Su ciò che c'è dopo la morte sono un po' confusa, e prima ho usato termini come ricompensa e perdono un po' a sproposito, forse perchè mi viene ancora automatico pensare secondo schemi più o meno cristiani.
Che si sconti in vita ciò che si fa, sono d'accordo fino a un certo punto: nel senso che non capisco perchè se la persona X vive una vita triste e orribile pur essendo una persona meritevole, la parte di lei che sopravvive alla morte non debba avere un qualche tipo di riconoscimento, o più semplicemente la pace, mentre la persona Y che in vita ha compiuto atti orribili e ha sempre ottenuto tutto ciò che voleva sulla pelle degli altri, non debba poi scontare in qualche modo i suoi errori.
Ma nello specifico, non me lo immagino neanche cosa sia l'aldilà: riunirsi con Dio? Riunirsi con le persone amate? Chi lo sa...
Non ce lo vedo Dio che punta il dito e mi giudica, semmai che mi mette in una condizione che si adatta alla mia anima: la mia anima è una fogna, allora mi merito un eternità di m***a, e poi magari chissà da quella situazione la mia anima imparerà qualcosa e migliorerà...
L'inferno tradizionale non mi convince, così come il paradiso tradizionale, in fondo la peggiore e la migliore delle vite possibili, la beatitudine e la dannazione, sono concetti diversi per ogni uomo, e così potrebbe esserci un destino diverso per ogni anima, una destinazione che le si addice.







