dissuadere un tentativo di approccio.
Stavo su un autobus con una mia amica di università, quando si avvicinò a noi un ragazzo. Prima che arrivasse lei mi disse che era un appiccicoso rompi...
Quando fu vicino lui disse: "Ciao tu sei quella ragazza di psicologia..." il resto non me lo ricordo però era un blablabla.
Lei tagliò la conversazione dicendo che voleva essere lasciata in pace. Lui allora (senza nemmeno guardarmi in faccia) mi indicò e le chiese se fossi il suo ragazzo. Lei (che amicizie bacate che ho

) disse che ero un paziente del manicomio criminale sotto sedativi e che doveva portarmi all'ospedale regionale. Io allora, per reggerle il gioco, ho fatto una faccia da pazzo e ho cominciato a ringhiare contro lo scocciatore

. Il tizio è diventato bianco come un cenco ed è sceso alla prima fermata utile, e noi abbiamo riso per il resto dela giornata!
Tentativo di approccio.
Dato che non sta scritto da nessuna parte che il tentativo di approccio deve essere a sfondo sessuale, una volta stavo passeggiando per il centro quando un tipo mi si piazzò davanti e, puntandomi una penna in faccia, disse "Tu, giovane, metti una firma contro la droga". Già normalmente non mi piacciono questi modi, in queste circostanze poi è da ingenui pensare alla buona fede, così gli risposi "No grazie, sono un drogato" e me ne andai lasciandolo allibito.
Falso tentativo di approccio.
Mentre stavo alla stazione dei treni, aspettando di poter cominciare il mio viaggio per tornare a casa, un mio amico venne a trovarmi. Chiacchierammo un po' e poi lui mi disse: "Guarda quella che ... sventola (liberamente reinterpretato)" indicandomi una bella ragazza sul mio treno. Io la guardai e, ridendo tra me e me gli dissi: "Vuoi il suo numero?" lui, ridendo disse di si e, a mo' di sfida mi chiese di chiederglielo. Io accettai, salii sul treno, raggiunsi il suo scompartimento e dissi alla ragazza: "Ciao, vedi quel ragazzo?", e indicai il mio amico, che era allibito, "Vorrebbe tanto avere il tuo numero di cel".
Lei mi rispose dicendo di essere fidanzata, ma io, porgendole un blocco notes e una penna, le dissi che non importava; mi serviva solo che scrivesse una qualsiasi cosa, e che facesse l'occhiolino al mio amico. Lei allora acconsentì, e il mio amico da incredulo divenne ipereccitato. Con il blocco notes raggiunsi le porte del treno e gli chiesi: "Che cosa mi dai per questo blocchetto?".
Penso che mi avrebbe promesso pure di farmi diventare padrone del mondo, (ma di tutte le promesse fattemi non gliene feci mantenere neanche una, anche se io ero stato chiaro: ho detto chiaro e tondo "che cosa mi dai per questo blocchetto").
Alla fine il treno partì e io gli lanciai il blocchetto. Due minuti dopo ricevetti un sms con scritto "Str@#xo" e un emoticon che rideva.
Siamo rimasti amici.
Insulti romani.
Una volta stavo passeggiando per Roma quando sentii il seguente scambio di battute (non me ne vogliano gli opsiani romani se non scriverò correttamente in dialetto).
Lui: "Ahò, chai proprio un ber culo!"
Lei: "Te piace? Veni a casa da mi padre che te ne fa uno uguale!"
