ma signoreeeeeeelo sai cos'e' l'avanzo primario?????????????!!!!!!! MA MI DEVO ARRABBIARE??!?!?!?
si
no
ma signoreeeeeeelo sai cos'e' l'avanzo primario?????????????!!!!!!! MA MI DEVO ARRABBIARE??!?!?!?
basta non rispondero piu per stasera
sei rossa ma di un rosso ......non vedi la realta
...se abbssi le tasse ...e alzi le pensioni ...e apri non so quanti cantieri.....l'avanzo primario DEVE calare........
ma guarda i vecchi che ci hanno lasciato i TUOI cari prodiani.....e spero che ti serva da lezioncina...di economia..su "QUELLO CHE NON SI DEVE MAI FARE ALL'ECONOMIA DI UNO STATO"
cia'
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Ilaria • Haruka • Janon
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Non perdiamo la calma altrimenti avrebbe vinto la macchina!
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l'ho letto ..a parte che e' di repubblica....
l'avanzo primario non sa neanche cosa sia secondo me
ps la cosa piu sconcertante ..a dimostrazione della tua TOTALE FEDE ...e' che fondamentalmente tu GODI ..del fatto che SECONDO TE ..il calo dell'avanzo primario sia TRopppPPO NEGATIVOOOOOOOOOO
haru editato![]()
Ultima modifica di thetruthofkayle : 05-04-2006 alle ore 23.31.25
E' di Repubblica quindi mente giusto?Originariamente postato da thetruthofkayle
l'ho letto ..a parte che e' di repubblica....
l'avanzo primario non sa neanche cosa sia secondo me
ps la cosa piu sconcertante ..a dimostrazione della tua TOTALE FEDE ...e' che fondamentalmente tu GODI ..del fatto che SECONDO TE ..il calo dell'avanzo primario sia TRopppPPO NEGATIVOOOOOOOOOO
Certo...sono tutti stupidi e col rosso davanti agli occhi quelli che scrivono lì......che giornalaccio......bah!
Ti dico solo una cosa....pensala come preferisci, quello che credi tu, in particolar modo su quello che a me fa o meno piacere, o che so e non so.....presonalmente non mi interessa per niente....
Per citare Ligabue, da zero a dieci....tu mi interessi 0.....
ligabue e' quello che ha preso para para una canzone dei REM per spacciarla al pubblico ignorante italiano vero? qual'era Its the end of the world as we know it?....non ricordo bene il titolo ma credo sia corretto.....mi aspettavo na citazione piu colta
abbe mente ...dice le cose a modo suo....secondo te Libero mente? il foglio mente? (gli altri so tutti di sinistra ahahahah non so piu cosa citare)
Ultima modifica di thetruthofkayle : 06-04-2006 alle ore 12.07.51
Scusa......in Italiano si intitola "Fino alla fine del mondo" ovviamente...e TUTTI sanno che era da una canzone dei REM non solo tu....porta pazienza se non era una citazione alla tua altezza...Originariamente postato da thetruthofkayle
ligabue e' quello ha preso para para una canzone dei REM per spacciarla al pubblico ignorante italiano vero? qual'era Its the end of the world as we know it?....non ricordo il titolo...
mi aspettavo na citazione piu colta
abbe mente ...dice le cose a modo suo....secondo te Libero mente? il foglio mente? (gli altri so tutti di sinistra ahahahah non so piu cosa citare)
Ti ripeto, anche su questo, pensala come vuoi...non mi interessa....
no se citi ligabue ...musicalmente siamo proprio 100 livelli sotto....
cmq mi sto abituando alle citazioni semierrate...tranqui
ok ...anche xche appunto era improponibile come confronto visto che non si puo dare ragione a nessuno dei due lol
dai che ti faccio innervosire ammettilo![]()
Ultima modifica di thetruthofkayle : 06-04-2006 alle ore 12.13.02
a leggere voi due che discutete sembra tanto la storia di "amore e odio" tra me e il mio migliore amico!
ci infamiamo a bestia...chi ci sente pensa che ci stiamo per scannare ma...sotto sotto ci amiamo da morire!
che teneri che siete!
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cmq...
"Una riflessione generale sullo stato del giornalismo, come ogni generalizzazione corre il rischio di impoverire la realtà, di essere ingenerosa e qualunquista.
Esistono note e misconosciute eccellenze, che fanno il quadro più ricco degli appunti che pure, di seguito, vengono elencati.
Una debolezza strutturale, sistemica, del giornalismo italiano viene dall’assetto delle proprietà editoriali: una stampa che non abbia come unico “padrone” i propri lettori è meno libera e meno efficiente.
Esiste anche una debolezza di posizionamento: le testate principali si collocano in base a orientamenti che riproducono lo spettro politico, cogliendo ancora con difficoltà quanto questa schematizzazione sia inadeguata a rappresentare la realtà sociale e culturale. E’ in questa distanza che hanno guadagnato visibilità i blogs e forme non corporative di giornalismo. Questa seconda debolezza può essere letta anche come un effetto della precedente.
Esiste una indolente, a volte persino criminosa, tendenza a manipolare l’informazione, indotta da pigrizia, superficialità o interesse. E’ un fenomeno che non ha bandiere, è trasversale e mediocre, come la banalità del male. E come quest’ultima è potente, pervasiva e sistemica.
Per difendersi i lettori dovrebbero avere la pazienza di non accettare una lettura immediata, irriflessa. Dovrebbero avere tempo e competenze per scegliere.
Oltre quello che percepiamo immediatamente come contenuto, ogni testo veicola anche una struttura profonda: un insieme di assunzioni, valori e associazioni che vengono assorbite in modo inconscio. La struttura profonda è soggettiva, mentre l’informazione pretende all’oggettività. Questa mappa - soggettiva - nascosta plasma il linguaggio attraverso processi chiamati cancellazione, deformazione e generalizzazione. E’ un tema ricchissimo, e il suo padroneggiamento ha fatto la fortuna di non pochi comunicatori.
“I giovani non leggono i quotidiani”, “La televisione fa male”, . Frasi come tante, ascoltate e lette, usate come dati di fatto per rafforzare questa o quella opinione. Ma che tipo di giovani non leggono i giornali? Su quali fonti si basa l’affermazione? Che tipo di giornali? Quale televisione? A chi fa male? Che tipo di danno provoca? In base a cosa lo si afferma? Quale sistema proporzionale?Affermazioni come queste possono essere vere o false ma la loro forza è la genericità e il loro senso sta nell’ agganciare emotivamente qualche convinzione (o pregiudizio) già presente nel lettore per indurre quest’ultimo a fidarsi anche dei giudizi che a quelle affermazioni si fanno seguire.
Tra comunicazione e ipnosi c’è differenza solo di grado. Lo sforzo di precisione linguista è un atto di libertà, onestà intellettuale e coscienza civile.
Per il compitino mensile non resta che aprire radio, televisioni e giornali -e internet, si, anche qualche sito internet- e scoprire cosa resta della montagna di “notizie”, titoli e suggerimenti dedicati alla influenza aviaria. A chi è destinato il ruolo dei polli?"
Sei un signore.....e no...mi spiace deluderti ma non ce la fai oggi a farmi innervosire....Originariamente postato da thetruthofkayle
no se citi ligabue ...musicalmente siamo proprio 100 livelli sotto....
cmq mi sto abituando alle citazioni semierrate...tranqui
questo non e' di destra ne di sinistra...e' per farti capire il media della carta stampata.....un po meglio...
TECNICHE
di
DISINFORMAZIONE
Manuale per una lettura critica
della stampa
INTRODUZIONE
Oggi giorno l’opinione pubblica costituisce un elemento fondamentale per la stabilità o l’instabilità del sistema. E in una società mediatica “l’opinione pubblica si forma giorno dopo giorno mediante il continuo bombardamento dei mezzi di comunicazione. La verità è ciò che loro ci propongono come verità. Ciò che non è riportato dalla stampa non esiste, e quello che esiste è solo nella forma in cui appare in essa”.
L’importanza dei media da luogo, da un lato ad un forte controllo su questi da parte di chi ha potere, ma, contemporaneamente, alla necessità che questo controllo passi inosservato per mantenere l’apparenza di libertà di informazione, imprescindibile perché si possa considerare una società come democratica. Un terzo aspetto è che la maggior parte dei media siano aziende, da cui derivano obbiettivi commerciali che vanno ad influire anch’essi sulla loro linea informativa. Il risultato dell’unione di questi tre obbiettivi è la configurazione di un sistema di manipolazione ampio e sottile, a volte contraddittorio, ma che generalmente più che informare pretende imporre una realtà mediante opinioni e valorazioni presentate come verità indiscutibili.
La raccolta di queste tecniche di disinformazione è frutto di tre anni di lavoro del Gruppo di Apprendistato Collettivo (GAC) di Comunicazione Popolare, nell’ambito del progetto educativo e sociale della Scuola Popolare di “Prosperidad”. Tre anni analizzando in maniera critica numerose notizie di stampa estratte dai principali periodici nazionali spagnoli, di modo che, giorno dopo giorno, abbiamo definito ed elaborato criteri e conclusioni che adesso vi presentiamo sotto la forma di queste tecniche.
Tutte queste sono apparse in maniera chiara e ripetitiva, isolate o combinate fra loro. Molte di loro possono essere applicate ad altri mezzi, TV o radio, anche se non alla lettera, perché ogni mezzo di comunicazione possiede i suoi strumenti di disinformazione dovuti alle proprie caratteristiche differenti dagli altri.
La soggettività è inevitabile in ogni prodotto culturale per cui, anche pretendendo dare una visione neutra ed imparziale della realtà, questa non potrà mai essere totalmente oggettiva. La maniera migliore di avvicinarsi all’oggettività è mostrando la realtà da differenti punti di vista, raccogliendo informazione su uno stesso tema a traverso fonti distinte e con differenti posizioni su di esso.
Dunque è precisamente in questo punto dove risiede un primo e fondamentale elemento di manipolazione da parte dei media: la sua pretesa di oggettività, l’inganno di offrirci la loro visione della realtà come se si trattasse della realtà stessa, e nascondendo sempre gli interessi che difendono. Per fare una lettura critica dell’informazione, presumibilmente oggettiva, è fondamentale conoscere gli interessi ai quali rispondono coloro che ti offrono questa informazione.
La “realtà virtuale” costruita dai media è quindi parziale e obliqua. Generalmente questi danno copertura e priorità ai punti di vista di coloro che ostentano i poteri politico ed economico (aziende, grandi partiti politici, governo, grandi sindacati, ecc.) in cambio la visione, valutazione opinioni e interessi dei giovani, anziani, lavoratori, malati, studenti, detenuti, donne, immigrati, impiegati, organizzazioni popolari, …. sono quasi sempre passati sotto silenzio o emarginati o deformati.
La disinformazione non sempre è sistematica, preparata e disegnata in maniera cosciente e controllata. La complessità del processo di elaborazione dell’informazione, ed il vasto campo da dove si può raccogliere fa che molte volte la disinformazione sia frutto dell’incompetenza del/della giornalista per non conoscere un argomento, per mancanza di tempo e spazio, per i suoi pregiudizi o quelli del redattore/trice, per applicare schemi di lavoro troppo semplicisti o sensazionalisti, ecc. Però non c’è dubbio che in molti altri casi esistono campagne di disinformazione che rispondono ad interessi economici o politici chiari, del mezzo di comunicazione o dei gruppi impresariali che lo finanziano e sostengono.
La maggior parte delle notizie sono distribuite da Agenzie di Stampa internazionali. Queste al principio selezionano una piccola parte delle informazioni perché il 90 per cento di esse vengono rifiutate. Vale a dire, che ciò che viene a nostra conoscenza è solo una piccola frazione di ciò che succede nel mondo. È necessario per tanto conoscere che criteri di selezione sono usati per la scelta delle informazioni ed a che interessi possono rispondere.
Non dimentichiamoci che la maggior parte di queste agenzie sono grandi aziende nordamericane, europee e giapponesi, che sono di solito strettamente vincolate ad importanti gruppi finanziari in contatto diretto con i governi dei paesi ai quali appartengono. Logicamente non hanno interesse a ché si verifichino cambi sociali, né certamente nel far conoscere notizie e situazioni che manifestino i pericoli e gli aspetti negativi del sistema o mettano in questione la sua validità.
Però non solo queste agenzie influiscono nell’informazione (sono solo il primo filtro) ma lo fanno pure le banche che finanziano i mezzi di comunicazione, le corporazioni che possiedono questi mezzi, le aziende che hanno azioni o che sostengono il giornale (radio; TV; ecc.) mediante la pubblicità. E non si tratta solo di aziende: per esempio lo stesso Stato spagnolo (italiano; ecc.) è colui che apporta più soldi ai media nazionali, sotto forma di pubblicità (pagata con denaro pubblico); in questo modo indiretto può “castigare” o “premiare” le voci avverse o quelle a lui favorevoli.
E alla fine, la stessa linea ideologica dei giornalisti e dei redattori, vale a dire: anche i loro pregiudizi, il loro corporativismo, eccessiva specializzazione, fedeltà alla impresa e la loro tendenza alla autocensura influiscono nell’orientamento dell’informazione.
La disinformazione viene quindi da numerosi filtri e obliquità, senza che nessuno di questi in particolare, se non tutto il processo sia la causa per cui l’informazione ci arriva manipolata e deformata, e incluso spesso coscientemente alterata. Quindi non solo in ciò che si pubblica, ma anche in come si pubblica sta la disinformazione.
Di quando in quando appaiono notizie critiche e discordanti nei media. Però in generale non sono che “fessure controllate” che danno credibilità al mezzo dotandolo di un’apparenza plurale ed indipendente, e che sono abbondantemente contrastate da un’alluvione di informazioni di segno contrario (che rispondono ai diversi interessi di potere) o da una presentazione che gli imprime un carattere lontano ed aneddotico. Inoltre, la maggioranza di queste informazioni discordanti, realmente critiche, appaiono sotto forma di opinione (colonnisti, “lettere al direttore, ecc.”), la qual cosa relativizza la sua importanza.
Questo dossier non si incentra sulle cause o origini della disinformazione (struttura impresariale del processo mediatico, interessi politico-economici, ecc.) ma sulle forme con cui si attua questa disinformazione sulla stampa, sotto la apparente oggettività ed esaustività del periodico. Per questo lo abbiamo sottotitolato “Manuale per una lettura critica della stampa”. Perché più che inquietudini teoriche, ci guida in questo lavoro un desiderio pratico di proporre strumenti per l’analisi critica.
Le tecniche di manipolazione che sono qui raccolte sono solo alcune gocce d’acqua di tutta una corrente che tergiversa la realtà. Però anche così, consideriamo importante imparare a difenderci dai media, a vedere quello che c’è dietro la facciata (leggere le notizie “ dal rovescio “) per, alla fine, pianificarci adesso l’esigenza e la necessità di avere una informazione al servizio dei nostri interessi, e non contro di essi.
Il presente dossier è strutturato in tre parti. Nella prima ci soffermiamo su come si organizza e gerarchizza l’informazione in un giornale (sezioni, estensione, …), il contesto in cui si presenta la notizia e come si ordina quest’ultima. Nella seconda parte analizziamo il linguaggio scritto, fotografico e statistico, vale a dire la forma in cui ci presentano la notizia, lo stile narrativo, l’uso di virgolette, aggettivi, ecc. E nella terza ed ultima parte del lavoro studiamo il contenuto delle notizie: la loro precedenza, la loro falsificazione, gli argomenti che trattano, quelli che vengono esclusi e quelli che vengono esagerati. Segue un annesso con notizie concrete che illustrano ed esemplificano i punti e le idee esposte.
Ultima modifica di thetruthofkayle : 06-04-2006 alle ore 12.34.09
Scusami di nuovo.....ma cosa in particolare ti fa pensare che io abbia, al di là...santamente per una volta.....della destra e della sinsitra, bisogno che tu mi faccia capire come funzionano i giornali, attraverso quali canali agiscono e che tipo di informazione fanno??
Non sono una bambina (purtroppo), so leggere, ho un pensiero critico discretamente sviluppato e la passione della comnunicazione mi ha portare ad approfondire in mille modi la materia.....quindi grazie, e non per essere presuntuosa, ma non mi hai detto niente di nuovo....senza offesa......
Mamma mia quanto scrivete..certo che ne avete di tempo!!!
Comunque personalmente ne ho le scatole piene.Non vedo l'ora che arrivino le elezioni, salga la sinistra e amen. Così perlomeno sarete tutti contenti, i vostri problemi si risolveranno, l'Italia diventerà un paese meraviglioso ricco e giusto, troveremo tutti quanti lavoro con stipendi da favola e io non sarò più costretta a leggere sempre le stesse cose, a vedere i soliti comici che sputtanano berlusconi (sia in rai che in mediaset), di scaffali delle librerie stracolmi si libri satirici e non su di lui.
Secondo me se non ci fosse stato Berlusconi non ci sarebbe stato mica tutto questo accanimento contro il governo di centro destra...perchè come qualcuno ha detto mille post fa...il problema è lui: è l' odio verso di lui, quest'uomo che vi fa tanto schifo, che chiamate cretino, poveraccio, patologico ecc. ecc.
Che non è un politico vero, ma un uomo di spettacolo ....
Tanto non vi preoccupate che poi arriva Bertinotti e fa cadere il governo![]()
Acidina eh??