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Discussione: Poesie

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  1. #1
    Antonia
    Ospite non registrato

    Riferimento: Poesie

    Convegno

    Nell'aria della stanza
    non te
    guardo
    ma già il ricordo del tuo viso
    come mi nascerà
    nel vuoto
    ed i tuoi occhi
    come si fermarono
    ora – in lontani istanti –
    sul mio volto.

    Antonia Pozzi, 29 maggio 1935

  2. #2
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    Riferimento: Poesie

    per valorizzare quel poco di interiore
    - e lo so che non è colpa nostra o vostra -
    nebbia nel fosforo dentro al cazzo di mare,
    portate-portare ai limiti la frivolezza
    Ultima modifica di Keblish : 07-11-2014 alle ore 23.24.50

  3. #3
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    Riferimento: Poesie

    I ragazzi che si amano - Jacques Prevert

    I ragazzi che si amano si baciano in piedi
    Contro le porte della notte
    E i passanti che passano li segnano a dito
    Ma i ragazzi che si amano
    Non ci sono per nessuno
    Ed è la loro ombra soltanto
    Che trema nella notte
    Stimolando la rabbia dei passanti
    La loro rabbia il loro disprezzo le risa la loro invidia
    I ragazzi che si amano non ci sono per nessuno
    Essi sono altrove molto più lontano della notte
    Molto più in alto del giorno
    Nell'abbagliante splendore del loro primo amore

  4. #4
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    Riferimento: Poesie

    Se l’occhio non si esercita, non vede,
    se la pelle non tocca, non sa,
    se l’uomo non immagina, si spegne.


    (Danilo Dolci)

  5. #5
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    Riferimento: Poesie

    Il mio cuore vuole radici.
    La mia mente vuole ali.

    Non riesco a sopportare i loro litigi.


    (E. Y. Harburg)

  6. #6
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    Riferimento: Poesie

    Era troppo amore.
    Troppo grande, troppo complicato,
    troppo confuso,
    e azzardato e fecondo e doloroso.

    Era tutto quello che potevo dare,
    più di quanto mi convenisse.
    Per questo si infranse.

    Non si esaurì, non finì, non morì,
    semplicemente si infranse,
    crollò come una torre troppo alta,
    come una scommessa troppo alta,
    come un’aspettativa troppo ambiziosa.


    (Almudenas Grandes)

  7. #7
    Antonia
    Ospite non registrato

    Riferimento: Poesie

    Sogno, dove sei ora?
    Lunghi anni sono passati
    dal giorno in cui vidi la luce
    dalla tua fronte d’angelo svanire.
    Ahimè che triste giorno!
    Tu eri così bello e luminoso,
    come pensare che senza ritorno
    m’avresti fatto poi tanto soffrire?
    Lo splendore del cielo e la tempesta,
    il divino crepuscolo d’estate,
    la notte muta immobile e serena,
    la luce della luna senza nubi
    allora s’intrecciavano con te –
    ora con la stanchezza e con la pena.
    O visione perduta! Basta, ormai
    mai più per me risplendere potrai.

    Emily Bronte.

  8. #8
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    Riferimento: Poesie

    Da qui si doveva cominciare: il cielo.
    Finestra senza davanzale, telaio, vetri.
    Un’apertura e nulla più,
    ma spalancata.

    Non devo attendere una notte serena,
    né alzare la testa,
    per osservare il cielo.
    L’ho dietro a me, sottomano e sulle palpebre.
    Il cielo mi avvolge ermeticamente
    e mi solleva dal basso.

    Perfino le montagne più alte
    non sono più vicine al cielo
    delle valli più profonde.
    In nessun luogo ce n’è più
    che in un altro.
    La nuvola è schiacciata dal cielo
    inesorabilmente come la tomba.
    La talpa è al settimo cielo
    come il gufo che scuote le ali.
    La cosa che cade in un abisso
    cade da cielo a cielo.

    Friabili, fluenti, rocciosi,
    infuocati e aerei,
    distese di cielo, briciole di cielo,
    folate e cumuli di cielo.
    Il cielo è onnipresente
    perfino nel buio sotto la pelle.

    Mangio cielo, evacuo cielo.
    Sono una trappola in trappola,
    un abitante abitato,
    un abbraccio abbracciato,
    una domanda in risposta a una domanda.

    La divisione in cielo e terra
    non è il modo appropriato
    di pensare a questa totalità.
    Permette solo di sopravvivere
    a un indirizzo più esatto,
    più facile da trovare,
    se dovessero cercarmi.
    Miei segni particolari:
    incanto e disperazione.

    (Wisława Szymborska - Traduzione di Pietro Marchesani)

  9. #9
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    Riferimento: Poesie

    Sonetto 43 - William Shakespeare

    Quanto più chiudo gli occhi, allora meglio vedono,
    perchè per tutto il giorno guardano cose indegne di nota;
    ma quando dormo, essi nei sogni vedono te,
    e, oscuramente luminosi, sono luminosamente diretti nell’oscuro.

    Allora tu, la cui ombra le ombre illumina,
    quale spettacolo felice formerebbe la forma della tua ombra
    al chiaro giorno con la tua assai più chiara luce,
    quando ad occhi senza vista la tua ombra così splende!

    Quanto, dico, benedetti sarebbero i miei occhi,
    guardando a te nel giorno vivente,
    quando nella morta notte la tua bella ombra imperfetta,
    attraverso il greve sonno, su ciechi occhi posa!

    Tutti i giorni sono notti a vedersi, finchè non vedo te,
    e le notti giorni luminosi, quando i sogni si mostrano a me.

  10. #10
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    Riferimento: Poesie

    EMOZIONI

    Emozione,emozione, emozione.
    E' una piccola verde pianta, estensione di un madido albero che a dispetto di tutto, non vuol morire...

    Grazia Tamagno

  11. #11
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    Riferimento: Poesie


  12. #12
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    Riferimento: Poesie

    CHIEDO SILENZIO
    Pablo Neruda

    Ora, lasciatemi tranquillo.
    Ora, abituatevi senza di me.
    Io chiuderò gli occhi
    E voglio solo cinque cose,
    cinque radici preferite.
    Una è l’amore senza fine.
    La seconda è vedere l’autunno.
    Non posso vivere senza che le foglie
    volino e tornino alla terra.
    La terza è il grave inverno,
    la pioggia che ho amato, la carezza
    del fuoco nel freddo silvestre.
    La quarta cosa è l’estate
    rotonda come un’anguria.
    La quinta cosa sono i tuoi occhi.
    Matilde mia, beneamata,
    non voglio dormire senza i tuoi occhi,
    non voglio esistere senza che tu mi guardi:
    io muto la primavera
    perché tu continui a guardarmi.
    Amici, questo è ciò che voglio.
    E’ quasi nulla e quasi tutto.
    Ora se volete andatevene.
    Ho vissuto tanto che un giorno
    dovrete per forza dimenticarmi,
    cancellandomi dalla lavagna:
    il mio cuore è stato interminabile.
    Ma perché chiedo silenzio
    non crediate che io muoia:
    mi accade tutto il contrario:
    accade che sto per vivere.
    Accade che sono e che continuo.
    Non sarà dunque che dentro
    di me cresceran cereali,
    prima i garni che rompono
    la terra per vedere la luce,
    ma la madre terra è oscura:
    e dentro di me sono oscuro:
    sono come un pozzo nelle cui acque
    la notte lascia le sue stelle
    e sola prosegue per i campi.
    E’ che son vissuto tanto
    e che altrettanto voglio vivere.
    Mai mi son sentito sé sonoro,
    mai ho avuto tanti baci.
    Ora, come sempre, è presto.
    La luce vola con le sue api.
    Lasciatemi solo con il giorno.
    Chiedo il permesso di nascere.

  13. #13
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di riripane93
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    Riferimento: Poesie

    Il tuo sorriso - Pablo Neruda

    Toglimi il pane, se vuoi,
    toglimi l' aria, ma
    non togliermi il tuo sorriso.
    Non togliermi la rosa,
    la lancia che sgrani,
    l' acqua che d' improvviso
    scoppia nella tua gioia,
    la repentina onda
    d' argento che ti nasce.
    Dura è la mia lotta e torno
    con gli occhi stanchi,
    a volte, d' aver visto
    la terra che non cambia,
    ma entrando il tuo sorriso
    sale al cielo cercandomi
    ed apre per me tutte
    le porte della vita.
    Amor mio, nell' ora
    più oscura sgrana
    il tuo sorriso, e se d' improvviso
    vedi che il mio sangue macchia
    le pietre della strada,
    ridi, perchè il tuo riso
    sarà per le mie mani
    come una spada fresca.
    Vicino al mare, d' autunno,
    il tuo riso deve innalzare
    la sua cascata di spuma,
    e in primavera, amore,
    voglio il tuo riso come
    il fiore che attendevo,
    il fiore azzurro, la rosa
    della mia patria sonora.
    Riditela della notte,
    del giorno, delle strade
    contorte dell' isola,
    riditela di questo rozzo
    ragazzo che ti ama,
    ma quando apro gli occhi
    e quando li richiudo,
    quando i miei passi vanno,
    quando tornano i miei passi,
    negami il pane, l' aria,
    la luce, la primavera,
    ma il tuo sorriso mai,
    perchè io ne morrei.

  14. #14
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    Riferimento: Poesie

    A ridere c'è il rischio di apparire sciocchi;
    a piangere c'è il rischio di essere chiamati sentimentali;
    a stabilire un contatto con un altro c'è il rischio di farsi coinvolgere;
    a mostrare i propri sentimenti c'è il rischio di mostrare il vostro vero io;
    a esporre le vostre idee e i vostri sogni c'è il rischio d'essere chiamati ingenui;
    Ad amare c'è il rischio di non essere corrisposti;
    a vivere c'è il rischio di morire;
    a sperare c'è il rischio della disperazione e
    a tentare c'è il rischio del fallimento.
    Ma bisogna correre i rischi, perché il rischio più grande nella vita è quello di non rischiare nulla.
    La persona che non rischia nulla, non è nulla e non diviene nulla.
    Può evitare la sofferenza e l'angoscia, ma non può imparare a sentire e cambiare e progredire, amare e vivere.
    Incatenata alle sue certezze, è schiava.
    Ha rinunciato alla libertà.
    Solo la persona che rischia è veramente libera.
    -- Leo Buscaglia
    dal libro "Vivere, amare, capirsi"

  15. #15
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    Riferimento: Poesie


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