"Quindi non sarei una specie di capolinea, per te?"
"Direi che saresti piuttosto la prima fermata".
Middlesex - Jeffrey Eugenides
"Quindi non sarei una specie di capolinea, per te?"
"Direi che saresti piuttosto la prima fermata".
Middlesex - Jeffrey Eugenides
<<Vabbè>> chiuse il commissario, <<per venire incontro a vostro padre vi faccio solo la denuncia per oltraggio a capo di Stato straniero>>, per quel cartello <<Johnson=Hitler>>. Allora Carmine, nostro cognato, che era laureato in Legge anche se insegnava filosofia e – facendo oramai parte a pieno titolo della famiglia – non aveva tutte le rotelle a posto neanche lui, gli chiese:<< Scusi, tanto per sapere, ma qual è il capo di Stato estero che è stato offeso: Lyndon Jhnson o Adolfo Hitler?>>. <<Ti ci metti pure tu?>> urlò papà.
Che ne sapevo io che era solo un modo di dire? Io ci ho messo una vita per capire che la gente non dice mai quello che pensa. Dicono una cosa e ne pensano un’altra, poi la colpa è la mia che li prendo sul serio: << Non dicevo davvero>>, come quella volta della catena. Ma chi me lo dice a me?
Altro che <<politica come servizio>>, la gente faceva politica per farsi gli affari suoi: scandali ogni giorno, dai tabacchi alle banane, nel senso che facevano la cresta pure su quelle. E tu non potei nemmeno parlare, se ti riunivi con più di tre persone sulla pubblica via era << riunione sediziosa>> e la polizia ti scioglieva. Non potevi parlare, e loro rubavano. Dice: << Vebbè, ma perché, pure adesso…>> Che centra: la gente adesso s’è abituata, prima no. Ai giovani gli sembrava che non dovesse essere così e scesero in piazza. Tutti quanti. Pure i fasci.
Antonio Pennacchi – Il fasciocomunista
"E' meglio dirsi addio quando si arriva. Così non sarà doloroso quando ci si dovrà lasciare."
“Vi saluto, e sappiate che per l’amore il letto è solo un pretesto, per il ballo la musica è solo un di più. E per lottare la nazionalità è solo un accidente meramente occasionale.”
Racconti per una solitudine insonne. Subcomandante Marcos
qui ci sono anch'io --> http://internos7.wordpress.com/
Perfer et obdura. Dolor hic tibi proderit olim.
2. Sente la solitudine dell'uomo del XX secolo?
a) È completamente solo.
b) È quasi completamente solo.
c) È per così dire completamente solo.
d) Qualche volta parla con il portinaio.
[I. Örkény - Novelle da un minuto]
[“Tutte le lettere sono d'amore”]>>Yellow Letters
Zitta! La differenza tra noi e loro è che noi combattiamo per la vita. La vita, Nihal! Quella che tu non conosci, che neghi con tutte le tue forze. Combattiamo perché tutti abbiano diritto a vivere la loro vita su questa terra, perché ognuno possa decidere che cosa fare della propria esistenza, perché nessuno sia schiavo, perché ci sia la pace. Combattiamo per la gente che ha ballato con noi in piazza, per il mercante che ci ha ospitato, per le ragazze che amoreggiavano con i nostri soldati. E combattiamo con la consapevolezza che la guerra è orribile, ma che se non la facessimo il mondo che amiamo andrebbe distrutto! Non è l'odio che ci muove! È la speranza che un giorno tutto questo finisca. L'odio è quello del Tiranno!
Nihal della terra del vento - L.Troisi
I padri raccontano storie. I padri sono responsabili della forma stessa del narrare; tutte le storie escono dalle bocche dei padri, e tutte le regole connesse alle storie [...]
[rick moody - il velo nero]
[“Tutte le lettere sono d'amore”]>>Yellow Letters
... una facoltà ci è rimasta, e dobbiamo difenderla con ogni vigore perché è l'ultima: la facoltà di negare il nostro consenso.
Primo Levi "Se questo è un uomo"
[...]un giorno senza tempo è impensabile, ma, almeno per me, c'erano giorni senza assolutamente nessun umore. In quei giorni Jacob Horner, fuorché in un insignificante senso metabolico, cessava completamente di esistere, perché io ero senza una personalità. Come quegli organismi microscopici che i biologi devono tingere per rendere visibili, io dovevo essere colorato da qualche umore, per poter avere un io riconoscibile. Il fatto che i miei successivi e discontinui io erano legati gli uni agli altri dai due fili precari del corpo e della memoria; il fatto che nella natura delle lingue occidentali la parola cambiamento presuppone qualcosa su cui operare il cambiamento; il fatto che, benché l'organismo sia invisibile senza la tintura, la tintura non è l'organismo - queste erano considerazioni delle quali ero consapevole ma che non mi interessavano.
[J. Barth - La fine della strada]
[“Tutte le lettere sono d'amore”]>>Yellow Letters
E adesso, seduto qui, ho finito i pezzi. I muri e i tetti e le ringhiere. E incollato sul pavimento davanti a me c'è un gran casino imbrattato di sangue. Non è perfetto, non è completo, ma è ciò che ho fatto della mia vita. Giusto o sbagliato che sia, non segue nessun piano preordinato.
Puoi solo sperare che emerga un filo conduttore, e a volte questo filo conduttore non emerge.
Eppure, se hai un piano, riesci a ottenere solo il meglio che la tua immaginazione può concepire. E io ho sempre sperato in qualcosa di più.
ninnananna. Palahniuk
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Perfer et obdura. Dolor hic tibi proderit olim.
"Constato che vicino a me non c'è nessuno, nessuno per tirare via le lenzuola, gridare e darmi un bacio sulla spalla. Nessun bisogno di ispezionare le pieghe del materasso, gli acari sono i miei unici compagni. La cuccia è fredda, nessuno, fuggito da un sogno, mi aspetterà; nessuno mi aspetterà in cucina con in mano una tazza di tè e la cioccolata calda ribollente in una vecchia casseruola rossa.
Un letto è freddo quando ci ha dormito un corpo solo: ci vogliono due selci per fare un fuoco.
Come un pazzo che non si abitua ad avere due gambe, non mi sono mai abituato a questa realtà immutabile. Ho sempre la stessa sorpresa accorgendomi che non c'è nessuno vicino a me per amarmi e per tradirmi. (...)
Mi piacerebbe davvero avere una specie di psicologia fisiologica: contento quando fa caldo, scontento quando fa freddo. Non farei certo economie sul riscaldamento, ma la mia vita sarebbe soddisfacente se il mio umore non dipendesse più da fattori così fragili come l'amore, l'attenzione, il futuro dell'umanità."
Una perfetta giornata perfetta.
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Perfer et obdura. Dolor hic tibi proderit olim.
"Alcune cose ci sfuggono perchè sono così impercettibili che le trascuriamo. Ma altre non le vediamo proprio perchè sono enormi."
"A volte è quasi meglio viaggiare che arrivare."
"Cerchi di capire dove stai andando e dove sei, e ti sembra che la tua vita non abbia senso. Ma quando dài uno sguardo indietro si delineano delle costanti, e se ti proietti in avanti partendo da quelle, a volte ti capita di scoprire qualcosa."
"Penso che la ragione di oggi sia analoga alla terra piatta medioevale. Se ci si spinge troppo in là, con ogni probabilità si precipita - nella follia".
-Lo Zen e l'arte della manutenzione della motocicletta-
Alcune cose ci sfuggono perchè sono così impercettibili che le trascuriamo. Ma altre non le vediamo proprio perchè sono enormi.
"...stavolta stavo male, molto male. In effetti avevo sempre avuto male, ma non me n'ero accorto.
La sofferenza si è rivelata quanto, qualche settimana fa, ho provato un semplice attimo di felicità. allora ho capito quanto il dolore avesse occupato tutto lo spazio della mia vita, al punto da farsi passare per la mia omeostasi."
"Ritorno a casa. Sento rumori nella stana. Lo Strazio e la Solitudine scopano nel mio letto, senza preservativo naturalmente. Mi faranno di nuovo una caterva di marmocchi. Spero che si becchino una malattia."
Una perfetta giornata perfetta
Ultima modifica di sulinari : 11-12-2007 alle ore 14.14.57
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Perfer et obdura. Dolor hic tibi proderit olim.
Ascanio Celestini – La pecora nera
Io capisco che esistono due tipi diversi di amore. C’è l’amore che dura per sempre. L’amore del matrimonio coi figli che crescono e si fanno la varicella e la scarlattina, con la vacanza al mare con la roulotte e il mutuo agevolato per la casa. E poi c’è l’amore che è una cosa di un attimo. È come quando casca una stella cadente, che pure se sei uno scienziato che studia lo spazio pure tu esprimi il desiderio. Per quell’attimo che casca la stella non ti metti a fare le teorie sulle stelle spaziali. Davanti a quella stella pensi al tuo desiderio come quando eri ragazzino.
Ma adesso ho capito perché non riesco a guarire.
Perché la paura non è mica una malattia.
Marley, prima di tutto, era morto. Su questo non c'è alcun dubbio. Il registro della sepoltura era firmato dal pastore, dal chierico, dall'impresario di pompe funebri e da chi aveva guidato le prescritte lamentazioni funebri. Scrooge l'aveva firmato: e il nome di Scrooge valeva quanto l'oro, su qualsiasi cosa fosse scritto. Il vecchio Marley era tanto morto quanto un chiodo di porta.
Badate! Non voglio dire che io sappia alla perfezione cosa ci sia di particolarmente morto in un chiodo di porta. Potrei essere più portato a ritenere che il pezzo più morto della ferramenta in commercio sia il chodo di bara. Ma la saggezza dei nostri avi è nelle similitudini; e il paese andrebbe a rotoli se osassi turbarla con mano sacrilega. Permettetemi perciò di ripetere, solennemente, che Marley era tanto morto quanto un chiodo di porta.
Dickens - "Canto di Natale"
Fu il Ramino a incominciare. Non state a raccontarmi ciò che dice la signora Peerybingle, perché io sono meglio informato di lei. La signora Peerybingle può benissimo affermare fino alla fine dei tempi di non essere in grado di dire quale fu di loro a incominciare, ma io dico che fu il Ramino, e credo che dovrei saperlo. Fu il Ramino a cominciare, cinque minuti buoni prima che il Grillo facesse sentire uno solo dei suoi trilli, stando al piccolo orologio olandese, dal colore cereo, collocato nell'angolo.
Come se l'orologio non avesse finito di battere l'ora, e il piccolo falciatore convulso che vi stava in cima e spingeva la sua falce a destra e a sinistra davanti al palazzo moresco non avesse finito di falciare una bella distesa di fieno immaginario, prima che il Grillo entrasse nella conversazione!
...sempre Dickens - Il grillo nel focolare
Entrambi tratti da "Racconti di Natale"![]()
adorabile...
Ultima modifica di Alessia Va : 21-12-2007 alle ore 10.07.59