Blog: Spazio di Psicoanalisi
Gaia
Tessera n° 15 Club del Giallo
Guardiana Radar del Gruppo insieme a Chiocciolina4
Carissima, passato e presente permeano sempre contemporaneamente il transfert, così come elementi difensivi uniti a modalità adattive. Il setting permette sì di mettere in luce più alcuni aspetti, ma è soprattutto l'assetto mentale dell'analista e la sua modalità di lavoro che illumina il materiale in maniera differente.
Saluti
gieko
Papa Freud, però, di cose ne diceva anche altre.
Ad esempio, diceva che tra le inclinazioni di Natura e la faccenda dello psichico ci sono ulteriori giri. Prendiamo un tema molto caro alla Chiesa: la sessualità.
Ecco, quando Freud parla della libido, dice che all'inizio questa si mimetizza. La libido si appoggia alle funzioni dettate dall'istinto, su tutte quella del nutrimento. Tanto che, ad una osservazione superficiale (cioè non del profondo), il piacere provato dall'infans sembra dovuto esclusivamente alla nutrizione. In seguito il piacere, lo stesso piacere (senza la nutrizione), l'infans lo ottiene mettendosi in bocca il pollicione. Piacere d'organo. E l'istinto? E questa cosa del pollicione chi gliela spiega a Mamma Natura? E a Papa Ratzinger? Il bambino gode, e da solo. Solo più tardi scoprirà che questa cosa potrebbe farlo diventare cieco, ma lì c'è già un accento in più rispetto a Benedetto XVI. Ah, il bambino gode da solo, con tanto di sberleffo a Mamma Natura e alla faccia dell'Anima (di chi, poi?), visto che lui lo fa per il proprio piacere. Ora, questo piacere verrà riunito sotto il primato della genitalità. In che senso? Nel senso che alla fine il piacere verrà convogliato tutto verso il fine ultimo della Natura, sempre che una certa Morale non si metta a pontificare che c'è una e una sola maniera per rispettare questo fine.
P.S.: i dati dell'Infant Observation... cosa dicono questi dati rispetto al discorso psicoanalitico?
Ultima modifica di lalangue : 29-01-2010 alle ore 23.05.14
Caro Megiston,
ti ringrazio per la tua consueta disponibilità.
Ho appena iniziato la lettura dell'ultimo libro che citi: ad onor del vero un tuo collega me l'aveva segnalato un bel po' di tempo fa, ma io procedo come una lumachina per i miei evidenti limiti!
Ed è proprio partendo da ciò che qualche post fa mi domandavo se non possa essere proprio la co-costruzione relazionale (considerando anche i termini in cui l'ha espressa pure gieko) a rispondere a quella mancanza o modifica di contenuti rappresentativi dell'inconscio femminile di cui la Giuffrida parla nel suo pezzo; per cercare almeno di ridurre quel fantasmatico che arriva ad assumere i connotati di una “miseria simbolica”. E allora se in tal caso non si può parlare di una “riedizione” da analizzare, perché non co-costruire?
Un caro saluto
Digli che sei la Spielrein, è più facile che ti risponda!Originalmente inviato da complicata
Questa è carinaOriginalmente inviato da RosadiMaggio
Saluti
Ultima modifica di benedetta14 : 29-01-2010 alle ore 23.36.30
Siamo noi gli inabili che pure avendo a volte non diamo. R. Zero
Beh, vedi di scoprirlo allora, perchè non esiste che in una analisi non si possa parlare del presente, mi pare un'assurdità...E questo vale per la modalità relazionale, giusto?
Perché se mai dovessi parlare di presente al mio analista non lo so che cosa mi succederebbe...![]()
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La DeLorean è uscita di produzione nel 1983. Penso che abbia un senso che le cose si ripetano, per quanto uguali possano essere ad un modello arcaico e ormai mitizzato. Le cose si ripetono nell'hic et nunc, quindi se dici a "Doc" che stai parlando al presente... ma perché non glielo dici? Temi il paradosso dei gemelli?
Sì, quella che è diventata famosa con "Prendimi l'anima". Aspettiamo il nuovo film di Cronenberg per rivederla sugli schermi![]()
Ultima modifica di lalangue : 30-01-2010 alle ore 14.45.14
Blog: Spazio di Psicoanalisi
Guarì??? Non direi proprio, diventò psicoanalista, che è diverso! Noi siamo come gli insegnanti, eterni ripetenti, mentre i loro allievi finito il loro ciclo scolastico vanno via e fanno altro, gli insegnanti si ritrovano sempre nella stessa scuola a ripetere perpetuamente l'anno scolastico (almeno fino alla pensione).
Noi, allo stesso modo, non guariamo, continuiamo la nostra analisi attraverso i nostri pazienti
Ciao, buon fine settimana.
E soprattutto, a differenza degli insegnanti, non andiamo in pensione...!Noi, allo stesso modo, non guariamo, continuiamo la nostra analisi attraverso i nostri pazienti![]()
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Cara Benedetta,
nella concezione classica freudiana l’inconscio contiene rappresentazioni incompatibili rimosse, tutto ciò che potrebbe essere soggetto a veto (e quindi non avere possibilità realistiche di gratificazione) crea un surplus energetico che non solo è spiacevole per l’ “apparato”, ma è addirittura pericoloso. Ecco perché si impiegano massicci contro-investimenti affinché la rappresentazione incompatibile rimanga stabilmente al di sotto della soglia di coscienza.
Più tardi, nel 1914 con Totem e tabù, Freud aggiunse (e in qualche caso sostituì) a dei contenuti rappresentativi ontogeneticamente formati attraverso il meccanismo della rimozione, dei contenuti rappresentativi atavici, filogeneticamente ereditati: l’Edipo.
Egli fu costretto a fissare un punto di consistenza capace di mettere in movimento l’apparato psichico, che può funzionare a partire da qualcosa di concreto (come un trauma reale e realmente accaduto) e non certo a partire da una “fantasia” (la stimolazione energetica dell'apparato può aver luogo soltanto da qualcosa che produca energia, non da chiacchiere o da fantasie).
E’ vero che Freud sostiene che l’inconscio non è capace di distinguere fra realtà e fantasia (quindi: "questa o quella per me pari sono...", ma Freud non è capace di dimostrare come questa fantasia sia giunta nell’inconscio, visto che quest’ultimo non è mitopoietico (cioè non produce immagini e rappresentazioni proprie).
Se c’era una fantasia sessuale poteva provenire soltanto dall’esperienza (trauma reale), oppure (e qui Freud escogita uno stratagemma che non ha niente da invidiare ai 36 di tarda epoca Ming sull’arte della guerra: “Solcare il mare all’insaputa del cielo”; Freud formula il suo: “Dotare l’inconscio di un trauma che il soggetto non ha mai vissuto”).
Il trauma reale si sarebbe verificato una volta per tutte in un tempo imprecisato nell’ “orda selvaggia” viene trasmesso attraverso un processo più lamarckiano che darwiniano a tutti i discendenti come una sorta di copione inconscio da seguire che produce fantasie e che presiede allo sviluppo sessuale e psicologico del cucciolo dell’uomo.
Ora, la Giuffrida, di cui tu citi un brano, è ben consapevole che il sistema Prec/Coscienza utilizza esclusivamente meccanismi regolatori difensivi per arginare le pretese edipiche (possedere la madre e eliminare il padre), non a caso si esce dall’Edipo non attraverso una modifica rappresentazionale, ma attraverso una rinuncia difensiva (perché altrimenti si rischia la castrazione).
I cambiamenti nella società non intaccano minimamente l’inconscio freudiano, perché la realtà viene rappresentata e la rappresentazione può finire nell’inconscio solo se incompatibile (cioè solo se soggetta a difesa).
Anche quando le rappresentazioni potessero circolare nell’inconscio senza soggiacere alla difesa, non scalfirebbero minimamente le rappresentazioni già esistenti, perché non esiste contraddizione e quindi nemmeno una polarità dialettica fra le rappresentazioni che possa spingere ad un superamento o a una modifica delle stesse.
Nel caso dell’Edipo, poi, si tratterebbe di rappresentazioni ataviche, ancestrali, codificate geneticamente attraverso trasmissione ereditaria, quindi assolutamente intoccabili (su di esse si fonda la sessualità umana, il Super-Io e la socialità dell’individuo).
Se vogliamo un soggetto capace di catturare e interiorizzare davvero il mutamento dei tempi, non possiamo semplicemente pensare di dare una rinfrescatina all’impalcatura metateorica freudiana per farci entrare più cose, ci serve un’impalcatura teorica che sia fondata sullo scambio dialettico con l’esterno, non qualcosa per cui l’esterno è soltanto una necessaria valvola di sfogo, utile tuttalpiù per scaricare un surplus energetico.
La co-costruzione, per come la intendo io, non si riferisce ai contenuti (o alle rappresentazioni), ma ai processi; non è mia intenzione sostituire contenuti "più adattivi" a quelli "meno adattivi" del paziente, né scaricare una versione più aggiornata di software (il relational 2.0) nell'inconscio del paziente.
Ciao, buon fine settimana.
Ultima modifica di Megiston Matema : 30-01-2010 alle ore 16.01.53