ragazzi vi propongo questo caso:
matteo ha 4 anni e frequenta la scuola materna, è allegro e affettuoso, partecipa a qualsiasi attività proposta ma non riesce a fermarsi su uno stesso gioco per un tempo sufficiente all'apprendimento delle sue regole, vuol fare sempre di testa sua e per tale motivo le relazioni con i coetanei diventano spesso problematica. non mostra aggressività e quando viene allontanato dai giochi, concentra la sua attenzione verso altri oggetti attraenti che però improvvisamene perdono il loro fascino e così si mette ala ricerca di qualcos'altro nell'ambiente.
fin dalla nascita viene descritto come bambino difficile, spesso irritabile e con difficoltà nei ritmi sonno-veglia e alimentari. la madre dice che non è mai riuscita a farlo stare fermo nemmeno promettendogli un regalo o una caramella.
le insegnanti della scuola dell'infanzia sono consapevoli di tali comportamenti, ma non sembrano allarmate e identificano la causa della sua eccessiva vivacità in una immaturità transitoria.
intanto i genitori si sentono sempre più impotenti di fronte a Matteo e quindi sono essi a richiedere una consulenza psicologica.
Qualcuno mi sa dire se ci sono testi con casi già svolti, in modo da esercitarsi ed avere subito un feedback? Grazie...
provo... le info sono proprio poche...
- approfondire anamnesi, effettuare colloqui e osservazione del gioco e del disegno;
- i sintomi sembrerebbero far pensare ad un disturbo del comportamento: Iowa conners teacher rating scales e conner staing scale", comprendere se i criteri sono rispettati, quali sono i sintomi prevalenti ed escludere che non si tratti di una 2normale vivacità. Io somministrerei anche un cognitivo per escludere ritardo mentale alla base della disattenzione;
- intervento cognitivo comportamentale (vedi Celi), parent training, colloqui e collaborazione con le insegnanti...
che dite?
Guardate questo!!!
Francesca, 8 anni, viene segnalata dalla scuola allo psicologo per problemi scolastici. Dal colloquio con la
madre si hanno le seguenti informazioni: la bambina vive con lei ed un fratello di 11 anni. I genitori sono
separati da circa 4 anni. Francesca non vuole parlare del padre che non vede da 2 anni.
La bambina è stata operata al cuore per due volte consecutive (a due e a cinque anni), interventi che hanno
risolto definitivamente la sua condizione cardiaca.
La madre è particolarmente impegnata nell’attività professionale ed a portare avanti un incarico politico e per
questi motivi Francesca è stata cresciuta ed attualmente viene seguita per buona parte della giornata da una
tata che abita nell’appartamento accanto. La tata è molto legata a Francesca perché ha perso circa 10 anni
fa una figlia per leucemia; è molto permissiva ma nello stesso tempo protettiva, teme per la sua salute
limitandola nella frequentazione dei coetanei e soprattutto nelle attività di gioco che richiedono attività
motoria. E’in competizione con la madre nella scelta di atteggiamenti educativi efficaci, tentando anche di
sostituirsi nel ruolo materno.
Francesca ha camminato a 13 mesi ed ha presentato difficoltà di linguaggio. Sia la madre sia la tata
sottovalutano i problemi che la bambina presenta nell’apprendimento scolastico.
Dal colloquio con le insegnanti emerge che la bambina non ha molte relazioni con i coetanei, si rapporta
prevalentemente con gli adulti. Ha atteggiamenti bamboleggianti, è lenta nell’esecuzione delle attività
scolastiche, presenta una capacità di scrittura inferiore ai suoi compagni, commette molti errori ortografici e
anche il calcolo è deficitario con difficoltà di concentrazione. Nonostante sia giunta alla fine della terza
elementare non è in grado di leggere correttamente un semplice brano, né di riferirne il contenuto. La
bambina si rende conto che potrebbe fare meglio, cosa che le provoca molta frustrazione.
Dalla valutazione psicodiagnostica svolta dallo psicologo emerge dai risultati della WISC-R un Q.I totale di 90
con Q.I V superiore al Q.I P.
Si chiede di indicare le ipotesi diagnostiche che si possono avanzare per interpretare le cause del disagio
scolastico, gli strumenti di valutazione che potrebbero essere utilizzati ed eventuali interventi da svolgere in
ambito scolastico e familiare.
allora io ho usato psicologo domani, guida all'esame di stato per psicologi prova pratica e l'abilitazione alla professione di psicologo con i vari casi svolti (sono 5 xl'età evolutiva e 6 per l'adulto + quelli di lavoro che non farò)....ma voi quando avete l'esame a roma?? io dovrò sostenerlo a cagliari il 4...che ansiaaaa....
questo caso ho provato a farlo ieri dal libro psicologo domani e l'ho trovato abbastanza complicato, comunque forse farei così..
colloqui con la madre: richiesta anamnesi della bambina (esplorerei il desiderio di maternità prima della nascita, l'andamento della gravidanza, la cartella ospedaliera , tipo di parto, apgar, allattamento, principali tappe evolutive, mi concentrerei sul legame di attaccamento che la bambina ha sviluppato con la madre etc), anamnesi familiare (composizione nucleo familiare, rapporti con i figli, rapporti tra fratelli, eventuali alleanze, risorse interne ed esterne della famiglia, particolari episodi di rilevanza clinica, info sulla separazione, qual è il rapporto di francesca con il padre, perchè non lo vede da 2 anni?? com'era prima della separazione?? etc)
altro dato da considerare sono le operazioni a cui è stata sottoposta...cosa hanno rappresentato per la bambina?? era consapevole del suo problema?? quanto è durata l'ospedalizzazione?? la madre le è stata vicina??? etc etc
rispetto all'analisi della domanda sappiamo che la segnalazione è stata effettuata dalla scuola per tale motivo richiederemo un colloquio con le insegnanti per comprendere quali sono più precisamente i fattori di preoccupazione alla base dell'invio, qual è il comportamento di francesca a scuola, quali sono le sue difficoltà, quando sono iniziate, quali sono le sue capacità etc etc (potremo anche costruire una griglia di osservazione ad hoc che le maestre utilizzeranno per acquisire maggiori info sul suo comportamento)
non essendo stata la madre a richiedere l'invio dobbiamo comprendere cosa pensa della situazione, qual è il suo grado di consapevolezza rispetto alle difficoltà della figlia, quali aspettattive ha etc etc
colloqui con la bambina: valuteremo la sua consapevolezza,i suoi dubbi, le sue paure, indagheremo il rapporto con la tata e con il fratello
invece per le ipotesi diagnostiche??? disturbi specifici dell'apprendimento??? disturbi della comunicazione??? un disturbo dell'adattamento??? esistono diversi episodi stressanti nella vita di francesca, le operazioni e la separazione però risalgono ad anni passati e il disturbo dell'adattamento esordisce entro 3 mesi dall'insorgenza del fattore stressante e non dura oltre 6 mesi dalla cessazione dello stesso fattore o delle sue conseguenza....
un disturbo generalizzato dello sviluppo si potrebbe escludere?? ci sono difficoltà relazionali con i coetanei e linguistiche/comunicative (quali nello specifico???), non sappiamo niente del gioco simbolico, però sappiamo che esiste un legame con la tata ....
un disturbo reattivo dell'attaccamento si potrebbe accantonare dato che comunque anche se non c'era la madre, ha avuto una persona costante che si è presa cura di lei e dei suoi bisogni emotivi, fisici?????
hahha ho fatto un casino lo so..voi cosa pensate???
Guardate questo!!!
Francesca, 8 anni, viene segnalata dalla scuola allo psicologo per problemi scolastici. Dal colloquio con la
madre si hanno le seguenti informazioni: la bambina vive con lei ed un fratello di 11 anni. I genitori sono
separati da circa 4 anni. Francesca non vuole parlare del padre che non vede da 2 anni.
La bambina è stata operata al cuore per due volte consecutive (a due e a cinque anni), interventi che hanno
risolto definitivamente la sua condizione cardiaca.
La madre è particolarmente impegnata nell’attività professionale ed a portare avanti un incarico politico e per
questi motivi Francesca è stata cresciuta ed attualmente viene seguita per buona parte della giornata da una
tata che abita nell’appartamento accanto. La tata è molto legata a Francesca perché ha perso circa 10 anni
fa una figlia per leucemia; è molto permissiva ma nello stesso tempo protettiva, teme per la sua salute
limitandola nella frequentazione dei coetanei e soprattutto nelle attività di gioco che richiedono attività
motoria. E’in competizione con la madre nella scelta di atteggiamenti educativi efficaci, tentando anche di
sostituirsi nel ruolo materno.
Francesca ha camminato a 13 mesi ed ha presentato difficoltà di linguaggio. Sia la madre sia la tata
sottovalutano i problemi che la bambina presenta nell’apprendimento scolastico.
Dal colloquio con le insegnanti emerge che la bambina non ha molte relazioni con i coetanei, si rapporta
prevalentemente con gli adulti. Ha atteggiamenti bamboleggianti, è lenta nell’esecuzione delle attività
scolastiche, presenta una capacità di scrittura inferiore ai suoi compagni, commette molti errori ortografici e
anche il calcolo è deficitario con difficoltà di concentrazione. Nonostante sia giunta alla fine della terza
elementare non è in grado di leggere correttamente un semplice brano, né di riferirne il contenuto. La
bambina si rende conto che potrebbe fare meglio, cosa che le provoca molta frustrazione.
Dalla valutazione psicodiagnostica svolta dallo psicologo emerge dai risultati della WISC-R un Q.I totale di 90
con Q.I V superiore al Q.I P.
Si chiede di indicare le ipotesi diagnostiche che si possono avanzare per interpretare le cause del disagio
scolastico, gli strumenti di valutazione che potrebbero essere utilizzati ed eventuali interventi da svolgere in
ambito scolastico e familiare.[/QUOTE]
Ultima modifica di valentina@ : 28-08-2012 alle ore 17.45.02
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Anche io ho avuto grandi difficoltà con questo caso...
cmq, lo svolgimento è molto simile al tuo...
Io ho inserito anche il coinvolgimento della tata per lavorare su una ridefinizione di ruoli...
Ho scritto chee per parlare di disturbi dell'apprendimento è necessaria la somministrazione di test standardizzati, ma che assolutamente non si possono trascurare tutti i fattori stressanti e relazionali, anche se non sappiamo da uqanto persistono e se sono direttamente collegati agli eventi malattia e separazione, quindi non sappiamo se si può parlare di dist. di adattamento... così per il trattamento ho previsto una terapia razionale emotiva, parent training per la mamma e coinvolgimento delle insegnanti per favorire la socializzazione...
Buona serata!!!!
1. certo che la traccia puoi riportarla!
2. gli assi non sono assolutamente necessari, ci amncherebbe!
3. per il caso...io mi manterrei molto generale...intanto esacluderei DGS..non mi sembra abbia i criteri che lo siddisfano....mentre mi trovo d'accordo con disturbi derivanti da stress, quindi disturbo di attaccamento ( visto che la bimba ha oggi 8 anni, da 4 i genitori sono separati e per operaizone al cuore si è staccata dalla madre molto piccola...)o adattamento...ma manterrei tutte le altre ipotesi (comunicazione, e appreendiemnto comunque valide....se nona ltro in comorbidità!9 sono pochi gli elementi che permettono una diganosi!!!!!!!!!!
." all'origine gli esseri umani erano doppi:possedevano 2 teste, 4gambe, 2 sessi uguali o diversi.Questa condizione cionferivaloro una grande forza e un ambizione tale che un giorno si lanciarono all'assalto del cielo.Allora zeus infuriato tagliò in due ciascuno di loro e da qual giorno ognuno è alla ricerca della sua metà!"
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Buongiorno colleghi!!!!
A.S. è un bambino dì tre anni che giunge all’osservazione dello psicologo perché le educatrici del nido hanno
consigliato ai genitori, in vista dell’ingresso alla scuola materna, una valutazione del suo sviluppo linguistico. Al primo incontro A.S. ha pianto e urlato per la maggior parte del tempo, benché fossero presenti entrambi i genitori. Quando ha avuto a disposizione dei materiali, A.S. ha scelto delle automobiline che ha guardato per tutto il tempo come da sotto, stando sdraiato sul pavimento. Al contrario, non ha pronunciato che poche parole incomprensibili e non ha mai guardato negli occhi lo psicologo. Agli incontri di osservazione successivi il bambino via via ha smesso di piangere ma è rimasta indispensabile la presenza di un genitore, è stato più disponibile al rapporto con lo psicologo ed ha mostrato le seguenti caratteristiche in modo abbastanza stabile, confermate dai genitori anche al di fuori del setting:
- pronuncia solo parole incomprensibili, comprende bene ciò che gli viene detto e non ha disturbi dell’udito;
- il rapporto con i coetanei è ricercato, ma A.S. mostra un assoluto disappunto se deve cambiare i programmi: se lo si sprona a passare da un’attività ad un’altra, A.S. scoppia in una notevole agitazione psico-motoria;
- talvolta cammina sulle punte dei piedi, sebbene l’ortopedico non abbia rilevato imperfezioni alle estremità;
- quando viene messo a letto la sera picchia il genitore che lo accompagna e batte la testa contro il muro. Viene calmato a fatica e allora si addormenta di sasso;
- guarda solo raramente l’interlocutore negli occhi, e per brevi momenti;
- con le educatrici al nido aveva un buon rapporto, ma entra in crisi quando gli si vuole imporre qualcosa.
Il/la candidato/a indichi:
a) quale ipotesi diagnostica prenderebbe in considerazione, specificando gli elementi ritenuti importanti a giustificazione dell’ipotesi avanzata;
b)la diagnosi differenziale e gli altri eventuali dati da elaborare;
e) di quali strumenti psicodiagnostici si avvarrebbe;
d) se ritiene necessario un trattamento, specificando il tipo di orientamento, obiettivi, setting.
Io procederei nel dire che :
A) Si potrebbe ipotizzare un disturbo Generalizzato dello sviluppo di tipo autistico, dovuto ai comportamenti bizzarri, la mancanza di contatto visivo, le stereotipie, la difficoltà nella comunicazione.
B) Come diagnosi differenziale, si potrebbe ipotizzare un Ritardo Mentale, anche se la mancanza di contatto visivo è specifica dei disturbi dello spettro autistico, rispetto al disturbo della comunicazione (dist. fonazione e del linguaggio) potrebbe essere in comorbilità.
C) Rispetto agli strumenti psicodiagnostici, si potrebbe somministrare il CARS che è la scala di valutazione del comp. autistico e che comprende 15 aree di sviluppo, l' ADI-R Autistic Diagnostic Interview Revised e l'ADOS Autistic Diagnostic Observation Schedule. Per il comp. adattivo l la scala Vineland. Lo strumento che più si presta per la specifica situazione è l'osservazione del bambino durante il gioco da solo ed in compagnia.
D) L'orientamento per un'eventuale intervento sarà di tipo cognitivo-comportamentale basato sulla ricerca di specifici obbiettivi resi raggiungibili in modo che il bambino possa adattarsi il più possibile al mondo che lo circonda.L'intervento sarà multimodale, ovvero diretto al bambino, ai genitori ed agli organi scolastici. Le tecniche usate saranno: di modelling e rinforzi differenziali, ed il fading per ridurre la presenza esterna e rendere il più indipendente possibile il bambino.Un'analisi funzionale ABC avrà come obbiettivo quello di comprendre gli antecedenti di eventuali comportamenti disfunzionali ed eventualmente modificarli. Il parent training sarà prima di tutto impostato in modo di ridurre il senso di colpa ed aiutare i genitori ad interagire con il bambino. In ambito scolastico si cercherà di impostare le attività in modo di isolare il meno possibile il bambino.
Spero possa andare....
ragazzi ho un dubbio, vediamo se riesco a spiegarmi..
facciamo finta di avere un caso di un bambino che ha subito un lutto, è morta la sua mamma da 6 mesi e dal caso si evidenziano sintomi di depressione tipo apatia, isolamento etc
il dubbio è questo...se i sintomi sono sufficienti per i criteri dell'episodio depressivo maggiore faccio appunto questa diagnosi !?
se invece i sintomi non sono sufficienti per l'episodio depressivo maggiore che diagnosi faccio?? stavo pensando al disturbo dell'adattamento con umore depresso però nei criteri diagnostici c'è scritto che i sintomi non corrispondono a un lutto, quindi è da escludere???
BUONGIORNO!!!
BELLA DOMANDA :-)
Allora fino a due mesi dopo la morte si codifica il lutto...
Oltre i due mesi si può parlare di disturbo depressivo maggiore se vi sono i sintomi... oppure esistono, non so se sia corretto, le categorie NAS, in cui c'è il depressivo minore: "con meno dei 5 sintomi del depressivo minore"...
in realtà: si potrebbe anche indagare se il bambino rivive nei giochi o nei sogni l'evento traumatico e parlare di post-traumatico???
Io se dovesse capitare una cosa del genere lascerei i quesiti aperti e approfondirei, comunque, il lutto (codice V), anche se sono passati più di 6 mesi... dunque sottolinerei che fare una diagnosi in una fase così delicata potrebbe essere azzaedato e consiglierei un psicoterapia per l'elaborazione... ci può stare??? Nel senso, non sempre si può attribuire un "etichetta diagnostica"...
nel DSM alla voce lutto si trovano alcuni sintomi che aiutano a distinguerlo da un disturbo depressivo (ric0rdiamoci comunque che si tratta di un bambino che ha perso la mamma!!!)
- sentimenti di colpa del soggetto sopravvissuto;
- pensieri morbosi ed eccessivi di inutilità;
- prolungata e intensa compromissione del funzionamento;
- rallentamento psicomotorio marcato;
- esperienze allucinatori diverse dal pensare di usire la voce o vedere fugacemente la persona deceduta.
Inoltre: "il lutto è geneeralmente diagnosticato al posto di un disturbo dell'adattamento... ma il disturbo di adattamento può essere diagnosticato se la reazione va al di là o è più prolungata del previsto..." Quindi potrebbe essere questo il caso, visto che non vi sono tutti i criteri per il dist depressivo, ma che la reazione va oltre i 2 mesi previsti...
Non so se tutto ciò sia giusto, ma è il ragionamento che io farei davanti ad un caso del genere... voi che dite?
Buono studio!!!![]()
Ultima modifica di CMICHELA : 30-08-2012 alle ore 08.31.34
ciao ragazze,
sapete dirmi dove posso trovare tracce di casi evolutivi da leggere per farmi un'idea, a parte quelle riportate nel DSM IV infanzia e adolescenza?
Inoltre volevo sapere se secondo voi è sufficiente prepararsi sul Dsm IV o se è necessario il CELI, perchè l'ho ordinato 20 giorni fa ma ancora non mi arrivaaaaa!
Arriverà sicuro il giorno dopo l'esame =(
Buono studio!
ti scrivo i libri che ho usato io:
DSM
CELI utilissimoooooo ci sono i casi e tutta la parte dell'intervento che non trovi in nessun altro libro fatta così bene
xi casi ho usato
psicologo domani prove pratiche
l'abilitazione alla professione di psicologo
guida all'esame di stato per psicologi