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  1. #856
    Partecipante Super Esperto L'avatar di quattrostracci
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    06-07-2006
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    Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione

    Citazione Originalmente inviato da evolution Visualizza messaggio
    Dal mio punto di vista, molto superficiale e idealista. Anche confuso!

    C'è anche una bella differenza tra l'amico, che non lo fa come professione e non ti chiede soldi e il mago o il counselor che ti spillano soldi facendolo come professione.
    Dal tuo post si evincono palesemente tre cose:
    • che ancora stai facendo l'università ed è evidente che non sai di cosa parli
    • che non hai affatto letto con attenzione quello che ho scritto
    • che il tuo astio è in aumento, e questo lo si evince bene dall'uso del verbo "spillare"...

  2. #857
    Partecipante Super Esperto L'avatar di quattrostracci
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    06-07-2006
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    717

    Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione

    Citazione Originalmente inviato da evolution Visualizza messaggio
    Vorrei chiarire un mio pensiero su quale debba essere una formazione seria per aiutare qualcuno in ambito psicologico.
    Dal mio punto di vista la formazione universitaria, il tirocinio e l'esame di stato sono molto importanti ma non bastano (ma non si possono sostituire con corsi per casalinghe). Credo che molto importante sia fare un lungo lavoro su di se attraverso l'analisi personale (comunque un lavoro psicoterapeutico) per conoscersi a fondo e vedere meglio anche le dinamiche delle altre persone. Penso sia importante anche la scuola di specializzazione.
    Dopo la laurea e un lavoro su di sè potrei capire anche la scuola di counseling.
    Con questa formazione, a mio avviso si può lavorare in scienza e coscienza.
    Con la scorciatoia del corsetto si rischia di fare molti danni, difficili da misurare a breve termine.
    E quanto scrivi conferma ulteriormente quanto io ho scritto precedentemente.

    Hai le idee molto confuse. Cosa c'entra la scuola di specializzazione con la laurea in psicologia?

    Ti ricordo che quella di psicologo è una professione a se stante, che non necessita di specializzazione alcuna per essere esercitata. La psicoterapia è altro.

    Se pensi che un corso di counseling sia un corso di psicoterapia all'acqua di rose... beh, non hai per niente chiaro cosa sia il counseling. Tutto qui.

    Comunque, fortunatamente, anche i tribunali danno ragione a questa interpretazione. Che di fatto la professione di psicologo abbia, come unica riserva, l'atto diagnostico e basta.

    Chi come me esercita da vent'anni se ne era già accorto, comunque...

  3. #858
    Partecipante Super Esperto L'avatar di quattrostracci
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    06-07-2006
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    Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione

    A me pare che la questione sia chiarissima: lo psicologo non ha l'esclusiva sul benessere psicologico. Punto e basta. Non c'è molto altro da discutere.

    C'è semmai da discutere, da un punto di vista legale, quali sono i confini e gli atti tipici.

    Nella maggior parte delle professioni ci sono sovrapposizioni. Poi è la legge però che fissa dei confini rispetto all'esecuzione di alcuni atti.

    Sia il geometra che l'architetto possono presentare un progetto di ristrutturazione. Ma la presentazione di un piano di recupero edilizio la può fare solo l'architetto. Punto e basta.

    Sia l'idraulico che l'ingegnere posso progettare un impianto di riscaldamento per un'abitazione. Ma solo l'ingegnere può firmare il foglio di conformità. Punto e basta.

    Sia il counselor che lo psicologo (ma anche il pedagogista, lo psicopedagogista, il mediatore familiare, etc.) possono interagire con la psiche dell'essere umano. Ma la diagnosi psicologica la fa solo lo psicologo. Punto e basta.

    Non vedo davvero quale sia il problema...

    Davvero tutto è dettato dalle proprie insicurezze e dall'ansia per il proprio futuro che, evidentemente, si vede nero e senza sbocchi.

    L'ho già scritto tante volte, ma è bene ripeterlo: a me nessun counselor ha mai portato via il lavoro, perché chi si rivolge a me intende affrontare tematiche molto diverse da quelle che tratterebbe in un incontro di counseling.

    Ho inviato molte persone a counselor e continuerò a farlo. Allo stesso modo counselor hanno inviato molte persone a me e continueranno a farlo. Lavoro in tandem con uno psicofarmacologo quando ce n'è bisogno, e anche lì nessuno dei due ha "paura" che uno rubi il lavoro all'altro...

    Quando ravvedo che una richiesta di terapia di coppia in realtà ansconde altro, rinvio al mediatore familiare. Quando il mediatore familiare ravvede che la richiesta non è di separazione, ma di unione, allora è lui ad inviare alla terapia di coppia.

    Insomma, chi ha la ragionevole certezza delle proprie competenze e qualità, non si perde in queste discussioni da pollaio, dove tutti hanno l'ansia di non perdere neppure un chiccolino di granturco...

    Altro che benessere e tutela del paziente! Qui il paziente viene visto come la propria fonte di sostentamento, dunque guai se quel paziente diventasse la fonte di sostantamento di qualcun'altro...

  4. #859
    Johnny
    Ospite non registrato

    Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione

    ciao Quattrostracci, bisogna dire però che noi siamo "giovani" e inesperti", quindi non abbiamo seguito lo svolgersi delle cose (sia per quanto riguarda l'istituzione dell'ordine degli psicologi, sia per quanto riguarda lo sviluppo del counseling in Italia) quindi è normale che non sappiamo fare i parallelismi tra i counselor di oggi e gli psicologi di allora, i confini delle varie professioni, le varie diatribe legislative, le sentenze, ecc...

    Io personalmente, ad esempio, sono venuto a conoscenza del counseling qui su ops, e non conosco personalmente nessun counselor, quindi la discussione è del tutto "teorica". Un giorno ho letto un post, e ho scoperto tutto un mondo, di gente che si chiama "counselor" e che svolge uno dei compiti che lo psicologo ha sul tariffario (il "counseling", appunto) senza essere psicologo. Dopo lo sgomento, mi sono informato, ho letto (grazie anche ai tuoi post, fra l'altro) quindi credo che come noi (io e evolution) ci siano MIGLIAIA di altri psicologi/studenti di psicologia che ignorano tutto ciò.

    Perché a psicologia non dicono che esistono i counselor, i consulenti filosofici, e tutto il resto? Se tornassi indietro, ad esempio, farei un corso di counseling, meno fatica, più lavoro e meno costoso
    Ultima modifica di Johnny : 23-03-2010 alle ore 17.22.41

  5. #860
    Partecipante Super Esperto L'avatar di quattrostracci
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    Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione

    Ciao Johnny, come darti torto? Hai perfettamente ragione, però prova con me a fare questo ragionamento.

    E' assolutamente normale che, durante la propria formazione (e con quel che si sente dire in giro, per di più!) si abbiano delle incertezze rispetto al proprio futuro.

    Entrano in gioco le mitiche frasi della nonna (perché non fai un concorso in comune e ti sistemi?) oppure quelle della mamma (prenditi una laurea perché senza oggi non si fa nemmeno il postino), etc.

    E' però errato concettualmente ritenere che, siccome ci sono altre persone che fanno un lavoro simile al nostro, queste vadano tacciate di spenna-polli, ciarlatani o altro, solo per il fatto che non hanno la nostra formazione e perché potenzialmente ci fregano fette di mercato.

    Per di più citando eccezioni (che di fatto confermano la regola, per altro...) come quello che trova il counselor con la terza media. Come dire che siccome è stato trovato un falso medico che si era fabbricato da solo la laurea alla tipografia sotto casa, tutti i medici sono ciarlatani.

    Non è così: la psicologia è una materia molto giovane e dunque, più delle altre, sottoposta a pressioni, assestamenti, necessità in qualche modo di trovare ancora la propria collocazione.

    L'errore è quello di ritenere la psicologia una professione fine a se stessa. Spesso confondendo la "clinica" con la laurea in psicologia o, peggio ancora, con la psicoterapia.

    Oppure, come sostiene evolution, dicendo che la laurea non basta e che si deve fare altro. Mettiti però nei panni di un cliente: quello sta tranquillo perché c'hai la laurea e l'iscrizione all'ordine. Cosa dovrebbe pensare nel leggere che gli stessi psicologi dicono che la laurea non è sufficiente per... fare lo psicologo? Forse un po' si preoccuperebbe... dal momento che la Legge consente ad un laureato (previo esame di stato e iscrizione all'ordine) di esercitare la professione.

    Il concetto di aiutare l'altro, da un punto di vista professionale, è molto ampio ed evidentemente difficilmente "codificabile".

    Non capisco cosa ci sia di male nell'effettuare una consulenza filosofica. Chi è il filosofo? Uno che ti aiuta a superare un momento di crisi con lo strumento che conosce: ovvero la filosofia. Senza alcuna pretesa di curare o guarire chicchessia.

    Forse il problema è, che ad un certo punto, ci si rende conto che molti "disagi" dell'uomo sono trattabili con vari sistemi. Ma uno stesso problema (relazionale, ad esempio) lo si può valutare sotto molteplici punti di vista. E perché non anche quello filosofico? E perché non attraverso l'arte e le varie forme di espressione?

    In fondo il buon Rogers partì da questa considerazione: ma quando gli psicologi non esistevano... la gente, che faceva? Si suicidavano in massa? Il mondo era pervaso da orde di depressi, bipolari, ossessivi... o che altro?

    No, semplicemente le varie situazioni che la vita ci pone si possono affrontare in tanti modi diversi.

    Quando evolution parla del concetto di salute sbaglia, e di molto. La salute non è ricondicibile unicamente al concetto di salute medica o psicologica. La salute è molto di più: è prima di tutto benessere.

    E perché più professioni non potrebbero concorrere al raggiungimento del benessere di un soggetto, da un punto di vista globale?

    La psicologia è una disciplina con delle sue specificità. Tali specificità, banalmente, non dovrebbero affatto essere riservate per legge ad un'unica categoria di professionisti. Si potranno individuare degli atti tipici, e dunque codificati, che eventualmente possono essere riservati ad un certo professionista.

    Il counselor è un professionista che acquisisce importanti strumenti relazionali (ben maggiori di quelli che possiede uno psicologo fresco di laurea, e questo con buona pace di tutti) ed acquisisce una metodologia d'intervento applicabile a certe condizioni.

    Il counselor è forato al sapere, al saper fare e al saper essere.

    Uno psicologo no. Lo psicologo sa, in parte sa anche fare, ma non sa per niente essere. Dunque se vuole occuparsi della così detta "clinica" è vero, ha ragione evolution, deve andare oltre. E paradossalmente è più probabile che uno psicologo faccia più disastri di un counselor.

    Un counselor è consapevole dei propri limiti (consapevolezza data dall'analisi personale e dalla supervisione), lo psicologo forse. Di sicuro (e in questo forum è evidentissimo) si sente un gradino sopra perché ha la laurea in psicologia... e questo forse lo mette nelle condizioni di non vedere bene i propri limiti.

    Ovviamente parliamo di counselor formati seriamente e che lavorano seriamente.

  6. #861
    Partecipante Esperto
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    Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione

    Citazione Originalmente inviato da quattrostracci Visualizza messaggio
    A me pare che la questione sia chiarissima: lo psicologo non ha l'esclusiva sul benessere psicologico. Punto e basta. Non c'è molto altro da discutere.

    C'è semmai da discutere, da un punto di vista legale, quali sono i confini e gli atti tipici.

    Nella maggior parte delle professioni ci sono sovrapposizioni. Poi è la legge però che fissa dei confini rispetto all'esecuzione di alcuni atti.

    Sia il geometra che l'architetto possono presentare un progetto di ristrutturazione. Ma la presentazione di un piano di recupero edilizio la può fare solo l'architetto. Punto e basta.

    Sia il counselor che lo psicologo (ma anche il pedagogista, lo psicopedagogista, il mediatore familiare, etc.) possono interagire con la psiche dell'essere umano. Ma la diagnosi psicologica la fa solo lo psicologo. Punto e basta.

    Non vedo davvero quale sia il problema...
    Il problema è che ti sbagli... e di grosso. Il counselor non è un professionista come lo è il geometra. Quest'ultimo fa tanto di esame di stato (tra l'altro non facilissimo) e ha delle competenze specifiche che ne te ne io possiamo svolgere se non siamo geometri.
    Il counselor non è una professione e tutti possono fare quello che fa. Il counselor non solo non può fare diagnosi, ma nemmeno sostegno psicologico o riabilitazione.

  7. #862
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    Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione

    Citazione Originalmente inviato da quattrostracci Visualizza messaggio
    Davvero tutto è dettato dalle proprie insicurezze e dall'ansia per il proprio futuro che, evidentemente, si vede nero e senza sbocchi.

    L'ho già scritto tante volte, ma è bene ripeterlo: a me nessun counselor ha mai portato via il lavoro, perché chi si rivolge a me intende affrontare tematiche molto diverse da quelle che tratterebbe in un incontro di counseling.

    Ho inviato molte persone a counselor e continuerò a farlo. Allo stesso modo counselor hanno inviato molte persone a me e continueranno a farlo. Lavoro in tandem con uno psicofarmacologo quando ce n'è bisogno, e anche lì nessuno dei due ha "paura" che uno rubi il lavoro all'altro...
    Se fosse un problema di insicurezza mollerei l'università e farei il corsetto di counseling, che farei ancora prima ad iniziare il lavoro.
    Se tu come psicologo invii persone a un counselor mi vengono dei dubbi sulla tua formazione; che bisogno hai di inviare persone a un counselor? Non puoi dargli tu sostegno? Cosa sa fare lui più di te?

  8. #863
    Partecipante Esperto
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    Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione

    Citazione Originalmente inviato da quattrostracci Visualizza messaggio
    Altro che benessere e tutela del paziente! Qui il paziente viene visto come la propria fonte di sostentamento, dunque guai se quel paziente diventasse la fonte di sostantamento di qualcun'altro...
    Da come scrivi mi sembra proprio che tu faccia formazione in un corso di counseling... ora ho capito gli interessi e il sostentamento.

  9. #864
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    Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione

    Citazione Originalmente inviato da quattrostracci Visualizza messaggio


    Oppure, come sostiene evolution, dicendo che la laurea non basta e che si deve fare altro. Mettiti però nei panni di un cliente: quello sta tranquillo perché c'hai la laurea e l'iscrizione all'ordine. Cosa dovrebbe pensare nel leggere che gli stessi psicologi dicono che la laurea non è sufficiente per... fare lo psicologo? Forse un po' si preoccuperebbe... dal momento che la Legge consente ad un laureato (previo esame di stato e iscrizione all'ordine) di esercitare la professione.


    Il counselor è un professionista che acquisisce importanti strumenti relazionali (ben maggiori di quelli che possiede uno psicologo fresco di laurea, e questo con buona pace di tutti) ed acquisisce una metodologia d'intervento applicabile a certe condizioni.

    Il counselor è forato al sapere, al saper fare e al saper essere.

    Uno psicologo no. Lo psicologo sa, in parte sa anche fare, ma non sa per niente essere. Dunque se vuole occuparsi della così detta "clinica" è vero, ha ragione evolution, deve andare oltre. E paradossalmente è più probabile che uno psicologo faccia più disastri di un counselor.
    Scusa, ma ti esprimi in modo incoerente, prima dici che sbaglio a dire che l'università non basta, poi subito dopo affermi che un counselor "acqisisce importanti strumenti relazionali (ben maggiori di quelli che possiede uno psicologo fresco di laurea...)".

  10. #865
    Partecipante Super Esperto L'avatar di quattrostracci
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    Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione

    Rispondo in maniera cumulativa agli ultimi post di evolution.
    Il problema è che ti sbagli... e di grosso. Il counselor non è un professionista come lo è il geometra. Quest'ultimo fa tanto di esame di stato (tra l'altro non facilissimo) e ha delle competenze specifiche che ne te ne io possiamo svolgere se non siamo geometri. Il counselor non è una professione e tutti possono fare quello che fa. Il counselor non solo non può fare diagnosi, ma nemmeno sostegno psicologico o riabilitazione.
    Questa tua interpretazione di ciò che è professione e ciò che non lo è... è quanto meno obsoleta (per non dire di peggio)!

    In pratica stai sostenendo che una professione è tale solo se vi è un albo (o un ordine o un collegio o un ruolo) di riferimento.

    Immagino che, avendo tu detto di non aver concluso ancora il ciclo universitario, sia abbastanza giovane. Se così è, spiace davvero vedere una ragazzo giovane che ha posizioni così smaccatamente medioevali in tema di professioni. Alla faccia delle corporazioni!

    Fortunatamente per i cittadini, il legislatore europeo ed italiano la pensa diversamente da te. Se non te ne fossi accorto, in quasi nessun paese europeo esistono gli Ordini professionali e le riserve di legge sono pochissime (fondamentalmente solo per medici e avvocati). Parimenti ti ricordo (fonte: Ministero della Giustizia) che a fronte di 1.500.000 circa pofessionisti ordinati ne esistono circa 3.000.000 (il doppio) non ordinati.
    Il CdM italiano proprio nei giorni scorsi ha recepito definitivamente la nuova Direttiva Servizi (ex Bolkestein) mentre la Direttiva Qualifiche è stata recepita già da un paio d'anni.

    Sostenere che una professione è tale ed è garantita per il semplice fatto che esiste un iter statale di riferimento è roba da far rabbrividere anche il più estremista dei bolscevichi!

    Se non bastasse, la tua giovane età e la tua inesperienza non ti fa capire di come sia proprio questo sistema che ti impedirà di avere un roseo futuro professionale. Se non fosse chiaro il sistema ordinistico (oltre ad essere totalmente non garantista verso i cittadini) lede principalmente proprio i diritti dei giovani professionisti neolaureati che si trovano a dover operare in regime di non-concorrenza rispetto a chi già esercita da anni la professione.

    Contento tu...
    Scusa, ma ti esprimi in modo incoerente, prima dici che sbaglio a dire che l'università non basta, poi subito dopo affermi che un counselor "acqisisce importanti strumenti relazionali (ben maggiori di quelli che possiede uno psicologo fresco di laurea...)".
    Della serie: ci sei o ci fai? Non esiste che provi a manipolare quello che ho scritto, visto che peraltro carta canta.

    Ad usum delphini provo a sintetizzare: tu sostieni (ed in in questo ti ho dato ragione) che la laurea non sia sufficiente per esercitare, ed infatti ci hai raccontato della tua analisi personale, etc. Ed in questo sei stata confortata anche da altri pareri di altri utenti. Lo Stato italiano però sostiene (e lo fa attraverso l'aver emanato una Legge di ordinamento della professione, la 56/89) che per fare lo psicologo basta la laurea (nella legge non si dice che la laurea non basta e che ci vuole altro). Mi metto allora nei panni del cittadino e mi chiedo: come mai un professionista che a più riprese si fa scudo della legge di ordinamento sostiene però che quella formazione indicata nella legge non basta per esercitare? E' ovvio che un po mi preoccupo...

    Venendo al counseling. La cosa è di una banalità sconcertante. Il counselor è un professionista della relazione. Lo psicologo è un professionista della psicologia. Infatti la formazione di un counselor è totalmente centrata sull'acquisizione di strumenti relazionali (analisi, supervisione, tirocinio supervisionato, giochi di ruolo, simulate, lavoro di gruppo, etc.). Uno psicologo in quanto laureato in psicologia se la scorda questa formazione.

    Fare un parallelo tra le due formazioni non ha senso in quanto le due professioni sono diverse. Un counselor in quanto tale non sa un piffero di fondamenti anatomo fisiologici dell'attività psichica (e peraltro, che se ne farebbe?). Uno psicologo in quanto tale parimenti non sa un piffero di come si gestisce una relazione con chi prova disagio. O meglio, con l'aria tipica da ignorantello saccente crede di saperlo fare perché, pur non avendo mai visto in vita sua uno che vive un momento di disagio, è convinto che l'aver messo per cinque anni crocette su domande a risposta multipla sia sufficiente.
    Da come scrivi mi sembra proprio che tu faccia formazione in un corso di counseling... ora ho capito gli interessi e il sostentamento
    Mi spiace, ma il ritornello con me non funziona... prova ad andare a parare altrove.

  11. #866
    Partecipante Esperto
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    Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione

    Citazione Originalmente inviato da quattrostracci Visualizza messaggio
    In pratica stai sostenendo che una professione è tale solo se vi è un albo (o un ordine o un collegio o un ruolo) di riferimento.


    Sostenere che una professione è tale ed è garantita per il semplice fatto che esiste un iter statale di riferimento è roba da far rabbrividere anche il più estremista dei bolscevichi!

    Fare un parallelo tra le due formazioni non ha senso in quanto le due professioni sono diverse. Un counselor in quanto tale non sa un piffero di fondamenti anatomo fisiologici dell'attività psichica (e peraltro, che se ne farebbe?). Uno psicologo in quanto tale parimenti non sa un piffero di come si gestisce una relazione con chi prova disagio. O meglio, con l'aria tipica da ignorantello saccente crede di saperlo fare perché, pur non avendo mai visto in vita sua uno che vive un momento di disagio, è convinto che l'aver messo per cinque anni crocette su domande a risposta multipla sia sufficiente.
    Mi spiace, ma il ritornello con me non funziona... prova ad andare a parare altrove.
    Non sostengo quello che tu dici. Sto dicendo che un geometra ha fatto anni di studi e pratica (2 anni di tirocinio dopo il diploma) per imparare la sua professione, infatti, essendo una professione delicata, chi non ha il titolo non può fare quel lavoro.
    Il counselor ha una formazione troppo breve (450 ore quando sono corsi seri), almeno in Italia. Si occupa di una materia delicata e l'utente non è minimamente tutelato. Parlo sempre di chi non ha la laurea.
    Se per te l'università è mettere "crocette su domande a risposta multipla" sei fuori strada. Il 90% degli esami nel mio corso di laurea sono orali o scritti/orali.

  12. #867
    Partecipante Esperto
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    Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione

    Citazione Originalmente inviato da evolution Visualizza messaggio
    Se fosse un problema di insicurezza mollerei l'università e farei il corsetto di counseling, che farei ancora prima ad iniziare il lavoro.
    Se tu come psicologo invii persone a un counselor mi vengono dei dubbi sulla tua formazione; che bisogno hai di inviare persone a un counselor? Non puoi dargli tu sostegno? Cosa sa fare lui più di te?
    Per farmi capire, potresti rispondermi a questa domanda? Grazie

  13. #868
    Johnny
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    Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione

    Citazione Originalmente inviato da quattrostracci Visualizza messaggio
    in quasi nessun paese europeo esistono gli Ordini professionali e le riserve di legge sono pochissime (fondamentalmente solo per medici e avvocati).
    perché medici e avvocati hanno queste "riserve di legge"?

  14. #869
    Partecipante Super Esperto L'avatar di quattrostracci
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    Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione

    Citazione Originalmente inviato da Johnny Visualizza messaggio
    perché medici e avvocati hanno queste "riserve di legge"?
    Perché generalmente interagiscono con due diritti garantiti da quasi tutte le Costituzioni: diritto alla salute e diritto alla difesa.

  15. #870
    Johnny
    Ospite non registrato

    Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione

    Citazione Originalmente inviato da quattrostracci Visualizza messaggio
    Perché generalmente interagiscono con due diritti garantiti da quasi tutte le Costituzioni: diritto alla salute e diritto alla difesa.
    allora se vogliamo essere puntigliosi anche lo Psicologo si occupa del diritto alla salute, se consideriamo la definizione di "salute" dell'OMS (non assenza di malattia, ma stato di benessere psico-fisico-sociale)

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