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Discussione: terapia personale

  1. #76
    squirrel
    Ospite non registrato
    Ciao Fabrizio,
    in questi giorni ho seri problemi con il computer e domani dovrò portarlo dal tecnico, ti risponderò con calma e speriamo di riuscire ad inviarti questo post!
    Bacioni

  2. #77
    Partecipante Affezionato
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    21-03-2005
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    Concordo pienamente con ikaro e sigismonda!!!
    daidaidai, non pensi che la tua terapia (NON ANALISI, si può definire analisi una terapia con frequenza di ,minimo 3 sedute a settimana!) si sia conclusa per tue resistenze e per il transfert negativo??
    Sono contento per te perchè hai trovato un'indirizzo che ti piace, ma non parlare di cose che pensi di conoscere come se fossero veramente così! specifica che è una tua opinione!
    Ciao ciao
    Roberto

  3. #78
    Daidaidaidai
    Ospite non registrato
    Ciao robbyeah...
    non volevo attirare i riflettori sulla mia esperienza personale! Ero piuttosto interessato ad ascoltare altre storie!
    Ad ogni modo non ho capito il ragionamento nè di ikaro nè di sigismonda: io per spiegarmi ho fatto lo sforzo di scrivere molto perchè non penso si tratti di cose che non si discutono facilmente... le loro risposte sono state condensate in poche righe e non penso sia facile intendersi in questo modo. Inoltre sigismonda ha a mio parere letto delle cose che io non penso e non ho detto.
    Inoltre mentre io ho detto chi sono e cosa faccio non so davvero nè chi sia tu robbyeah nè chi siano ikaro e sigismonda nel senso che non so che tipo di formazione abbiate ne tantomeno che cosa motivi i loro pareri - sia beninteso che mi piacerebbe conoscere di più ciascuno di voi, anche solo qualche informazione che mi aiuti a dare un contesto a quanto detto.
    Non volevo assumere un tono cattedratico: mettendo il testo nella cornice della MIA esperienza ASSOLUTAMENTE personale speravo di spiegare cosa mi ha portato anche sul piano universitario a prendere prima in esame cosa non va nella psicoanalisi trascurando invece le molte cose che invece funzionano e vanno bene. Mi sembrava così ovvio che era una posizione del tutto PERSONALE e OPINABILE che non ho ritenuto opportuno specificarlo oltre. Mi rendo conto invece che non era immediatamente comprensibile questo collegamento.
    x Robbyeah:
    A mio parere una terapia triennale non termina per il transfert negativo ma per l'incompetenza e la mancanza di preparazione del terapeuta: una persona con un forte transfert negativo abbandona la terapia abbastanza rapidamente (drop out) e non ci sta tre anni (anche qui limitatamente a quello che so e che capisco di analisi e - penso - che non sia così poco come pensa sigismonda anche se forse non è tanto quanto penso io). Transfert negativi a parte dunque posso dire in tutta e sincera onestà di aver fatto ogni tentativo onesto di venire incontro alla terapia. Questo sposta l'attenzione dalle mie responsabilità a quelle del terapeuta cmq: altri terapeuti con formazione psicodinamica potrebbero aver avut esiti molto migliori con me o con altri e ma se anche questo fosse successo forse la mia posizione non sarebbe molto diversa.
    Ciò che ho osservato nel corso della mia terapia è che gli analisti sono guidati nella pratica da una serie di teorie e assunti propri del loro orientamento teorico in maniera un po' fideistica e ingenua. La mia affermazione - e me ne assumo la responsabilità - che alcuni di questi assunti (non tutti per carità) siano applicati per se senza tenere in considerazione le necessità e peculiarità del paziente, cosa a mio parere non legittima: siamo noi a dover servire e non ad essere serviti da un paziente analitico bravo che fa tanti bei sogni edipici che confermano le nostre teorie. Se dovessi fare una critica rogersiana alla psicoanalisi essa non è aperta all'esperienza. La teoria domina la pratica dogmatizzandola, complice un atteggiamento fideistico un po' da setta e la mancanza di alcune norme di scientificità nello stendere i resoconti clinici: sono gli stessi psicoanalisti ad accusare i colleghi di riferire solo i casi che vanno bene 'trascurando' o 'omettendo' i casi in cui le teorie non vengono confermate o semplicemente - e sono moltissimi i casi - il paziente fa drop out. Ho trovato molte conferme 'dotte' circa le mie perplessità tra gli stessi psicoanalisti (v. Guntrip, Ferenczi, Ackerman, Weiss, Atwood, Storolow ecc...) e la mia impressione di aver colpito un nodo problematico di per sè della disciplina che anima tuttora il dibattito contemporaneo è più forte del pensiero che 'mi sia immaginato tutto' o che sia frutto delle mie proiezioni (mi hanno detto di tutto quindi ci ho fatto un po' il callo perchè è chiaro, lo psicoanalista è nel giusto e tutti gli attacchi alla sua figura sono SEMPRE e CMQ proiezioni di transfert... no comment)
    Concordo nel distinguere tra terapia e analisi tradizionale. Quella che ho fatto è stata cmq un'esperienza di terapia ad indirizzo psicodinamico. Il mio interesse era quello - ed è tuttora - di rompere il riserbo generale che circonda, in parte giustamente, la pratica (e non la teoria) delle psicoterapie (non solo in senso analitico dunque). Senza uno approccio meno 'complessato' al problema non penso si possa fare un passo avanti in questo campo ovvero quello di migliorare la pratica e la teoria della psicoterapia. L'obiettivo per me non è capire chi ha ragione ma fornire un servizio migliore alle migliaia di persone che per tanti motivi non sono 'analizzabili' ma ciò nondimeno soffrono per la condizione psicologica nella quale versano, spesso in concomitanza a problematiche sociali, di istruzione ed economiche. Il paziente analitico da analisi a tre volte a settimana rappresenta x me meno dell'1 per mille della popolazione clinica reale (cioè quella che ha un problema psicologico che richiederebbe assistenza idonea). Mi rendo conto che chiedendo di rompere il riserbo che tradizionalmente grava su questi argomenti di chiedere molto ma mi pare anche di avere dato molto raccontando in dettaglio la mia storia.
    Non ho risposto ai commenti precedenti perchè mi sembravano troppo sbrigativi e dalle mie risposte non sarebbe emerso nulla di costruttivo x questo 3d.

    Grazie dell'attenzione che (spero) di aver ricevuto

  4. #79
    Partecipante Affezionato
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    daidaidai io sono uno psicologo clinico, da tre anni mioccupo di neuropsicologia, sono iscritto a un scuola di specializzazione in psicoterapia psicoanalitica e sono in analisi da tre anni (4 sedute a settimana). ok ora sai qualche cosa su di me!
    per quello che riguarda la fine della tua terapia, probabilmente (come dici tu) riguarda la condotta del terapeuta. Quando tu scrivi che hai cercato di venirle incontro mi ha fatto strano perchè dovrebbe essere il contrario! forse qui è macato qualche cosa da parete sua! poi per quel che riguarda il transfert negativo...è sempre transfert! puo essere analizzato e capito! ma ci sono casi e casi e terapeuti e terapeuti!!
    per quanto riguarda quello che dici rispetto al fatto che gli analisti seguono in modo ingenuo una teoria senza curarsi del paziente non mi trova affatto d'accordo! io conosco diversi professionisti che pongono il paziente e il suo mondo interno in primo piano!
    il mondo delle psicotrapie è molto vasto, ci sono molti trapeuti bravi e molti meno bravi.
    A si un'ultima cosa le psicoanalisi non durano tutte 10 o 15 anni!!!!
    sono un po sintetico e me ne scuso ma ora devo andare.
    Ciao.
    Roberto

  5. #80
    Daidaidaidai
    Ospite non registrato
    Ciao robbyeah,
    sono contento che tu mi abbia risposto.
    Finalmente so chi sono i miei interlocutori ... almeno uno...
    ovviamente il transfert può essere sempre analizzato e capito anche se negativo... il problema è se l'altra persona è in grado di farlo... alla fine ho fatto un'autoanalisi del transfert (so che stai arricciando il naso...) e mi sono deciso a mollare la terapeuta la quale faceva orecchie da mercante.
    Ci sono terapeuti bravi e molti meno bravi.
    Io penso che se si implemetassero più norme di controllo e di preparazione i terapeuti meno bravi sarebbero resi più bravi e soprattutto si innalzerebbe la qualità del servizio clinico erogato. Sinceramente l'idea che il paziente quando cerca cura mediche (o psicologiche) debba affidarsi al 'culo' (scusa il termine) di trovare un terapeuta competente tra il mazzo di mestieranti e di mediocri è una prospettiva che proprio non riuscirò mai ad accettare come professionista...
    Il problema non è nemmeno del tutto teorico ma anzi spesso è soprattutto pratico: ti confesso che guardo con preoccupazione la miriade di istituti di formazione accreditati al MIUR e non che erogano formazione psicoterapeutica senza fare una necessaria preselezione dei candidati (non è possibile fare lo psicoterapeuta solo perchè si hanno le CARTE - quelle burocratiche - per farlo... spero ne converrai) e senza assicurarsi che i propri allievi forniscano un servizio di qualità e scientificamente aggiornato (e non semplicemente frutto di qualche credito ECM preso alle rimpatriate presso la vecchia scuola). Nessuno nega ad uno psicoanalista di leggersi psicoanalisi dalla mattina alla sera ma l'aggiornamento scientifico nel campo della psicologia clinica richiede anche delle competenze a 360 gradi... Il modello di istruzione professionale per intenderci è quello dell'APA. Ovviamente qua non siamo in America ma se negli Stati Uniti fare lo psicologo non è una vergogna ma è anzi una professione diffusa e rispettata forse qualche considerazione dovrebbe attraversare le nostre menti...

    Fortunatamente non tutte le analisi durano 10 o 15 anni. I pazienti si stufano prima

    Fabrizio

    P.S. Ti ho risparmiato ovviamente la trafila di terapeuti che somministrano test che non sanno somministrare nè interpretare o quelli che esercitano pur non essendo iscritti all'albo ma c'è anche questo e più di quelli che pensi.

  6. #81
    Sigismonda
    Ospite non registrato
    E' vero, ci sono molti terapeuti che non non hanno le competenze e le capacità personali per poter esercitare una professione molto delicata come la nostra. Converrai con me che ci sono anche molti avvocati, ingegneri, architetti, spazzacamini ecc.. che sono altrettanto incapaci di svolgere la loro professione rispetto ad alcuni loro colleghi meglio preparati e meglio equippaggiati ab-origine.
    Il tuo discorso avrebbe un senso se si riferisse soltanto alla questione complessa delle scuole di formazione. Molte scuole, come denunci tu, non praticano alcun tipo di selezione se non quella della possibilità di pagare la retta da parte dell'allievo. L'unica che senz'altro si comporta in modo differente è la SPI che prevede una selezione della persona che, tra le altre cose, non è affatto semplice superare, oltre a richiedere una lunga analisi personale che, entro limiti piuttosto labili, dovrebbe garantire una parziale conoscenza di sè come persona prima di poter andare a curiosare nelle fantasie inconsce dei pazienti.
    Da ultimo, mi permetterai di dubitare sulla capacità tua, come di qualunque altro paziente, di fare una autoanalisi del transfert. Questo potrebbe avvenire solo nel caso tu non abbia capito cosa è il transfert o cosa è l'autoanalisi.

  7. #82
    Partecipante Super Figo L'avatar di ikaro78
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    Originariamente postato da Daidaidaidai
    ... le loro risposte sono state condensate in poche righe e non penso sia facile intendersi in questo modo.
    Hai perfettamente ragione, mi riservo di risponderti con calma, appena ho un pò di tempo... Per ora un saluto a tutti.

    ikaro

  8. #83
    Partecipante Affezionato
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    Concordo con te daidaidai!
    io incontro spesso profesionisti che non hanno capacità adeguate. ma non solo nel nostro settore! poi non tocchiamo il tasto dei test e del confine professionale e di competenze che non viene rispettato!
    a sigismonda dico che la spi è la tra le migliori società di formazione ma non è l'unica! io un giorno penso di intraprendere la formazione spi, ma per ora frequento la sipp (riconosciuta dalla spi per il livello di formazione. infatti le rette annue delle 2 società sono abbordabili rispetto ad altre scuole che chiedono dai 3500 ai 4000 euro all'anno).
    daidaidai analizzare da solo il tranfert è un po pericoloso....come se chi lo analizza (terapeuta) non è preparato. comunque la scelta di professionisti puo essere fatta anche affidandosi alle società di apartenenza (del terapeuta) selezionando quelle con maggiore solidità!
    comunque i pazienti (generalmente) si stufano quando sono bloccati da situazioni terapeutiche non analizzate, il che comporta, il più delle volte, una non progressione della terapia!
    ciao a tutti!
    P.S. i toni di questi ultimi post li ho trovati gradevoli, spero di potre continuare in questo modo! confornto non scontro!
    Roberto

  9. #84
    Daidaidaidai
    Ospite non registrato
    P.S. i toni di questi ultimi post li ho trovati gradevoli, spero di potre continuare in questo modo! confornto non scontro! [/B][/QUOTE]

    Ciao robbyeah,
    sono contento che la discussione abbia (ri)preso una piega positiva il post di ikaro mi ha rinfrancato un po'
    Non conosco nei particolari la formazione SPI ne quella sipp e la scuola di psicoterapia è ancora decisamente lontana per me...

    Onde evitare di rovinare tutto ciò spiego subito che cosa intendo per autoanalisi del transfert: la terapeuta non analizzava il trasnfert ma io continuavo a viverlo, ovviamente, e in modo molto intenso anche nel tempo che intercorreva tra le sedute. Per mesi e mesi ho raccolto timidamente ma anche abbastanza sistematicamente prove, indizi, sogni, materiale ecc... confesso di aver provato la stessa cosa che diceva freud, ovvero che certe volte gli capitava di pensare di non aver capito nulla dell'incoscio e poi ad un tratto di ottenere una comprensione della rappresentazione inconscia del paziente. Se dovessi dire che è stata una scrittura lineare che ho capito immediatamente come stavano le cose penso che vi racconterei una balla. In realtà ci ho impiegato anni interi ma i nodi relazionali si sono lentamente disciolti con tanto di riaffioramenti alla memoria di parti 'congelate' (opss.. parlo con un membro sipp quindi dico rimosse) della mia vita. Non posso dire di aver fatto un bel lavoro perchè è evidente la componente 'artigianale' del tutto però penso di aver avuto alcune intuizioni valide che hanno portato ad un significativo miglioramento della mia vita emotiva e quindi penso - in modo ovviamente criticabile - di aver colpito nel giusto. Vivendo ogni giorno a casa dei miei genitori (ho 23 anni) ho la possibilità di vedere se tali miglioramenti emotivi 'tengono' oppure se sono soluzioni fittizie e dettate dalle condizioni del momento. Sino ad ora ho ricevuto delle importanti conferme. Mi rendo conto che il mio giudizio è molto poco su cui fare affidamento però dubito che si possa renderlo in altro modo ... o almeno ora non mi viene in mente Accetto suggerimenti... ehehe
    Naturalmente risponderò ad ogni domanda più specifica. Io stesso sono molto curioso di confrontare questa mia esperienza con le vostre, soprattutto con un membro sipp

    x Sigismonda: credo di capire il significato della parola transfert (positivo, negativo, erotizzato ecc...) Se mi sono innamorato per 2 settimane di una donnaccia sulla 50ina abbondante tutt'altro che pretenziosa nell'aspetto o seduttiva nei modi non penso proprio che si trattasse del suo nuovo profumo... (anche se ai pubblicitari farebbe comodo... ).
    Ho una discreta familiarità anche con il termine autoanalisi nel senso di interpretare autonomamente i vissuti rievocati dalla situazione analitica.

    x ikaro
    Aspetto con piacere il tuo intervento A presto

  10. #85
    Daidaidaidai
    Ospite non registrato
    Dimenticavo: x robbyeah
    ottima l'idea di selezionare i terapeuti in base al prestigio della scuola di appartenenza. Sarebbe una buona norma infatti oltre quella di esporre i certificati accademici (laurea in psicologia + certificato di iscrizione all'albo) esporre anche il certificato della scuola di formazione in psicoterapia con il nome dell'istituto che l'ha rilasciato bene in vista.


    Fabrizio

  11. #86
    Partecipante Affezionato
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    ti ho letto con piacere daidaidai!
    volevo solo puntualizzare che io frequento il corso di training della sipp! non ne sono membro!
    sai è interessante che tu abbia ancora tanto interesse per come è andata la tua terapia e anche per l'inconscio! mi fa piacere.
    secondo me se avessi avuto una guida più vicina a te le cose sarebbero state un po diverse! ma....
    ciao ora non ho molto tempo... a presto
    Roberto

  12. #87
    Sigismonda
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da Daidaidaidai
    P.S. i toni di questi ultimi post li ho trovati gradevoli, spero di potre continuare in questo modo! confornto non scontro!
    x Sigismonda: credo di capire il significato della parola transfert (positivo, negativo, erotizzato ecc...) Se mi sono innamorato per 2 settimane di una donnaccia sulla 50ina abbondante tutt'altro che pretenziosa nell'aspetto o seduttiva nei modi non penso proprio che si trattasse del suo nuovo profumo... (anche se ai pubblicitari farebbe comodo... ).
    Ho una discreta familiarità anche con il termine autoanalisi nel senso di interpretare autonomamente i vissuti rievocati dalla situazione analitica.

    [/B][/QUOTE]

    Ciao, innanzitutto (continuiamo a fare i bravi per non finire come la povera Lety).
    Non ho dubbi che tu sappia cos'è il transfert in termini culturali. Intendo dire che se tu avessi la possibilità di analizzarlo non si esprimerebbe più come transfert, non svolgerebbe più la funzione che, in termini di economia psichica, svolge la traslazione di un cmplesso affettivo su un soggetto diverso da quello a cui sarebbe originariamente indirizzato. Tutto qua,
    a presto

  13. #88
    Partecipante Affezionato
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    daidaidai, di solito i professionisti scrivono che tipo di formazione hanno e anche a quale società sono iscritti (almeno quelli che conosco!).
    comunque sicuramente tu hai una crande capacità di insight (requisirìto moto importante per il nostro lavoro, ma non solo), per quello che riguarda l'autoanalisi e l'interpretazione del transfert il pericolo è di essere forviati o di non essere del tutto obbiettivi e di non considerare la possibilità di altre interpretazioni. l'analisi da la capacità di poter avere una visione più completa (e più corretta) di pensieri ed emozioni!
    Sigismonda ma cosa è successo a lety?
    Roberto

  14. #89
    Sigismonda
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da robbyeah

    Sigismonda ma cosa è successo a lety?

  15. #90
    Partecipante Affezionato
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    noooooo. ma come mai?
    Roberto

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