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  1. #76
    Neofita L'avatar di Susy
    Data registrazione
    11-10-2002
    Residenza
    salerno
    Messaggi
    6
    ....ops...... ovviamente 290euro al mese..... per 11 mesi/anno.....
    sarebbe stato troppo bello.....
    scusate!
    "Chi non ha mai perso il senno non ha senno da perdere"

  2. #77
    lealtà nascoste
    Ospite non registrato
    Volevo rispondere a Gianluca.
    La prima riflessione che mi viene, è che leggo spesso di persone che chiedono informazioni sulle scuole, e mi pare logico, visto che costano soldi e fatica.
    Credo che possa essere utile portare le proprie esperienze su scuole diverse, anche perchè almeno si possono porre domande che forse non si saprebbe a chi fare.
    Portare la propria esperienza non significa nè criticare altri, nè perlare di ciò che non si conosce, altrimenti sfociamo nell'opinionismi.
    La seconda riflessione: se ho un modello di riferimento teorico, lo dico e lo uso. Anche questo mi pare un modo chiaro di confrontarsi. Se poi l'ho ottenuto con una scuola ed è certificato, ne sono orgogliosa, ma mi dispiacerebbe molto che tu pensassi che il "pezzo di carta" è l'unica cosa importante di una specialità.

    Per questo ti invito a leggere il thread scuola sistemia Milano di guruglo o, sulle scuole quello di nico, non tutte le scuole hanno la s maiuscola.

    Facci sapere!

  3. #78

    Re: Re: ops!

    Originariamente postato da Eowin
    Secondo me per spiegare certe psicologie la teoria pulsionale del buon vecchio Sigmund basta e avanza.
    All'epeca alla Salpetriere le donne ci entravano solo come pazienti (e credo che qualche nostalgico non manchi).
    uh...non ho capito...mi vuoi spedire alla Salpetriere? Si mangia bene? Quali psicologie?

  4. #79
    Partecipante Esperto L'avatar di Santiago
    Data registrazione
    27-03-2004
    Messaggi
    471
    Per chi chiedeva della scuola di Sorrentino, cirillo e selvini, posso dire, per esperienza di un mio parente stretto che è molto buona.
    Se hai domande specifiche risponderò attraverso la sua esperienza.

    Santiago
    "Soltanto i pesci non sanno che è acqua quella in cui nuotano, così gli uomini sono incapaci di vedere i sistemi di relazione che li sostengono" L. Hoffmann

  5. #80
    Eowin
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da Susy
    ...
    Già dal primo anno abbiamo cominciato a lavorare sul nostro genogramma; il lavoro su stessi viene automatico:vi assicuro, ad ogni incontro corrisponde un "movimento di pancia" che destabilizza per poi riequilibrare.
    Io la consiglio a tutti quelli che credono alla circolarità!
    Anche alla scuola che ho da poco cominciato a frequentare io il training funziona secondo questa modalità.
    Concordo pienamente con Susy nel consigliare le scuole che adottano queste metodologie, almeno a coloro che si sentono orientati verso l'inirizzo sistemico-relazionale.
    Non vedo altro modo che sperimentare su sè stessi le tecniche che si vogliono apprendere per somministrarle poi ai pazienti. Non è solo un lavoro individuale, ma anche di gruppo sul gruppo, perchè non mancano le metariflessioni sul funzionamento della classe.

  6. #81
    gianluca mattio
    Ospite non registrato
    Volevo rispondere a "lealtà nascoste": ho chiesto in vari forum, mailing list, ecc. un dibattito franco e chiarificatore sul concetto di "sintomo", mi sembra uan domanda banale su cui si può discutere per avere un'idea di cosa si possa sentire rispondere il povero paziente che lamenta un sintomo (cefalea, depressione, disagio ecc.) il quale dopo aver peregrinato da un "Centro per...", e vari ambulatori medici (che gli dicono che la sua malattia è primaria, oppure che è ad etiologia ignota, ecc.) alla fine approda da uno psicoterapeuta che lo accoglie per effettuare una terapia psicologica sul "sintomo". Orbene ho trovato dopo un qualche timido approccio al dibattito l'immediata e repentina fuga dal dibattito. Conclusioni: nessuno che riesca a spiegare cosa è il "sintomo", oppure nessuno sa dirci quale sia la differenza fra "sintomo" e "malattia". Eppure sembra che tutti vadino a scuola di specializzazione, lavorano nei consultori, ecc. Con qualche ombra di dubbio mi sono domandato pubblicamente se vanno a scuola per imparare, e allora come mai non imparano un modello teorico di cosa signifca il "sintomo"? Poi l'alternativa: oppure vanno a scuola per avere un attestato per parlare sistematicamente, circolarmente, psicoanaliticamente, comportamentalmente,cognitivamente di tutto ma alla fine spiegatemi perchè non si riesce a conoscere il "loro" modello teorico sul "sintomo"....comunque la si metta non mi sembra il tutto, sul piano psicologico, molto edificante, solelcito di nuovo il vostro intervento chiarificatore.....

  7. #82
    Eowin
    Ospite non registrato
    Penso che il sintomo possa definirsi come un elemento (comportamento, pensiero, evento) perturbatore nella vita di una persona. Se accettiamo un'approccio medico alla psicopatologia è un valore che si discosta dalla media, dal range di comportamenti o idee considerati accettabili e normali in una popolazione.
    Sempre se accettiamo l'approccio medicale possiamo dire che il sintomo sta alla malattia come un segno della malattia stessa.
    A me il pensare in termini di malattia, e quindi di scostamento da una presunta normalità, non è solito. Penso al sintomo come ad un disagio portato da una persona.

    Per quello che riguardo l'attestato...: torno a ripetere quanto ho già espresso su questa alata tribuna parecchie volte.
    Naturalmente la scuola di specializzazione serve in primis ad ottenere la certificazione che consente di iscriversi all'albo degli psicoterapeuti.
    Prima del '94 questa necessità, ovviamente, non c'era, e la formazione alla psicoterapia era lasciata alle possibilità di ognuno.
    D'altronde i docenti delle scuole e delle università si sono formati nelle maniere più varie.
    Se la scuola è valida, se lo specializzando si applica, se riesce a studiare e contemporaneamente a rielaborare la propria vocazione e a fare il famoso lavoro su sè stesso anche senza passare anni su di un lettino a 100 euro l'ora... beh, direi che dopo delle due l'una:
    - o è almeno in parte formato
    - o tutta la formazione prescritta è una bufala colossale che serve solo, a questo punto, a rimpinguare i conti correnti di formatori poco performanti.

  8. #83
    gianluca mattio
    Ospite non registrato
    Siamo dunque d'accordo?: non credo proprio. Il sintomo è un segnale, un messaggio, se si ignora il resto è un fatto grave, che esclude qualsiasi scusante: il sintomo non sta "necessariamente" alla malattia. Come dire se c'è precordalgia non è affatto scontato che ciò sia equivalente a lesione cardiaca, per il seplice motivo che il sintomo non viene inviato dal cuore ma dal cervello. Se non è chiaro allora mi trovo di fronte ad una critica mossa da chi non conosce la macchina uomo, è come confondere l'astrologia e con l'astronomia...il mio interlocutore chi è un saltimbanco?Ho forse sbagliato sito???

  9. #84
    Eowin
    Ospite non registrato
    No no, sono io che ho sbagliato a risponderti.

  10. #85
    LINA2
    Ospite non registrato
    Ciao a tutti,
    sono una psicologa clinica ma lavoro in ambito risorse umane come dipendente in un'azienda privata a milano. Mi piacerebbe iscrivermi ad una scuola di specializzazione, ma ho capito che - nonostante il dichiarato - non sempre sono compatibili con un lavoro da dipendente, di quelli da "8-9 ore al giorno".
    Qualcuno di voi saprebbe ndicarmi una scuola a milano che prevede le lezioni teoriche di sera durante la settimana? Una mia amica si è iscrittta a Roma ad una scuola ad indirizzo psicoanalitico e frequenta tre sere a settimana dalle 19 alle 23... In questo modo si è organizzata e fa nel week end le altre attività previste (ad es. il tirocinio, seminari etc...).
    Mi date una mano?
    Grazie,
    Lina

  11. #86
    Matricola L'avatar di usherette
    Data registrazione
    06-03-2005
    Residenza
    Milano
    Messaggi
    28
    la mia è una richiesta terra terra...solo curiosità, per il momento almeno (sono ancora in fase tirocinio )...quali potrebbero essere gli sbocchi lavorativi per un sistemico? o, in soldoni, dove puntate ad andare a lavorare (ammazza che italiano!! )?grazie a chi volesse rispondermi e ciao a tutti!

    usherette

  12. #87
    Dott. Parenti
    Ospite non registrato
    Molto bella la discussione di questo tread. Anche io sono rimasto sconvolto, anzi ferito, dalla bellezza dell'approccio sistemico, dalla sua "rivoluzionarietà" epistemologica. Passi avanti enormi rispetto a tutta la psicologia.
    Da universitario ho avuto la fortuna di fare il tirocinio (a Milano) in una sede di terapia familiare con una dottoressa della scuola di via Leopardi, entrando subito in contatto con il metodo sistemico. Poi ho sostenuto la tesi proprio sull'evoluzione del modello sistemico nella scuola di milano.
    Ultimamente ho frequentato due incontri con il dottor Cirillo (che ha fatto un po' di didattica sul loro metodo di lavorare - Il Nuovo Centro per la Terapia della Famiglia) e con il dott. Selvini, il quale in un incontro molto interessante ha secondo me esposto un punto fondamentale della psicologia.
    Ricordo che il dott. Selvini, figlio di Mara Selvini palazzoli, ha sviluppato un percorso sistemico particolare, differenziandosi dalla seconda cibernetica del gruppo di via Leopardi. Fino all'altro giorno pensavo che il percorso dell'equipe della Selvini fosse un "ritorno al passato", a quella psicologia-spciodinamica tanto abbandonata negli anni dell'estrmismo sistemico. In realtà il dottor Selvini ha detto una cosa sacrosanta: "non è il paziente che si deve adattare alla terapia, ma la terapia al paziente!". E così, pur non dimenticando l'epistemologia essenziale alla base del cambiamento (la cibernetica, il ruolo della comunicazione tra le persone, i presupposti, ecc.), non è sempre indicata una terapia familiare per tutte le casistiche! Non per tutte le sintomatologie, non per tutte le persone soprattutto!!!
    Questo è un punto centrale che viene spiegato bene anche nel suo libro (Reinventare la psicoterapia, che consiglio di leggere a tutti...è molto discorsivo ed interessante, il più completo sul panorama milanese!): da "rivoluzionari" contro il sistema - inadeguato - psicoanalitico si va a diventare estremisti nel senso inverso, ossia estremisti sistemici!
    Per questo motivo, e conlcudo, personalmente sono indirizzato verso un tipo di terapia multiforme, multimodale, che tenga presente dei presupposti sistemici come base per la comunicazione ed il cambiamento, lo studio del sistema, delle dinamiche familiari e relazionali, ma non escludo (come invece la seconda cibernetica tende ad indurre) un ruolo centrale del paziente e del terapeuta, e di tutti quegli studi, come la teoria dell'attaccamento, che da un punto di vista osservativo, possono permetterci nei limiti umani di comprendere il funzionamento del sistema uomo.

  13. #88
    agex
    Ospite non registrato
    Dott. Parenti”Molto bella la discussione di questo tread. Anche io sono rimasto sconvolto, anzi ferito, dalla bellezza dell'approccio sistemico, dalla sua "rivoluzionarietà" epistemologica. Passi avanti enormi rispetto a tutta la psicologia.”


    Anche noi siamo rimasti affascianti dalla bellezza di avere un dottore fra i nostri interlocutori, un Dottore è sempre un Dottore, e noi poveri artigiani della psicologia soffriamo di complessi di inferiorità.

    “Da universitario ho avuto la fortuna di fare il tirocinio (a Milano) in una sede di terapia familiare con una dottoressa della scuola di via Leopardi, entrando subito in contatto con il metodo sistemico.”
    “ Poi ho sostenuto la tesi proprio sull'evoluzione del modello sistemico nella scuola di milano.”

    Ce la racconti anche a noi in poche righe???


    ”Ultimamente ho frequentato due incontri con il dottor Cirillo (che ha fatto un po' di didattica sul loro metodo di lavorare - Il Nuovo Centro per la Terapia della Famiglia) e con il dott. Selvini, il quale in un incontro molto interessante ha secondo me esposto un punto fondamentale della psicologia. Ricordo che il dott. Selvini, figlio di Mara Selvini palazzoli, ha sviluppato un percorso sistemico particolare, differenziandosi dalla seconda cibernetica del gruppo di via Leopardi. Fino all'altro giorno pensavo che il percorso dell'equipe della Selvini fosse un "ritorno al passato", a quella psicologia-spciodinamica tanto abbandonata negli anni dell'estrmismo sistemico. In realtà il dottor Selvini ha detto una cosa sacrosanta:”

    "non è il paziente che si deve adattare alla terapia, ma la terapia al paziente!".

    Guarda dacci tempo, ci dobbiamo riprendere dall’affermazione..per noi una folgorazione!!!!

    “E così, pur non dimenticando l'epistemologia essenziale alla base del cambiamento (la cibernetica, il ruolo della comunicazione tra le persone, i presupposti, ecc.), non è sempre indicata una terapia familiare per tutte le casistiche!”

    Je la fa?? O nun je la fa???? (ce la fa o non ce la fa??? Alla Funari)

    “Non per tutte le sintomatologie, non per tutte le persone soprattutto!!!”

    Bene capito ciò ci spieghi Dott. Parenti come fa la scelta di chi je la fa e di chi nun je la fa???

    “Questo è un punto centrale che viene spiegato bene anche nel suo libro (Reinventare la psicoterapia, che consiglio di leggere a tutti...è molto discorsivo ed interessante, il più completo sul panorama milanese!): da "rivoluzionari" contro il sistema - inadeguato – psicoanalitico “

    ah, Dott. Quanto è inadeguato il sistema psicoanalitico???, Comunque è la prima volta che leggiamo “sistema psicoanalitico” , noi lo abbiamo sempre inteso come “processuale”, cos’è una nuova versione: la “sistematica psicoanalitica”??? Ci racconti dott. Parenti…ci racconti…

    “si va a diventare estremisti nel senso inverso, ossia estremisti sistemici!’”

    Oplà e il gioco è fatto!!!


    P”er questo motivo, e conlcudo, personalmente sono indirizzato verso un tipo di terapia multiforme, multimodale, che tenga presente dei presupposti sistemici come base per la comunicazione ed il cambiamento, lo studio del sistema, delle dinamiche familiari e relazionali, ma non escludo (come invece la seconda cibernetica tende ad indurre) un ruolo centrale del paziente e del terapeuta, e di tutti quegli studi, come la teoria dell'attaccamento, che da un punto di vista osservativo, possono permetterci nei limiti umani di comprendere il funzionamento del sistema uomo.Bravi bravi...continuiamo in questo dibattito..”

    Si grazie del contributo e continueremo anche grazie a lei, le facciamo presente però che a noi risulta che gran parte della pubblicità della terapia sistemica è fornita dalle case farmaceutiche, secondo lei Dott. Parenti, centra forse il mancato chiarimento su sintomo e malattia?????

  14. #89
    Super Postatore Spaziale L'avatar di Accadueo
    Data registrazione
    31-03-2003
    Messaggi
    2,536
    Originariamente postato da agex
    Si grazie del contributo e continueremo anche grazie a lei, le facciamo presente però che a noi risulta che gran parte della pubblicità della terapia sistemica è fornita dalle case farmaceutiche, secondo lei Dott. Parenti, centra forse il mancato chiarimento su sintomo e malattia?????
    Questa è diffamazione! Come vi permettete di asserire una cosa del genere?

  15. #90
    agex
    Ospite non registrato
    “Si grazie del contributo e continueremo anche grazie a lei, le facciamo presente però che a noi risulta che gran parte della pubblicità della terapia sistemica è fornita dalle case farmaceutiche, secondo lei Dott. Parenti, centra forse il mancato chiarimento su sintomo e malattia????? “

    “Questa è diffamazione! Come vi permettete di asserire una cosa del genere? “

    Chi diffama chi? Ma lei Accadueo è forse un parente del Dott. Parenti??? Oppure siamo di fronte a un nick name?? Accadueo è il Dott. Parenti???? Chiediamo chiarezza…..riusciremo mai a parlare di sintomo e malattia????

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