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Discussione: Incipit...

  1. #76
    Partecipante Super Figo L'avatar di Agony
    Data registrazione
    02-11-2004
    Messaggi
    1,509
    Mi accade spesso di sognare l'Albergo del Delfino.
    Dal sogno si direbbe che ne faccio parte in modo stabile. La forma dell'albergo appare distorta. E' molto lungo e stretto. Tanto lungo e stretto da sembrare, più che un albergo, un lungo ponte coperto da un tetto. Un ponte che si estende, in tutta la sua lunghezza, dall'antichità alla fine del mondo. Io ne faccio parte. Lì dentro c'è qualcuno che piange. E io so che piange per me.
    L'albergo mi comprende dentro di sè. Riesco a percepire le sue pulsazioni e il suo calore. Nel sogno, sono una parte dell'albergo.

    Murakami Haruki - Dance Dance Dance

  2. #77
    C'è un paesaggio interiore, una geografia dell'anima; ne cerchiamo gli elementi per tutta la vita.
    Chi è tanto fortunato da incontrarlo, scivola come l'acqua sopra un sasso, fino ai suoi fluidi contorni, ed è a casa.
    Alcuni lo trovano nel luogo di nascita; altri possono andarsene, bruciati, da una città di mare, e scoprirsi ristorati nel deserto.
    Ci sono quelli nati in campagne collinose che si sentono veramente a loro agio solo nell'intensa e indaffarata solitudine della città.
    Per qualcuno è la ricerca dell'impronta di un altro; un figlio o una madre, un nonno o un fratello, un innamorato, un marito, una moglie o un nemico.
    Possiamo vivere la nostra vita nella gioia o nell'infelicità, baciati dal successo o insoddisfatti, amati o no, senza mai sentirci raggelare dalla sorpresa di un riconoscimento, senza patire mai lo strazio del ferro ritorto che si sfila dalla nostra anima, e trovare finalmente il nostro posto.

    [J. Hart - Il danno]
    [“Tutte le lettere sono d'amore”]>>Yellow Letters

  3. #78
    Serendipity
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da Mia_Wallace
    C'è un paesaggio interiore, una geografia dell'anima; ne cerchiamo gli elementi per tutta la vita.
    Chi è tanto fortunato da incontrarlo, scivola come l'acqua sopra un sasso, fino ai suoi fluidi contorni, ed è a casa.
    Alcuni lo trovano nel luogo di nascita; altri possono andarsene, bruciati, da una città di mare, e scoprirsi ristorati nel deserto.
    Ci sono quelli nati in campagne collinose che si sentono veramente a loro agio solo nell'intensa e indaffarata solitudine della città.
    Per qualcuno è la ricerca dell'impronta di un altro; un figlio o una madre, un nonno o un fratello, un innamorato, un marito, una moglie o un nemico.
    Possiamo vivere la nostra vita nella gioia o nell'infelicità, baciati dal successo o insoddisfatti, amati o no, senza mai sentirci raggelare dalla sorpresa di un riconoscimento, senza patire mai lo strazio del ferro ritorto che si sfila dalla nostra anima, e trovare finalmente il nostro posto.

    [J. Hart - Il danno]

  4. #79
    Azzu82
    Ospite non registrato
    Stanotte ho saputo che c'eri: una goccia di vita scappata dal nulla. Me ne stavo al buio con gli occhi spalancati e d'un tratto, in quel buio, s'è acceso un lampo di certezza: sì, c'eri. Esistevi. Ed è stato come sentirsi colpire in petto da una fucilata. Mi si è fermato il cuore. E quando a ripreso a battere con tonfi sordi, cannonate di sbalordimento, mi sono accorta di precipitare in pozzo dove tutto era incerto e terrorizzante. Ora eccomi qui, chiusa a chiave dentro una paura che mi bagna il volto, i capelli, i pensieri. E in essa mi perdo. Cerca di capire: non è paura degli altri. Io non mi curo degli altri. Non è paura di Dio. Io non credo in Dio. Non è paura del dolore. Io non temo il dolore. È paura di te, del caso che ti ha strappato dal nulla, per aggianciarti al mio ventre. Non sono mai stata pronta ad accoglierti, anche se ti ho molto aspettato. Mi son sempre posta l'atroce domanda: e se nascere non ti piacesse?

    Lettera a un bambino mai nato -Oriana Fallaci

  5. #80
    Partecipante Super Figo L'avatar di Agony
    Data registrazione
    02-11-2004
    Messaggi
    1,509
    Continuerò a dipingere il secondo quadro, ma so che non lo finirò mai. Il tentativo è fallito e non c'è miglior prova di questa sconfitta, o fallimento, o impossibilità, del foglio di carta su cui mi accingo a scrivere: un giorno, prima o poi, mi volgerò dal primo quadro al secondo e infine a questo testo, o salterò la tappa intermedia, o troncherò la frase per correre a dare una pennellata sulla tela del ritratto che S. mi ha ordinato, o forse su quell'altro, parallelo, che S. non vedrà. Quel giorno non saprò niente di più di quanto non sappia oggi (che i ritratti sono entrambi inutili), ma potrò decidere se sia valsa la pena di farmi tentare da una forma d'espressione che non mi appartiene , anche se proprio questa tentazione significa, in fin dei conti che non era mia, in fondo, neppure la forma di espressione che ho finito per usare, per impiegare così meticolosamente, quasi obbedissi alle regole di un manuale

    Manuale di pittura e calligrafia - José Saramago

  6. #81
    DarkShines
    Ospite non registrato
    Il nostro tempo è essenzialmente tragico, quindi ci rifiutiamo di prenderlo tragicamente. Il cataclisma s'è abbattuto, siamo tra le rovine; cominciamo a ricostruire nuovi piccoli centri di vita, a nutrire nuove piccole speranze. È un lavoro piuttosto duro; la strada verso l'avvenire non è agevole: bisogna aggirare gli ostacoli o cercare di scavalcarli. Per quanto grande il numero dei cieli che ci sono crollati sulla testa, dobbiamo pur vivere


    D.H. Lawrence, "l'amante di lady Chatterley"

  7. #82
    Partecipante Super Figo L'avatar di Agony
    Data registrazione
    02-11-2004
    Messaggi
    1,509
    - Dimmi, enigmatico uomo, chi ami di più? Tuo padre, tua madre, tua sorella o tuo fratello?
    - Non ho né padre, né madre, né sorella, né fratello.
    - I tuoi amici?
    - Usate una parola il cui senso mi è rimasto fino ad oggi sconosciuto.
    - La patria?
    - Non so sotto quale latitudine si trovi.
    - La bellezza?
    - L'amerei volentieri, ma dea e immortale.
    - L'oro?
    - Lo odio come voi odiate Dio.
    - Eh! Ma allora cosa ami, straordinario straniero?
    - Amo le nuvole...le nuvole che passano...laggiù!...laggiù!...le nuvole meravigliose!

    Charles Baudelaire - Lo spleen di Parigi

  8. #83
    La gente ti chiede: come ci sei finita? In realtà, quello che vogliono sapere è se c'è qualche probabilità che capiti anche a loro. Non posso rispondere alla domanda sottintesa. Posso solo dire che è facile.
    Ed è facile scivolare in un universo parallelo. Ce ne sono tanti: mondi di pazzi, criminali, storpi, moribondi, forse anche di morti. Sono mondi paralleli a questo e gli somigliano, ma non ne fanno parte.
    Georgina, la mia compagna di stanza, c'era entrata in pieno e di colpo durante il terzo anno a Vassar. Era andata al cinema a vedere un film quando un'onda nera le si abbatté sulla testa. Il mondo intero scomparve...per qualche minuto. Capì di essere diventata pazza. Si guardò intorno per vedere se era successo anche agli altri, ma sembravano tutti presi dal film. Corse fuori perché il buio del cinema, sommato al buio che aveva nella testa, era troppo.
    E dopo? le chiesi.
    Un gran buio, rispose.
    Ma per la maggior parte delle persone il passaggio è graduale; fanno una serie di buchi nella membrana che divide il qua dal là finché non si viene a creare un'apertura. E chi può resistere a un'apertura?

    S. Kaysen - La ragazza interrotta
    [“Tutte le lettere sono d'amore”]>>Yellow Letters

  9. #84
    Partecipante Super Figo L'avatar di mircalla
    Data registrazione
    05-05-2005
    Messaggi
    1,718
    Devo aspettarmi dei rimproveri. Ma che cosa posso farci? È forse colpa mia se compii dodici anni qualche mese prima che la guerra fosse dichiarata? Probabilmente i turbamenti provocati da quel periodo straordinario furono d'un genere che non si prova mai a quell'età; ma dato che non esiste nulla di abbastanza forte da invecchiarci malgrado le apparenze, era destino che mi comportassi come un bambino in un'avventura che avrebbe messo in difficoltà perfino un adulto. Non sono il solo. I miei coetanei serberanno di quell'epoca un ricordo diverso rispetto a chi è più grande di loro. E chi mi vuol male immagini pure che cosa fu la guerra per tanti ragazzi: quattro anni di grandi vacanze.

    Il diavolo in corpo - Raymond Radiguet

  10. #85
    Partecipante Super Figo L'avatar di Agony
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    02-11-2004
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    1,509
    Ogni opera d'arte è figlia del suo tempo, e spesso è madre dei nostri sentimenti.
    Analogamente ogni periodo culturale esprime una sua arte che non si ripeterà mai più. Lo sforzo di ridar vita ai princìpi estetici del passato può creare al massimo delle opere d'arte che sembrano bambini nati morti. Noi non possiamo, ad esempio, avere la sensibilità e la vita interore degli antichi Greci. E se in scultra tentassimo di adottare i loro princìpi non faremmo che produrre forme simili alle loro, ma prive di anima...

    Lo spirituale nell'arte - W. Kandinsky

  11. #86
    Postatore OGM L'avatar di morrigan
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    21-12-2004
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    4,275
    Nessuno pensa mai che potrebbe ritrovarsi con una morta tra le braccia e non rivedere mai più il viso di cui ricorda il nome. Nessuno pensa mai che qualcuno possa morire nel momento più inopportuno anche se questo capita di continuo, e crediamo che nessuno se non chi sia previsto dovrà morire accanto a noi.

    Domani nella battaglia pensa a me - Javier Marìas

  12. #87
    Postatore OGM L'avatar di morrigan
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    21-12-2004
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    Nel portone di un albergo della città di N., capoluogo di governatorato, entrò un calessino non grande, abbastanza decoroso, molleggiato, sul tipo di quelli in cui viaggiano gli scapoli, i tenenti colonnelli in congendo, i capitani in seconda, i proprietari di un centinaio di anime di contadini, in una parola, tutti coloro che sono detti signori di mezza tacca.

    Le Anime Morte - Nikolaj Gogol

  13. #88
    DarkShines
    Ospite non registrato
    Invisible monsters - Chuck Palahniuk

    Ecco dove dovresti essere, a un grande ricevimento di nozze in una enorme villa di West Hills, composizioni floreali e funghi farciti sparsi per tutta la casa. Questa si chiama ambientazione di scena: dove ci sono tutti, chi è vivo, chi è morto. Questo è il grande momento di Evie Cottrell al suo ricevimento nuziale. Evie è in piedi a metà della grande scalinata nell'atrio della villa, nuda dentro quel che rimane del suo vestito da sposa, col fucile ancora in mano.

  14. #89
    Postatore OGM L'avatar di morrigan
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    21-12-2004
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    seconda stella a destra e poi dritto fino al mattino
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    Un re aveva tre figli. Avvenne che il nemico occupò il suo regno e il re fu spodestato. I principi erano bravi cacciatori e, dinnanzi al nemico, alzarono i tacchi tutti e tre, coi loro cani da caccia. camminarono a lungo, senza sapere dove andare. Infine arrivati su un'alta montagna, decisero di separarsi e di andare a tentare ciascuno la propria sorte.

    Il prode Ròzsa - Fiaba Ungherese, da Storie e Leggende della Transilvania

  15. #90
    Partecipante Super Figo L'avatar di Agony
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