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  1. #76
    Partecipante Assiduo L'avatar di kikka5
    Data registrazione
    16-10-2004
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    bologna
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    211
    ripeto ognuno le sue opinioni ci mancherebbe!!!
    rimane il fatto che la frase sugli educatori era alquanto scortese e offensiva.
    secondo il mio parere anche se avessi ragione non ti giustifica ad usare quei toni.
    cmq non puoi generalizzare......ci sono molti aspetti, iter ,motivazioni ...che nn conosci...
    ci sono educatori ed educatori e non tutti dipendono dalle cooperative.
    poi credo conti molto come ognuno di noi lavora e si fa strada approffittando delle opportunità date...
    se poi pensi che tra centralinista ed educatore il passo non sia poi cosi grande rimani delle tue convinzioni ma mi raccomando facci sapere quali meraviglie hai tirato fuori dal cilindro nei tuoi primi approcci al lavoro cosi che tutti noi FESSI ED IMBRANATI possiamo trarre esempio!
    Non tornare mai indietro...
    neanche per prendere la rincorsa....

  2. #77
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di manuelas
    Data registrazione
    18-11-2004
    Residenza
    modena
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    1,268
    kikka...!!!

  3. #78
    Partecipante Esperto L'avatar di saperessere
    Data registrazione
    13-10-2005
    Residenza
    Ferrara
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    425
    Nel 1968 "il movimento" voleva togliere valore legale al titolo di studio. Anni fa Marco Pannella, con tutti i difetti che ha, propose di abolire gli ordini professionali, che per definizione sono corporativi e centri di potere. Oggi sia a destra che a sinistra si parla di riforma delle professioni.
    Mi piacerebbe quantificare il giro d'affari delle scuole di specializzazione.
    Sono il primo a credere in una cosa che si chiama educazione permanente, non si smette mai di imparare: per fortuna indipendentemente dai titoli conseguiti, mi piace continuare a pensare di vivere in un mondo in cui la differenza viene fatta dalle persone, che in quanto tali si guadagnano rispetto e non in base ai voti degli esami o al numero di pezzi di carta posseduto. Coi tempi che corrono i pezzi di carta si comprano: è impensabile che se gli diamo pacchi di euro non ci diano il pezzo di carta: che pubblicità si farebbero. Buon lavoro a tutti
    Chi non è impegnato a risorgere, è impegnato a morire. Bob Dylan

  4. #79
    Partecipante Assiduo L'avatar di pippi66
    Data registrazione
    02-11-2004
    Residenza
    prov VE
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    132
    Alcune considerazioni.
    Il mondo della formazione e il mondo del lavoro, teoria e pratica, due realtà che non dobbiamo considerare distinte bensi complementari.
    Le competenze acquisite diventano professionalità solo se "praticate" con UMILTA' e in maniera adeguata nel RISPETTO dell'altro.

    Il mercato del lavoro oggi sembra ricercare professioni e non più professionalità. Evitiamo quindi i fare considerazioni (magari gratuite) che non servono poi a molto.

    Proviamo invece a crescere personalmente e professionalmente con UMILTA' e rispettosi "di chi e di che cosa" abbiamo davanti.
    Le cose possono cambiare...... ma solo se si vuole cambiarle!!!

    E noi che siamo giovani e speranzosi VOGLIAMO creare il nostro futuro.........
    Pippi66

    Esercitare liberamente il proprio ingegno, ecco la vera felicità (Aristotele)

  5. #80
    Daidaidaidai
    Ospite non registrato
    Ciao a tutti,
    condivido in pieno l'intervento di pippi e sento di dovermi scusare per quello che ho detto se non altro per il modo indubbiamente scortese e inappropriato con cui l'ho detto Spero che questo risponda anche all'intervento di kikka.
    Non volevo mancare di rispetto alla categoria di educatore che si fanno veramente un mazzo esagerato, e voglio scusarmi per aver generalizzato eccessivamente facendo di tutta l'erba un fascio non tenendo in considerazione situazioni sociali, personali e motivazionali molto diverse. Me ne scuso di nuovo.
    Però, se posso dire un però senza essere sbranato, dietro ad un flusso enorme di psicologi che scelgono questa strada - seguendo la filosofia dell'almeno faccio qualcosa che c'entra con psicologia - è possibile secondo me dare una chiave di lettura più generale che mi parla di tanti nostri colleghi che difatti si accontentano e si cullano in progetti irrealizzabili perdendo di vista - nell'illusione o nella necessità del lavoro sicuro - gli obiettivi concreti che possono permetterci di fare gli psicologi e di ricoprire come tali i ranghi di una professione che - almeno io - vorrei forte, robusta, competitiva. Non mi va di pensare di entrare a far parte di quelli 'buoni e coglioni' come spesso ho visto che le altre professioni guardano agli psicologi (dentro e FUORI dalle università) sempre qualora non considerino la psicoterapia una cosa per deboli e finocchi (e forse è anche per questo che i nostri studi sono vuoti vista la nomea che ha la psicologia secondo l'opinione comune) o un sistema di sfruttamento sistematizzato delle sofferenze altrui Ovviamente, nulla di tutto questo è vero
    Ma come dimostrarlo? Come convincere gli altri del valore e delle potenzialità della psicologia? La risposta che ho dato io e che rimetto a voi 'FESSI e IMBRANATI' per parafrase kikka che citava proprio quella orribile frase è quello di prendere molto sul serio le critiche che piovono addosso alla nostra professione E alla nostra scienza, traendone spunto per migliorare come persone e come professionisti/docenti/ricercatori (si perchè siamo TUTTI psicologi, anche chi non è un emulo di Freud, anche gli psicometristi e persino gli psicologi sperimentali... vallo a spiegare nelle università dove c'è clinica! Pare che c'hanno il sapere infuso... ); dietro ad ogni critica c'è del vero e pur disconoscendo - come tutti penso - le bieche critiche che ci vengono rivolte non posso fare a meno di constatare che la professione è debole e che la qualità della formazione (che continuo a pensare poco capita e poco amata) dei futuri psicologi e di quelli attuali è insufficiente a svolgere un mestiere difficile come fare il medico o l'ingegnere (e forse anche di più)!
    Vedo quasi quotidianamente molti psicologi che conosco che compiono degli errori diagnostici/ di valutazione/ di trattamento che chiamare grossolani è forse un complimento; sarebbe come dire che ogni tanto il medico si dimentica dove sta l'aorta o l'ingegnere che non sa tirare una riga dritta... Non parliamo delle frotte di psicoterapeuti in erba che dopo essersi letti un paio di libri di Jung, qualcosina di Winnicott e l'immancabile Freud si sentono pronti a prendere in carico un PAZIENTE! Le nostre università ne sono stracolme... Come possiamo ottenere e guadagnare il rispetto sociale che TUTTE le professioni hanno ottenuto SGOBBANDO?
    Semplice (dico io, ma se ne può parlare); a scuola ----> STUDIARE STUDIARE STUDIARE
    nella professoine ---> FORMARSI FORMARSI FORMARSI
    Fare quello che si sa fare (e quindi sapere presto 'cosa voler fare da grandi...' - altrimenti la psicologia è troppo dispersiva)
    NON fare quello che non si sa fare

    Sono consigli semplici ma credo sempre efficaci.
    Spero di aver contribuito con questo mio post ad aver abbassato la temperatura di questo thread

  6. #81
    Ho aperto uno studio due anni fa e quest'anno diventerò psicoterapeuta.
    Credo che sia necessario chiarirsi un pò le idee... Con la laurea in psicologia si possono fare un sacco di lavori non necessariamente clinici. Essere clinici vuol dirsi assumersi delle responsabilità di un certo tipo. Non si fa clinica perchè "si guadagna" e si sta in uno studio con fuori una targa. Spendo più in supervisioni di quanto guadagno. Faccio una scuola di psicoterapia e non vado in vacanza. Nessuno ha la botte piena e la moglie ubriaca. Scegliete consapevolmente perchè le persone che busseranno alla vostra porta hanno un diritto fondamentale: quello di essere aiutate. Voi per primi non gradireste di andare da un medico, un dentista, un avvocato che...si improvvisi per aiutarvi.

  7. #82
    Partecipante Assiduo L'avatar di kikka5
    Data registrazione
    16-10-2004
    Residenza
    bologna
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    211
    daidaidai sono contenta che tu abbia capito cosa intendevo nel senso della scortesia del tuo intervento...
    io credo moltissimo nella psicologia e adoro studiare,anche per i fatti miei, ma purtroppo ti assicuro che non è cosi facile entrare nella realtà lavorativa.
    nonostante gli studi, le conoscenze,le competenze...
    parlo per esperienza diretta mia e di chi mi sta vicino..
    poi sono daccordissimo su altri punti e purtroppo mi rendo conto che gli psicologi per primi a volte fanno di tutto per sminuire il nostro campo. molti fanno l eds e poi si dedicano ad altro e capisco chi deve portare a casa lo stipendio ma ne conosco tanti che non hanno voglia di "farsi il mazzo" studiano ,magari anche con ottimi, voti poi si perdono...
    è un iter prino di difficoltà e ssacrifici come del resto molti lavori..
    io credo che la cosa piu importante è crederci..ma crederci sul serio!
    Non tornare mai indietro...
    neanche per prendere la rincorsa....

  8. #83
    Partecipante Assiduo L'avatar di pippi66
    Data registrazione
    02-11-2004
    Residenza
    prov VE
    Messaggi
    132
    son contenta di questo chiarimento
    in fondo si stava parlando tutti della stessa cosa ma con lingue diverse!!!!


    Cius
    Pippi66

    Esercitare liberamente il proprio ingegno, ecco la vera felicità (Aristotele)

  9. #84

    psicoterapia sì

    Ciao, io sono al primo anno di una scuola di specializzazione e non appartengo assolutamente ad una famiglia benestante, e infatti mi autodefinisco una trottola, perché tra lavoro, scuola, tirocinio e psicoterapia non ho molto tempo per altro... è stata una scelta, come tante, ma quando mi sono iscritta alla facoltà sapevo che ci sarebbero voluti + di 5 anni e tanti sacrifici in +, la nostra è una professione particolare. Ritengo che per aprire uno studio e prendersi in carico il malessere di una persona e trasformarlo in benessere sia assolutamente necessario avere un metodo, esperienza, aver lavorato su di te (essenziale per poter stare "dall'altra parte della relazione terapeutica"!) e, soprattutto, essere in supervisione da chi ne sa più di noi alle prime armi, almeno per i primi anni. Queste cose forse non te lo da necessariamente solo una costosa scuola di psicoterapia, ma nella maniera più assoluta non te le da l'università. Guardiamo la cosa dal punto di vista etico oltre che utilitaristico: ovvio che abbiamo studiato per avere un lavoro che ci procuri il pane, ma è anche un lavoro molto delicato e credo sarebbe una leggerezza da parte nostra aprire uno studio così...

  10. #85
    Lavegraz
    Ospite non registrato
    LAURAL

    Ciao ho letto che hai avuto esperienze con la neuropsicologia, sai per caso se esistono corsi di specializzazione seri a Torino?

  11. #86
    Partecipante Affezionato L'avatar di Del
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    20-11-2005
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    Milano
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    Originariamente postato da psicopenny
    Credo che sia necessario chiarirsi un pò le idee... Con la laurea in psicologia si possono fare un sacco di lavori non necessariamente clinici.
    Ripartirei da qui..
    per fare lo psicologo non serve essere psicoterapeuti, ma sicuramente appena usciti dall'università bisogna mettere in conto la neccessità di sperimentarsi in situazioni "protette" (con colleghi più anziani, con la capacità di dire "no"...).
    Dopodichè lo studio e le consulenze non sono le uniche alternative: i progetti delle cooperative sono un'altra, proporsi nelle scuole per orientamento lavoro sui disturbi di apprendimento, sportelli, consulenze agli insegnanti un'altra ancora, inserirsi in percorsi formativi una terza, ecc..
    Nessuno di questi è facile e tranquillo e anche per questi gli esami non bastano, all'inizio si sbaglia e si chiede aiuto, non essere da soli è sicuramente meglio ma un punto di partenza può essere il tirocinio..

    Del

    "Gli inizi sono sempre difficili, speccialmente quelli che si cosstruiscono da soli. Quelli sono i più difficili di tutti"

  12. #87
    Matricola
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    Vittorio Veneto
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    Originariamente postato da tizianacas
    Ciao, io sono al primo anno di una scuola di specializzazione e non appartengo assolutamente ad una famiglia benestante, e infatti mi autodefinisco una trottola, perché tra lavoro, scuola, tirocinio e psicoterapia non ho molto tempo per altro... è stata una scelta, come tante, ma quando mi sono iscritta alla facoltà sapevo che ci sarebbero voluti + di 5 anni e tanti sacrifici in +, la nostra è una professione particolare. Ritengo che per aprire uno studio e prendersi in carico il malessere di una persona e trasformarlo in benessere sia assolutamente necessario avere un metodo, esperienza, aver lavorato su di te (essenziale per poter stare "dall'altra parte della relazione terapeutica"!) e, soprattutto, essere in supervisione da chi ne sa più di noi alle prime armi, almeno per i primi anni. Queste cose forse non te lo da necessariamente solo una costosa scuola di psicoterapia, ma nella maniera più assoluta non te le da l'università. Guardiamo la cosa dal punto di vista etico oltre che utilitaristico: ovvio che abbiamo studiato per avere un lavoro che ci procuri il pane, ma è anche un lavoro molto delicato e credo sarebbe una leggerezza da parte nostra aprire uno studio così...
    Ciao a tutti,
    sono completamente d'accordo con tizianacas, anch'io mi posso definire una "trottola"....ho sempre lavorato durante l'università (avevo la necessità di pagarmi gli studi se volevo laurearmi!!! e sono felice di aver raggiunto l'obiettivo) ovviamente lavoravo negli ambiti + svariati (ristorante, maglificio, dentista, etcc.) ma, ripeto, sono felice di quel che ho fatto....mi sono laureata con un voto che mi ha soddisfatta, ho fatto il tirocinio, superato l'esame di stato e da 1 anno (dalla fine del tirocinio) lavoro presso la coop in cui ho fatto il 2° semestre di tirocinio....sono assistente scolastica, in una struttura per disabili, seguo 1 ragazzo (16 anni) autistico "puro" definito nella diagnosi ed ho imparato di + in questo periodo con lui che non con i corsi di psico dell'handicap in università.....da qualche mese faccio anche delle ore in un centro per i disturbi alimentari, quindi ambito totalmente diverso come tipo di utenza, rapporto/relazione che si crea etc....in entrambi i casi faccio equipe settimanali con psicologi, educatori e psichiatri e sto imparando tantissimo....sto pensando a quale scuola di specializzazione scegliere, E' SICURAMENTE NECESSARIA E ME NE RENDO CONTO OGNI GIORNO......non guadagno molto è vero, non sono comunque sfruttata, considero tutto questo "bagaglio di esperienza"e sono convinta mi potrà servire...SICURAMENTE.....la mia idea di fare la psicologa non è affondata anzi, voglio continuare a crederci....per ora mi avvicino così al mio obiettivo, facendo esperienze di ogni tipo nell'ambito, senza fissarmi sono su un ambito ma lasciando campo aperto....magari sbaglio ma sto imparando tanto e per ora mi va bene così.....

    Scusate se mi sono dilungata troppo....

    IN BOCCA AL LUPO A TUTTI

  13. #88
    fraaancesco
    Ospite non registrato
    cmq da fab tutto a posto ora!

  14. #89
    GilTan_re
    Ospite non registrato
    scusate se mi intrometto nella discussione... per esercitare privatamente (in uno studio) la professione di pedagogista, cosa bisogna fare secondo voi???

  15. #90
    Partecipante L'avatar di acquacheta
    Data registrazione
    09-02-2005
    Residenza
    Zara
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    come mai fraaaaancesco è stato bannato???????

    giltan_re secondo me è lo stesso percorso degli psicologi, ma nn ho capito, hai una laurea in psicologia? Potresti comunque "affiliarti" ad uno studio che si occupa principalmente di psicologia evolutiva..
    Kiga: dai gas e vola

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