...ecco non riesco a caricare la pagina della sapienza, ma a quando risale il messaggio rosjbeeio sapevo a-l mattina e m-z pomeriggio
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Ultima modifica di melita74 : 31-01-2011 alle ore 11.43.21
dunque c'è la suddivisione per lettere e l'entrata ai varchi ma vedo che partono dalla M, non è molto chiaro, io capisco solo che M-Z lo fa alle 14, per A-L non si capisce
Commissione (A-L)
Facoltà di Psicologia
Via dei Marsi 78
il 8/02/2011 - ore 9.00 prova pratica (Nuovo e Vecchio Ordinamento) - Aula Magna
II Commissione (M-Z)
Facoltà di Psicologia
Via dei Marsi 78
il 8/02/2011 - ore14.00 prova pratica (Nuovo e Vecchio Ordinamento) - Aula Magna
questo è scritto qui http://www.uniroma1.it/studenti/laur...one.php?cod=K2
Ragazze scrivo per intero il caso di Lorenzo dove avevamo ipotizzato D. della Condotta....ditemi cosa ne pensate?? anche Memole quando capita da queste parti!!
TRACCIA 1
NOVEMBRE 2008
A) Per le finalità diagnostiche richieste faremo riferimento al Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali IV edizione Text-Revision (DSM-IV-TR).
I sintomi esposti dal docente coordinatore (aggressione, minaccia, furto) potrebbero orientare l’attenzione verso il gruppo diagnostico dell’asse I Disturbi del Comportamento.
Lorenzo è un bambino di 12 anni dove nell’ambito scolastico ha un comportamento dirompente, aggredisce fisicamente e verbalmente i compagni, agisce di prepotenza, ruba da tasche e zaini minacciando ritorsioni in caso di ribellione o di denuncia, ride sonoramente durante le lezioni e provoca volontariamente danni a oggetti e a luoghi.
Attraverso la descrizione di questi sintomi si potrebbe ipotizzare un Disturbo della Condotta, in quanto si ha una persistente violazione dei diritti fondamentali degli altri o delle regole della società nella quale il ragazzo vive.
Nello specifico possiamo ipotizzare un Disturbo della Condotta ad esordio nella fanciullezza (presenza di un criterio prima dei 10 anni di età) visto che il ragazzo era già stato segnalato dalle insegnanti della scuola primaria, in quanto in V elementare spesso trascorreva del tempo da solo ed era stato sorpreso in giardino, durante la ricreazione, ad appiccare il fuoco alla coda delle lucertole.
B) Ipotizzando un Disturbo di Condotta come ipotesi diagnostica la diagnosi differenziale potrebbe essere composta dai seguenti disturbi: Disturbo Oppositivo Provocatorio, dove però non ci sono violazioni delle più importanti regole e norme sociali,ma si manifesta con caratteristiche simili nelle attitudini, Disturbo dell’Umore, per il fatto che il ragazzo si isolasse ed infine Disturbo dell’adattamento con Alterazione della Condotta, il quale, però, è limitato nei mesi e le relazioni sociali e l’acquisizione scolastica sono adeguati all’età.
C) Strumenti. Per accreditare l’ipotesi diagnostica si ha la necessità di effettuare un colloquio con i genitori per conoscere l’anamnesi del ragazzo e per indagare il rapporto tra Lorenzo e la famiglia, in particolar modo le opinioni che i genitori hanno degli atteggiamenti di Lorenzo, un colloquio con le insegnanti, per capire il loro punto di vista e per avere maggiori informazioni del comportamento del ragazzo nell’ambito scolastico ed un colloquio con Lorenzo.
Inoltre mi avvallerei della possibilità di somministrare i seguenti test: Wisc, Pm, Sdab, Sdai e Disegno della famiglia. Se i problemi persistono si potrebbe ricorrere alla consulenza di uno psichiatra nell’eventualità che Lorenzo avesse bisogno di un sostegno farmacologico.
Intervento. Qualora quindi attraverso le dovute indagini fosse confermata l’ipotesi diagnostica principale di Disturbo della Condotta potremmo suggerire un intervento specialistico di tipo cognitivo-comportamentale con l’obiettivo di una riduzione dei sintomi ed un ripristino delle normali funzionalità psico-sociali del paziente, come acquisizione di abilità sociali, interpersonali e comunicative; sviluppare la capacità di autocontrollo e di gestione delle emozioni.
Le tecniche che possono essere utilizzate sono: rinforzamento e modellaggio, modellamento, role playing, analisi del compito.
Inoltre adotterei il parent training come strategia di coinvolgimento dei genitori nel processo educativo, riabilitativo e psicoterapeutico, lavorando anche sul loro senso di autoefficacia, sugli aspetti cognitivi e emozionali.
D)Ai fini trattamentali oltre alla famiglia e alla scuola saranno importanti i servizi sociali, strutture territoriali di rete, centri di aggregazione per avere la possibilità di trovare anche al di fuori della famiglia figure significative di riferimento e di identificazione adeguata.
Grazie
oggi pomeriggio farò l'atro caso che ha messo vera.
a dopo
buono studio
momy complumenti, è fatto molto bene, e sei stata precississima, pure la distinzxione esordio nella fanciullezza, non ci avrei mai pensato!!! mi sento nettamente inferiore:-)...temo dovrò approfondire lo studio:-(
Ti ringrazio per i complimenti, ma lo ho fatto con i libri sotto gli occhi e sinceramente non ricordavo tutte quelle nozioni, io sto cercando di esercitarmi con i casi perchè almeno si sintetizzano le informazioni da mettere. Forza e coraggio che siamo tutte nella stessa barca.
Volevo ringraziarti per i test, dove li hai trovati cosi precisi? mi sembra che nel Celi non ci siano.
Buono studio.
momy i test sono frutto di ricerche integrate, appunti, ops, dsm infanzia e adolescenza e internet
ciao ragazze... allora...se vi trovate un disturbo da tic o disturbo dell'evacuazione come impostate la terapia????grazie
bèh i disturbi da tic li ho fatti ma per la terapia non saprei, quelli dell'evacuazione nopn li ho proprio visti, non credo escano cose così precise..le ultime parole famose
anche io ho pensato che sono abbastanza specifici...però...nn si può mai sapere(meglio esser coperti su tutti gli argomenti)... per cui........ se avete idee sempre partendo da un approccio cognitivo comportamnetale che tecniche sembrano più adatte x trattare i disturbi da tic e da evacuazione aggiungo anche i disturbi del sonno...?????
Ultima modifica di milly234 : 31-01-2011 alle ore 17.45.04
I metodi di psicoterapia breve strategica applicati ai disturbi dell’evacuazione mirano allo sblocco del sintomo e allo sviluppo delle facoltà emotive e psicologiche che permettono nel tempo il mantenimento di stabilità ed equilibrio interno.
In assenza di patologie mediche, è bene rivolgersi ad un terapeuta dell’età evolutiva, che attraverso la valutazione psicodiagnostica e l’analisi funzionale, potrà pianificare un trattamento mirato. La terapia cognitivo-comportamentale ha mostrato nel tempo la sua validità per il trattamento di questo disturbo, e l’applicazione di selezionate tecniche comportamentali appare essere estremamente efficace.
Ultima modifica di melita74 : 31-01-2011 alle ore 18.03.05
Ciao ragazze ho appena svolto la traccia di vera di A. 5 anni.
Come ipotesi diagnostica ho scritto DDAI e Disturbo Distimico,anche se poi come diagnosi principale ho messo d. distimico in quanto si hanno più criteri diagnostici e l'esordio del ddai è prima dei 3 anni.
Non ho saputo scrivere la diagnosi differenziale, so che la diagnosi differenziale del disturbo distimico è disturbo della condotta, rm e ansia da separazoine, ma sinceramente non le ho sapute spiegare.
Approfondimenti:colloquio con genitori per anamnesi e indagare il passato della madre per comprendere la relazione tra il suo passato e il disturbo del bambino.
Colloquio con le insegnanti e un colloquio con il bambino per somministrare tad, cdi e wisc-r (ragazze non sono molto ferrata con i test).
Intervento: terapia cogn-comport: modellaggio e rinforzo.
Inoltre tecniche come relazione d'aiuto, terapia di gioco.
Parent training e intervento ambito scolastico.
cosa ne pensate?
grazie
melita se ci sono due ipotesi diagnostiche credo che dovremmo cmq cercare di avvalorarne una rispetto all'altra, altrimenti non credo che possiamo scrivere due interventi, anche perchè ne chiedono uno.
Penso che non riuscirò a ricordare tutti, soprattutto le diagnosi differenziali, manca poco ce la faremo!!!???!!!!
per disturbo da tic Approccio terapeutico Nella maggior parte dei casi la risoluzione del disturbo è spontanea e non richiede alcun intervento farmacologico. La letteratura medica riporta come il trattamento farmacologico sia da riservare alle forme croniche ed invalidanti, oltre che alla Sindrome di Tourette. Tuttavia un intervento specifico può essere utile non tanto quando i tic sono “gravi”, ma quando lo sviluppo del bambino è minacciato in uno dei suoi ambiti. Sebbenenella attività clinica siano usati diversi tipi di farmaci, i più efficaci sono risultati gli antagonisti relativamente selettivi dei recettori D2, aloperidolo e pimozide, con risposte favorevoli intorno al 70% [Shapiro et al., 1989]. La dose efficace è assai variabile da un caso all’altro. A livello della famiglia è necessario trattare l’ansia che si può presentare in seguito alla comparsa dei tic. E’ utile consigliare di non occuparsi dei tic, non reprimerli né sopravvalutarli.tamento dei genitori alle prime manifestazioni del tic può essere determinante rispetto all’evoluzione. Rimproveri insistenti e proibizioni accrescono l’ansia e l’angoscia e la legano in modo diretto alle scariche motorie. Il trattamento dei pazienti può essere così differenziato: - terapia psicomotoria o rilassamento si utilizzano soprattutto con bambini più grandi, quando predominano sintomi come un comportamento motoriocaratterizzato da instabilità, inabilità e goffaggine e il tic ha un significato di reazione; - psicoterapia nel caso in cui il sintomo sia inserito in un quadro nevrotico o psicotico che dà significato al tic e lo rinforza; - terapia comportamentale di decondizionamento operante (facendo eseguire al paziente volontariamente di fronte ad uno specchio il tic per mezz’ora tutti i giorni o a giorni alterni oppure canalizzare il sintomo e sostituirlo con tic meno invalidanti) se il sintomo ha prevalentemente una caratterizzazione motoria; - interventi educativi e di supporto possono essere utili soprattutto laddove i comportamenti ticcosi sono stati oggetto interpretazioni sbagliate da parte dell’ambiente che li ha percepiti come volontari e intenzionalmente provocatori. Anche un incontro tra gli insegnantie una figura competente che possa spiegare il significato dei comportamenti ticcosi e come gestirli può essere utile per assicurare al bambino un clima positivo e di supporto in classe