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Discussione: Giugno 2013 unicatt

  1. #886
    Partecipante Assiduo
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    24-03-2013
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    Riferimento: Giugno 2013 unicatt

    Citazione Originalmente inviato da Saloméxx Visualizza messaggio
    Ragazze mi sa che per stasera non penserò ai casi, mi sono resa conto che mi manca una rispolverata del mio caro vecchio Gabbard, che questa volta ho un po' trascurato!


    ok scusate, avevo detto di no, ma sono incappata in un caso:

    FIGLIA UNICA, 20 AA. vive in casa con i genitori, prima abitava con loro anche la nonna deceduta 5 anni fa. la madre casalinga,42 a, il padre dipendente ente pubblico, 45 a.
    Da un anno la famiglia ha un’attività commerciale dove la figlia lavora. Vita familiare isolata, non frequentano amici. Due anni fa il padre ha avuto un infarto, è lui che accompagna la figlia dallo psicologo. La sintomatologia è: paura d’ingrassare, crisi comportamentali con aggressioni verbali e fisiche soprattutto nei confronti della madre, difficoltà di rapporto con gli altri, in particolare con i coetanei, amenorrea da circa un anno. In un altro colloquio si evidenzia che il padre nel fare le porzioni dà più cibo alla madre, la paura di uscire è legata al fatto che teme di sporcarsi prima di uscire mentre si trucca, allo stesso modo non pulisce mai la sua stanza perché teme di non saperla pulire. Ha avuto un ragazzo un anno fa ma lo ha lasciato perchè non andava bene al padre. Sia la madre, che il padre, che la figlia hanno un tono depresso.
    Proporre un diagnosi.

    Ecco nel caso di famiglie così invischiate ovviamente è utile indicazione di trattamento psicoterapico sistemico famigliare, tuttavia mi domandavo se è possibile integrare questo intervento con una psicoterapia individuale in particolare di orientamento cognitivo - comportamentale (ristrutturazione cognitiva sulle credenze disfunziali riguardo cibo e corporeità associato a tecniche di problem solving e automonitoraggio. Secondo voi è corretto fare un intervento integrato di questo tipo?

  2. #887
    Partecipante Affezionato
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    Riferimento: Giugno 2013 unicatt

    Citazione Originalmente inviato da sury2013 Visualizza messaggio
    Ecco nel caso di famiglie così invischiate ovviamente è utile indicazione di trattamento psicoterapico sistemico famigliare, tuttavia mi domandavo se è possibile integrare questo intervento con una psicoterapia individuale in particolare di orientamento cognitivo - comportamentale (ristrutturazione cognitiva sulle credenze disfunziali riguardo cibo e corporeità associato a tecniche di problem solving e automonitoraggio. Secondo voi è corretto fare un intervento integrato di questo tipo?
    Potrebbe anche essere corretto ma io non mi esporrei così tanto...peró vedi tu!

  3. #888
    Partecipante Assiduo L'avatar di Chiara_cookie
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    29-09-2012
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    Riferimento: Giugno 2013 unicatt

    inizio a rispondoere a cosa so rispondere:

    Ah un unico commento "critico": il fatto che manchi di empatia dove lo leggi? Secondo me è un'interpretazione un po' azzardata per i dati che abbiamo, ma magari mi sfugge qualcosa...
    sì, lo so, sono andata un po' oltre nell'interpretazione... pensavo che il fatto che la ragazza l'abbia lasciato, e che tutto quello che sa dire è "si accorgerà che gli manco" era un segno del fatto che questo Marco non riconosce che anche gli altri (e non solo lui) hanno sentimenti e necessità, perché è totalmente assorbito dall'importanza che da a se stesso. quindi non riconosce i desideri e i sentimenti altrui... ma ho esagerato! devo stare molto più attenta! grazie per avermelo fatto notare

    Io gli farei anche un bel rorschach e un mmpi, solo che non sono sicura che abbia senso mettere mmpi e anche scid...
    Se fosse stato evitante invece forse avrei messo scid/mmpi/tat che è molto sull'aspetto legame/abbandono etc.
    MMPI-2 e Rorschach ok... userei questi allora in un caso simili

    Ho un dubbio. Questo caso presenta comunque un problema che può essere non solo della bambina, ma della madre (come abbiamo evidenziato io e Sury pensando fosse un caso per adulti). In tal caso, mettendo fossero due adulti per esempio, come si procede? si fa l'ipotesi di diagnosi per entrambi o ne metti una sola, quella preponderante (vai a deciderlo però)?

    Io in questo caso per esempio avevo deciso di procedere con tutto il ragionamento sulla madre dopo la diagnosi fatta per entrambe, ma essendo un caso evolutivo ho l'impressione (ma giusto un pochino eh) di avere sbagliato
    E non solo per questo ma perché non sono sicura si possa fare una cosa del genere.
    Va be' sbagliando si impara, ma vorrei chiarirmi che fare in una situazione simile.
    appena era stato postato quel caso qui su questo forum io ho fatto la battuta "ma è evolutivo o adulto?" perché anche io non capivo su chi ci si doveva focalizzare. poi ho dato per scontato fosse evolutivo perché si dilungava di più sulla bambina, ma anche la madre di certo offriva molto su cui discutere. in questi casi (ma spero non capiterà!) io mi atterrei alla richiesta. se la madre va da uno psicologo per la figlia allora io faccio l'ipotesi diagnostica alla figlia. nella discussione del caso metterò che anche la madre presenta delle problematiche, che se ha fatto emergere come disagio e sofferenza varrà la pena di prendere in carico anche lei (ma non mi addentrerei nei particolari dei sintomi e di ipotesi diagnostiche). Se invece non riconosce di aver alcun problema sarebbe un po' inopportuno dire "Senta signora, un bel colloquio psicologico farebbe bene anche a lei " ok, ho detto un'ovvietà -___-
    in questi casi penso che la restituzione sia fondamentale.

    cmq penso che nei casi che ci presenteranno dovrebbe essere abbastanza chiaro chi è il paziente designato. anche quando è più di uno. innanzi tutto se il caso è evolutivo allora l'ipotesi diagnostica verrà fatta al bambino, e qualora i genitori presentassero delle problematiche si potrebbe farlo emergere, soprattutto nella parte di proposta dell'intervento, ma senza discutere di eventuali categorie diagnostiche.
    se il caso è dell'adulto, farei l'ipotesi diagnostica all'adulto, e qualora qualcun altro presentasse problemi (partner/figli) direi anche in questo caso che l'intervento potrebbe coinvolgere anche le altre persone ecc, senza però fare ipotesi diagnostiche.

  4. #889
    Partecipante Assiduo L'avatar di Chiara_cookie
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    Riferimento: Giugno 2013 unicatt

    provo ora a fare il caso della figlia unica di 20, non sembra semplice

  5. #890
    Partecipante Assiduo L'avatar di Chiara_cookie
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    Riferimento: Giugno 2013 unicatt

    oddio ci ho messo una mattina intera

    Angela, FIGLIA UNICA, 20 AA. vive in casa con i genitori, prima abitava con loro anche la nonna deceduta 5 anni fa. la madre casalinga,42 a, il padre dipendente ente pubblico, 45 a.
    Da un anno la famiglia ha un’attività commerciale dove la figlia lavora. Vita familiare isolata, non frequentano amici. Due anni fa il padre ha avuto un infarto, è lui che accompagna la figlia dallo psicologo. La sintomatologia è: paura d’ingrassare, crisi comportamentali con aggressioni verbali e fisiche soprattutto nei confronti della madre, difficoltà di rapporto con gli altri, in particolare con i coetanei, amenorrea da circa un anno. In un altro colloquio si evidenzia che il padre nel fare le porzioni dà più cibo alla madre, la paura di uscire è legata al fatto che teme di sporcarsi prima di uscire mentre si trucca, allo stesso modo non pulisce mai la sua stanza perché teme di non saperla pulire. Ha avuto un ragazzo un anno fa ma lo ha lasciato perchè non andava bene al padre. Sia la madre, che il padre, che la figlia hanno un tono depresso.
    Proporre un diagnosi.


    Caso complicato, non si capisce bene, sembra manchino elementi. Perché alla fine dice che anche la madre ha un tono depresso? Vuol dire che anche lei ha accompagnato la figlia dallo psicologo insieme al padre? Ho dato un nome di fantasia alla nostra figlia unica, così mi è più facile discuterne.

    Angela è una ragazza di vent’anni, vive con i genitori (fino a 5 anni fa anche con la nonna) e lavora nell’attività di famiglia avviata da solo un anno. Si presenta dallo psicologo accompagnata dal padre. Dai dati a disposizione emerge che l’area di sofferenza di Angela riguarda una serie di ansie legati alla paura di ingrassare, alla paura di uscire, di sporcarsi e alla preoccupazione di non sapere pulire. Inoltre sono presenti problemi comportamentali (con aggressioni verbali e fisiche) e difficoltà nei rapporti sociali.
    In particolare, con riferimento al DSM-IV TR, la paura di ingrassare e l’amenorrea di Anglea che dura già da un anno potrebbero far pensare a un disturbo dell’alimentazione, precisamente ad anoressia nervosa. La paura di uscire per la preoccupazione di sporcarsi truccandosi, così come il fatto che Angela non pulisca la sua stanza perché teme di non saperla pulire fanno invece pensare ad un disturbo d’ansia, in particolare al disturbo ossessivo-compulsivo; le paure di Angela di sporcarsi potrebbero essere viste da questo punto di vista come un'ossessioni di contaminazioni (ma è opportuno indagare se effettivamente questa paura si presenta sotto forma di pensieri persistenti che le danno disagio, e se, e in che misura, Angela riconosce che siano intrusivi, eccessivi, e inappropriati), e questa ossessione le crea un disagio così marcato che le impedisce di uscire.
    Anoressia nervosa e disturbo ossessivo-compulsivo possono essere entrambi presenti, e l’eventuale diagnosi aggiuntiva di disturbo ossessivo-compulsivo sarebbe giustificata dal fatto che le ossessioni non riguardano aspetti legati al disturbo alimentare.
    Le difficoltà di rapporto con gli altri potrebbe far pensare ad una fobia sociale, ma gli elementi a disposizione non sono sufficienti per capire se effettivamente Angela ha una paura marcata e persistente delle situazioni sociali o prestazionali, in cui è esposta al possibile giudizio degli altri, e se quindi il suo ritiro sia allora un evitamento di situazioni sociali temute. Nell’anoressia nervosa è frequente un ritiro sociale, ma questo potrebbe essere legato al timore di mangiare in pubblico, e in questo caso andrebbero indagate le circostanze in cui Angela consuma i suoi pasti. L’unico elemento che abbiamo fin’ora è che la paura di uscire di Angela è legata alla sua preoccupazione di sporcarsi, quindi da questo punto di vista si potrebbe vedere il ritiro sociale come una compromissione dovuta all’ossessione di contaminazione. Fondamentale indagare la natura di questa difficoltà di rapporti, soprattutto con i coetanei.
    In fine il comportamento aggressivo soprattutto nei confronti della madre, caratterizzato da attacchi sia fisici che verbali potrebbero far pensare a una marcata impulsività tipica dei disturbi di personalità del cluster B. in particolare il disturbo borderline di personalità è spesso concomitante a un disturbo dell’alimentazione, tuttavia la mancanza (di tutto quello che riguarda il disturbo borderline che qui ometto...) mi farebbero escludere l’ipotesi di questo disturbo di personalità. Più probabilmente gli eccessi di ira di Angela potrebbero essere una conseguenza della malnutrizione e delle carenze alimentari; infatti l’irritabilità potrebbe far pensare a un disturbo dell’umore, ma bisognerebbe indagare se i sintomi persistono anche dopo un parziale o totale recupero del peso corporeo per poter prendere in considerazione una diagnosi di depressione maggiore

    La paura di non saper pulire la propria stanza, e lasciarla quindi disordinata e sporca non ho idea di cosa potrebbe essere!!!!! Non parlerei di fobia specifica, perché a crearle ansia non è qualcosa di concreto, come un oggetto, o una situazione particolare… piuttosto è la preoccupazione di non saperlo fare… mi viene facile immaginare l’ossessione di pulizia, e quindi mi sarei immaginata un’
    Anglea che continuava a pulire la stanza, ma così non saprei proprio
    .

    Non essendo i dati a disposizione sufficienti, proporrei ad Angela un ciclo di quattro incontri per approfondire varie aree del suo funzionamento attraverso colloqui e somministrazione di test, e infine darle una restituzione del risultato finale delle considerazioni diagnostiche.
    Nello specifico con Angela inizierei con un’analisi della domanda. Infatti sappiamo che si è presentata accompagnata dal padre, ma non conosciamo l’effettiva consapevolezza che la ragazza ha del suo disagio. Bisognerà quindi indagare che responsabilità hanno avuto i genitori di Angela nella scelta di una consultazione psicologica, quali sono le aspettative della ragazza, e come mai è la richiesta di aiuto è arrivata proprio in questo momento.
    Dopo a una raccolta anamnestica passerei ad indagare da quanto tempo è presente la sintomatologia descritta e cercherei di ricostruire insieme a lei le circostanze di insorgenza; sappiamo che Angela è in Amenorrea da circa un anno, e che proprio un anno fa il padre ha avuto un infarto. Sarebbe quindi opportuno indagare come Angela ha reagito a questo evento importante. Fondamentale è capire se ci sono stati precedenti percorsi terapeutici, e quali sono state le strategie finora utilizzate per rispondere al disagio psichico (utile per capire le strategie disfunzionali, quindi da disinnescare in quanto alimentano il malessere, e riconoscere quelle funzionali quindi da sviluppare).
    Inoltre è importante approfondire gli aspetti legati alle abitudini alimentari; se ci sono restrizioni o compensazioni, e se l’autostima della ragazza è influenzata dall’aspetto corporeo.
    Infine raccoglierei informazioni circa il contesto relazionale di Angela. Sappiamo che i rapporti con la madre sono particolarmente difficili, ed è quindi importante approfondire questa relazione. Inoltre sappiamo che Angela ha lasciato il suo ragazzo per accontentare il padre; bisogna capire come ha vissuto Angela questa scelta, se prova rabbia e rancore, o se accondiscende volentieri alla volontà del padre.
    Sarebbe utile capire anche il rapporto che Angela aveva con la nonna, morta cinque anni fa, come ha reagito alla sua mancanza e se ha elaborato il lutto. Sappiamo che vive insieme alla sua famiglia, sarebbe quindi utile capire i rapporti che sia Angela che i genitori aveva con lei.

    Successivamente, si potrebbe proporre una batteria testistica che comprenda:
    - Genogramma familiare e Disegno Simbolico dello Spazio di Vita Familiare: strumenti da utilizzare in concomitanza alla raccolta dei dati anamnestici, per approfondire meglio i diversi legami familiari e formulare una prima ipotesi circa le rappresentazioni che la paziente ha degli stessi.
    - MMPI-2: questionario self-report che consente di rilevare se la sintomatologia sia rilevante a livello clinico, in questo specifico caso sarebbe opportuno prestare particolare attenzione alla scala A, relativa alla sintomatologia ansiosa, oltre alla scala MDS, che segnala malessere nella relazione familiare, e FAM, relativa alla rappresentazione delle relazioni familiari ed eventuale stato di conflittualità);
    - ED2 eating disorder inventory: strumento di autovalutazione di sintomi associati ai disturbi dell’alimentazione.


    Proporrei ad Angela una terapia a orientamento sistemico, e invierei lei e i suoi genitori (previo consenso) a uno psicoterapeuta sistemico relazionale. Prima però sarà necessario un lavoro individuale con Angela per migliorare la sua percezione e investimento nella realtà, e motivarla quindi a un intervento psicologico.
    Gli obiettivi principali con la famiglia saranno quelli di favorire lo svincolo e l’individuazione dei membri del sistema, favorire la definizione di confini chiari e definiti, facilitare la circolarità di una comunicazione chiara e diretta, e favorire gli scambi all’interno e all’esterno della famiglia.


    le mie perplessità:
    non ho usato il dato circa il tono depresso dei genitori e della figlia. non sapevo dove metterlo. e anche il fatto che il padre fa porzioni più abbondanti alla moglie. non ho capito se è una sensazione della figlia o è un dato di fatto. ma non so come commentarlo e dove metterlo. in oltre l'attività commerciale che hanno avviato i genitori è partita solo da un anno, e prima la madre era casalinga, vuol dire che Angela fino all'anno scorso era sempre a casa con la madre (quando non era a scuola) e fino a 4 anni fa anche con la nonna. ed effettivamente il quadro è tipico dei disturbi alimentari, con il padre assente o con un'importanza marginale. eppure ha avuto il potere di far lasciare alla figlia il ragazzo. ba... dopotutto posso anche non fare queste considerazioni...

  6. #891
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    Riferimento: Giugno 2013 unicatt

    AVVISO DEL MODERATORE

    vi avviso che qui su ops è vietato postare casi e /o temi e /o progetti per intero! Potete farlo, ma sotto-forma di schema. Grazie per la collaborazione ....e complimenti per la preparazione!
    ." all'origine gli esseri umani erano doppi:possedevano 2 teste, 4gambe, 2 sessi uguali o diversi.Questa condizione cionferivaloro una grande forza e un ambizione tale che un giorno si lanciarono all'assalto del cielo.Allora zeus infuriato tagliò in due ciascuno di loro e da qual giorno ognuno è alla ricerca della sua metà!"
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  7. #892
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    Riferimento: Giugno 2013 unicatt

    qui il mio schema riassuntivo del caso di Angela (così ci intendiamo Chiara!)

    Ipotesi diagnostica e dd:
    Disturbo alimentare, possibile Anoressia nervosa (paura di ingrassare, apparente bassa autostima, famiglia apparentemente invischiata, ipotesi difficoltà di auto-assertività, comportamenti aggressivi verso i genitori, segni di ossessività)
    DD: Bulimia nervosa, fobia specifica (per il cibo), disturbo borderline di personalità, DOC (?)
    Analisi della domanda: viene con il padre ma chi decide di rivolgersi al consulente? Lei? Padre? Entrambi i genitori? Come mai ora? Motivazione? Aspettative?
    Interventi precedenti?
    Anamnesi personale: infanzia, iter scolastico, lavorativo, vissuto di A.
    Area sintomatica: Come vive sintomatologia (egodistonica? Come si manifesta paura, singolo cibo o generalizzato? Cosa scatena i comportamenti oppositivi/aggressivi? Da quanto tempo manifesta questi comportamenti (più di un anno visto che amenorrea da un anno)? Eventi precipitanti? Altre sintomatologie correlate o meno non descritte? Familiarità di problematiche similari? Patologie psichiatriche in familiari?
    Area relazionale: genitori rapporto passato e attuale? Nello specifico con la madre (aggressioni soprattutto verso di lei, come mai?)? Con il padre? Figura della nonna da approfondire. Rapporti con coetanei, approfondire relazione con altro sesso (fidanzato lasciato).
    Area emotiva: tono dell’umore espresso in colloquio? Approfondire vissuti emotivi di A. Tutti i membri descritti come depressi, ma chi lo dice? Madre vista o descritta?
    Altri aspetti da approfondire: Eventi stressanti recenti (lavoro? Altro?)
    Perché padre dà porzioni più grandi alla madre (connesso al fatto che lei aggredisce la madre?! Non mi sbilancerei a scriverlo però mi viene in mente…)
    Test: edi-3 (questionario autosomministrato sui disturbi alimentari), Rorschach, mmpi-2
    Trattamento: se mostrata sufficiente motivazione si può proporre intervento supportivo-espressivo individuale approccio psicodinamico associato a terapia familiare se dai colloqui emerge che vi sia disponibilità da parte dei genitori ad aderire ad un progetto che lo coinvolga.

    L'ho fatto schematico questa volta, sinceramente l'ho postato perché è vero che è una anoressia nervosa abbastanza delineata, però ci sono stati spunti "particolari". Innanzitutto tutte queste paure come le mettete all'interno della vostra elaborazione del caso? Come elementi che confermano la diagnosi o come spunti da approfondire?
    Poi mi pare che ci sia un certo grado di dipendenza dal padre che mi fa anche subodorare una sorta di invidia per la madre, con questa strana storia delle porzioni più grandi alla madre... un po' isterica come cosa, anche se il resto non c'entra niente o quasi con questa diagnosi. Ma non saprei se provare a parlarne o no, ovviamente mettendolo come elemento di approfondimento (tipo "è consigliabile approfondire il rapporto di A. con i genitori ed in particolare il possibile rapporto di invidia/gelosia rispetto al padre, che potrebbe essere desunto dai comportamenti aggressivi nei confronti della madre...blabla".
    Poi c'è questo infarto del padre buttato lì così, come anche la morte della nonna... boh

    ah, ma voi nei trattamenti per i disturbi alimentari mettete anche di contattare una clinica/medici? Insomma, credo che il lavoro sul riprendere a mangiare sia primario, quanto la disintossicazione con i tossicodipendenti. Però anche in questo caso sono in dubbio su cosa proporre... uff, che fatica!!!

  8. #893
    Partecipante Assiduo L'avatar di Chiara_cookie
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    Salomex hai ragione, un caso di anoressia, ma non così facile. anche io non ho saputo dove infilare la paura di non saper pulire camera sua!!!
    mi piace la tua idea della gelosia del padre, e se la metti come hai scritto ("è consigliabile approfondire il rapporto di A. con i genitori ed in particolare il possibile rapporto di invidia/gelosia rispetto al padre, che potrebbe essere desunto dai comportamenti aggressivi nei confronti della madre...") non è troppo azzardato!

    per quanto riguarda l'intervento: bisognerebbe capire la gravità del caso. è davvero strano che l'ipotesi diagnostica sia anoressia nervosa, ma come sintomi descritti compare solo la paura di ingrassare e l'amenorrea. non fa cenno a diete drastiche, a particolari rifiuti di cibo, a condotte compensatorie. non sappiamo effettivamente se è sottopeso. l'amenorrea può comparire anche a causa di stress importanti, che non hanno a che fare con l'alimentazione (a questo punto l'infarto del padre giustificherebbe perché è in amenorrea da un anno, senza che questo significhi che lei soffra di disturbi alimentari da più di un anno. anche perché in quel caso sarebbe strano che avessero aspettato tanto a chiedere un consulto psicologico!!!). e se avesse un indice di massa corporeo molto al di sotto dei famigerati 17,5 magari sarebbe emerso da qualche parte la sua magrezza estrema. mentre nel caso non se ne fa cenno!!! quindi ho pensato che Angela non era ancora così grave da dover prevedere un intervento in una clinica. se si parlasse di un caso di una ragazza estremamente sottopeso che si rifiuta di mangiare e collaborare, magari allora ci starebbe inviarla in una clinica. no??? magari a questo livello basta un intervento terapeutico (che sia individuale o familiare).
    ah, io ho consigliato un intervento individuale e poi familiare solo perché è consigliato nel Falabella, ma a dire il vero per me basterebbe il familiare.

  9. #894
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    Riferimento: Giugno 2013 unicatt

    comunque volevo ringraziarvi, perché questo metodo di confrontarsi sui casi mi aiuta davvero moltissimo

  10. #895
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    Riferimento: Giugno 2013 unicatt

    Citazione Originalmente inviato da Chiara_cookie Visualizza messaggio
    Salomex hai ragione, un caso di anoressia, ma non così facile. anche io non ho saputo dove infilare la paura di non saper pulire camera sua!!!
    mi piace la tua idea della gelosia del padre, e se la metti come hai scritto ("è consigliabile approfondire il rapporto di A. con i genitori ed in particolare il possibile rapporto di invidia/gelosia rispetto al padre, che potrebbe essere desunto dai comportamenti aggressivi nei confronti della madre...") non è troppo azzardato!

    per quanto riguarda l'intervento: bisognerebbe capire la gravità del caso. è davvero strano che l'ipotesi diagnostica sia anoressia nervosa, ma come sintomi descritti compare solo la paura di ingrassare e l'amenorrea. non fa cenno a diete drastiche, a particolari rifiuti di cibo, a condotte compensatorie. non sappiamo effettivamente se è sottopeso. l'amenorrea può comparire anche a causa di stress importanti, che non hanno a che fare con l'alimentazione (a questo punto l'infarto del padre giustificherebbe perché è in amenorrea da un anno, senza che questo significhi che lei soffra di disturbi alimentari da più di un anno. anche perché in quel caso sarebbe strano che avessero aspettato tanto a chiedere un consulto psicologico!!!). e se avesse un indice di massa corporeo molto al di sotto dei famigerati 17,5 magari sarebbe emerso da qualche parte la sua magrezza estrema. mentre nel caso non se ne fa cenno!!! quindi ho pensato che Angela non era ancora così grave da dover prevedere un intervento in una clinica. se si parlasse di un caso di una ragazza estremamente sottopeso che si rifiuta di mangiare e collaborare, magari allora ci starebbe inviarla in una clinica. no??? magari a questo livello basta un intervento terapeutico (che sia individuale o familiare).
    ah, io ho consigliato un intervento individuale e poi familiare solo perché è consigliato nel Falabella, ma a dire il vero per me basterebbe il familiare.
    Hai ragione! Io mi rendo conto che sono talmente sistemica che tante volte non mi filo per bene i sintomi e mi butto totalmente sulle relazioni...infatti non ho neanche pensato al fatto che da nessuna parte si dice che sia sottopeso... o forse è una scusa perché leggo sempre troppo di corsa il testo!

    Ora leggo bene il tuo, scusa, avevo cominciato ma poi mi ho svuotato la lavastoviglie, riempito la lavatrice e un altro po' di belle cose che ti fanno passare un pomeriggio in un lampo

  11. #896
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    Riferimento: Giugno 2013 unicatt

    Ok ho letto, mi sembra fatto bene. Ho letto che adesso c'è l'edi-3 credo sia la versione più aggiornata dell'edi-2

    Ora devo studiare un po' delle frasette a memoria sull'impostazione in base al dsm-IV-tr, sugli obiettivi delle terapie...

    Ma secondo voi è sensato farlo suddiviso per aree tematiche come ho fatto io? Faccio fatica a farlo discorsivo, mi viene da suddividerlo per temi, altrimenti mi perdo! (ovviamente quello che ho postato è solo uno schema che dovrei sviluppare, ma manterrei la divisione in aree tematiche)

  12. #897
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    Riferimento: Giugno 2013 unicatt

    Ciao ragazze!!!ho letto con attenzione i vostri casi.
    Tutte brave, io mi sarei orientata subito in anoressia nevorsa perchè tra i pattern affettivi del disturbo vi è la rabbia e in quelli relazionali modalità aggressive, quindi il BDL lo avevo immediatamento escluso. Poi avrei fatto la differenziale con la bulimia nervosa e stop. Umore depresso e ansia, così come manifestazioni ossessive compulsive sono comuni in anoressia nervosa. Le ossessioni rappresentano un modo per controllare l'ambiente circostante, infatti questo tipo di utenti sono molto ipercontrollanti e perfezionistiche sia nei confronti di sè che x ambiente. Comunque siete state tutte molto brave. Concordo SUll'EDI 3 ho letto anch'io sul catalogo della giunti.
    Non mi sarei troppo centrata sul padre. questo è il classico caso di anoressia nervosa come riflesso dell'organizzazione famigliare. spesso i genitori proiettano le loro ansie alla figlia e sopratutto la delusione del loro matrimonio. La madre sembra che la aggredisca perchè il digiuno è un tentativo di "sbarazzarsi" di un inroietto materno percepito come intrusivo. Ovviamente non mi dilagherò su queste cose psicodinamiche all'esame.....sono cose che ho in testa ma che dubito che scriverò.
    TRATTAMENTO: supportivo per faavorire un adeguata immagine di sè e della reltà, Espressivo per promuovere processo separazione individuazione ed elaborazione dei vissuti rispetto a sè, corporeità, sessualità.
    DA integrare A PT sistemico famigliare. Oltre all'EDI 3 avrei somministrato un rorschach (la tavola I può darci info su come è stata interiorizzata la figura paterna, la tavola VII la tavola materna per eccellenza che rimanda a sentimenti di angoscia e vuoto così come la IX)

    Nel caso di Bulimia l'approccio più adeguato ho letto che quello cognitivo comportamentale più incontri psicoeducativi e famiglie (terapia sistemica nei casi più gravi). Nel caso fallisse questo è indicata psicodinamica.

    secondo me , bisogna suddividere per aree tematiche . solitamente dai casi che ho letto al tema ti mettono dei punti da rispettare e uno segue quelli. Pero chiara diceva che l'anno scorso è solo uscito da discutere il caso e trattamento, in questo caso uno suddivide per aree tematiche ma senza titolo...o sbaglio?

  13. #898
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    Riferimento: Giugno 2013 unicatt

    Per aree tematiche senza titolo in che senso? Intendi senza scrivere "area relazionale"?

    Chiaritemi una cosa: ma se vi chiedono come l'anno scorso discutere il caso e trattamento voi saltate tutta la parte dei test, delle diagnosi differenziali (ricordo che qui Chiara si è pentita di non averle messe) etc? Io metterei comunque tutto, in realtà fa parte del mio normale ragionamento clinico mettere tutto, perché devi valutare tutto. Al massimo si potrebbero escludere i test, ma non lo farei lo stesso, perché per la strutturazioen di un progetto di intervento io comunque qualche test glielo farei, quindi rientra sempre nel mio ragionamento clinico "automatico".

    Poi altra domanda... voi quando parlate del trattamento consigliato spiegate sempre gli obiettivi? e sono obiettivi strutturati sul disturbo o sul tipo di terapia?
    Io pensavo di mettere sempre due cosette che vanno bene per tutti basati su terapia espressiva/supportiva e psicodinamica/cogn-comp/sistemico-relazionale (integrazione dell'Io, consapevolezza del disturbo etc...modificare i pattern cognitivi e le convinzioni disfunzionali...) indipendentemente dal disturbo (tipo non metterei le specificazioni sulla sessualità e l'immagine corporea, non perché non sia corretto, ma perché è troppo poco economico per il mio livello di memoria e concentrazione... che dite?

  14. #899
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    nel senso scusa avevo capito un altra cosa....aree tematiche intendo cosa si va ad indagare e nel compito potrebbero chiederci :
    1)fare diagnosi
    2)aree da approfondire
    3)strumenti eccetera eccetera
    nel caso uno segue questa scaletta io per esempio metterei i titoli con sotto le varie risposte alle loro domande, se non è chiesto (come l'anno scorso) io non
    metterei i titoli, ma andrei comunque a toccare tutte queste aree avendocele in testa perchè come dici tu fa parte del ragionamento clinico. in aree da appronfondire farei come hai fatto te, a punti.Quindi
    - area relazione
    - area affettiva e così via.
    Io nel trattamento prima ho messo così perchè le cose che sono disfunzionali in un disturbo, sono poi quelle che vanno "curate" in una terapia,che diventano gli obiettivi di una terpia, quindi viene automatico. quindi nell'AN sarà l'immagine di sè e del proprio corpo eccetera, nel dipendende sarà l'autonomia e l'indipendenza e così via. Però non è necessario metterle . Quando uno è la puo' semplicemente scrivere terapia espressiva (e uno può mettere come obiettivo la stessa cosa e cioè "elaborare i vissuti, creare consapevolezza eccetera...") mentre in supportiva (reintegrare le capacità dell'io, l'esame di relatà, fungere da Io Ausiliario ECC...) penso che metterò anch'io così perchè poi la avrò seimila dubbi e non voglio rischiare.....
    se faccio il caso di marco poi me lo guardate?


    Citazione Originalmente inviato da Saloméxx Visualizza messaggio
    Per aree tematiche senza titolo in che senso? Intendi senza scrivere "area relazionale"?

    Chiaritemi una cosa: ma se vi chiedono come l'anno scorso discutere il caso e trattamento voi saltate tutta la parte dei test, delle diagnosi differenziali (ricordo che qui Chiara si è pentita di non averle messe) etc? Io metterei comunque tutto, in realtà fa parte del mio normale ragionamento clinico mettere tutto, perché devi valutare tutto. Al massimo si potrebbero escludere i test, ma non lo farei lo stesso, perché per la strutturazioen di un progetto di intervento io comunque qualche test glielo farei, quindi rientra sempre nel mio ragionamento clinico "automatico".

    Poi altra domanda... voi quando parlate del trattamento consigliato spiegate sempre gli obiettivi? e sono obiettivi strutturati sul disturbo o sul tipo di terapia?
    Io pensavo di mettere sempre due cosette che vanno bene per tutti basati su terapia espressiva/supportiva e psicodinamica/cogn-comp/sistemico-relazionale (integrazione dell'Io, consapevolezza del disturbo etc...modificare i pattern cognitivi e le convinzioni disfunzionali...) indipendentemente dal disturbo (tipo non metterei le specificazioni sulla sessualità e l'immagine corporea, non perché non sia corretto, ma perché è troppo poco economico per il mio livello di memoria e concentrazione... che dite?

  15. #900
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    Certo che lo guardiamo!

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