sec a.C.)


    "All I really need is love, but a little chocolate now and then doesn't hurt!"

  8. #743
    Partecipante L'avatar di tribalia
    Data registrazione
    31-03-2006
    Residenza
    palermo
    Messaggi
    39
    [Più d'una volta ho visto...]

    Più d'una volta ho visto lo splendido sole del mattino
    blandire le cime dei monti con sovrano sguardo,
    baciare con raggiante volto i verdi prati,
    indorare pallidi ruscelli di magica alchimia;
    E, presto, vilissime nubi sopravvennero
    a lacerare la sua divina faccia
    e lo nascosero al mondo sbigottito,
    inducendolo con vergogna a tramontare.
    Così pure, un mattino, sfolgorò il mio Sole
    e m'investì del suo splendore;
    ma, ahimé, non fu mio che per un'ora:
    una massiccia nube adesso me l'ha sottratto.
    Tuttavia, per questo, il mio amore non cessa:
    come al sole del cielo, anche ai terrestri capita d'offuscarsi.

    William Shakespeare
    porpora

  9. #744
    Partecipante L'avatar di tribalia
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    31-03-2006
    Residenza
    palermo
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    39
    Ancora ci sei



    Getta la tua paura

    all'aria

    presto

    il tuo tempo sarà finito

    presto

    il cielo crescerà

    sotto l'erba

    i tuoi sogni cadranno nel nulla



    Ancora profuma il garofano

    canta il tordo

    ancora puoi amare

    donare parole

    ancora ci sei



    sii ciò che sei

    dai ciò che hai



    Rose Auslander

  10. #745
    Partecipante L'avatar di tribalia
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    31-03-2006
    Residenza
    palermo
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    39
    Stella, mia unica stella.



    Stella,
    mia unica stella.
    Nella povertà della notte,sola,
    Per me, solo, rifulgi,
    Nella mia solitudine rifulgi,
    Ma, per me, Stella
    Che mai non finirai d'illuminare
    Un tempo ti è concesso troppo breve,
    Mi elargisci una luce Che la disperazione in me Non fa che acuire.

    Giuseppe Ungaretti

  11. #746
    Postatore Compulsivo L'avatar di sulinari
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    11-01-2005
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    provincia di Bologna
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    Il tuo più tenue sguardo
    facilmente
    mi aprirà,
    benché abbia chiuso me stesso
    come dita.
    Sempre mi apri petalo per petalo,
    come la primavera fa,
    toccando accortamente,
    misteriosamente,
    la sua prima rosa.
    E io non so quello che c´è in te che chiude e apre;
    solo, qualcosa in me comprende
    che è più profonda la voce dei tuoi occhi
    di tutte le rose.
    Nessuno,
    neanche la pioggia,
    ha così piccole mani.

    e.e.cummings

    (chissà se ..)
    qui ci sono anch'io --> http://internos7.wordpress.com/

    Perfer et obdura. Dolor hic tibi proderit olim.

  12. #747
    Partecipante L'avatar di tribalia
    Data registrazione
    31-03-2006
    Residenza
    palermo
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    39
    Sei

    Sei la mia schiavitù sei la mia libertà
    sei la mia carne che brucia
    come la nuda carne delle notti d' estate
    sei la mia patria
    tu, coi riflessi verdi dei tuoi occhi
    tu, alta e vittoriosa
    sei la mia nostalgia
    di saperti inaccessibile
    nel momento stesso
    in cui ti afferro.

    Nazim Hikmet

  13. #748
    LucyVanPelt
    Ospite non registrato

    Regala ciò che non hai...

    Occupati dei guai,
    dei problemi del tuo prossimo.
    Prenditi a cuore gli affanni,
    le esigenze di chi ti sta vicino.
    Regala agli altri la luce che non hai,
    la forza che non possiedi,
    la speranza che senti vacillare in te,
    la fiducia di cui sei privo.
    Illuminali dal tuo buio.
    Arricchiscili con la tua povertà.
    Regala un sorriso
    quando hai voglia di piangere.
    Produci serenità
    dalla tempesta che hai dentro.
    «Ecco, quello che non ho, te lo do.»
    Questo è il tuo paradosso.
    Ti accorgerai che la gioia
    a poco a poco entrerà in te,
    invaderà il tuo essere,
    diventerà veramente tua
    nella misura in cui
    l'avrai regalata agli altri.



    Alessandro Manzoni

  14. #749
    Partecipante Super Figo L'avatar di mircalla
    Data registrazione
    05-05-2005
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    1,718
    ...Occorrerebbe un Sahara per urlarvi a volontà, o le rive di un mare elegiaco e impetuoso per mescolare ai suoi lamenti sfrenati i nostri più sfrenati ancora. I parossismi esigono la cornice di un sublime caricaturale, di un infinito apoplettico, la visione di un'impiccagione in cui fosse il firmamento a fungere da patibolo per le nostre carcasse e i nostri elementi

    We cannot cling to the old dreams anymore

    ...There's rosemary, that's for remembrance. Pray you, love, remember. And there is pansies, that's for thoughts...

    I’ve been stabbed in the back
    So many many times
    I don’t have any skin
    But that’s just the way it goes

  15. #750

    Moonlight
    L'avatar di *VeReNa7*
    Data registrazione
    21-02-2006
    Residenza
    ...dormendo sospesa a due stelle del cielo...
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    I' cominciai: «Poeta, volontieri
    parlerei a quei due che 'nsieme vanno,
    e paion sì al vento esser leggeri».

    Ed elli a me: «Vedrai quando saranno
    più presso a noi; e tu allor li priega
    per quello amor che i mena, ed ei verranno».

    Sì tosto come il vento a noi li piega,
    mossi la voce: «O anime affannate,
    venite a noi parlar, s'altri nol niega!».

    Quali colombe dal disio chiamate
    con l'ali alzate e ferme al dolce nido
    vegnon per l'aere dal voler portate;

    cotali uscir de la schiera ov'è Dido,
    a noi venendo per l'aere maligno,
    sì forte fu l'affettuoso grido.

    «O animal grazioso e benigno
    che visitando vai per l'aere perso
    noi che tignemmo il mondo di sanguigno,

    se fosse amico il re de l'universo,
    noi pregheremmo lui de la tua pace,
    poi c'hai pietà del nostro mal perverso.

    Di quel che udire e che parlar vi piace,
    noi udiremo e parleremo a voi,
    mentre che 'l vento, come fa, ci tace.

    Siede la terra dove nata fui
    su la marina dove 'l Po discende
    per aver pace co' seguaci sui.

    Amor, ch'al cor gentil ratto s'apprende
    prese costui de la bella persona
    che mi fu tolta; e 'l modo ancor m'offende.

    Amor, ch'a nullo amato amar perdona,
    mi prese del costui piacer sì forte,
    che, come vedi, ancor non m'abbandona.

    Amor condusse noi ad una morte:
    Caina attende chi a vita ci spense».
    Queste parole da lor ci fuor porte.

    Quand'io intesi quell'anime offense,
    china' il viso e tanto il tenni basso,
    fin che 'l poeta mi disse: «Che pense?».

    Quando rispuosi, cominciai: «Oh lasso,
    quanti dolci pensier, quanto disio
    menò costoro al doloroso passo!».

    Poi mi rivolsi a loro e parla' io,
    e cominciai: «Francesca, i tuoi martìri
    a lagrimar mi fanno tristo e pio.

    Ma dimmi: al tempo d'i dolci sospiri,
    a che e come concedette Amore
    che conosceste i dubbiosi disiri?».

    E quella a me: «Nessun maggior dolore
    che ricordarsi del tempo felice
    ne la miseria; e ciò sa 'l tuo dottore.

    Ma s'a conoscer la prima radice
    del nostro amor tu hai cotanto affetto,
    dirò come colui che piange e dice.

    Noi leggiavamo un giorno per diletto
    di Lancialotto come amor lo strinse;
    soli eravamo e sanza alcun sospetto.

    Per più fiate li occhi ci sospinse
    quella lettura, e scolorocci il viso;
    ma solo un punto fu quel che ci vinse.

    Quando leggemmo il disiato riso
    esser basciato da cotanto amante,
    questi, che mai da me non fia diviso,

    la bocca mi basciò tutto tremante.
    Galeotto fu 'l libro e chi lo scrisse:
    quel giorno più non vi leggemmo avante».

    Mentre che l'uno spirto questo disse,
    l'altro piangea; sì che di pietade
    io venni men così com'io morisse.

    E caddi come corpo morto cade.

    Dante "Divina Commedia" (V canto)

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