hai ragione, i clandestini non possono dichiarare il lavoro (ti prego, non giustificarlo, però!)...
I signori italiani non pagheranno le tasse, ti do ragione, ma non per questo giustifico i clandestini....
Ormai la situazione è insostenibile, anche perché i clandestini, a causa del loro stato, spesso si ritrovano a rimpinguare le fila di lavori sul filo della legalità....
Io sarei più che favorevole ad un'accoglienza di cittadini extracomunitari, ma regolamentata....
Le mancanze sono senza dubbio degli organi competenti, ma da semplice cittadina, mi sono rotta le scatole!
Quando ho perso il lavoro ho chiesto il sussidio e me lo hanno riconosciuto dopo 8 mesi (nel frattempo che cosa mangiavo, l'aria?)... quando avevo trovato un'altra occupazione....
se non avessi avuto una famiglia alle spalle, mi sarei trovata pure senza un tetto sulla testa...
Mi spieghi perché lo Stato in cui sono nata non mi assiste, quando assiste e fornisce abitazioni agli ospiti?
Io sono di serie B?
Eppure le mie tasse se le prendono direttamente dalla busta paga!!!
La mia è stanchezza, stanchezza perché lo Stato a cui do' circa il 40% del mio stipendio, mi aumenta il ticket, non mi passa nulla e decurta il potere d'acquisto della mia mensilità...
ora dimmi, perché devo continuare a sperare di arrivare a fine mese quando devo pagare per gli altri (che siano stranieri o italiani?)...
"Guardatemi, signori...sono un uomo di sessant'anni e ho il corpo di un ragazzino.Ce l'ho in frigo."
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in primo luogo non mi pare di aver giustificato nessun comportamento. ho solo esposto un po' di fatti e qualche dubbio in merito alla tua lettura della situazione. se un comportamento non lo pensi giustificabile per uno straniero, la stesso dovrebbe valere (se non di più, visto che si trova in situazioni migliori) per lo stesso comportamento messo in atto da un italiano.
in secondo luogo, questo 3d non si intitola "Rom in passerella"?non trasformiamolo nello sfogo di ognuno di noi contro gli immigrati o la politica italiana in merito.
Ultima modifica di LuisaMiao : 02-01-2008 alle ore 11.29.34
Não sei o motivo pra ir
só sei que não posso ficar
não sei o que vem a seguir
mas quero procurar.
(Mafalda Veiga)
Il mio blog
Carissima Barbara
Non dubito che tu ne veda di tutti i colori. Ma non credo si possa passare dalla descrizione di un caso a valutazioni generali. Altrimenti, ognuno di noi ne avrebbe da raccontare, sia per quanto riguarda gli stranieri che gli italiani (o i francesi, o gli svizzeri...).
Poni una serie di domande, che sono quelle che poi ci poniamo tutti, credo. Io, come al solito, non ce le ho le risposte; ti dò il mio parere, per quel che vale.
Anche a me piacerebbe ci fossero solo "immigrati regolari". Come mi piacerebbero tante altre cose. Ma il mondo è quel che è. E in questo mondo le persone cercano di sopravvivere e, quando ci riescono, di vivere decentemente. Anche da clandestini, anche da criminali. Ci sarebbe da riflettere sul fatto che una persona, a causa di una legge, è automaticamente un criminale. Mi si dirà "Non possiamo accogliere tutti". Può essere vero. Ma è altrettanto vero che pretendere di regolare il comportamento di tutti è un'altra utopia. E che, in qualsiasi situazione, in qualsiasi paese, una parte di stronzi ce la troveremo (e non faccio differenze di nazionalità: gli stronzi sono stronzi e basta).
Quindi, secondo me, quello su cui si può discutere è sul come fare a trattare la situazione che c'è. E la situazione è tale per cui si realizza un bell'intreccio perverso tra convenienza di alcuni "datori di lavoro" e convenienza di alcuni immigrati. Gli uni dovrebbero essere obbligati a chiudere le loro imprese e andare a lavorare alla Thssenkrupp, a mio parere, dato che se uno apre un'impresa o è capace di farla funzionare rispettando le leggi o può anche chiudere e lavorare la terra. Così lascia spazio ad altri più bravi di lui. Gli altri, se pescati, possiamo pure rimandarli a casa. Prima o poi torneranno e, se continueranno a non comportarsi come si deve, li rimanderemo a casa loro. Un lavoro di Sisifo? Sì, ma mi sa che è l'unica cosa che si può fare.
Dopodiché, dato che tu, ma anche altri, citi questioni come la sanità e la casa, devo sostenere che se gli immigrati hanno i requisiti per ottenere un alloggio nelle case popolari, allora è giusto che lo ottengano. Se invece di un immigrato lo ottiene un italiano, le tasse le paghi sempre tu, e l'alloggio lo gode comunque qualcun altro. E non è che diminuiscono le tue probabilità di ottenere un alloggio a prezzi calmierati, visti i livelli di reddito che la maggior parte dei comuni utilizzano come criterio... Chiunque abbia un lavoro a 600-700 euro netti al mese è fuori dai criteri di assegnazione degli alloggi ALER in qualunque comune italiano.
Sulla sanità, purtroppo o per fortuna, esiste un obbligo del medico di curare i pazienti che gli si presentano. Indipendentemente dal reddito, dalla cittadinanza o da altro. Fa parte di quelli che chiamiamo "diritti umani". Siamo pronti a sostenerli e a difenderli solo quando riguardano la Birmania (che non è qui, è ben lontana) o il Tibet (tanto non ci sono immigrati tibetani, da noi...)? O ci si crede e lisi difende sempre e comunque?
Se oltre a lamentarci proviamo ad aprire un discorso sulla distribuzione della ricchezza in Italia, sul fatto che le rendite finanziarie sono tassate al 12.5% e gli stipendi al 35%, forse ragioniamo più sul possibile e meno sul desiderabile.
Buona vita
Guglielmo
Dott. Guglielmo Rottigni
Ordine Psicologi Lombardia n° 10126
Ciao a tutti, voglio solo fare una nota a margine: per prima cosa, personalmente, quoto e straquoto quanto detto da Guglielmo e le argomentazioni portate da Luisa; in casi come questi infatti è facile che argomenti così delicati portino in qualche modo a sviluppi che esulano un po dall'argomento in questione lasciando campo a sfoghi anche giustificabili, però ad esempio di immigrazione e di tutti gli annessi e connessi ne abbiamo parlato varie volte, in thread appositi. Descrivere ciò che accade, provare ad analizzarlo e discutere di problemi contingenti, non è certo semplice e nessuno è scevro da premesse ed emozioni soggettive, ma mi piace quando ci si prova.
Invece, volevo dire che oggi c'è stato il funerale di una donna di 42 anni, mia compaesana, di cui si è parlato molto in questi giorni, uccisa e fatta a pezzi (30 per la precisione) da un italiano, un veneto come noi, o almeno questa è l'accusa; rintracciato e arrestato grazie alla testimonianza di un extracomunitario...questa donna la conoscevo, non benissimo, ma quel che basta per partecipare anche io, ateo convinto, ai suoi funerali. So anche, e mi prendo la responsabilità di ciò che dico non citando fonti, che la stessa persona che ha ingagiato il rom di cui si è parlato in questo thread sta tentando di contattare anche quest'altra persona; quindi forse non sono tanto i rom a stare in passerella ma sembra sia questo novello manager a tentare di crearsene una
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