Dalle memorie di Jonathan Michael J. Sniper
Mi ero effettivamente ripromesso di stare sempre all'erta nei giorni seguenti, ma come al solito qualcosa non andò per il verso giusto e dovetti mancare alla parola data.
Tanto per cominciare, i libri mi avevano prosciugato tutte le energie che avevo: col risultato che anche solo sfiorarli mi sarebbe costata un'immane fatica; inoltre, un altro esame contemporaneamente incalzava, senza darmi un attimo di tregua.
Per quella settimana e la successiva, quindi, mi concentrai su quest'ultimo esame, rimettendomi al destino o a qualunque cosa potesse assicurarmi un esito felice.
Nel frattempo, i giorni passavano e diverse mie conoscenze mi assicuravano che fossi andato bene. Io non avevo la loro sicurezza, o fiducia, o come la volete chiamare: fino all'ultimo non potevo essere sicuro di come fossi andato. Volevo leggere con i miei occhi l'esito, imprecare o esultare a seconda, firmare o no il libretto e, se tutto andava bene, accantonare (speravo per sempre) quella brutta vicenda.
Come me diversi altri, conoscenti multimediali, preparavano esami, e quelli presenti all'appello assieme a me iniziavano a mostrare segni d'impazienza: l'esito non compariva. C'era chi proponeva una missione investigativa di ricognizione in facoltà per vederci chiaro. A dire il vero era un'idea che mi era balenata fin da subito (per via di brutte esperienze passate) solo che ancora non volevo concretizzarla, assecondando un pensiero o desiderio segreto: vedere, finalmente, per una volta, quei magici esiti.
La settimana trascorse, e nessun esito comparve.
Il lunedì successivo ero già pronto a fare la suddetta ricognizione, armandomi di occhi e carta e penna, quando finalmente alcune notizie in campo multimediale nell'area di quella materia mi fecero sperare. Avevo ragione: gli esiti erano comparsi. Ora si trattava di aprire la pagina e scorrere il fatidico elenco, in cerca del mio nome o numero di matricola.
Potrà sembrare strano a qualcuno, ma questa parte fu durissima.
E' il momento in cui, a parte rarissime eccezioni, ho sempre provato il massimo dell'angoscia. La speranza, il desiderio, il timore di vedere un brutto voto, un "non sufficiente", un "al prossimo appello", mi facevano girare la testa e star male. Ma forse erano solo le mie paure, la mia mente a fare questi scherzi. Un osservatore esterno, forse, non avrebbe avuto questi problemi; o forse un qualunque studente a parte me.
Basta, decisi. E' ora. Sospirai e aprii la pagina.
L'elenco era più breve del previsto. Pensavo fossimo una trentina, invece, a quanto pareva, eravamo poco meno di venti.
L'occhio cadde subito sul mio nome, dato il ristretto numero di nomi. Nome mio, numero di matricola, voto...
Trenta.
E' strano, ma quando vedo scene del genere penso sempre che ci sia stato un errore. Il voto che da trenta si trasforma in venti, o che dal mio nome doveva passare a quello più in basso o più in alto di me, uno scambio di esiti. Come faccio a essere sicuro che questo non sia successo? Poi mi tranquillizzo, sospiro, dico: "E' andata" e gioisco dentro di me.
Registrazione del voto: la settimana successiva. Per coincidenza, lo stesso giorno dell'altro esame che incalza.
Non posso riposarmi sugli allori: anche perchè il prossimo avversario non è esattamente facile da battere, bisogna usare le armi giuste, e assolutamente non credersi superiore a lui prima di averlo affrontato. Nè credersi assolutamente imbattibili.
E allora... proseguiamo con le danze. Sperando in bene.
Nel frattempo, altri preparano esami. Amici che si confrontano su alcuni dubbi, conoscenze multimediali che ripassano prima del giorno fatidico, altri che sono in pausa in attesa di ricominciare.
Il merito del mio voto va a tutti questi. Non è una frase di convenienza, è la verità. Perchè mi hanno dato la forza, la fiducia e l'insistenza per combattere e andare avanti. E anche se tutti mi hanno detto che questo è un esame facile, io tengo a ribadire che un esame è facile solo quando lo affronti e vedi il tuo esito, non prima.
Perciò a tutti dico: grazie.
E in bocca al lupo per le vostre sfide.
