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Discussione: Dentro i libri

  1. #766
    Postatore Epico L'avatar di Rebeccap
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    05-09-2003
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    Nei pressi di Napoli (raggiungibile in 10 minuti se in macchina o 1 ora se col pullman)
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    5,434
    Incomincio a capire che il nostro appetito per i libri è come il nostro appetito per il cibo: il cervello ci avverte quando abbiamo bisogno dell’equivalente letterario dell’insalata, o del cioccolato, o di carne e patate.
    Nick Hornby – Una Vita da Lettore

  2. #767
    Partecipante Super Esperto L'avatar di Eleonora81
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    19-10-2006
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    Pugni - Pietro Grossi


    Boxe

    Ogni tanto ti accadono però cose che ti cambiano la vita.E hai voglia poi a tornare indietro e dire no,mi piaceva più prima.Ormai il vaso è rotto e quella roba che c’era dentro adesso è là sul tavolo e pian piano si asciuga e mostra il mondo com’è davvero;magari un po’ colorato,ma così com’è.Succede che un giorno vedi la rabbia e scopri cos’è il sudore.

    Tutto però era a suo modo diverso.Tutto da un momento all’altro era vero.Forse è questo che vuol dire crescere,rendersi conto di come stanno veramente le cose.Se ci pensi è tanto affascinante quanto triste,e per quanto sai che non potresti vivere altrimenti,lo dici ugualmente con una vena di malinconia.

    C’è chi il coltello lo usa per uccidere e chi per affettarsi una mela.Lo stesso coltello,e tutto ciò che c’è nel mezzo,è il mondo diverso per ognuno di noi

  3. #768
    Partecipante Super Figo L'avatar di Agony
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    02-11-2004
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    La solitudine grida

    W.R.

  4. #769
    Partecipante Super Figo L'avatar di mircalla
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    05-05-2005
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    Colui che prende coscienza in sè di questa contraddizione esplosiva conosce la vera soitudine, quella del mostro, frustrato dalla Natura e dalla Società: egli vive fino al limite estremo, fino all'impossibile, questa solitudine latente, larvata, che è la nostra e che noi cerchiamo di passare sotto silenzio.

    Jean Paul Sartre
    ...Occorrerebbe un Sahara per urlarvi a volontà, o le rive di un mare elegiaco e impetuoso per mescolare ai suoi lamenti sfrenati i nostri più sfrenati ancora. I parossismi esigono la cornice di un sublime caricaturale, di un infinito apoplettico, la visione di un'impiccagione in cui fosse il firmamento a fungere da patibolo per le nostre carcasse e i nostri elementi

    We cannot cling to the old dreams anymore

    ...There's rosemary, that's for remembrance. Pray you, love, remember. And there is pansies, that's for thoughts...

    I’ve been stabbed in the back
    So many many times
    I don’t have any skin
    But that’s just the way it goes

  5. #770
    Postatore Compulsivo L'avatar di HellSt0rm
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    02-03-2004
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    Maleventum
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    Sono una bella cosa la contentezza, l'assenza di dolore, le giornate tollerabili e accucciate nelle quali nè il dolore nè il piacere osano alzar la voce, ma tutto bisbiglia e cammina in punta di piedi. Se non che io sono purtroppo fatto così, non sopporto questa contentezza, che dopo un pò mi diventa odiosa e insopportabile e ributtante, e devo rifugiarmi disperato in altre atmosfere, possibilmente passando per le vie del piacere ma, in caso di bisogno, anche per le vie del dolore.

    Herman Hesse - Il lupo della steppa
    "La sincerità è il primo passo verso la solitudine..."

    "Chi parla male degli altri con te, parla male di te con gli altri"

    "Ste pagliacciate e fann sul e viv, nuje simm serie, appartenimm a mort!"

    A computer is like an air conditioner, it stops working when you open Windows.

    Prendete e cliccatene tutti...questo è un mio video

    Omen Mortis Live @ Heinjoy

    Omen Mortis - Delirium Tremens live @ Heinjoy

  6. #771
    Postatore Epico L'avatar di Alessia Va
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    "Tu sei come una castagna ancora chiusa nel riccio, spinosa fuori ma morbida dentro e con una polpa dolcissima accuratamente protetta. Un giorno incontrerai l’amore e le spine non pungeranno più".
    "E’ il gelo che fa cadere i ricci, Meg, e a volte ci vuole anche una buona scrollata. Un mucchio di ragazzi vanno per castagne, ma io non ho intenzione di farmi mettere nel sacco".

    Il dolore è la chiave migliore per aprire certi cuori e quello di Jo era quasi pronto a finire nel sacco di castagne. Per aprire il riccio mancava ancora un po’ di sole e, per raccogliere il frutto, non ci voleva la mano inesperta di un ragazzo bensì quella di un uomo che sapesse farlo con dolcezza e comprensione.

    "Aspettami amica mia. Forse tarderò un poco, ma non temere, verrò".


    Piccole Donne Crescono – L.M.Alcott

  7. #772
    Postatore Compulsivo L'avatar di sulinari
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    “Ma che mi importa delle leggi della natura e dell’aritmetica, quando per un qualche motivo queste leggi e il “due per due fa quattro” non mi piacciono? Va da sé che non abbatterò un muro simile a testate, se dovesse risultare che le mie forze non basteranno ad abbatterlo, ma comunque non riconcilierò certo con esso per l’unica ragione che quel muro di pietra mi sta davanti e che le mie forze non bastano. (...) Il due per due quattro, secondo me, è solamente un’insolenza. Il due per due quattro se ne sta lì come uno smargiasso, si piazza proprio in mezzo alla vostra strada, con le mani sui fianchi e sputacchia.
    Sono d’accordo che il due per due quattro sia cosa eccellente; ma se bisogna proprio far delle lodi, allora anche il due per due cinque è talvolta una cosetta proprio graziosa.”
    Memorie dal sottosuolo. F. Dostoevskij
    qui ci sono anch'io --> http://internos7.wordpress.com/

    Perfer et obdura. Dolor hic tibi proderit olim.

  8. #773
    Postatore Epico L'avatar di Alessia Va
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    “Che cosa fa muovere le mie gambe, nonno?” chiese una sera il filosofo in erba, osservando quella parte cosi attiva del suo corpo prima di venire messo a letto.
    “La tua piccola mente, Demi” rispose il saggio, accarezzandogli i riccioli biondi.
    “Che cos’è la piccola mente?”
    “E’ qualcosa che fa muovere il tuo corpo come la molla dell’orologio fa muovere le rotelle. Te l’ho fatto vedere una volta, ricordi?”.
    “Allora aprimi, voglio vedere se dentro ho le molle anch’io”.
    “Non si può, Demi. È stato il buon Dio a darti la carica e andrai avanti finché non deciderà di fermarti”.
    “Davvero? Sono davvero caricato come un orologio?” disse strabiliato il piccolo sgranando gli occhi.
    “Si, ma non posso mostrarti come, perché veniamo caricati quando non vediamo”.
    Demi si sdraiò sulla schiena come se aspettasse di sentirsi caricare da qualcuno, poi, serio serio, disse:
    “Io credo che Dio mi carica quando dormo”.


    Piccole Donne Crescono – L.M.Alcott

  9. #774
    Francy
    Ospite non registrato
    "Francesca è la donna che amo. E' un arcipelago. Un insieme di meravigliose isole che io, navigando nelle loro acque, visito in tutte le loro delicate forme. Di lei conosco ogni piccola sfumatura, ogni minuscolo dettaglio. Conosco i suoi silenzi, la sua gioia. I suoi mille profumi, l'ombra dei suoi baci, la carezza del suo sguardo. Amo la rotondità della sua calligrafia. La luminosità delle sue spalle nude e il suo collo a cui ho sussurrato i miei più intimi segreti. Sono incantato dalla capacità che hanno le sue mani di creare attimi di eternità dentro di me. Adoro i territori dove mi conduce quando mi abbraccia. Territori che conosco pur non essendoci mai stato. E nonostante tutta questa conoscenza riesco ancora a emozionarmi e a regalarmi istanti di stupore. Lo so sono sdolcinato, stucchevole e patetico, ma non posso farci niente. Credo sia la conseguenza naturale di quando si incontra finalmente il piede che calza alla perfezione la scarpetta che tengo in mano da anni".

    "Un posto nel mondo" - Fabio Volo

  10. #775
    Partecipante Super Figo L'avatar di mircalla
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    Allora le persone che non conoscono intelligenza e virtù, che badano sempre alla buona tavola e a simili cose, vengono trasportate, sembra, in giù, e poi nuovamente indietro sino alla posizione mediana; e così errano per tutta la vita; e mai, superando questo limite, hanno innalzato lo sguardo a ciò che è veramente alto nè mai vi sono state trasportate, nè mai si sono realmente riempite di ciò che è, nè hanno gustato un solido e puro piacere. Ma, come bestie, tengono sempre lo sguardo in giù, curve verso il suolo e le loro mense, e pascolano rimpinzandosi e montando; per la smodata cupidigia di questi piaceri si prendono a calci e a cornate, e s'ammazzano a vicenda con corna e zoccoli ferrei. La causa è l'insaziabilità, perché non riempiono di cose reali la parte loro che è serbata.

    Repubblica Libro IX, 586 | Platone
    ...Occorrerebbe un Sahara per urlarvi a volontà, o le rive di un mare elegiaco e impetuoso per mescolare ai suoi lamenti sfrenati i nostri più sfrenati ancora. I parossismi esigono la cornice di un sublime caricaturale, di un infinito apoplettico, la visione di un'impiccagione in cui fosse il firmamento a fungere da patibolo per le nostre carcasse e i nostri elementi

    We cannot cling to the old dreams anymore

    ...There's rosemary, that's for remembrance. Pray you, love, remember. And there is pansies, that's for thoughts...

    I’ve been stabbed in the back
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  11. #776
    Postatore Epico L'avatar di Alessia Va
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    Il vento, venendo in città da lontano, le porta doni inconsueti, di cui s'accorgono solo poche anime sensibili, come i raffreddati da fieno che starnutano per pollini di fiori d'altre terre.

    Marcovaldo - I.Calvino

  12. #777
    Partecipante Super Esperto L'avatar di persefone78
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    "L'amore ci aveva sorpreso inatteso e violento come un assassino che sbuchi fuori d'improvviso, e ci aveva pugnalato entrambi. Così colpisce il fulmine, così colpisce la lama finnica. Del resto, lei sosteneva in seguito che non avvene così, che noi ci amavamo sicuramente da sempre, senza saperlo, senza esserci mai visti, lei viveva con un altro uomo....e io, allora....con quella, come si chiama...."

    -IL MAESTRO E MARGHERITA- Bulgakov

  13. #778
    Postatore Compulsivo L'avatar di sulinari
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    Con la parola non-amore non voglio dire che nei confronti di quella ragazza lui avesse un atteggiamento cinico, che in lei vedesse, come suol dirsi, solo un oggetto sessuale: al contrario, le voleva bene, apprezzava il suo carattere e la sua intelligenza, era pronto ad aiutarla ogni volta che lei ne avesse avuto bisogno. Non era lui a comportarsi male con lei; era la sua memoria che da sola, a sua insaputa, l'aveva esclusa dalla sfera dell'amore.
    Si direbbe che nel cervello esista una regione del tutto particolare che si potrebbe chiamare memoria poetica e che registra ciò che ci affascina, che ci commuove, che rende bella la nostra vita. Da quando lui ha conosciuto Tereza, nessuna donna ha il diritto di lasciare in quella parte del suo cervello foss'anche la più fuggevole impronta.
    Tereza occupava come un despota la sua memoria poetica e ne spazzava via le tracce delle altre donne. Non era giusto, perché ad esempio la ragazza con la quale aveva fatto l'amore sul tappeto durante il temporale non era affatto meno degna di poesia di Tereza. Gli gridava: "Chiudi gli occhi, stringimi i fian- chi, tienimi stretta!"; non riusciva a sopportare che, mentre facevano l'amore, Tomas tenesse gli occhi aperti, attenti e scrutatori, e che il suo corpo leggermente sollevato su di lei non aderisse alla sua pelle. Non voleva che lui la studiasse. Voleva trascinarlo nel flusso dell'incantesimo dove non è possibile entrare se non con gli occhi chiusi. E appunto si rifiutava di mettersi carponi, perché in quella posizione i loro corpi non si sarebbero toccati affatto e lui avrebbe potuto vederla da una distanza di quasi mezzo metro. Lei odiava quella distanza. Voleva fondersi con lui.(...) In altre parole, lei batteva al cancello della sua memoria poetica. Ma il cancello era chiuso. Nella memoria poetica di Tomas non c'era posto per lei. Per lei c'era posto solo sul tappeto.

    L'insostenibile leggerezza dell'essere. M. Kundera
    Ultima modifica di sulinari : 03-04-2007 alle ore 17.57.08
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    Perfer et obdura. Dolor hic tibi proderit olim.

  14. #779
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    "Da allora però, non era più venuta. Forse era stata molto occupata e non aveva avuto tempo per fare un salto nel mio locale. Ma tre mesi erano troppo lunghi. Anche se non le fosse stato possibile venire, avrebbe almeno potuto telefonarmi. Forse si è già dimenticata di me, non ero poi così importante per lei, pensai. Era un'idea molto difficile da accettare, era come se si fosse aperto un forellino nel mio cuore. Non avrebbe dovuto dirmi che forse sarebbe tornata.
    Le promesse, anche così vaghe, rimangono per sempre scolpite nell'animo. "

    A sud del confine, a ovest del sole. H. Murakami
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    Perfer et obdura. Dolor hic tibi proderit olim.

  15. #780
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    Shine out, fair sun, till I have bought a glass, | That I may see my shadow as I pass

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