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Discussione: Giugno 2013 unicatt

  1. #916
    Partecipante Assiduo
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    Riferimento: Giugno 2013 unicatt

    Ma no che non esce il caso di comunità ! o almeno spero dai non ci voglio pensare come chiara!
    1)in cattolica non c'è nemmeno la specialistica di comunità
    2)nella bibliografia ci sono 2 testi consigliati per l'esame entrambi con i disturbi di psicologia clinica
    3)ma io ho sentito il presidente che il giorno della prima che spiegava quando arrivava a parlare della terza ha detto che uno sarà di lavoro, uno di sviluppo, uno di adulti e uno di clinica della famiglia (come le specialistiche della cattolica tra l'altro) e così c'è scritto a pagina 187 del libretto eds.

    Più che altro, a me personalmente preoccupa se esce un test da commentare.voi sareste capace? E poi sono anche preoccupata perchè alla seconda tra le tracce c'era una ricercaaaa!!quindi nn so che criteri useranno per fare la terza visto che hanno fatto una traccia così alla seconda........ che ansia!!!!

  2. #917
    Partecipante Assiduo L'avatar di Chiara_cookie
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    Riferimento: Giugno 2013 unicatt

    Citazione Originalmente inviato da Saloméxx Visualizza messaggio
    Ma un progetto come quelli della seconda prova? tipo che se ripasso quelli e non ho altre alternative posso sperare di passarlo con quello?
    il problema è che è specifico. potrebbero chiederti un intervento in una scuola per degli episodi di bullismo, un progetto di riabilitazione per ragazzi con disturbi della memoria, o un progetto di sostegno a delle famiglie con figli adolescenti (ho preso i primi tre casi di comunità sul Kaneklin). probabilmente ne saprei fare bene solo uno su cento

  3. #918
    Partecipante Assiduo L'avatar di Chiara_cookie
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    Riferimento: Giugno 2013 unicatt

    io ho sentito il presidente che il giorno della prima che spiegava quando arrivava a parlare della terza ha detto che uno sarà di lavoro, uno di sviluppo, uno di adulti e uno di clinica della famiglia (come le specialistiche della cattolica tra l'altro) e così c'è scritto a pagina 187 del libretto eds. CLINICA DELLA FAMIGLIA??? CIOè????

    Più che altro, a me personalmente preoccupa se esce un test da commentare.voi sareste capace? E poi sono anche preoccupata perchè alla seconda tra le tracce c'era una ricercaaaa!!quindi nn so che criteri useranno per fare la terza visto che hanno fatto una traccia così alla seconda........ che ansia!!!![/QUOTE]

    IN CHE SENSO UN TEST DA COMMENTARE????
    anche io ho pensato che in seconda prova solo la traccia che ci è uscita era prevedibile, il resto DA DOVE L'HANNO TIRATO FUORI??? e anche io ho avuto un po' di paura su eventuali sorprese in terza prova. ma daiiiiiiiiiiii nooooooooooo non può essere. un bel caso di un bel adulto con un bel disturbo ci deve essereeeeeeeeeeeeeeeeee

  4. #919
    Partecipante Assiduo L'avatar di Chiara_cookie
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    Riferimento: Giugno 2013 unicatt

    riguardo ad Alberto ho fatto queste considerazioni diagnostiche:

    -I disturbi di cui soffre soprattutto prima di andare a scuola farebbero pensare ad un attacco di panico, o a attacchi paucisintomatici (nausea, vomito, vertigini, palpitazioni cardiache). E il fatto che non vada a scuola come soluzione a questo malessere fa pensare ad agorafobia. (solo che non si potrebbe fare diagnosi di disturbo di panico perché sembra che gli attacchi di panico qui non siano inaspettati, ma causati dalla situazione [andare a scuola]. Quindi potrebbe essere fobia sociale)
    -La sensazione di inadeguatezza e inferiorità rispetto ai compagni e gli amici fanno pensare alla fobia sociale.
    -I disturbi degli ultimi mesi (fiacchezza, facile affaticabilità, inappetenza, disturbi del sonno, umore depresso e poca voglia di essere attivo) fanno pensare a un disturbo depressivo maggiore.
    -Il bisogno di legarsi alla madre, e di richiedere la sua presenza quando è in casa da solo fanno pensare al disturbo dipendente di personalità, però il fatto che il motivo è la paura di impazzire o di morire se si trova da solo, fanno pensare a una paura di un attacco di panico, quindi sembrerebbe ancora agorafobia, che si ricollegherebbe ai primi sintomi: infatti gli individui con agorafobia spesso si legano a qualcuno per sopportare meglio le situazioni ansiose.
    -Escludo il disturbo di personalità dipendente perché non ci sono altri elementi: sembra proprio che abbia paura di essere giudicato per il suo sentimento di inadeguatezza e inferiorità. Che ci stanno nel disturbo dip. di personalità, però non mi sembra che questo ragazzo sia davvero dipendente dalla madre per prendere decisioni, a iniziare progetti autonomamente, o abbia paura di essere lasciato da solo per il timore di non saper provvedere a sé stesso. Piuttosto la madre sembra che voglia accudire il figlio come se non potesse fare a meno di lei!!! Quindi se andasse avanti di questo passo Alberto potrebbe pure diventare dipendente! Però per ora la sua paura mi sembra quella tipica dei disturbi d’ansia, ed essendo riferita a un contesto sociale (scuola), farei come ipotesi principale fobia sociale. i disturbi dell'umore sono spesso associati alla fobia sociale, per cui potrebbero essere presenti entrambi

  5. #920
    Partecipante Esperto
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    Riferimento: Giugno 2013 unicatt

    Boh, speriamo bene, anche io ho un po' paura della fantasia del presidente (visto che le due più complesse erano sue proposte) ma spero che questa volta si focalizzi su lavoro e lasci clinica e sviluppo a chi se ne intende... boh, di buono c'è da dire che le correzioni mi sono sembrate di manica piuttosto larga... Grazie per le risposte

    Su ragazze! Forza!!

  6. #921
    Partecipante Assiduo L'avatar di Chiara_cookie
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    Riferimento: Giugno 2013 unicatt

    non ho mai sentito parlare del disturbo isterico effemminato... che cosa è??? io faccio riferimento al DSM IV quindi considero i disturbi presenti solo lì.
    perché avevate considerato un disturbo dell'adattamento? non mi sembra che Alberto abbia subito un evento particolarmente stressante, o mi è sfuggito qualcosa???

  7. #922
    Partecipante Assiduo L'avatar di Chiara_cookie
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    Riferimento: Giugno 2013 unicatt

    Citazione Originalmente inviato da Saloméxx Visualizza messaggio
    Non ci sono criteri perché è sul gabbard e non sul dsm... boh sì anche io pensavo dipendente, ma non mi entrano in testa i criteri e le descrizioni su questo disturbo quindi non ero convinta... poi in realtà hanno tutti talmente tante cose in comune che spesso faccio una fatica assurda a decidermi sulla diagnosi più sensata da proporre, perdo un sacco di tempo a riflettere e a cercare di rispolverare quello che ho studiato
    anche io!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  8. #923
    Partecipante Assiduo L'avatar di Chiara_cookie
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    Riferimento: Giugno 2013 unicatt

    sì, riguardo al disturbo dell'adattamento hai ragione, sembra una contraddizione. cito il DSM IV pag. 724

    la durata dei sintomi di un disturbo dell'adattamento può essere indicata scegliendo una delle seguenti specificazioni:
    acuto: i sintomi persistono per meno di 6 mesi
    cronico: il persistere dei sintomi per 6 mesi o più. per definizione i sintomi non possono persistere per più di sei mesi dopo la cessazione del fattore stressante o delle sue conseguenze. la specificazione cronico quindi è adatta quando la durata dell'alterazione è maggiore di 6 mesi in risposta ad un fattore stressante cronico o ad un fattore stressante che ha conseguenze protratte.

    ma non credo ci serva questa specificazione. se l'evento stressante è grave e riguarda la morte o il pericolo di morte si fa ipotesi di disturbo post traumatico da stress (se si risolve tutto in un mese allora sarà disturbo acuto da stress) se l'evento è più lieve (come un trasloco, la separazione da qualcuno, il pensionamento ecc) si fa ipotesi di disturbo dell'adattamento. acuto o cronico non lo direi

  9. #924
    Partecipante Esperto
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    Riferimento: Giugno 2013 unicatt

    Citazione Originalmente inviato da Chiara_cookie Visualizza messaggio
    riguardo ad Alberto ho fatto queste considerazioni diagnostiche:

    -I disturbi di cui soffre soprattutto prima di andare a scuola farebbero pensare ad un attacco di panico, o a attacchi paucisintomatici (nausea, vomito, vertigini, palpitazioni cardiache). E il fatto che non vada a scuola come soluzione a questo malessere fa pensare ad agorafobia. (solo che non si potrebbe fare diagnosi di disturbo di panico perché sembra che gli attacchi di panico qui non siano inaspettati, ma causati dalla situazione [andare a scuola]. Quindi potrebbe essere fobia sociale)
    -La sensazione di inadeguatezza e inferiorità rispetto ai compagni e gli amici fanno pensare alla fobia sociale.
    -I disturbi degli ultimi mesi (fiacchezza, facile affaticabilità, inappetenza, disturbi del sonno, umore depresso e poca voglia di essere attivo) fanno pensare a un disturbo depressivo maggiore.
    -Il bisogno di legarsi alla madre, e di richiedere la sua presenza quando è in casa da solo fanno pensare al disturbo dipendente di personalità, però il fatto che il motivo è la paura di impazzire o di morire se si trova da solo, fanno pensare a una paura di un attacco di panico, quindi sembrerebbe ancora agorafobia, che si ricollegherebbe ai primi sintomi: infatti gli individui con agorafobia spesso si legano a qualcuno per sopportare meglio le situazioni ansiose.
    -Escludo il disturbo di personalità dipendente perché non ci sono altri elementi: sembra proprio che abbia paura di essere giudicato per il suo sentimento di inadeguatezza e inferiorità. Che ci stanno nel disturbo dip. di personalità, però non mi sembra che questo ragazzo sia davvero dipendente dalla madre per prendere decisioni, a iniziare progetti autonomamente, o abbia paura di essere lasciato da solo per il timore di non saper provvedere a sé stesso. Piuttosto la madre sembra che voglia accudire il figlio come se non potesse fare a meno di lei!!! Quindi se andasse avanti di questo passo Alberto potrebbe pure diventare dipendente! Però per ora la sua paura mi sembra quella tipica dei disturbi d’ansia, ed essendo riferita a un contesto sociale (scuola), farei come ipotesi principale fobia sociale. i disturbi dell'umore sono spesso associati alla fobia sociale, per cui potrebbero essere presenti entrambi
    Sì hai ragione, io a lato del testo di solito metto le prime cose che mi fanno venire in mente le varie frasi e i sintomi, poi ragiono su quale tra i disturbi che mi appunto mi sembra il più valido e che rispecchia anche la struttura della famiglia etc... ma di fianco ad alberto ho scritto "ansia, evitante, ritiro schizoide, disturbo umore, dipendenza, isterico" ma non è che riesca ad essere molto convinta di nessuno di questi.
    Va be', penso che qualunque cosa si scriva l'importante è motivare il perché!

    Io temo le dipendenze, gli alcolisti e i trattamenti che prevedono approcci diversi e integrati perché non so bene come strutturarli, quali scegliere e come descriverli.

  10. #925
    Partecipante Assiduo L'avatar di Brontolona
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    03-03-2012
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    Riferimento: Giugno 2013 unicatt

    Citazione Originalmente inviato da derju87x Visualizza messaggio
    MBITO ETA’ EVOLUTIVA - PADOVA GIUGNO 2012
    I genitori di una ragazzina di quasi 11 anni, che frequenta da 3 mesi la 1° classe della Scuola secondaria di primo grado, chiedono una consulenza psicologica per la figlia. Al primo colloquio con i genitori B. viene descritta come “timida e un po’ chiusa” già dalla scuola dell’Infanzia. Rispetto alla scuola nomina qualche ‘amica’, ma a casa non chiede di frequentarne. Evita il più possibile le esperienze di gruppo, sia a scuola che nel tempo libero. La famiglia attribuisce ciò alla timidezza, come tratto costituzionale. I genitori evidenziano invece soddisfatti che B. ha iniziato la Scuola Primaria “prima”, (compiendo i 6 anni a fine marzo) e che ha risultati adeguati, anche se quando glielo si chiede, B. non ama parlarne, e non esprime grande interesse. Ha una sorella maggiore di lei di 10 anni, che la madre definisce “come una seconda mamma per lei”. B. tende a chiedere ancora di dormire nel letto con la sorella, come faceva da piccola, e nell’ultimo periodo più di frequente. Talvolta le viene concesso. B. ha difficoltà di addormentamento e risvegli frequenti da diversi mesi. Inoltre, dall’estate, lamenta frequenti episodi di malessere, in particolare cefalea e nausea, che non hanno trovato riscontro in particolari condizioni somatiche o mediche. I genitori accennano a episodi simili nella prima infanzia, ma non sanno specificarli. Infine, pur continuando a frequentare la Scuola, portata dai genitori, da circa 2 mesi al mattino tende a chiedere di restare a casa, esprimendo disagio emotivo nel dover andare, con agitazione e chiusura in sé. I genitori trovano questo incomprensibile, dati i “risultati normali”.
    Il/la candidato
    ° delinei gli approfondimenti diagnostici che ritiene utili effettuare e indichi gli
    strumenti psico-diagnostici adeguati,
    ° ipotizzi un'area diagnostica e delinei una possibile restituzione ed i possibili percorsi
    di intervento.
    CI PROVO..
    Per l'inquadramento diagnostico di questo caso verrà fatto riferimento al DSM-IV-TR. Però gli elementi disponibili non sono sufficienti a portare i sintomi ad una specifica categoria nosologica. Quindi saranno utili approfondimenti attraverso test e colloqui.
    L'analisi della domanda è fatta dai genitori di una ragazzina di 11 anni che viene descritta come "timida e un po' chiusa". Il motivo per cui si rivolgono ad un consultorio sembra essere quello della chiusura della bambina alle relazioni sociali, una certa riluttanza nell'andare a scuola e nel voler continuare a dormire nel letto con la sua sorella. Inoltre già dall'estate scorsa presenta disturbi somatici come nausea a mal di testa, ha problemi di addormentamento e risvegli notturni e spesso richiede ancora di dormire insieme alla sorella.
    Innanzitutto è necessario coinvolgere la ragazzina direttamente, invitandola ad un colloquio per vedere ciò che ha da dire su sè stessa e sulla sua relazione e poi sarebbero da chiamare anche gli insegnanti per poter svolgere un colloquio anche con loro e chidere, eventualmente se è possibile fare un'osservazione del comportamento della ragazzina in classe, per analizzare i suoi comportamenti con i coetanei.
    La ragazzina ad un primo impatto sembrerebbe soffrire di ansia da separazione, in quanto viene riferito che ha riluttanza ad andare a scuola, già dall'estate mostrava cefalee e nausea, bisognerebbe chiederle nel colloquio quando ha iniziato ad avvertire questi sintomi, e il perchè sente la necessità di dormire con la sorella in alcuni momenti.
    La sorella ha 10 anni più di lei potremmo chiederle che tipo di rapporto ha con lei e se essa avesse parlato di un eventuale distacco dalla famiglia e se questo va a coincidere con l'inizio dei sintomi della ragazzina.
    I genitori riferiscono che la piccola sembra aver mostrato sintomi simili nell'infanzia ma non si ricordano bene, attraverso il colloquio potremo cercare di indagare se questi sintomi fossero avvenuti al momento del distacco dalla famiglia per motivi scolastici o di lavoro dei genitori.
    Dovremo chiedere alla ragazzina che tipo di vissuto emotivo sta provando, sapere se teme che possa accadere qualcosa a lei o alle sue persone più care quando lei è separata da loro.
    Un altro aspetto, da non trascurare è la descrizione che i genitori fanno della bambina ovvero "Timida e un po' chiusa" che vista insieme agli altri sintomi potrebbe far ipotizzare a un probabile disturbo depressivo della bambina. come sappiamo i disturbi dell'umore nei bambini sono vissuti diversamente rispetto alla popolazione adulta. spesso si dimostrano proprio timidi, con coartazione e tendenti al ritiro sociale. questo potrebbe essere associato all'ansia da separazione che prevede tra i disturbi associati anche uno stato depressivo.
    si potrebbero somministrare il Family Relation Test per valutare le relazioni familiari e un Test Ansia e Depressione per avere un quadro completo, inoltre tenendo conto del fatto che spesso alcuni bambini non riescono ad esporre i propri sentimenti, quest'ultimo test prevede anche una parte da far compilare ai genitori.
    E' importante lavorare con la motivazioni di tutti i soggetti inseriti nel caso.
    Inoltre, è necessario sapere, attraverso colloqui con la bambina stessa e con i familiari, se la bambina negli utlimi tre mesi ha subito un trauma, in quanto dovremmo escludere che non ci sia un Disturbo Post Traumatico da Stress, in quanto questo comporta un ritiro sociale, una certa regressione (la ragazzina che vuole tornare a dormire con la sorella più grande) e anomalie del sonno. chiaramente lo stressor dovrebbe essere qualcosa che ha messo in pericolo la propria e altrui vita. importante è sapere anche i contenuti dei sogni se sono presenti sogni relativi alla separazione o all'evento traumatico.
    Inoltre i bambini manifestano come disturbi associati al Disturbo Post Traumatico da Stress anche disturbi e lamentele fisiche.
    Se la diagnosi si dimostrasse valida per quest'ultimo aspetto sarebbe necessaria una terapia espressiva che coinvolga la bambina affinchè possa esprimere cosa le è accaduto possa rivivere il trauma. potrebbe essere inserita anche all'interno di una terapia di gruppo in cui sono coinvolti soggetti che si sono trovati a vivere il suo stesso trauma.
    Nel caso di ansia da separazione sarebbe opportuno inviare la bambina ad uno psicoterapeuta ad indirizzo cognitivo comportamentale che la porti a fare una ricostruzione cognitiva e fare un parent training per i genitori affinchè sappiano come comportarsi di fronte ai comportamenti tipici della patologia della figlia.
    Importante curare dal principio questo tipo di disturbo in quanto da adulti potrebbe trasformarsi in altri disturbi d'ansia e disturbi depressivi maggiori.


    Che pensate?
    Qualcuno di sviluppo??
    Qualcuno che provi a svolgere alla sua maniera questo caso?
    Grazie!

  11. #926
    Partecipante Esperto
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    Riferimento: Giugno 2013 unicatt

    Citazione Originalmente inviato da Chiara_cookie Visualizza messaggio
    non ho mai sentito parlare del disturbo isterico effemminato... che cosa è??? io faccio riferimento al DSM IV quindi considero i disturbi presenti solo lì.
    perché avevate considerato un disturbo dell'adattamento? non mi sembra che Alberto abbia subito un evento particolarmente stressante, o mi è sfuggito qualcosa???
    Io il disturbo di adattamento non l'avevo preso in considerazione, anche perché non mi viene in mente proprio!

    Il disturbo isterico effeminato è una versione del disturbo isterico (cioè il livello più elevato di funzionamento dell'istrionico per il dsm) che si manifesta nel sesso maschile. C'è l'ipermascolino (stereotipo maschile) ed effeminato (comportamento apertamente omosessuale/effeminato o eterosessuale passivo e sottomesso). La struttura familiare è simile a quella descritta nel caso di Alberto perché il padre è assente o anch'egli passivo, figura secondaria nella famiglia. Il resto è come per le isteriche, quindi bisogno di dipendenza anche apertamente espresso, ricerca del rapporto, emotività instabile. E' frequente la comorbilità con disturbo depressivo maggiore. In Alberto manca l'aspetto della sessualità inconsapevole, ma in realtà non è sempre un aspetto centrale e manifesto e comunque si potrebbe approfondire. Però non mi torna la fobia scolastica.

  12. #927
    Partecipante Assiduo L'avatar di Chiara_cookie
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    Riferimento: Giugno 2013 unicatt

    Il disturbo isterico effeminato è una versione del disturbo isterico (cioè il livello più elevato di funzionamento dell'istrionico per il dsm) che si manifesta nel sesso maschile. C'è l'ipermascolino (stereotipo maschile) ed effeminato (comportamento apertamente omosessuale/effeminato o eterosessuale passivo e sottomesso). La struttura familiare è simile a quella descritta nel caso di Alberto perché il padre è assente o anch'egli passivo, figura secondaria nella famiglia. Il resto è come per le isteriche, quindi bisogno di dipendenza anche apertamente espresso, ricerca del rapporto, emotività instabile. E' frequente la comorbilità con disturbo depressivo maggiore. In Alberto manca l'aspetto della sessualità inconsapevole, ma in realtà non è sempre un aspetto centrale e manifesto e comunque si potrebbe approfondire. Però non mi torna la fobia scolastica.
    uh, grazie!!!!! ^_^ ma da dove viene questa diagnosi? Gabbard?
    io con isterismo pensavo tutt'al più a un disturbo somatoforme, tipo di somatizzazione, per questo non riuscivo a capire Alberto hahahha!!!

  13. #928
    Partecipante Assiduo
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    Riferimento: Giugno 2013 unicatt

    Ah Boh.....anch'io li temo molto......ma dite che tra tutti i disturbi che ci sono ce ne deve uscire proprio uno di dipendenza al alcool o sostanze senza nemmeno una patologia correlata....tipo un disturbo bordeline o antisociale....dai non credo....io temo anche i disturbi dissociativi....sono incerta sui trattamenti.....e poi i disturbi somatoformi....come li trattate voi? a me per il somatoforme sembra un po più consono le psicodinamico perchè esprimono un conflitto inconscio non riesce ad essere simbolizzato e mentalizzato e trova espressione sul piano somatico.....ma voi vi trovate un trattamento per ogni specifico disturbo somatoforme....il problema è che proprio che sono stati così con i voti delle prime due io temo molto la terza...poi posso sbagliarmi....non sò....
    comunque si la seconda ansia è i test da commentare.....tipo se ti esce un grafico della wais o dell mmpi da commentare....


    Citazione Originalmente inviato da Saloméxx Visualizza messaggio
    Sì hai ragione, io a lato del testo di solito metto le prime cose che mi fanno venire in mente le varie frasi e i sintomi, poi ragiono su quale tra i disturbi che mi appunto mi sembra il più valido e che rispecchia anche la struttura della famiglia etc... ma di fianco ad alberto ho scritto "ansia, evitante, ritiro schizoide, disturbo umore, dipendenza, isterico" ma non è che riesca ad essere molto convinta di nessuno di questi.
    Va be', penso che qualunque cosa si scriva l'importante è motivare il perché!

    Io temo le dipendenze, gli alcolisti e i trattamenti che prevedono approcci diversi e integrati perché non so bene come strutturarli, quali scegliere e come descriverli.

  14. #929
    Partecipante Esperto
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    Riferimento: Giugno 2013 unicatt

    sì anche dissociativi o somatoformi mi mandano in crisi...
    Per la storia dei test...boh non dico che non sia possibile che esca un caso del genere, ma non ha senso, perché non tutti hanno una preparazione in psicodiagnostica, mi risulta.
    Io per esempio sto facendo il master ma mica ricordo a memoria tutti i cut-off dei punteggi dell'mmpi... per non parlare dei test che non ho studiato (come le matrici di raven, di cui sinceramente non so più che una breve descrizione).
    L'hanno fatto nel 2010 in cattolica, ma 1) la commissione era quella assurda che faceva domande incomprensibili anche in prima e seconda prova; 2) io non escludo che in realtà vi fossero molti altri dati da analizzare oltre al risultato di un test. Anche perché ci dicono dappertutto che il test da solo non ci dice niente senza anamnesi e colloqui...!

  15. #930
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    Riferimento: Giugno 2013 unicatt

    Citazione Originalmente inviato da Chiara_cookie Visualizza messaggio
    uh, grazie!!!!! ^_^ ma da dove viene questa diagnosi? Gabbard?
    io con isterismo pensavo tutt'al più a un disturbo somatoforme, tipo di somatizzazione, per questo non riuscivo a capire Alberto hahahha!!!
    eh sì, ma infatti c'è questa confusione legata al fatto che in psicodinamica il disturbo isterico è tra i somatoformi (disturbo di conversione), ma anche nei disturbi di personalità. Il dsm l'ha fatto rientrare nel disturbo istrionico, ma quest'ultimo è più grave... l'isterico è più sul versante nevrotico, l'istrionico più sul versante borderline...

    Comunque sì, Gabbard! Però mi sa che non lo metterei se voi non lo conoscete, si vede che è una teorizzazione che non è riportata su tutti i manuali...

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