http://www.altrapsicologia.it/ordine...-psicologo.pdf
Leggete, è importante!!
http://www.altrapsicologia.it/ordine...-psicologo.pdf
Leggete, è importante!!
Avevo già letto, stavo appunto per linkarlo. Finalmente qualcosa si muove. Ho studiato 10 anni, anni di terapia individuale e di gruppo per cosa?per farmi aprire lo studio davanti al mio da chi in tre anni (se va bene) si mette a fare lo psicologo con altro nome dicendo che però non cura ma sostiene la salute.basta basta basta.
Ultima modifica di Peterpan1977 : 14-12-2009 alle ore 19.51.28
La cosa è molto semplice, sarà registrato sotto la voce "professioni altre e diverse" non esistendo una posizione IVA autonoma per il counseling. Emetterà fatture con la maggiorazione dell'IVA e scriverà nella descrizione della prestazione: "Colloquio di counseling".
Molte associazioni di categoria suggeriscono delle posizioni IVA apposite che ritengono avvicinarsi maggiormente all'attività svolta.
Ciao
I counselor non la pensano allo stesso modo sulla giurisprudenza...: A proposito dell'esercizio abusivo - AssoCounseling
La sentenza che hai postato tu fa comunque riferimento ad un naturopata, mentre l'articolo che ho postato io si riferisce alla sentenza di Milano, questa: http://www.opl.it/Allegati//OPL%20In...20allegare.pdf
Ciao
Sulla Sentenza del Giudice GATTO ebbi a scriverne nel giugno scorso... ed esprimevo forte scetticismo ed amaro stupore
Ordine Psicologi Lombardia in piena confusione su una sentenza a sfavore della PSICOLOGIA? - Altra Psicologia - il primo movimento di contrinformazione psicologica .................................................. ................., scuola di psicolo
Sulla Sentenza ABELA e l'intervista La tutela contro l’abuso di counselor, reflector e coach e simili è possibile! invece ritengo si tratti di un viatico importante, che se fosse adeguatamente colto e sostenuto dai vari Ordini potrebbe generare situazioni molto interessanti
Per tale motivo invito tutti voi a scaricare il PDF ed a diffonderlo a tutti i colleghi... ad inviarlo ai vs ordini regionali
Proprio ieri abbiamo pubblicato un nuovo scempio ai danni della Psicologia: Psicologo Penitenziario e lo scippo dei Counselor nelle carceri italiane
Cosa ancora dovremo subire prima di svegliarci e riprenderci il governo della NOSTRA professione???
buona vita
Nicola Piccinini - Elezioni Ordine Psicologi Lazio Roma -
ho letto il link del tuo articolo riportato dall'assocounseling. interessante: è vero che le cause riguardano singoli soggetti e non la categoria, ma non si fa assolutamente autocritica sul fatto che tantissimi counsellor continuano a sconfinare.tanti tanti tanti. Sarò anche sfigato ma mi sembra strano che i counsellor che giocano a fare gli psicologi li becco tutti io. Può essere ma mi sembra strano. Proprio su questo topic tempo fa ho riportato un sito di un counsellor che curava. Allora: ho sono un cecchino delle indagini e quindi mi aspetto presto di essere contattato da qualche agenzia per essere assunto con uno stipendio dorato o veramente il fenomeno è dilagante.
Ultima modifica di Peterpan1977 : 15-12-2009 alle ore 23.38.47
Nico, facciamo un discorso proprio terra terra: è un cane che si morde la coda. Degli spazi di mercato venono lasciati vuoti, e c'è qualcuno che li riempie. Dopodiché qualcuno si sveglia pretendendo che quello spazio gli appartenga di diritto.
Io ebbi lo stesso sentore a suo tempo con la mediazione familiare. All'epoca (tempi dei tempi..., anche se questo mi invecchia :-) gli psicologi se ne occuparono il giusto. Un po' per disinteresse vero e proprio, un po' perché avevano paura di confliggere con gli avvocati.
A distanza di anni lo spazio viene riempito dai mediatori non psicologi, ed ecco che gli psicologi si fanno avanti... pretendendo quello spazio.
Come ebbi modo di scrivere su questo forum già un'altra volta, sono stati molto più furbi gli avvocati che, anziché contrastare il fenomeno tacciandolo di abusivismo, semplicemente hanno iniziato a formarsi alla mediazione, sicuri di offrire un "prodotto" migliore sul mercato ottenendo la duplice competenza.
Io ho questa idea:
a. gli psicologi in generale tendono ad essere forti con i deboli (counselor, mediatori & co.) e deboli con i forti (medici in primis, avvocati, etc.)
b. gli psicologi non sono capaci di cogliere i cambiamenti della società e dunque non sono capaci di trasformare i nuovi spazi in spazi di mercato
c. in un mondo che cambia così in fretta sarebbe il caso di ripensare seriamente la logica dell'ordine e di tutte le professioni in genere
Ciao
Non ho difficoltà a credere che li trovi tutti te, anzi ritengo che sia abbastanza la norma (nel senso che succede un po' a tutti spulciando la rete e non solo). Ma trovo anche che la cosa sia ovvia: quando uno spazio è aperto a tutti... ci si infila di tutto.
Personalmente apprezzo quei counselor che si pongono in maniera critica verso quelli che definiscono i "sedicenti" counselor. Visto che, in sostanza, si sentono i primi ad essere sput****ti (autocensura preventiva :-). E non hanno torto, visto che gli effetti si vedono.
Buongiorno ragazzi
vi aggiorno su quanto accaduto alla mia ormai ex scuola di counseling che alla notizia che non intendevo continuare ha reagito con una vera e propria campagna di marketing che mi ha lasciato perplesso. A parte riaffermare come ciò che conti per iniziare a lavorare sia il titolo di counselor e non quello di psicologo, le direttrici in aula hanno ribadito ai non psicologi aspiranti counselor che: 1) oggi la maggior parte dei clienti non cerca più una psicoterapia o uno psicologo ma il counseling in quanto si adatta meglio alle loro esigenze e bisogni. Il futuro è dei counselors quindi, tanto che loro, psicologhe e psicoterapeute, ormai fanno quasi solo counseling perchè questo la gente chiede; 2) la vera formazione è quella della scuola di counseling in quanto solo lì si impara a praticare ascolto, sostegno, aiuto, mentre la laurea in psicologia ha un valore teorico che non è necessario per lavorare nella pratica. Hanno ribadito che in tutti i casi di crisi, separazioni, orientamento, problemi legati ai compiti evolutivi, cambiamenti di vita, insicurezze di vario genere ciò che serve è il counselor e non lo psicologo, tanto meno lo psicoterapeuta; 3) hanno inoltre affermato - e questo mi pare notevole - che tutto ciò che non comporta la patologia può essere affrontato dal counselor e che inoltre, dopo un'adeguato numero di ore di colloqui e supervisioni è possibile diventare counseliors clinici e quindi affrontare anche la patologia.
A me non risulta che l'ambito clinico possa essere di competenza di qualcuno che non sia psicologo o medico. Mi ha lasciato perplesso il modo in cui hanno con estrema fermezza promosso il counseling. Le 15 persone in aula naturalmente pensano di poter poi svolgere tutti gli interventi da loro elencati, quindi ci sono persone che lavoreranno come counselor trattando tutti i disagi non patologici e che magari pensano di trattare a un certo punto anche la patologia grazie alla loro esperienza di counseling.
Mi piacerebbe sapere cosa ne pensate. Il fatto che una scuola venda il counseling in questo modo e quindi formi persone che si applicheranno in questi settori è assolutamente corretto dal punto di vista della regolamentazione professionale?
le due ore di descrizione dei compiti del counselor in aula non hanno mai menzionato in senso positivo la necessità di una laurea in psicologia, considerata invece una formaizone teorica assolutamente trascurabile per lavorare con il disagio psicologico non patologico. E' stato anche precisato che tutti gli elementi di psicologia utili al counseling fengono insegnati dalla scuola triennale. Qualcuno ha espresso il rammarico di non aver fatto psicologia all'università e la risposta è stata che per lavorare basta la scuola di counseling, che è altra cosa dalla laurea e forma in maniera più completa e professionalizzante.
Mi sarebbe piaciuto che in aula ci fosse il nostro Nicola visto che sa bene, certamente meglio di me, dove si collocano i confini professionali e dove si colloca l'abuso.
non capisco se queste scuole gestite da psicologi/psicoterapeuti che formano counselor lo fanno intenzionalmente, con uno scopo, e sono coscienti di infrangere l'articolo 21 del codice, o se invece è soltanto per racimolare soldi.
Perciò mi è venuta in mente una considerazione, che ora espongo anche a voi: c'è un nesso tra l'accorpamento della psicologia nelle professioni sanitarie e il proliferare del counseling (che non è una professione sanitaria, così come in origine non lo era la psicologia)?
...poi, non è possibile scrivere a qualcuno, a chi di competenza, una lettera firmata da psicologi / studenti di psicologia per protestare? siamo talmente tanti che nondovremmo far fatica a roccogliere un numero minimo di firme per fare qualcosa a liello legale
Ultima modifica di Johnny : 24-12-2009 alle ore 09.13.52
Volenti o nolenti, credo che in fondo questa posizione rispecchi una realtà con cui bisognerà fare i conti. Non penso che interventi normativi o il ribadire i confini professionali riusciranno ad arginare il problema. Le prospettive per la professione non saranno a mio parere rosee: probabilmente ci sarà da aspettarsi un vasto scollamento tra una quantità impressionante di figure che a vario titolo si occuperanno di benessere/patologia con una concorrenza spietata e prezzi da svendita; e pochi formatissimi professionisti che lavoreranno secondo canoni tecnici estremamente elevati con conseguenti onorari.
Saluti
Ultima modifica di gieko : 23-12-2009 alle ore 18.07.21
gieko
Gli Ordini che hanno tentato di aprire un procedimento disciplinare per l'articolo 21 ai responsabili di scuole di counseling iscritti all'Ordine degli psicologi, hanno fatto un buco nell'acqua. E questo è quanto... d'altra parte la storia dell'articolo 21 del codice deontologico è lunga e travagliata. Ricordo che l'Ordine è stato condannato illo tempore dall'antitrust proprio per l'articolo 21... e che anche l'ultima indagine dell'antitrust sugli ordini mette quello degli psicologi tra i "cattivi"...
Sulla prima parte sono perfettamente daccordo, è il riscontro che ho anche io. Sulla seconda parte, si vedrà se il futuro sarà dei counselor... non credo che ora vi siano elementi per dirlo con certezza.
Sono quasi totalmente daccordo. Chi, dopo la laurea, si è fatto seriamente specializzazioni e analisi personali, sa bene che l'ascolto non si apprende all'università.
Qui non sono daccordo, specialmente nella forma. Da un punto di vista formale in Italia il termine "clinico" è usato con un'accezione diversa rispetto al resto del mondo... nel mondo il termine "clinico" differenzia l'attività di chi vede "esseri umani con finalità cliniche, appunto", da chi vede test, questionari, topi e scimmie in laboratorio, fa esperimenti sul sonno, etc.
Peraltro quasi ovunque la locuzione "psicologo clinico" è sinonimo del nostro "psicoterapeuta". In quei paesi dove le due cose sono differenziate invece (l'Australia, ad esempio), lo psicologo clinico rappresenta il top della qualifica che puoi raggiungere. In Australia, ad esempio, si passa dallo psicologo, allo psicoterapeuta, per arrivare allo psicologo clinico.