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  1. #76
    Partecipante Super Esperto L'avatar di neuromancer
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    " mi pare sia semplice parlare da parte di chi come te ha scelto (magari perchè può economicamente) di fare la specializzazione in psicoterapia;"

    io la scuola me la sto pagando facendo il cameriere, scusate il mio perverso utilizzo della professione di psicologo...

    "quelli con i migliori agganci o le migliori disposizioni economiche se la cavano sempre, ma mi pare miope impedire ai colelghi meno fortunati di organizzarsi e di tentare altre strade di tutto rispetto come il settore del benessere"

    e chi vuole impedirlo? scusami, iscrivedomi ad una scuola di specializzazione impedisco ai poveri psicologi (io sono pure uno psicologo, o no?...) di essere tali o di inserirsi nel campo del lavoro...? forse stiamo un poco esagerando?

    continuo a fare molti colloqui di lavoro, nel settore soprattutto delle gestioni delle risorse uomane, quindi per selezione del personale, formazione e via dicendo, e posso assicurarti che le prospettive ci sono, magari con un master che arricchisca le tue competenze.
    e qui vengo al sodo. io non ho niente contro gli psicologi!!! io sono uno psicologo!!!!! e adoro la psicologia sia nell'abito della ricerca, sia in quello clinico, sia nelle sue declinazioni professionistiche all'interno di un mercato del lavoro sempre più complesso!!!!!!!

    quindi ben vengano le nuove prospettive professionali, vuoi sul benessere che sulla gestione del capitale umano, ma posso assicurarti che senza una corrretta responsabilizzazione, senza una corretta organizzazione, senza ulteriori approfondimenti tecorico tecnici, si finisce per vendere molto fumo, e alla fine la gente (medici, datori di lavoro, famiglie, individui) finiscono per trattarti come un ciarlatano. o meglio, come un incompetente (ovviamente non mi sto assolutamente riferendo a te, parlo di un discorso generale)

    non è come lo chiami tu, indolente scetticismo, è preoccupazione. se vuoi essere una persona competente, con precisi obiettivi, che sappia leggere le regole dei sistemi dove vuoi operare (scuola, comunità, famiglia, azienda, aula giudiziaria, mediazione, diplomazia istituzionale, e quant'altro), la semplice preparazione universitaria è SCADENTE, e purtroppo devi ricorrere se ce la fai ad unlavoro anche alternativo a quello che vorresti effettuare, e se ci riesci come fa questo psicologuccio, io sottoscritto, fai anche il cameriere.
    quindi ti pregherei dui essere un p' più cauto con le tue conclusioni verso il mio scetticismo.

    infine
    " perchè molti psicoterapeuti si occupano oggi di quei pazienti o potenziali tali - con sintomatologie molto leggere o addirittura praticamente asintomatici - che invece sarebbero inseriti in un circuito del benessere... dunque potenziali clienti in meno... "

    potenziali clienti in meno? ma guarda che le persone almeno per quanto mi riguarda nonb sono numeri, non sono banconote, non mi specializzo per fregare la gente e rubarla ai tuoi psicologucci...
    dovresti essere prima te a non denigrare la categoria...:-)

    poi per quanto riguarda il circuito del benessere, non so veramente cosa dirti. perchè in effetti non so cos avuoi dire specificatametne. circuiti del benessere. ci sono anche i circuiti del malessere? lli etichettiamo in due? il malessere è un paradosso darwiniano? :-)

    credimi, le persone non vengono a chiederti aiuto per star male o bene. ma perchè è successo qualcosa che ha interrotto un sistema che poco prima era coerente e funzionante.
    non ti chiederanno mai o cmq io non dirò mai come fare, come comportarsi, non mi sostituisco alle loro scelte, alle loro menti, il rischio oltrechè iatrogeno, è quello di distruggere piuttosto che creare benessere.

    e credimi, anche se te lo dice uno psicologucico o uno che vuole fare psicoterapia uno che è un indolente scettico. è un principio sacrosanto di responsabilità, deontologico, e di sano buon senso.
    poi possiamo leggerci tutte le relazioni degli ordini degli psicologi toscani ecte ect, bellissime parole, ma quello che conta è non creare casini.
    si tratta di esseri umani, non di automobili.

    ciaz

    ps.Come hai visto psicosarix gli psicoterapeuti sono molto aperti verso nuove idee ehehe

    non sono uno psicoterapeuta, ma uno psicologo che ha scelto di incrementare le proprie conoscenze e competenze. non mi pare una cosa terribile. è molto eccitante continuare a conoscere anche in questo modo olte che continuando a lavorare come psicolgo e bast . e sono sempre pronto a mettermi alla prova. non delle parole, ma dei fatti.

    ciaz

  2. #77
    Daidaidaidai
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    Ciao neuromancer,
    adesso le tue posizioni sono molto più chiare e ritiro volentieri quanto detto (anche se non proprio tutto)! Io non ho nulla contro gli psicologi mentre ho parecchi motivi di scontro con gli psicoterapeuti soprattutto quando uno psicologo diventa psicoterapeuta dimenticando le radici con la disciplina madre.
    Quello che volevo dire è che benessere o meno il fatto è che lo psicologo deve cmq formarsi professionalmente. Io credo che si consideri troppo poco quanto i mali della professione futura nascano tra i banchi universitari ma cmq sia davo per scontata, come mi pare di aver scritto, una preparazione adeguata ai compiti e alle mansioni che si intende svolgere e davo per scontato l'aggiornamento professionale costante (ECM a parte): detto questo il settore del benessere psicologico di cui ho dato delle coordinate precise nel movimento noto come 'positive psychology' - e quindi piantala di dire che non capisci a che mi riferisco perchè ho pure messo un link in questo 3d O_o - non mi sembra di certo peggiore o di serie B rispetto ad altri settori di approfondimento... inoltre la tua idea delle 'persone vengono da te' mi pare legato molto al solito discorso dello studiolo dello psicoterapeuta mentre uno psicologo con competenze nel campo del benessere si occupa di aspetti gestionali, organizzativi; lavora con gruppi etc... solo occasionalmente fa un servizio di counseling (a cui dovrebbe cmq precedere un ULTERIORE addestramento ... al counseling appunto ). Personalmente mi sento di promuovere la positive psychology perchè propone un approccio ai gruppi e alle organizzazioni che io trovo molto interessante e che è fortemente radicato in concezioni interdisciplinari sul concetto del benessere ad esempio in relazione al pensiero dei più moderni economisti contemporanei. Sono state effettuate anche alcune ricerche cross-culturali per valutare costrutti impiegati dalla positive psychology nelle diverse culture anche se questi studi confermano molti dei limiti della ricerca cross-culturale sul piano metodologico e su quello dell'interpretazione dei risultati. Io l'ho trovato un settore stimolante specialmente dopo 'anni' di noiossissima psicoanalisi e di indottrinamento alla professione psicoterapeutica (massimo rispetto però è proprio un mestiere a sè stante... ). La cosa buffa semmai è che pensi che gli psicoterapeuti di casini non ne creino mentre noi psicologi da quattro soldi con 'solo' una preparazinoe psicologica di sicuro andremo a combinarne di tutti i colori ehehe magari proprio perchè invece di studiarepsicologia ci facevano studiare psicoterapia ehehe Io leggerei con più attenzione le premesse dello studio toscano con cui ho trovo motivi di accordo...

    Spero di nuovo di essere stato utile alla discussione

    Fabri

  3. #78
    Partecipante Super Esperto L'avatar di neuromancer
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    lasciamo da parte la distinzione psicologia e psicoterapia. dato che diciamo un mucchio di parole e non riusciamo a capirci. per la verità non capisco perchè hai in mente lo psicoterapeuta dentro lo studiolo (conosco la maggiorparte di psicterapeuti che lavorano in comunità, in carcere e nelle aule giudiziarie!) e perchè tiri fuori la psicoanalisi quando ci sono delle teorie di clinica e cura molto più valide e vincenti? cmq...

    cmq andrò a leggermi il tuo link perchè ne sono molto interessato e non per gentile concessione. partecipo a questo forum perchè mi paice sapere come la pensano gli altri psicologi e le nuove proposte del dibattito contemporaneo.
    ti ripeto io adoro la psicologia, e anche se non avessi continuato la formazione specialistica, oppure anche quando finirò i 4 anni, ebbene io continuerò sempre a studiare e imparare e praticare. poi in fondo è una mia scelta focalizzarmi sui disturbi cogitivo emotivi e comportamentali.

    un aneddoto. quando feci il tircocinio post laurea al gemelli diroma nel reparto tossicologia, uno psichiatra mi disse una cosa molto curiosa. nei sui dieci anni circa e più di lavoro la cosa che lo stupiva era il conflitto puntuale tra lo psicologo e lo psicoterapeuta.... io rimasi appunto "scettico" su questa affermazione. mi aspettavo ingenuamente, davvero ingenuamente, che il conflitto potesse nascere tra il medico e lo psicologo (io ero sono e sarò sempre uno psicologo, sperimentale che per me è ancora più autentica la cosa, se mi segui...).
    dopo dovetti ricredermi. il medico di turno o lo psichiatra parlavano serenamente con il mio supervisore psicologo e con me accanto, invece ogni qualvolta erano fianco a fianco psicologo e psicoterapeuta, incredibile, ma era matematicamente provato che non andassero daccordo. sono passati 4 anni, e la cosa si è ripetuta in varie occasioni, sino in comunità (non di prima persona, ormai ho capito un po' come mediare...), sino a questo forum.

    rispettosamente
    ciaz

  4. #79
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    uno psicologo diventa psicoterapeuta dimenticando le radici con la disciplina madre.


    scsuami, ancora una cosa su questa affermazione. non so le altre scuole specialistiche. ma la mia cognitivo comportamentale, nella formazione, prevede la più genuina psicologia, nel suo corpus interdisciplinare più stimolante, dall'etologia al costruttivismo alla prospettiva evolutiva a quella dell'organizzazione dei sitemi complessi su logiche autopoietiche, alla sistemico relazionale, alla neurobiologia. in tutte le sue sfaccettature ci sta la psicologia. genuina, pura direi quasi. ovviamente con un risvolto pratico clinico psicopatologico. rientra nei suoi pbiettivi, e nei miei professionali.
    tutto qui.

    ciaz

  5. #80
    psicosarix
    Ospite non registrato
    accipicchia quanto siete andati avanti ... avete messo tanta carne al fuoco!

    i vostri post mi hanno fatto venire in mente alcune cose.

    ... penso che una distinzione fra psicoterapia e psicologia ci sia e che non dobbiamo perderla di vista, anche partendo solo semplicemente dalle definizioni del vocabolario (che riporto nuovamente)

    psicologia
    psi|co|lo|gì|a, s.f.,
    1 AU TS scient., scienza che studia, descrive, interpreta la fenomenologia dei processi mentali, a livello sia conscio che inconscio, e dei processi che ne derivano
    2 AU estens., capacità di penetrare l’animo umano e di comprendere le reazioni e il comportamento degli altri
    3 AU TS scient., insieme degli aspetti razionali ed emotivi che caratterizzano il modo di agire o di pensare di un individuo o di una collettività

    psicoterapia
    psi|co|te|ra|pì|a, s.f.
    TS psic., terapia dei disturbi mentali o del comportamento condotta essenzialmente mediante tecniche psicologiche e affiancata talvolta da complementi farmaceutici.

    il mio timore è che poi le tecniche apprese alla scuola di psicoterapia possano essere usate anche fuori dal contesto psicoterapeutico (cosa che spesso accade per il malinteso che nasce fin dall'università che la psicologia sia psicoterapia).
    attenzione!!! io non dico che una teoria psicologica che ha "prodotto" tecniche psicoterapeutiche non possa produrre tecniche e strumenti psicologici o viceversa ... anzi!!! dico solo che gli strumenti psicoterapeutici devono essere usati in contesti psicoterapeutici e quelli psicologici in contesti psicologici. troppo spesso invece la commistione è forte.
    questo non vuol dire che penso che i settori della psicologia debbano essere separati, anzi!!! sono assolutamente convinta che debbano essere integrati, ma in modo corretto, se no si rischia di psicoterapizzare tutto a o al contrario di non riconoscere la necessità di una psicoterapia quando c'è bisogno.

    ... sono assolutamente convinta che gli psicologi debbano continuare a formarsi dopo la laurea... non basta a mio parere quello che ci dà l'università ... soprattutto se si parla di benessere poi ... perchè di benessere all'università si parla poco, la dimensione malattia va ancora per la maggiore.
    ripeto non credo che malattia e benesere si contrappongano, credo che siano solo ambiti diversi che possono e debbano integrarsi, per quanto possibile.

    ... quello che penso, però, è che non abbiamo molte altre possibilità di formazione oltre alla psicoterapia. se uno vuole continuare a formarsi non può altro che scegliere la teoria di riferimento ... ma poi nella stragrande maggioranza dei casi sempre di psicoterapia si tratta. sbaglio?
    lo psicologo non è solo colui che si occupa di disagio mentale ... se no per es. la psicologia sociale o la ricerca psicologica non avrebbe senso ... no?


    neuromancer [...] cmq io non dirò mai come fare, come comportarsi, non mi sostituisco alle loro scelte, alle loro menti, il rischio oltrechè iatrogeno, è quello di distruggere piuttosto che creare benessere. [...]
    scusami ... correggimi se ho frainteso ... ma mi pare di capire (anche da altre cose che hai scritto) che ti sia fatto l'idea che lo psicologo del benessere si sostituisca alla persona o la influenzi indebitamente o decida per lei ... come mai?

    ciao a tutti

  6. #81
    Partecipante Super Esperto L'avatar di neuromancer
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    ma perchè prendere il vocabolario per definire cosa sia la psicologia?
    e poi perchè vi ostinate a vedere la psicologia in anititesi alla psicoterapia? riuscite ad immaginare la medicina pura? ma lasciamo da parte la medicina...
    la psicologia può declinarsi in ricerca, prevenzione, studio comparativo, integrarsi con le neuroscienze, con le politiche sociali, con l'urbanistica... perchè no? io lo trovo un gran traguardo, spero che questa sia una rete stradale positiva per il bene del nostro futuro professionale. lo stesso vale per la psicoterapia. ovviamente ci sono scuole di pessimo livello e scuole eccezionali. come in ogni campo. e ci sono delle scelte, a me quello della psicopatologia mi interessa moltissimo. che non è disgiunto affatto dal benessere (se vogliamo continuare questa surreale distinzione...)

    ma davvero ritenete che lo psicoterapeuta possa rubare" il posto allo psicologo?
    no, non ci credo.

    "il mio timore è che poi le tecniche apprese alla scuola di psicoterapia possano essere usate anche fuori dal contesto psicoterapeutico "

    scusami, ma dove dovrebbero essere applicte? cioè, studio il triplo, spendo un mucchio di soldi, faccio il cameriere, e dovrei utilizzare le tecniche terapeutiche fuori da un contesto psicoterapeutico? mi fai un esempio? non riesco a seguirti...:-)

    la cosa curiosa di questa discussione è che io continuo a ribadire che tutto il settore preventivo, di promozione alla salute, di sviluppo professionale verso una poliedrica applicazione degli strumenti e delle conoscenze psicologiche (ricerche interdisciplinari, gestione delle risorse umane, affiancamento in aule scolastiche sin dalle scuole materne, formazione e via dicendo), è una applicazione positiva per tutta la psicologia nel mondo del lavoro; il fatto che sottolineo che accanto alle scuole specialistiche, ci sono i master, i tirocinii, corsi ecm, i dottorati, le colalborazioni ahimè volontarie in un primo momento nel settore pubblico e privato (scuole, carcere, comunità, cooperative ect),
    ebbene il fatto di ribadirlo sembra che non sia rilevante, che non ci facciate caso, non sia sufficiente.

    vorrei mettere da parte questa specie di guerra sotterranea, o meglio dire questa accusa precisa verso la psicoterapia e tutti gli addetti chiusi nei loro esotici studioli, che rubano clienti agli psicologi, si spacciano per depositari di saperi fondati scientificamente, e che la loro preoccupazione sia quella di designare chichessia come un malato, un paziente, da curare, magari perchè no etichettando un disagio minore come un problema psicopatologico superiore....è veramente troppo, non credete?

    esagero?

    allora ditemi stai sbagliando e vi dirò uan volta per semrpe che non ho capito proprio nulla... :-)

    poi per quanto riguarda specificatamente la pscicologia del benessere, non ho nessunpregiudizio perchè non ne so gran chè di quali siano le sue teorie e i suoi obiettivi. mi è stato fornito un sito da vedere ma non ho ancora tempo e prometto che presto ci darò un'ochciata. nè tanto meno credo che gli psicologi abusino delle teste dei loro clienti-pazienti-creature umane-ect-ect-.....

    quello che ripeterò sino alla fine è che attualmente alla fine degli studi universitari in psicologia, la preparazione è SCADENTE, il mercato del lavoro è deiventato molto complesso e sarebbe da sciocchi credere che basti laurearsi, iscriversi all'albo e per cominciare a lavorare come professionisti preparati... eccetto per chi comincia a lavorare in un contesto in cui sviluppa le sue conoscenze durante gli anni universitari. se fosse per me auspicherei che si facesse tirocinio ogni anno accademico... facendo si impara piuttosto che studiando (molto spesso....)

    ultima cosa, che forse vi sorprenderà se pensate che io difenda una categoria rispetto all'altra (vi sbagliate): se avessi lavorato in un ambito congruente alla formazione universitaria durante gli studi, probabilmente non mi sarei iscritto ad una specialistica. o lo avrei fatto più tardi dato che non riesco a star fermo nelle stesse condizioni formative per temperamento.

    ciaz

  7. #82
    psicosarix
    Ospite non registrato
    caro neuromancer,
    il tuo post mi trova d'accordo. se rileggi quello che è stato scritto fino a ora ti renderai conto che quello che scrivi è assolutamente in linea con le nostre posizioni.
    scusa se mi permetto ma se più persone hanno frainteso quello che scrivevi forse non ti sei espresso proprio con chiarezza ... no?

    per rispondere alle tue domande

    [...]ma perchè prendere il vocabolario per definire cosa sia la psicologia?
    per trovare un punto di partenza comune da cui partire. era arrivato un punto in cui si cominciava a dire "per te cosa vuol dire ..." quando si parte così diventa davvero difficile incontrarsi e comunicare e costruire un confronto, non trovi? bisogna essere sicuri di star parlando delle stesse cose, no?

    [...] e poi perchè vi ostinate a vedere la psicologia in anititesi alla psicoterapia?[...] [...]ma davvero ritenete che lo psicoterapeuta possa rubare" il posto allo psicologo?[...]
    per quanto mi riguarda non la penso così! anzi ho sempre detto che sono due ambiti contigui della stessa disciplina ... comunque lo ripeto, non le trovo assolutamente in antitesi. anzi una può precedere o seguire l'altra e viceversa, mi pare che ci siano ampissimi spazi per la loro integrazione.
    quello che noi stiamo dicendo ... cioè ... che io dico (e che penso vogliano dire anche gli altri) è che l' ambito della psicoterapia sta invadendo forse un po' troppe aree e non si considera, così, la possibilità che la psicologia si declini in altri modi, anche quelli che hai elencato tu. non ci sono gli spazie neanche per la formazione perchè sono saturati dalla psicoterapia. mi pare che ci sia un grosso numero di scuole di specilizzazione in psicoterapia a fronte di un basso numero di scuole di specializzazione in psicologia ... non so se qualcuno ha dei numeri.
    la psicoterapia porta benessere? ... ma certo!!! solo che la psicoterapia non è la psicologia del benessere. la psicoterapia nasce per curare! gli obiettivi sono integrabili, ma non sono gli stessi e non si applicano agli stessi casi, è questo che io (ma penso anche gli altri) sosteniamo.
    non ce l'abbiamo con la psicoterapia! solo cerchiamo e chiediamo lo stesso spazio e le stesse posibilità per chi non la sceglie, capisci?

    [...] la psicologia può declinarsi in ricerca, prevenzione, studio comparativo, integrarsi con le neuroscienze, con le politiche sociali, con l'urbanistica... perchè no? io lo trovo un gran traguardo, spero che questa sia una rete stradale positiva per il bene del nostro futuro professionale.
    mi pareva di aver fatto un discorso simile in un post precedente ... forse non lo hai letto ... cmq sono d'accordo!


    [...] "il mio timore è che poi le tecniche apprese alla scuola di psicoterapia possano essere usate anche fuori dal contesto psicoterapeutico "
    scusami, ma dove dovrebbero essere applicte? cioè, studio il triplo, spendo un mucchio di soldi, faccio il cameriere, e dovrei utilizzare le tecniche terapeutiche fuori da un contesto psicoterapeutico? mi fai un esempio? non riesco a seguirti...:-)
    ti porto un esempio concreto. sono venuta in contatto con due psicologi che parlavano di riabilitazione cardiologica.
    uno era specializzato in picoterapia, l'altro in psicologia della salute.
    il primo usa strumenti per la ricerca della depressione e dell'ansia patologica e dell'ossessione per la malattia e se i pazienti non sono affetti da una di queste patologie lui li ritiene a posto e non se ne occupa.
    il secondo fa prevenzione rispetto alla depressione e all'ansia patologica e all'ossessione per la malattia e se si presentano questi problemi invia i pazienti ad uno psicoterapeuta (lo fa perchè il suo lavoro è da psicologo in quel contesto e preferisce separare le due cose, anche per questioni di tempo e spazio), ma soprattutto il suo lavoro consiste nel mettere in atto un sistema di supporto per aiutare i pazienti a superar paura e ansia (non patologiche) conseguenti all'evento, per aiutarli a smettere di fumare, per insegnargli la gestione delle emozioni (soprattutto per quelli con persoanlità di tipo A) e dello stress e collabora attivamente con la dietista quando i pazienti non riescono a modificare il loro comportamento alimentare.
    secondo me il primo professionista porta gli strumenti della psicoterapia in un contesto in cui non servono necessariamente, perchè c'è uno psicologo che può far diagnosi ed inviarli alla psicoterapia. per un cardiopatico in riabilitazione è più importante avere uno psicologo che uno psicoterapeuta, per il cardiopatico in riabilitazione è fondamentale un sostegno psicologico per affrontare adeguatamente le emozioni (non patologiche) realtive a quanto accaduto (di solito infarti con conseguente ospedalizzazione e operazione), modificare lo stile di vita e recuperare la miglior qualità della vita. l'aspetto psicopatologico si manifesta solo in un numero limitato di casi e quasi sempre le persone avevano già da prima quei problemi.
    però se tu metti uno psicoterapeuta in riabilitazione questo, per la sua formazione, non potrà svolgere quel lavoro di psicologia preventiva e della salute che invece è fondamentale.
    tu dirai che questo non c'entra con la psicologia. lo psicoterapeuta ha fatto un concorso lo ha vinto e ora lavora lì ... perfetto sono con te! è per questo che si chiede più spazio per la psicologia nelle sue varie declinazioni ... magari quando lo psicoterapeuta andrà in pensione metteranno uno specializzato in psicologia al suo posto e non un altro psicoterapeuta. spero di essermi spiegata e che non pensi che ce l'ho con gli psicoterapeuti.

    [...]poi per quanto riguarda specificatamente la pscicologia del benessere, non ho nessunpregiudizio perchè non ne so gran chè di quali siano le sue teorie e i suoi obiettivi. mi è stato fornito un sito da vedere ma non ho ancora tempo e prometto che presto ci darò un'ochciata. nè tanto meno credo che gli psicologi abusino delle teste dei loro clienti-pazienti-creature umane-ect-ect-........
    benissimo!!! ne sono contenta, però da come ti eri espresso il malinteso era davvero dietro l'angolo penso che quando ne saprai di più della psiologia del benessere comprenderai meglio anche il discorso psicoterapia/psicologia di cui parlavo prima

    ciao a tutti

  8. #83
    Daidaidaidai
    Ospite non registrato
    Che dire?? L'intervento di psicosarix ha magistralmente riassunto le mie posizioni (e spero non solo le nostre)! Mi associo completamente, senza escludere nemmeno una virgola! La palla ora a neuromancer. e la partita continua

  9. #84
    Partecipante Super Esperto L'avatar di neuromancer
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    continua questa strisciante distinzione tra psicoterapia e psicologia. eppure continuo a non capirla appieno. voglio dire io sono uno psicologo, sono al secondo anno in specialistica cognitivo-comportamentale, faccio un tirocinio presso una comunità terapeutica per tossicodipendenti, e vi assicuro che non si pratica psicoterapia (cosa intendiate voi per psicoterapia poi è tutto da capire, e spero che non lo facciate ricorrendo al dizionario, che naturalmente non è una base comune di partenza per intenderci!). eppure vi sono altri tre operatori psicoterapeuti di diversa specializzazione ed un educatore e un medico. un lavoro d'equipe e nessuno di loro quanto me si sogna di intraprendere una psicoterapia individuale (e nemmeno di gruppo!)


    cosa significa? che ciascuno di noi può avanzare una propria teoria su cosa sia giusto per chiunque abbia bisogno di uno psicologo, ma ciò che conta è il contesto e l'obiettivo di chi ti chiede aiuto.
    io non capsico perchè uno psicologo-psicoterapeuta non possa dar sostegno ad un paziente cardiopatico o oncologico. credete forse che si metterebbe a fare una psicoterapia profonda, a indagare sulle dinamiche familiari mentre il paziente è in fase post trauimatica da infarto o sotto chemioterapia?

    supponiamo di avere una persona che si buca da ventanni. pensate che l'approccio migliore sia quello di individuare quale tipo di disordine psicologico si configuri eziologicamente plausibile?
    secondo me questo è un discorso molto importante. perchè le teorie che impariamo, in facoltà come in una specialistica o in un mster ecte ect, sono semplici catologhi mentali inefficaci senza una specifica pratica sul campo. e soprattutto sono solo i titoli di coda rispetto al contesto che non sempre è agibile per tutte le buone intenzioni...


    "però se tu metti uno psicoterapeuta in riabilitazione questo, per la sua formazione, non potrà svolgere quel lavoro di psicologia preventiva e della salute che invece è fondamentale"
    questa frase mi ha colpito molto. perchè uno psicoterapeuta dovrebbe non essere in grado "per la sua formazione" di svolgere attività riabilitativa o preventiva? io ho svolto l'indirizzo sperimentale in facoltà, al tirocinio post laurea ho effettuato una indagine sul consumo di droghe presso le scuole ,medie di roma, ho costruito con altri colleghi dei questionari, ho raccolto dati, ho fatto analisi statistiche, ne ho stilato delle conclusioni per la successiva compagna diprevenzioni nelle medesime scuole...
    uno psicologo che si specializza approfondisce ulteriormente le conoscenze psicologiche, l'obiettivo è di risolvere delle crisi di sistemi che hanno sviluppato una organizzazione di regole rigide (teoria).

    con questa matassa di parole, quello che voglio dire è semplicemente che la psicoterapia è una propaggine della psicologia, ed ha senso qualora ci siano le condizioni per metterla in pratica, solo se sussistono certe condizioni (il 99% dei casi quando qualcuno si rivolge allo psicoterapeuta, praticametne mai il contrario!).

    "tu dirai che questo non c'entra con la psicologia. lo psicoterapeuta ha fatto un concorso lo ha vinto e ora lavora lì ... perfetto sono con te! è per questo che si chiede più spazio per la psicologia nelle sue varie declinazioni ... magari quando lo psicoterapeuta andrà in pensione metteranno uno specializzato in psicologia al suo posto e non un altro psicoterapeuta"

    non ho idea di cosa significhi questo, perchè per lavorare ad esempio in una comunità terapeutica onlus non c'è bisogno di vincere un concorso. se poi si richiedesse uno psicoterapeuta anzichè uno psicologo, perchè pretendi il contrario? se una comunità cerca uno psicoterapeuta per colloqiui in carcere, per quale motivo nonva bene? perchè lo psicoterapeuta non è uno psicologo e ricominciamo daccapo il discorso....?

    purtroppo il fatto è che non ho ancora piotuto leggere qualcosa sulla psicologia del benessere (suona malissimo, è da contrapporre alla psicologia del malessere???). mi spiace, ma ho i mieii ritmi di lavoro!
    però vi chiedo di non contrapporere la psiterapia alla psicologia. nasce solo confusione, ed è qeullo che noi laureati in psicologia bisogna che evitiamo!

    lo ripeto, bisogna focalizzarsi su una maggiore formazione, perchè così come sono strutturate le didattiche universitarie, non si è pronti per affrontare il mercato del lavoro complicatissimo. soltanto con una approffondita preparazione (PER NULLA SCONTATA), versatile, sul campo( comincerei con ua rivoluzione per i laureandi prospettando un tirocino annuale...) si possono intraprendere azioni realisticeh, a detrimento delle frustrazioni della categoria.

    per il resto, psicologo o psicoterapauta, sono ironicamente delle etichette. e questo a pensarci bene è una fortuna. anche la scienza comincia a virare dall'empirismo ad una dose sensata di ironia.

    ciaz

  10. #85
    Ospite non registrato
    Vedo che come al solito i soliti noti monopolizzano loro malgrado la discussione. Io e qualcun altro siamo intervenuti, ma evidentemente i nostri non erano contributi interessanti

    Io aspetto ancora una risposta...

  11. #86
    Daidaidaidai
    Ospite non registrato

    Re: Re: Le persone, la società, cercano lo psicologo o lo psicoterapeuta?

    Scusa Isotta se abbiamo monopolizzato l'attenzione,
    non sono a conoscenza di quali intoppi organizzativi impediscano alla professione di decollare. Di certo la domanda sul territorio è fortemente clinica per quanto riguarda gli impieghi: le altre sono nicchie da scovare o da creare. Considerando tuttavia le differenze tra Atenei e approcci diversi non è impossibile che non ci si capisca nemmeno tra 2 psicologi con stessi interessi. Un'altra cosa importante è quello di stare incollati alle associazioni professionali: molti psicologi non votano nemmeno per le elezioni. Altrapsicologia ha aperto anche un'indagine su questo. Insomma qualunque cosa accada bisogna stare dentro il giro giusto in cui accade e il che significa stare stabilmente in seno alle organizzazioni che hanno a che fare con la psicologia, dall'università all'Albo.

    Spero di aver riportato la discussione su un binario più produttivo. Scusa ancora isotta.

    A presto.

    Originariamente postato da isotta80
    La mia domanda è : il 90% della popolazione che non ci vede come psicoterapeuti e non si aspetta cura....come ci vede?Qual'è la rappresentazione della nostra figura professionale nell'immaginario comune?
    "la ricerca mostra che la domanda rivolta alla psicologia è potenzialmente molto avanzata"....ecco, il punto della questione sta in questa magica parolina : potenzialmente.
    Mi viene da pensare(riflessioni che faccio mentre scrivo) che purtroppo non c'è consapevolezza da parte della popolazione delle competenze di uno psicologo e di quello che uno psicologo potrebbe fare, ma purtroppo non c'è nemmeno consapevolezza da parte degli stessi psicologi o aspiranti sulla vastità degli sbocchi lavorativi che ci sarebbero. Potenzialmente.

    Mi riprometto di continuare a seguire questa interessante discussione, per ora sono queste le prime riflessioni, e ringraziare daidai e psicosarix per gli interessanti contributi, perchè spessissimo danno voce anche a me

    ciao a tutti

  12. #87
    psicosarix
    Ospite non registrato

    Re: Re: Re: Le persone, la società, cercano lo psicologo o lo psicoterapeuta?

    Cara Isotta,
    non era mia intenzione ignorarti ... anzi pensavo che avresti apprezzato i post dei "mopolizzatori" . perchè secondo me stiamo discutendo il nocciolo della questione che tu hai descritto in benissimo nel tuo post.
    Originariamente postato da isotta80
    "[...]Mi viene da pensare(riflessioni che faccio mentre scrivo) che purtroppo non c'è consapevolezza da parte della popolazione delle competenze di uno psicologo e di quello che uno psicologo potrebbe fare, ma purtroppo non c'è nemmeno consapevolezza da parte degli stessi psicologi o aspiranti sulla vastità degli sbocchi lavorativi che ci sarebbero. Potenzialmente.[...]"
    la discussione secondo me risponde in pieno alle tue domande . se nemmeno gli psicologi riescono a mettersi d'accordo su quali siano le differenze nei possibili contesti di intervento ... come fa la professione ad essere chiara alle persone? ecco perchè restiamo al palo delle potenzialità. credo che sia utilissimo confrontarci fra noi e cercare delle risposte che possano divenire base di una identità comune.

    Originariamente postato da neuromancer
    [...] purtroppo il fatto è che non ho ancora piotuto leggere qualcosa sulla psicologia del benessere (suona malissimo, è da contrapporre alla psicologia del malessere???). mi spiace, ma ho i mieii ritmi di lavoro![...]
    caro neuromancer ,
    io rispetto al massimo la tua situazione personale (... anche se gli altri non lo dicono, però, non vuol dire che non studino e lavorino nello stesso tempo e magari hanno anche una famiglia a cui badare), però ti chiedo di sospendere il tuo giudizio fino a che non avrai potuto informarti meglio sulla psicologia del benessere.
    nessuno quì ce l'ha con la psiopatologia, se hai letto con attenzione i miei post saprai che ho detto anche io che è parte integrante della psiologia. ma la psicopatologia cura, la psicologia del benessere no . è questa la principale differenza ... senza che siano in contrapposizione, sono solo diverse e due cose diverse non sempre sono adatte allo stesso scopo , anche se operano in terre confinanti e possono integrarsi se necessario.


    una riflessione che vorrei condividere con tutti la psicologia del benessere è diversa dalla ricerca psicologica, che è diversa dalla psicoterapia, che è diversa dalla psicologia del benessere, ecc. concorate? dissentite?
    è naturale che siano tutte parti della psicologia ed è naturale che che possano integrarsi e collaborare fra loro e questo non vuol dire contrapposizione e/o contrasto e/o esclusione.
    significa solo che la psicologia è una materia vasta e complessa che, secondo me, inizia a richiedere una grossa specializzazione. non voglio dire che si debba settorializzare, ok!? non mi fraintendete ... lo psicologo non può pensare in modo settoriale ... ma non può nemmeno fare il tuttologo! ci sono tecniche e strumenti che sono adeguati in certi contesti e non lo sono sufficientemente in altri! e non possiamo padroneggiare alla perfezione tutta la psicologia e tutte le tecniche e tutti gli strumenti, anche se siamo molto preparati e volenterosi.
    faccio un esempio. se uno studia per fare la selezione del personale secondo voi può usare quelle competenze nel campo clinico e viceversa? secondo me no! ci sono campi e competenze diverse in psicologia, come in altri campi.

    scusate, ma per esempio ... i laureati in legge diventano poi ... penalisti, civilisti, giuristi, giudici ecc. ma non sono tutti laureati in legge? hanno fatto poi percorsi diversi. ognuno si specializza in un campo e ci lavora e anche se resta un laureato in legge non si occupa di tutta la giurispruenza. e gli ingegneri? meccanici, elettronici, informatici, elettrici, c'erano, nel vecchio ordinamento, ora non lo so, 15 tipi di ingegere circa... e collaborano tra loro, ma ognuno nel suo campo e nelle sue competenze con chiarezza e senza contrapporsi e senza voler fare tutti gli interventi di ingegneria esistenti ...


    ciao a tutti

  13. #88
    Daidaidaidai
    Ospite non registrato
    x Isotta: visto che ti ascoltiamo ?

    x Psicosarix: Mi trovo assolutamente d'accordo. Ancora una volta non cambierei una virgola. Personalmente mi piacerebbe che la psicologia del benessere non trascurasse la necessità di darsi delle regole e perchè no anche di svolgere inchieste per valutare il suo funzionamento pratico ecc... ma sono cose che possono aspettare e devo ammettere che questo è un mio modo di pensare/lavorare... una forma mentis diciamo.
    Trovo le argomentazioni di neuromancer stanche e svogliate: se è troppo stanco perchè lavora come un mulo ok... però che prima si informi e scriva soltanto se davvero gli va e non per riempire il tempo... ammiro molto l'eclettismo con cui neuromancer mette assieme nella sua esperienza di vita psicologia sperimentale e psicoterapia ma la parola chiave è 'nella sua esperienza di vita'; alla fine neuromancer sarà uno psicoterapeuta e non uno psicologo sperimentale. Questo cambia molte cose secondo me: adesso che è fresco di studi sperimentali è un conto ma tra 10 o 15 anni di professione psicoterapeutica le cose saranno ben diverse. Ok, nel mondo dei libri e della cultura si può fare di tutto, si può mischiare la paprika con l'aglio o i capperi con i biscotti, ma il mondo della professione (e non quella 'generica' di psicologo che è un contenitore di specializzazioni) impone delle scelte; ciò che diciamo psicosarix ed io è che noi vorremmo solo che l'orizzonte di queste scelte non fosse limitato alla clinica e in particolare alla clinica psicoterapeutica (come oggi è abbondantemente... non mi dire di no per cortesia che è sufficiente sfogliare l'Albo degli Psicologi per vedere che più della metà sono pure Psicoterapeuti...); ciò che chiediamo sono più possibilità per la psicologia e quindi anche per i servizi alla persona che non siano la solita trita e ritrita 'talking cure'. Il mondo della psicologia è sconfinato e merita una valorizzazione che per me e penso per altri osservatori non è sempre garantita. Sono quindi d'accordo alla psicologia del benessere (per quanto riguarda il discorso di psicosarix) e sono ancor più d'accordo di promuovere altri impieghi e altri corsi (e qui vieniamo a noi isotta) cosicchè agli psicologi possa essere garantita la scelta di una formazione superiore (e quindi post-lauream o durante la professione) che possa equiparare il titolo ad esempio di 'psicologo del benessere' a quello di psicoterapeuta, cosa che oggi non è: se io voglio salire di 'grado' come titoli devo fare lo psicoterapeuta altrimenti sarò 'solo' uno psicologo. Inutile negare che è stata questa la molla che ha spinto masse di psicologi a diventare psicoterapeuti oltre al fatto che non esistevano praticamente possibilità di scelta... Tutto rispetto per la psicoterapia e gli psicoterapeuti ma questa condizione riflette una ristrettezza culturale decisamente nostrana (basta sfogliare un libro che parli della storia della psicologia italiana nel dopoguerra) che alcuni progetti interessanti (quale la psicologia del benessere) potrebbero spezzare o quantomeno allentare... Non dico mai di no al progresso civile, scientifico, culturale e sociale della disciplina, specie quando questo nobilita le esperienze professionali di vita di tuoi e miei colleghi che si meritano qualcosa di più dell'essere 'soppiantabili' da uno psicoterapeuta.

    A presto,

  14. #89
    Partecipante Super Esperto L'avatar di neuromancer
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    in efffetti quando mi sono iscritto alla specializazione mi tornava in mente
    LASCIATE OGNI SPERANZA O VOI CHE ENTRATE...

    si lo ammetto mi sento contagiato, ormai fra diciamo 10 15 anni sarò completamente immerso nella psicopatologia! diventerò folle! fortuna che mi hai aperto gli occhi daidaidaidai!

    purtroppo non posso farci nulla, dopotutto sono pure stanco e svogliato!

    mah...............
    ho dato un'occhiata al sito di wikipedia, datemi altri siti per capirci meglio sulla psicologia del benessere contro la psicologia del malessere (quella in cui si cura soltanto, cura equivale a malessere o benessere? ho un po' di confusione) in cui sono immerso...

    ormai non voglio fare più discorsi sulla straordinaria possibilità di incrementare le nostre conoscenze, credendo che fosse molto più interessante. non avevo capito che siete completamente arroccati nella vostra battaglia contro la psicopatologia (gli psicoterapeuti vi rubano pazienti e rapinano i medesimi....! a proposito dove stanno sti pazienti?).

    ragazzi grazie per la vostra apertura. il vostro svogliato e pigro e farabutto vi lascia.

    ciaz

    ps. hai ragione daidaidaidai, le mie argomentazioni sono stanche, svogliate, adesso capisco che erano considerate considerazioni il cui oggetto era la difesa della categoria, che per carità non è la mia... io sono in un purgatorio e mi avvio verso l'INFERNO della psicoterapia........
    Ultima modifica di neuromancer : 23-03-2006 alle ore 09.29.59

  15. #90
    psicosarix
    Ospite non registrato
    [...] neuromancer [/B]
    mi dispiace molto che tu la prenda così.
    credo che nessuno di noi sia arroccato sulle sue posizioni, nè tu nè noi, credo solo che manchi quel terreno di conoscenze e significati che permette al comunicazione ed il confronto ... e forse allora l'idea di cominciare dal vocabolario non si dimostra poi così infondata ... se ci pensiamo

    permettimi solo di dire che:
    - "benessere contrapposto a malesere" è una cosa che hai scritto frquentemente ... forse ti abbiamo solo risposto su una cosa che avevi menzionato tu;
    - ono sicura che nessuno pensa che gli psicoterapeuti "rubano pazienti" agli psicologi, anche perchè la maggioranza degli psicoterapeuti ha una formazione a psicolog, però specializzazioni diverse dalla psicoterapia che potrebbero essere più adeguate in certe situazioni;
    - quello che vorremmo, come ha detto benissimo Fabri, ( ) è solo uno spazio, vero, reale e non solo virtuale, per formazione post lauream e contesti operativi, diversi da quello clinico e/o terapeutico della psicologia.
    a questo proposito voglio solo farti un esempio: nella mia città non c'è la facoltà di psicologia e non ci sono specializzazioni post laurea in psicologia, ma ci sono ben 10 scuole di specializzazione in psicoterapia.
    specializzazione in psicologia n° 0
    specializzazione in psicoterapia n° 10.
    la psicoterapia non può essere usata in ogni contesto, ma l'offerta formativa in quel senso, nella mia città, è 10 volte superiore all'altra ... e l'altra possibilità è inesistente!!! se io volessi continuare a vivere e formarmi nella mia città mi dovrei specializzare in psicoterapia, per necessità, dopo però non avrei la stessa preparazione e gli stessi strumenti che avrei avuto se avessi potuto specializzarmi in psicologia della salute o del ciclo di vita o sociale. su questo sei d'accordo spero.

    vorrei chiederti di non salutarci e invitarti ancora a restare e sospendere il tuo giudizio fino a che non avrai compreso meglio quello che cerchiamo di dire ... non ci arrocchiamo sulle posizioni, dai, confrontiamoci.

    isotta80 ... forse è anche per la mancanza di altre specializzazioni psicologiche che le potenzialità restano tali, se non possiamo formarci in altro modo va avanti solo quel settore che ha più scuole e studenti.

    Fabri , scusami, spero non ti risentirai... ma forse dovresti metterci meno "passione" nel commentare le persone ... che ne dici ? per il resto sono con te al 100%, la psicologia del benessere ha bisogno di molta pubblicità e di essere portata alla luce!

    ciao a tutti
    Ultima modifica di psicosarix : 23-03-2006 alle ore 15.15.49

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