Ma, di grazia, in base a cosa definisci l'omosessualità come una "alterazione"? Perché non potrebbe essere l'eterosessualità una "alterazione"?bè, la tesi che sto cercando di affermare, secondo i miei presupposti così è
pensando in senso lato, io considero ogni alterazione un principio di malattia, un qualcosa che può diventare un disturbo (ma non discrimino nessuno ovviamente)
L'ultima cosa che a uno scienziato interessa è se le sue scoperte siano o meno utili. L'utilità è un concetto politico. Una cosa può essere utile a me, in una certa società e in un certo momento della mia vita. Ad altri no.e poi, la conoscenza fine a se stessa non serve a nulla se non applicataNel mio caso, sbagli.dopotutto studiamo psicologia non per conoscenza, o sbaglio?
Quanto al tuo discorso sul "gene" (perché poi al singolare?) dell'omosessualità e sulla sterilità. Ti propongo un paradosso. Conosciamo bene i geni che influiscono sul colore della pelle e degli occhi. Ora, perché non decidiamo che il colore "normale" della pelle è quello bruno scuro (o "nero", se preferisci) e non decidiamo che è meglio, per la sopravvivenza della razza umana, sterminare un miliardo e rotti di cinesi e trasformare l'europa in un bel lager? In fondo, siamno sul pianeta da poco tempo e il colore bianco della pelle potrebbe essere associato ad una serie di indesiderabili caratteristiche psicofisiologiche (compresa la tendenza a rendere schiavi i neri, a bombardare gli arabi e a impedire ai cinesi di venire da noi).
Guarda che di "premi per la fertilità" e di "salvaguardia della razza" ne abbiamo già visti a sufficienza.
Buona vita
Guglielmo







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