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Visualizzazione risultati 76 fino 84 di 84

Discussione: Psicologo e basta!!!

  1. #76
    *Saretta*
    Ospite non registrato
    ho sbagliato a usare il termine superficiale.. intendevo semplicemente dire malessere momentaneo.. fortunatamente, a me, la vista di uno spelendido paesaggio qualcosa fa quando sono triste..mi fa pensare che in fondo la vita è bella. non andrò dallo psicologo di certo perchè come ho ben sottolineato prima il livello "curativo" di una chiacchera con un amico o un paesaggio è diverso da quello fornito dal sostegno psicologico.
    Comuqunque il mio pensiero l'ho espresso e mi sembra poco produtivo star qui a ripeterlo.. non siamo d'accordo.. pace il mondo è bello perchè è vario dopotutto

  2. #77
    Partecipante Leggendario L'avatar di gieko
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    Originariamente postato da *Saretta*
    Comuqunque il mio pensiero l'ho espresso e mi sembra poco produtivo star qui a ripeterlo.. non siamo d'accordo.. pace il mondo è bello perchè è vario dopotutto
    Sono d'accordo, vale anche per me.
    gieko

  3. #78
    Partecipante Super Figo L'avatar di ikaro78
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    per ikaro: chiamale sedute di psicoterapia psicoanalitica o come vuoi, per me è solo una questione di termini che rimandano a differenti tradizioni e concezioni della psicoanalisi. Però, per non finire OT, possiamo confrontarci da un altra parte (anche perchè non so quanto interessi agli altri...).
    Beh, io non credo affatto che sia 1 questione nominale e basta, anzi mi sembra semplicistico risolvere così la questione che - dopo tutto - non è nemmeno così off-topic come sembra, in ogni caso mi piacerebbe riparlarne e riconfrontarmi, magari andrò a riesumare la vecchia discussione.

    Quanto al "sostegno psicologico", forse a pensarci bene può avere un senso, pensiamo a tutte le situazioni di "crisi" (lutto, malattia, separazione, divorzio, emergenza, ecc...), che ne pensate?

    Saluti,

    ikaro

  4. #79
    *Saretta*
    Ospite non registrato
    cavoli non riesco a non rispondere... anche se non voglio fare la noiosa ripetitiva.. comunque è esattamente quello che intendevo io! sostegno per i momenti di "crisi" nell'ambito della normalità e non della patologia.. tutt'altro che psicoterapia!!! hanno valenza terapeutica nel senso che sono volti a far stare meglio ma non sono terapia. Secondo me non è vero che sono inutili e neanche che siano per forza da inquadrare nella psicoterapia.. Ikaro hai preso in pieno quello che stavo cercando di esprimere io

  5. #80
    Partecipante Leggendario L'avatar di gieko
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    ikaro, sarà sicuramente interessante confrontarci su che cosa intendiamo per psicoanalisi, ma, per non annoiare le persone non interessate, proporrei di rispostarci sul vecchio thread http://www.opsonline.it/forum/showth...threadid=42840 .

    Per il resto non sono per niente convinto che ci siano eventi di "crisi" come lutto, malattia, separazione, etc... che possono essere considerati come circoscrivibili ad un sostegno. Anche dietro ad una "banale" crisi col fidanzato c'è un equilibrio del soggetto che viene da noi che non regge più e la richiesta di intervenire su di esso. Le persone che vivono un momento di crisi che non mette in "pericolo" il proprio equilibrio, non si presentano dallo psicologo: lutto, divorzio, amicizia spezzata che sia, se la persona "sta bene" la vive in autonomia.
    gieko

  6. #81
    Partecipante Super Figo L'avatar di ikaro78
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    Per il resto non sono per niente convinto che ci siano eventi di "crisi" come lutto, malattia, separazione, etc... che possono essere considerati come circoscrivibili ad un sostegno. Anche dietro ad una "banale" crisi col fidanzato c'è un equilibrio del soggetto che viene da noi che non regge più e la richiesta di intervenire su di esso. Le persone che vivono un momento di crisi che non mette in "pericolo" il proprio equilibrio, non si presentano dallo psicologo: lutto, divorzio, amicizia spezzata che sia, se la persona "sta bene" la vive in autonomia.
    Non lo so Gieko, io ho lavorato in 1 hospice per malati terminali o oncologici gravi, spesso ho fatto interventi di supporto con pazienti e familiari non psicopatologi (passatemi l'infelice espressione), forse ce l'avrebbero fatta anche in autonomia, anzi sicuramente, in ogni caso in queste situazioni l'intervento psicologico pur clinico non si caratterizzava come psicoterapico eppure aveva una sua ragione d'essere. Ci vediamo di là, non appena ho/abbiamo tempo di proseguire l'altra discussione!

    Saluti,
    ikaro
    Ultima modifica di ikaro78 : 04-04-2007 alle ore 21.57.34

  7. #82
    Partecipante Leggendario L'avatar di gieko
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    Fai un esempio molto interessante, perchè la morte è un dato oggettivo ed incombente, senza alcun dubbio. Sono dell'idea però che quello che conta è ciò che c'è nella testa dello psicologo o psicoterapeuta. Penso che anche di fronte a questi casi estremi e così difficili sia possibile fare psicoterapia (o anche psicoanalisi), con tutte le variazioni di setting del caso (ma non sono quelle che rendono un intervento sostegno o psicoterapia o altro...). Ad esempio si potrebbe lavorare in senso psicoterapeutico proprio sui vissuti relativi alla morte e al suo impatto sulla vita del paziente o dei famigliari. Magari è quello che tu fai, e, per me, è psicoterapia perchè è legato ad un cambiamento strutturale (in questo caso rispetto alla morte reale).
    gieko

  8. #83
    *Saretta*
    Ospite non registrato
    una domanda che NON vuole essere provocatoria ma semplice curiosità: dicendo in pratica che tutto può essere considerato psicoterapia non togli specificità alla psicoterapia? E non può anche questa cosa essere controproducente per il paziente? Nel senso.. come è controproducente medicalizzare una persona se non ne ha proprio bisogno forse può essere anche negativo fare della psicoterapia a chi sta semplicemente attraversando un periodo negativo, ma normale come un lutto. Magari una persona che ha "solo" bisogno di sostegno per superare al meglio un momento che, comunque, sarebbe in grado di superare con le proprie forze si può sentire "malata".. Non so se mi sono spiegata perchè sono stanca e non capisco più nulla però per associazione di idee mi è venuta in mente una cosa: avevo studiato che i bambini, per esempio, vanno sottoposti a terapia solo se è strettamente necessario in quanto questo provoca una sorta di etichettamento controproducente.. non solo da parte della società.. ma anche da parte del bambino stesso..

  9. #84
    Partecipante Leggendario L'avatar di gieko
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    Dipende da cosa intendi con psicoterapia. Se è un qualcosa di "costruito insieme" con una persona che si rivolge a te perchè dovrebbe essere controproducente? Mi riesce difficile immaginare qualcosa che fa stare meglio come dannoso, è un controsenso. Anche qui, dipende dalle idee, dalle teorie che sono nella mente dello psicologo. Se ciò che fai non a niente a che vedere con l'etichettare o simili, ma piuttosto con la possibilità di spingere ad un cambiamento rispetto a qualcosa che crea disagio, penso che chi si rivolge a noi ne possa solo trarre giovamento, ed in fondo è quello che chiede. E questo può valere rispetto a qualsiasi cosa che crei disagio, sintomi, fidanzate che se ne vanno, mariti che divorziano o, anche, tremendi dati di realtà come una malattia cronica. Ma tutto ciò si costruisce e stabilisce nella relazione tra psicologo e paziente, perchè non è stabilibile a priori. L'unico dato che abbiamo è che, se qualcuno si rivolge a noi, c'è qualcosa che rompe un equilibrio.
    Se invece l'idea è di sottoporre qualcuno a qualcosa che non vuole fare, allora sono d'accordo con te. Ma personalmente non vedo così la psicoterapia.
    gieko

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