Gieko credo che abbia risposto in modo adeguato a tutti gli interventi......se non si è d'accordo non è una colpa!
Gieko credo che abbia risposto in modo adeguato a tutti gli interventi......se non si è d'accordo non è una colpa!
Guarda che ti è stata fatta notare un'incongruenza (per la millesima volta) e non hai battuto ciglio, altro che risposta adeguata. Evidentemente per te rispondere adeguatamente non implica argomentare, approfondire, cogliere le incoerenze, la logica... Probabilmente sarà un'esigenza del "mercato" (almeno nella tua versione) appiattirsi su questo livello. Le conseguenze nel lavoro con l'utenza le possiamo solo immaginare...
gieko
L'accoglienza riguarda in primo luogo, il modo in cui il disagio é vissuto dall'utente e così l'avere degli spazi - che a te purtroppo ancora mancano del tutto e non sono spazi "oggettivi" - idoneei per tale accoglimento finalizzato all'aiuto ad una persona; perché ci sono persone con grandi disagi che hanno grandi risorse e capacità mentre ci sono persone con disagi minori ma vissuti con reazioni molto diverse. Che possono apportare ulteriori malesseri, soprattutto se non compresi inizialmente.
Gaia
Tessera n° 15 Club del Giallo
Guardiana Radar del Gruppo insieme a Chiocciolina4
Le incongruenze, gieko, fanno parte di lei, evidentemente, non le coglie neppure quando le vengono fatte notare, oppure crede sempre di poter rispondere - non rispondendo o con modi solo "appariscenti"; probabilmente nelle esigenze di mercato, come sembra, vale molto più la forma del contenuto.
Gaia
Tessera n° 15 Club del Giallo
Guardiana Radar del Gruppo insieme a Chiocciolina4
Sono d'accordissimo e aggiungo.
Accoglienza non solo per il disagio e il modo in cui è vissuto, ma anche saper accogliere l'eventuale utente con tutta la sgradevolezza ( sia esteriore che interiore) che spesso ha.Questo sia per gli psicologi che per Gli AS perchè anche gli psicologi spesso hanno a che fare con situazioni forti ( carcere, valutazione genitori abusanti, maltrattanti, utenti del CIM ecc.)
E' vero che non tutti gli utenti hanno un grado di disagio economico forte. Ma sapere accogliere tutti aiuterà nella professione privata.
Se io parto già dal presupposto che volgio solo utenti colti ( che sappiano riconoscere la mia professione e il mio ruolo) ricchi e con i quali ci si relaziona bene, saprò eventualmente accogliere anche una utenza meno " piacevole" ?
Se io invece imparo a non fare differenze, a saper trattare allo stesso modo e dare lo stesso valore all'utenza difficile, allora sarà facilitato quando vengono persone che presentano una situazione meno deteriorata.
Ultima modifica di monicadal : 03-06-2009 alle ore 13.02.08
Quanto all'esempio dei medici che fa zuccherina non mi sembra molto utile.
I medici che diventano medici per far soldi a palate invece che per salvare vite
sono una minoranza....(spero) E quelli che lo fanno secondo me hanno sbagliato mestiere.....
E comunque la classe medica non è certo famosa per l'empatia che dimostra verso i pazienti.
Ultima modifica di monicadal : 03-06-2009 alle ore 13.06.32
Gieko stai giudicando la mia professionalità e non mi sembra molto corretto dal momento che io non sto giudicando sulla professionalità di alcuno....
Secondo me il problema è trovare un equilibrio tra le esigenze di mercato e l'accoglienza e l'uguaglianza...NON HO MAI DETTO che faccio una cosa a scapito dell'altra....per me sono ENTRAMBI essenziali....!Il bravo professionista sa trovare il giusto equilibrio!
Ci sono servizi pubblici e servizi privati....quelli pubblici sono erogati in maniera gratuita....quelli privati dietro pagamento e mi sembra normale questo.....se io lavoro in un servizio privato si rivolgeranno a me tutti coloro che "se lo possono permettere"....questa storia è vecchia quanto la storia(scusate giri di parole).
Scusate ma non ho studiato per fare la missionaria......altrimenti percorrevo un'altra strada!
Non sono per la forma....è il contrario o meglio forma e sostanza(ve lo ricordate il discorso sulle comopetenze, vero?)
Non capisco come potrei giudicare una professionalità che non c'è ancora, dal momento che non eserciti. Ti interrogo su dei punti che ritengo lacunosi, e su cui ripetutamente sorvoli come se nulla fosse.
Contenta tu...
gieko
Posso correggere un punto, Zuccherina? Nessun servizio viene erogato in forma gratuita. Tutti sono a pagamento. Che il pagamento sia immediatamente conseguente alla prestazione, come accade nel settore privato, o sia differito attraverso la tassazione, poca differenza fa, dal punto di vista della sostanza...
Buona vita
Guglielmo
Dott. Guglielmo Rottigni
Ordine Psicologi Lombardia n° 10126
vabbè willy se la metti così TUTTO è a pagamento....
In effetti l'assistenza sociale è nata soprattutto come erogazione di servizi gratuiti a chi non pagava nè direttamente, ne indirettamente tramite le tasse.
Infatti L'ECA ( ente comunale assitenza)fino agli anni 70 doveva appunto erogare assitenza pubblica a coloro che non avevano diritto alle normali forme di assitenza e previdenza stabilite per ogni lavoratore ( sanitaria, pensionistica, scolastica ecc.) ed erogate attraverso le mutue o gli istituti di previdenza.
Quindi si può dire che l'assistenza sociale fosse in origine uno dei pochi servizi completamente gratuiti.
Però come dici tu stessa l'assistenza è cambiata negli anni e adesso sono veramente pochissime le persone che fruiscono dell'assistenza in modo totalmente gratuito, nel senso della gratuità indicata da willy.
la formazione del counsellor (post-laurea) dura tre anni....se metti gli altri 5 dell'università+esame di stato.......tutta questa poca fatica come dici tu..non la vedo!
La fatica vera allora, di chi ha deciso di dedicarsi ''seriamente'' alla scienza, non la conosci. Farebbero bene a prendersi un libro di piu in mano sti counselor invece di passare 3 inutili anni fra bagianate di ogni tipo. Spero che su questo non si discuta almeno: cosa vuole 'contare' una disciplina così povera con istituzioni scientifiche secolari? Non c'è una solida base teorica, non una attiva analisi epistemologica, nessuna tradizione in cui affondare solide radici. Suvvia! Per quanto nuova sia la psicologia ha alle spalle almeno 2 secoli di riflessioni mirate e 2 millenni che fanno da sfondo: ma davvero credi che la questione sia così semplice? Per quanto mi riguarda, personalmente, mi vergognerei pure a frequentare territori costruiti a tavolino per esigenze di mercato e non di certo per amor di conoscenza. Perchè, ripeto, la scienza (e intendo ogni sforzo conoscitivo e indagatore) è un'altra cosa e si basa su criteri quali ''pazienza'', ''umiltà'', ''necessità di vaste conoscenze antropologiche'' e ''passione'' per l'uomo. Praticamente tutto ciò che manca in questa fiera dell'inutilità che è il counseling.
Saluti,
Luigi
Blog: Spazio di Psicoanalisi