sinceramente non vedo da cosa si debbano "difendere" i medici visto che per legge lo psicologo non somministra farmaci né fa tante altre cose che un medico può e sa fare.
E' più facile che sia un medico (in questo caso, comunque, non un buon medico) a sottovalutare una condizione psicopatologica credendo che i cosiddetti "problemi psicologici" siano dovuti ad un capriccio del paziente (come ad esempio le lamentele di un'isterica che vengono prese per capricci anziché manifestazioni si una struttura sottostante su cui è necessario intervenire). Ma questo è un altro discorso.
In secondo luogo, credo che rispettare la propria competenza vuol già dire "fare per il bene del paziente" perché ognuno opera a livelli diversi sullo stesso fenomeno, e grazie alla collaborazione questi saperi si integrano e completano a vicenda.
Forse tu che sei ancora studente non sai che periodicamente, e di frequente, vengono fatte riunioni di equipe in cui TUTTI gli operatori (psicologi, medici, psichiatri, assistenti sociali, infermieri) discutono sui casi? E quindi quella collaborazione di cui tu tanto dubiti è invece una realtà.
Ora tu risponderai "si, ma....."![]()








Rispondi citando