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  1. #736
    Megiston Matema
    Ospite non registrato

    Riferimento: Transfert o relazione (il transfert: "l'alfa e l'omega" della psicoterap

    Cara Complicata,
    non puoi chiedere a un lacaniano come Ikaro di essere più comprensibile, sarebbe come chiedergli di andare contro natura. Un lacaniano parla con “lalangue” (cioè la lingua tutta attaccata, come carta moschicida o come quella del camaleonte), al contrario di noi tutti; è difficile vederlo tutto intero, perché è un “soggetto-barrato”; e anche la sua donna è “non-tutta” (come i quadri di Picasso); se dice qualche cazzata non è mica colpa sua, è il “discorso dell’Altro”; la mattina non si fa la barba, attraversa solo lo “stadio dello specchio”; più tardi va a raccogliere i ravanelli per l’insalata nel “campo dei significanti”, e i ravanelli si sa, sono come le ciliege, uno tira l’altro, così in breve abbiamo la “catena dei significanti”; quando parla bisogna stare attenti, perché se sei un ottimista noterai la sua “parola piena”, mentre se sei pessimista, troverai la sua “parola vuota”; in chiesa comincia sempre a farsi il segno della croce a partire dal “significante fondamentale del nome del padre”, poi per evitare la psicosi, fa attenzione che “il Nome - del – Padre, verworfen, precluso, cioè mai giunto al posto dell’Altro, vi sia chiamato in opposizione simbolica al soggetto” (J. Lacan, Una questione preliminare ad ogni possibile trattamento della psicosi, in Scritti, Einaudi, Torino, 1974, 2 vol., p. 554). Se malauguratamente dovesse accadere questa disgrazia, si ha lo “scatenamento” di un tipo generalmente pacifico, bonario, quasi “stordito” (etourdit); non bisogna farsi influenzare da quell’aria saccente che talvolta assume, da “soggetto supposto sapere”, generalmente è ben consapevole della sua “mancanza a-essere” e questo è motivo per lui di “béance”.
    E’ un tipo soggetto ad automatismi, in particolar modo a quello di de Clérambault; pensa sempre al “godimento” e al “fallo”, ma anche qui non è colpa sua ... è il “godimento dell’Altro”; ha idee bizzarre, come quella di accoppiare il filosofo Immanuel Kant col marchese Donatien-Alphonse-François de Sade e ritrovarsi così “tra-due-morti”.
    Invece di recitare il rosario, sgranando le singole perline, lui recita in continuazione il “Wo es war ...”. In genere i lacaniani non sono esseri solitari, vivono in branchi denominati “cartels” (come quelli colombiani); mentre tutti gli altri animali si spulciano fra di loro, i lacaniani fanno la “passe” (passe e spasse sutta stu balcone ....), un gioco di società dove un “passant” ha bisogno di almeno due “passeurs” a cui raccontare la sua esperienza analitica per rendersi conto di aver fatto un’analisi.
    Anche quando vanno a comprare il pane sono sempre indecisi fra Urteilskraft e Einbildungskraft, il panettiere che ormai li conosce gli da sempre la solita baguette (quella preferita da Lacan).
    Se vanno a Milano, appena avvistato un ghisa sono li a chiedergli: “Eschiusmi, Je n’en veux rien savuar ... - o era - noio vulevam savuar l’inderiss ....”. Sulla marcia indietro della loro auto hanno scritto nachtrag”.
    Vanno in estasi, con godimenti multipli, di fronte ad un geroglifico, al codice di Hammurabi scritto in akkadico, ai bugiardini dei farmaci e agli scritti di Lacan scritti in lacaniano, non degnano di alcuna considerazione tutto il resto.
    Sembra che i loro pazienti facciano spesso uso di un interprete dal lacaniano all’italiano e viceversa, per poter dialogare col loro analista.
    In parole brevi, mia cara, se vuoi davvero comprendere un lacaniano hai bisogno di Roberto Calderoli a fianco, in qualità di ministro per la semplificazione.

    Buona domenica .

    P.S. Cari amici lacaniani, perdonatemi ... si celia .
    Ultima modifica di Megiston Matema : 24-01-2010 alle ore 10.28.14

  2. #737
    Partecipante Super Figo L'avatar di ikaro78
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    Milano
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    Riferimento: Transfert o relazione (il transfert: "l'alfa e l'omega" della psicoterap

    Cara Complicata,
    non puoi chiedere a un lacaniano come Ikaro di essere più comprensibile, sarebbe come chiedergli di andare contro natura. Un lacaniano parla con “lalangue” (cioè la lingua tutta attaccata, come carta moschicida o come quella del camaleonte), al contrario di noi tutti; è difficile vederlo tutto intero, perché è un “soggetto-barrato”; e anche la sua donna è “non-tutta” (come i quadri di Picasso); se dice qualche cazzata non è mica colpa sua, è il “discorso dell’Altro”; la mattina non si fa la barba, attraversa solo lo “stadio dello specchio”; più tardi va a raccogliere i ravanelli per l’insalata nel “campo dei significanti”, e i ravanelli si sa, sono come le ciliege, uno tira l’altro, così in breve abbiamo la “catena dei significanti”; quando parla bisogna stare attenti, perché se sei un ottimista noterai la sua “parola piena”, mentre se sei pessimista, troverai la sua “parola vuota”; in chiesa comincia sempre a farsi il segno della croce a partire dal “significante fondamentale del nome del padre”, poi per evitare la psicosi, fa attenzione che “il Nome - del – Padre, verworfen, precluso, cioè mai giunto al posto dell’Altro, vi sia chiamato in opposizione simbolica al soggetto” (J. Lacan, Una questione preliminare ad ogni possibile trattamento della psicosi, in Scritti, Einaudi, Torino, 1974, 2 vol., p. 554). Se malauguratamente dovesse accadere questa disgrazia, si ha lo “scatenamento” di un tipo generalmente pacifico, bonario, quasi “stordito” (etourdit); non bisogna farsi influenzare da quell’aria saccente che talvolta assume, da “soggetto supposto sapere”, generalmente è ben consapevole della sua “mancanza a-essere” e questo è motivo per lui di “béance”.
    E’ un tipo soggetto ad automatismi, in particolar modo a quello di de Clérambault; pensa sempre al “godimento” e al “fallo”, ma anche qui non è colpa sua ... è il “godimento dell’Altro”; ha idee bizzarre, come quella di accoppiare il filosofo Immanuel Kant col marchese Donatien-Alphonse-François de Sade e ritrovarsi così “tra-due-morti”.
    Invece di recitare il rosario, sgranando le singole perline, lui recita in continuazione il “Wo es war ...”. In genere i lacaniani non sono esseri solitari, vivono in branchi denominati “cartels” (come quelli colombiani); mentre tutti gli altri animali si spulciano fra di loro, i lacaniani fanno la “passe” (passe e spasse sutta stu balcone ....), un gioco di società dove un “passant” ha bisogno di almeno due “passeurs” a cui raccontare la sua esperienza analitica per rendersi conto di aver fatto un’analisi.
    Anche quando vanno a comprare il pane sono sempre indecisi fra Urteilskraft e Einbildungskraft, il panettiere che ormai li conosce gli da sempre la solita baguette (quella preferita da Lacan).
    Se vanno a Milano, appena avvistato un ghisa sono li a chiedergli: “Eschiusmi, Je n’en veux rien savuar ... - o era - noio vulevam savuar l’inderiss ....”. Sulla marcia indietro della loro auto hanno scritto nachtrag”.
    Vanno in estasi, con godimenti multipli, di fronte ad un geroglifico, al codice di Hammurabi scritto in akkadico, ai bugiardini dei farmaci e agli scritti di Lacan scritti in lacaniano, non degnano di alcuna considerazione tutto il resto.
    Sembra che i loro pazienti facciano spesso uso di un interprete dal lacaniano all’italiano e viceversa, per poter dialogare col loro analista.
    In parole brevi, mia cara, se vuoi davvero comprendere un lacaniano hai bisogno di Roberto Calderoli a fianco, in qualità di ministro per la semplificazione.

    Buona domenica .

    P.S. Cari amici lacaniani, perdonatemi ... si celia .
    Cara complicata,
    considera che Megiston sta alla psicoanalisi come Baldan Bembo sta alla musica italiana, ogni tanto scrive cose decenti che fanno kolklore (tipo L'amico è), ma in generale è un rosicone, anche un po' sfigato ... Poi vabbè, vedi tu cosa fartene dei suoi scritti, io lo trovo a suo modo divertente!

    Saluti,
    ikaro

  3. #738
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di luigi '84
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    Riferimento: Transfert o relazione (il transfert: "l'alfa e l'omega" della psicoterap

    Citazione Originalmente inviato da Char_Lie Visualizza messaggio
    appunto per questo ho il buonsenso di non spacciarle per pensieri profondi, restano commenti piuttosto modesti da uomo della strada.

    Comunque che sono cazzate però poi lo si dovrebbe riuscire a mostrare, se no risulta tutto troppo semplice.
    Ma quanta modestia charlie! Suvvia! L'uomo della strada non pretende mica che le sue cazzate siano poste al vaglio della dimostrazione...se il suo buon senso gli detta modestia poi che fa? Vuole pure esser preso sul serio?

    Saluti,
    Luigi

  4. #739
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    Riferimento: Transfert o relazione (il transfert: "l'alfa e l'omega" della psicoterap

    Come farò a smaltire tutta questa corrispondenza!

    Prego, signori, il thread è tutto vostro!

  5. #740
    Partecipante Super Esperto L'avatar di lalangue
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    Riferimento: Transfert o relazione (il transfert: "l'alfa e l'omega" della psicoterap

    Citazione Originalmente inviato da Megiston Matema Visualizza messaggio
    Cara Complicata,
    non puoi chiedere a un lacaniano come Ikaro di essere più comprensibile, sarebbe come chiedergli di andare contro natura. Un lacaniano parla con “lalangue” (cioè la lingua tutta attaccata, come carta moschicida o come quella del camaleonte), al contrario di noi tutti; è difficile vederlo tutto intero, perché è un “soggetto-barrato”; e anche la sua donna è “non-tutta” (come i quadri di Picasso); se dice qualche cazzata non è mica colpa sua, è il “discorso dell’Altro”; la mattina non si fa la barba, attraversa solo lo “stadio dello specchio”; più tardi va a raccogliere i ravanelli per l’insalata nel “campo dei significanti”, e i ravanelli si sa, sono come le ciliege, uno tira l’altro, così in breve abbiamo la “catena dei significanti”; quando parla bisogna stare attenti, perché se sei un ottimista noterai la sua “parola piena”, mentre se sei pessimista, troverai la sua “parola vuota”; in chiesa comincia sempre a farsi il segno della croce a partire dal “significante fondamentale del nome del padre”, poi per evitare la psicosi, fa attenzione che “il Nome - del – Padre, verworfen, precluso, cioè mai giunto al posto dell’Altro, vi sia chiamato in opposizione simbolica al soggetto” (J. Lacan, Una questione preliminare ad ogni possibile trattamento della psicosi, in Scritti, Einaudi, Torino, 1974, 2 vol., p. 554). Se malauguratamente dovesse accadere questa disgrazia, si ha lo “scatenamento” di un tipo generalmente pacifico, bonario, quasi “stordito” (etourdit); non bisogna farsi influenzare da quell’aria saccente che talvolta assume, da “soggetto supposto sapere”, generalmente è ben consapevole della sua “mancanza a-essere” e questo è motivo per lui di “béance”.
    E’ un tipo soggetto ad automatismi, in particolar modo a quello di de Clérambault; pensa sempre al “godimento” e al “fallo”, ma anche qui non è colpa sua ... è il “godimento dell’Altro”; ha idee bizzarre, come quella di accoppiare il filosofo Immanuel Kant col marchese Donatien-Alphonse-François de Sade e ritrovarsi così “tra-due-morti”.
    Invece di recitare il rosario, sgranando le singole perline, lui recita in continuazione il “Wo es war ...”. In genere i lacaniani non sono esseri solitari, vivono in branchi denominati “cartels” (come quelli colombiani); mentre tutti gli altri animali si spulciano fra di loro, i lacaniani fanno la “passe” (passe e spasse sutta stu balcone ....), un gioco di società dove un “passant” ha bisogno di almeno due “passeurs” a cui raccontare la sua esperienza analitica per rendersi conto di aver fatto un’analisi.
    Anche quando vanno a comprare il pane sono sempre indecisi fra Urteilskraft e Einbildungskraft, il panettiere che ormai li conosce gli da sempre la solita baguette (quella preferita da Lacan).
    Se vanno a Milano, appena avvistato un ghisa sono li a chiedergli: “Eschiusmi, Je n’en veux rien savuar ... - o era - noio vulevam savuar l’inderiss ....”. Sulla marcia indietro della loro auto hanno scritto nachtrag”.
    Vanno in estasi, con godimenti multipli, di fronte ad un geroglifico, al codice di Hammurabi scritto in akkadico, ai bugiardini dei farmaci e agli scritti di Lacan scritti in lacaniano, non degnano di alcuna considerazione tutto il resto.
    Sembra che i loro pazienti facciano spesso uso di un interprete dal lacaniano all’italiano e viceversa, per poter dialogare col loro analista.
    In parole brevi, mia cara, se vuoi davvero comprendere un lacaniano hai bisogno di Roberto Calderoli a fianco, in qualità di ministro per la semplificazione.

    Buona domenica .

    P.S. Cari amici lacaniani, perdonatemi ... si celia .


    Mi hai fatto schiattare!

    Ogni tanto il Witz ci sta
    Citazione Originalmente inviato da complicata Visualizza messaggio
    Ma per caso la reincarnazione di Freud è Tinto Brass?
    La descrizione calzerebbe a pennello, manca solo il cubano..
    Sorella Psicoanalisi e Il Piccolo Mondo Antico

  6. #741
    benedetta14
    Ospite non registrato

    Riferimento: Transfert o relazione (il transfert: "l'alfa e l'omega" della psicoterap

    Citazione Originalmente inviato da Megiston Matema Visualizza messaggio
    Cara Complicata,
    non puoi chiedere a un lacaniano come Ikaro di essere più comprensibile, sarebbe come chiedergli di andare contro natura. Un lacaniano parla con “lalangue” (cioè la lingua tutta attaccata, come carta moschicida o come quella del camaleonte), al contrario di noi tutti; è difficile vederlo tutto intero, perché è un “soggetto-barrato”; e anche la sua donna è “non-tutta” (come i quadri di Picasso); se dice qualche cazzata non è mica colpa sua, è il “discorso dell’Altro”; la mattina non si fa la barba, attraversa solo lo “stadio dello specchio”; più tardi va a raccogliere i ravanelli per l’insalata nel “campo dei significanti”, e i ravanelli si sa, sono come le ciliege, uno tira l’altro, così in breve abbiamo la “catena dei significanti”; quando parla bisogna stare attenti, perché se sei un ottimista noterai la sua “parola piena”, mentre se sei pessimista, troverai la sua “parola vuota”; in chiesa comincia sempre a farsi il segno della croce a partire dal “significante fondamentale del nome del padre”, poi per evitare la psicosi, fa attenzione che “il Nome - del – Padre, verworfen, precluso, cioè mai giunto al posto dell’Altro, vi sia chiamato in opposizione simbolica al soggetto” (J. Lacan, Una questione preliminare ad ogni possibile trattamento della psicosi, in Scritti, Einaudi, Torino, 1974, 2 vol., p. 554). Se malauguratamente dovesse accadere questa disgrazia, si ha lo “scatenamento” di un tipo generalmente pacifico, bonario, quasi “stordito” (etourdit); non bisogna farsi influenzare da quell’aria saccente che talvolta assume, da “soggetto supposto sapere”, generalmente è ben consapevole della sua “mancanza a-essere” e questo è motivo per lui di “béance”.
    E’ un tipo soggetto ad automatismi, in particolar modo a quello di de Clérambault; pensa sempre al “godimento” e al “fallo”, ma anche qui non è colpa sua ... è il “godimento dell’Altro”; ha idee bizzarre, come quella di accoppiare il filosofo Immanuel Kant col marchese Donatien-Alphonse-François de Sade e ritrovarsi così “tra-due-morti”.
    Invece di recitare il rosario, sgranando le singole perline, lui recita in continuazione il “Wo es war ...”. In genere i lacaniani non sono esseri solitari, vivono in branchi denominati “cartels” (come quelli colombiani); mentre tutti gli altri animali si spulciano fra di loro, i lacaniani fanno la “passe” (passe e spasse sutta stu balcone ....), un gioco di società dove un “passant” ha bisogno di almeno due “passeurs” a cui raccontare la sua esperienza analitica per rendersi conto di aver fatto un’analisi.
    Anche quando vanno a comprare il pane sono sempre indecisi fra Urteilskraft e Einbildungskraft, il panettiere che ormai li conosce gli da sempre la solita baguette (quella preferita da Lacan).
    Se vanno a Milano, appena avvistato un ghisa sono li a chiedergli: “Eschiusmi, Je n’en veux rien savuar ... - o era - noio vulevam savuar l’inderiss ....”. Sulla marcia indietro della loro auto hanno scritto nachtrag”.
    Vanno in estasi, con godimenti multipli, di fronte ad un geroglifico, al codice di Hammurabi scritto in akkadico, ai bugiardini dei farmaci e agli scritti di Lacan scritti in lacaniano, non degnano di alcuna considerazione tutto il resto.
    Sembra che i loro pazienti facciano spesso uso di un interprete dal lacaniano all’italiano e viceversa, per poter dialogare col loro analista.
    In parole brevi, mia cara, se vuoi davvero comprendere un lacaniano hai bisogno di Roberto Calderoli a fianco, in qualità di ministro per la semplificazione.

    Buona domenica .

    P.S. Cari amici lacaniani, perdonatemi ... si celia .
    Citazione Originalmente inviato da ikaro78
    Cara complicata,
    considera che Megiston sta alla psicoanalisi come Baldan Bembo sta alla musica italiana, ogni tanto scrive cose decenti che fanno kolklore (tipo L'amico è), ma in generale è un rosicone, anche un po' sfigato ... Poi vabbè, vedi tu cosa fartene dei suoi scritti, io lo trovo a suo modo divertente!

    Saluti,
    ikaro
    Citazione Originalmente inviato da complicata
    Come farò a smaltire tutta questa corrispondenza!

    Prego, signori, il thread è tutto vostro!
    Citazione Originalmente inviato da lalangue
    Ogni tanto il Witz ci sta
    Meravigliosi!
    Come si fa a non frequentare questo thread?

  7. #742
    Banned
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    Riferimento: Transfert o relazione (il transfert: "l'alfa e l'omega" della psicoterap

    Citazione Originalmente inviato da luigi '84
    L'uomo della strada non pretende mica che le sue cazzate siano poste al vaglio della dimostrazione
    Proprio perché ragiono in modo semplice preferirei che si spieghi perché sono cazzate, tutto qui. Io poi ho detto che è possibile che dico cazzate non l'ho dato per certo, però me lo si deve pur mostrare.
    Io una frase del filosofo ho commentato e ti ho chiesto in che modo andava interpretata, visto che per te la mia interpretazione era una cazzata. Se la pensi così devi pur avere un'idea di cosa significhi quella espressione. Tu però dici solo che io dico cazzate ma non ti esponi, devi anche spiegarlo perché sono cazzate, quando poi l'avrò capito dirò anche io che quello che avevo scritto era una cazzata, e saremo tutti d'accordo .
    Se per te va bene comportarsi così allora posso dire anche io che sei tu a scrivere cazzate senza aggiungere nulla, siamo sullo stesso piano, bisogna pur spiegare però in cosa consiste l'errore se si crede che sia annidato da qualche parte un errore.

    Saluti
    Ultima modifica di Char_Lie : 24-01-2010 alle ore 15.22.59

  8. #743
    Megiston Matema
    Ospite non registrato

    Riferimento: Transfert o relazione (il transfert: "l'alfa e l'omega" della psicoterap

    Citazione Originalmente inviato da ikaro78 Visualizza messaggio
    Cara complicata,
    considera che Megiston sta alla psicoanalisi come Baldan Bembo sta alla musica italiana, ogni tanto scrive cose decenti che fanno kolklore (tipo L'amico è), ma in generale è un rosicone, anche un po' sfigato ... Poi vabbè, vedi tu cosa fartene dei suoi scritti, io lo trovo a suo modo divertente!

    Saluti,
    ikaro
    Carissimo,
    dopo questo difficilmente ci sarà ancora qualcuno disposto a dare credito al tuo proverbiale senso dell'umorismo
    Saluti

  9. #744
    Megiston Matema
    Ospite non registrato

    Riferimento: Transfert o relazione (il transfert: "l'alfa e l'omega" della psicoterap

    Citazione Originalmente inviato da lalangue Visualizza messaggio


    Mi hai fatto schiattare!

    Ogni tanto il Witz ci sta
    Ho ragione o no? La gente comune l'avrebbe chiamato "scherzo", "quattro cazzate in allegria", "famose du risate"; e invece Lui lo chiama "witz" ... ma allora è proprio un witzio!!!
    Ciao

  10. #745
    Partecipante Super Figo L'avatar di ikaro78
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    Riferimento: Transfert o relazione (il transfert: "l'alfa e l'omega" della psicoterap

    Carissimo,
    dopo questo difficilmente ci sarà ancora qualcuno disposto a dare credito al tuo proverbiale senso dell'umorismo
    Saluti
    Se così fosse me ne farò una ragione, ma fossi in te non ne sarei così sicuro! Comunque per una volta ero serio, come no...
    Ultima modifica di ikaro78 : 24-01-2010 alle ore 18.04.43

  11. #746
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di luigi '84
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    Riferimento: Transfert o relazione (il transfert: "l'alfa e l'omega" della psicoterap

    Citazione Originalmente inviato da Char_Lie Visualizza messaggio
    Proprio perché ragiono in modo semplice preferirei che si spieghi perché sono cazzate, tutto qui. Io poi ho detto che è possibile che dico cazzate non l'ho dato per certo, però me lo si deve pur mostrare.
    Io una frase del filosofo ho commentato e ti ho chiesto in che modo andava interpretata, visto che per te la mia interpretazione era una cazzata. Se la pensi così devi pur avere un'idea di cosa significhi quella espressione. Tu però dici solo che io dico cazzate ma non ti esponi, devi anche spiegarlo perché sono cazzate, quando poi l'avrò capito dirò anche io che quello che avevo scritto era una cazzata, e saremo tutti d'accordo .
    Se per te va bene comportarsi così allora posso dire anche io che sei tu a scrivere cazzate senza aggiungere nulla, siamo sullo stesso piano, bisogna pur spiegare però in cosa consiste l'errore se si crede che sia annidato da qualche parte un errore.

    Saluti
    Su su charlie! In fondo si scherza! Lo sai che non sono proprio abituato a dire come stanno le cose...però a volte me le tiri! Tipo la ''filosofia delle mazzate''...micidiale!
    In ogni caso, non devo certo essere io a dirti perchè una tua stupidina affermazione è fuori luogo...il dubbio dovrebbe essere tutto tuo; come pure la necessità di non risolvere le cose con questa storia della 'semplicità'! Ma che significa poi? Uno decide di essere semplice e quindi anche un filosofo come Nietzsche lo diventa? Io le cose che ritengo complesse le metto da parte per un pò, non riesco ad afferrarle, è inutile che mi sforzi...magari le riprenderò in un secondo momento...ma non pretendo di risolverle ne tantomeno spero che qualcuno sia 'semplice' con me giusto perchè io non ci arrivo; aspetto...
    Per esempio, leggere Lacan è una operazione difficile, la trovo difficile: lo leggo in pillole e chiedo spesso chiarimenti a chi ne sa più di me...di certo non mi permetto nemmeno di avanzare ipotesi temerarie. Ma questa è una questione di carattere: io provo quasi un timore reverenziale per certi uomini, un rispetto 'religioso' per alcune avventure intellettuali. Tutto qui.

    Saluti,
    Luigi

  12. #747
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    Riferimento: Transfert o relazione (il transfert: "l'alfa e l'omega" della psicoterap

    Mi associo allo sganasciamento generale...spiace per Icaro permalosissssimo...ma era divertente davvero!!!


    Giulietta.O

  13. #748
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    Riferimento: Transfert o relazione (il transfert: "l'alfa e l'omega" della psicoterap

    Sul "witz" però, e a discapito di Lalangue, va fatta precisazione: si riferisce a battute o storielle autoironiche...

    Giulietta.O

  14. #749
    Partecipante Super Figo L'avatar di ikaro78
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    Riferimento: Transfert o relazione (il transfert: "l'alfa e l'omega" della psicoterap

    Mi associo allo sganasciamento generale...spiace per Icaro permalosissssimo...ma era divertente davvero!!!
    Ma guarda che Megiston fa ridere anche a me!
    Però non scomoderei il Witz, che è un guizzo dell'inconscio, non una cosa studiata a tavolino, con tanto di pagina dell'edizione Einaudi... Suvvia!

  15. #750
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    Riferimento: Transfert o relazione (il transfert: "l'alfa e l'omega" della psicoterap

    Ma questi lacaniani sono fra i più terribili, vero?

    Scusate, lo chiedo perchè in qualche modo l'ho sentito dire.

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