Sono consapevole di andare ot rispetto al filo della discussione

, ma non credo rispetto al tema del 3d.
Ho fiducia e credo, per esperienza personale,nell'efficacia terapeutica e nei risultati importanti che si raggiungono per la guarigione delle nevrosi con la psicoterapia. Vorrei però mettere in luce alcuni aspetti della teoria (e della pratica) psicoanalitica che a mio avviso sono critabili, ma che, data l' innegabile efficacia di questo metodo, non significa affatto negarne o ridurne la grandezza.
Il fatto che è che quando si parla di "psicoanalisi" si intende la psicoanalisi classica, quella freudiana o junghiana che può durare molto tempo ed è rigorosa ed impegnativa.La maggior parte degli psicoterapeuti ancora oggi seguono questo tipo di orientamento che fa un pò paura, mentre esistono psicoterapie ad approccio psicodinamico/relazionale che durano di meno e che sono più flessibili.
Le mie obiezioni:
1) Se tutte le nevrosi gravi, affondano le loro radici nella prima infanzia, come spiegare che soggetti sani hanno avuto da bambini esperienze traumatiche?
2)E' vero che il libero sfogo del paziente, non interrotto dalll'analista è liberatorio e che l'intervento attivo può essere inopportuno, ma l'eccessiva passività potrebbere compromettere irrimediabilmente l'analisi, inducendo il paziente a non avvertirlo partecipe, mentre consigli motivati possono convincere il paziente ad aprirsi e fidarsi.
3)In molti nevrotici la posizione orizzontale del lettino agevola l'ideazione libera e il rilassamento, ad altri invece, fa l'effetto di una spiacevole condizione di dipendenza.
4) Il transfert negativo che conduce il paziente all'aggressività e anche ad interrompere la terapia, è veramente una fase necessaria al processo di guarigione o potrebbe essere una comprensibile reazione del paziente all'eccessivo distacco del terapeuta?
5) Una donna, dopo aver fatto un sogno che l'aveva profondamente turbata e a cui non riusciva a dare una spiegazione, decide di consultare uno specialista freudiano il quale spiega il sogno come un desiderio sessuale non realizzato che risale all'infazia, Non soddisfatta della interpretazione si rivolge ad un analista junghiano che le dice che il sogno rivela una immersione nel profondo dell'inconscio collettivo, individuando simboli archetipici.Non ancora convinta va da un adleriano che analizza il sogno e lo spiega come una proiezione nel futuro, un'aspirazione che rivela il desiderio della donna di potenza e di riconoscimento. E allora mi/vi chiedo come dare credibilità all'interpretazione dei sogni se l'analista fornisce una sua personale interpretazione?

Forse ho messo troppa carne sul fuoco, ma ritengo di essere pertinente con il tema del 3d, ignorando oscarmoreno

.
Una buona domenica.
