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  1. #931
    Banned
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    21-03-2008
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    Riferimento: Transfert o relazione (il transfert: "l'alfa e l'omega" della psicoterap

    Citazione Originalmente inviato da Megiston Matema
    il mio discorso sulla ragazzina che si prostituisce non era moralistico, forse avrei dovuto approfondirlo di più, ma volevo dire che quella ragazzina ritiene molto importante possedere un oggetto (la ricarica telefonica) al punto da porsi come oggetto sessuale per averlo.
    Porsi come oggetto sessuale significa elargire una prestazione sessuale (insomma è un modo di dire). Da quello che dici deduco che secondo te la ragazzina sbaglia perché ritiene molto importante possedere un "oggetto", "la ricarica telefonica", ma anche qui l'oggetto è un poter fare qualcosa cioé poter comunicare con certi amici e coetanei, non è l'oggetto in sé che interessa. Comunque in ogni caso secondo te poi non sbaglia uno psicoanalista che vende un altro tipo di prestazione perché anche lui ritiene molto importante comprare magari un libro su Freud?
    Se la ragazzina magari potesse disporre come te di altre prestazioni da vendere con un buon guadagno, forse le venderebbe e non si prostituirebbe come fa. Poi non so il cellulare lo userai anche tu, se la ragazzina non può averle certe cose (le ricariche telefoniche) e le desidera avere come tu magari desideri avere altro, si industria come può, a te magari i soldi per le cose che ritieni importante fare nella tua vita non mancano.
    Guarda che se fai caso a quello che fai tu stesso puoi arrivare alla conclusione che anche tu ritieni importante guadagnare bene nello svolgere il tuo lavoro (prova a fare quello che fai senza farti pagare più, senza prendere neanche un centesimo dai tuoi clienti e poi ne riparliamo), certo ci può essere altro, e magari allo stesso modo anche la ragazzina nel fare quel che fa può trovare un tipo con cui le piace stare, ma mica è detto. Cioé magari anche tu se potessi startene senza far nulla guadagnando ugualmente, prenderesti meno clienti, in parte si può fare un lavoro perché ci piace farlo, ma in buona parte si lavora spesso per campare (campare significa potersi relazionare, quindi oggi significa anche possedere certi volgari mezzi tecnologici di comunicazione, se noi non possedessimo un pc o un cellulare o altro ed una connessione internet che paghiamo, come faremmo a comunicare su questo forum?).
    Cioé io non riesco ad afferrare dove ci sia una sostanziale differenza tra queste diverse situazioni se non nel tipo di prestazione venduta.

    Saluti
    Ultima modifica di Char_Lie : 12-02-2010 alle ore 17.18.54

  2. #932
    Partecipante Leggendario L'avatar di gieko
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    Riferimento: Transfert o relazione (il transfert: "l'alfa e l'omega" della psicoterap

    Citazione Originalmente inviato da Char_Lie Visualizza messaggio
    Cioé io non riesco ad afferrare dove ci sia una sostanziale differenza tra queste diverse situazioni se non nel tipo di prestazione venduta.
    Repetita iuvant: dimentichi che esistono rapporti produttivi oltre che parassitari.

    Saluti
    gieko

  3. #933
    Megiston Matema
    Ospite non registrato

    Riferimento: Transfert o relazione (il transfert: "l'alfa e l'omega" della psicoterap

    Citazione Originalmente inviato da Char_Lie Visualizza messaggio
    ... se noi non possedessimo un pc o un cellulare o altro ed una connessione internet che paghiamo, come faremmo a comunicare su questo forum?).
    Cioé io non riesco ad afferrare dove ci sia una sostanziale differenza tra queste diverse situazioni se non nel tipo di prestazione venduta.

    Saluti
    Il possesso di un pc, di una connessione internet, della corrente elettrica per fare funzionare queste cose, e quant’altro, non spiegano perché noi siamo qui; io ad esempio ci sono per mio piacere, non mi aspetto che tu (o chiunque altro) mi diate qualcosa in cambio e non avverto ciò che sto facendo come una “prestazione”.
    Come analista, invece, dovresti pagarmi, perché io vivo di questo; con ciò tu contribuisci alla mia sopravvivenza, ma non paghi il mio lavoro, per quello non ti basterebbero tutti i soldi che possiedi e una cosa del genere non ha prezzo se non l’obolo stabilito per convenzione e che è a garanzia mia e del fatto che tu non mi sarai più debitore di nulla.
    Nella mia esperienza di psicologo e di psicoanalista mi è capitato di sentire i primi vagiti di un soggetto che si da il permesso di esistere per ciò che è, e per questo non ci può essere alcuna retribuzione in grado commensurare questo autentico prodigio. Per una madre, per un padre e per la levatrice il vagito stesso sono la gioia più grande ... ma la levatrice va pagata!
    Saluti.
    Ultima modifica di Megiston Matema : 12-02-2010 alle ore 19.07.14

  4. #934
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    Riferimento: Transfert o relazione (il transfert: "l'alfa e l'omega" della psicoterap

    Sì, però, scusate, eh, ho l'impressione che si sopravvaluti un tantino il lavoro dello psicologo, che è un professionista che si offre sul mercato, come tutti...
    Il valore del suo lavoro è una questione non etica, o filosofica, ma strettamente giuridica...perchè i rapporti economici, nella società civile, sono regolati dalle convenzioni fra gli uomini, in sostanza, dal diritto.

    Quello che, da questo punto di vista, non si può misurare, rientra nel campo dei sentimenti, per cui la persona che mi ha rallegrato in un giorno in cui ero triste, per me ha un valore incalcolabile, come esempio.
    Mentre la persona che vigila su di me, per esempio un poliziotto, perchè non mi accada nulla di male, per me non ha nessun valore, perchè non me ne accorgo..
    E il radarista che mi impedisce di andare a sbattere con l'aereo, io non so neanche chi è.

    Non ti basterebbero tutti i soldi che possiedi è un po'..come dire..presuntuoso e, a maggior ragione, credo sia sbagliato valutare la propria opera in maniera incalcolabile..

    Se non fosse così, saremmo come al mercato nero in tempo di guerra, quando una medicina vale tutti i soldi che hai...

    Boh? E' solo un'opinione...

    I primi vagiti, la levatrice..sa un po' di Dio.

  5. #935
    benedetta14
    Ospite non registrato

    Riferimento: Transfert o relazione (il transfert: "l'alfa e l'omega" della psicoterap

    Citazione Originalmente inviato da gieko Visualizza messaggio
    Repetita iuvant: dimentichi che esistono rapporti produttivi oltre che parassitari.

    Saluti
    Assolutamente vero.

  6. #936
    Partecipante Super Esperto L'avatar di lalangue
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    Riferimento: Transfert o relazione (il transfert: "l'alfa e l'omega" della psicoterap

    L'analista va pagato. Né poco né tanto: il giusto. Alla fine, è un lavoro. Le altre gratificazioni sono tutti degli extra. Va pagato per un sacco di buone ragioni, tra le quali: ha speso dei soldi per formarsi e per accumulare sapere ed esperienza che gli permettono di avere cura (in senso heideggeriano) del paziente, spendendo anche il suo tempo. Non c'è gratuità nel lavoro terapeutico.

    Inoltre mi chiederei perché la ragazzina, per l'esigenza di "comunicare", sia disposta a vendere la propria intimità. Tra le due forme di comunicazione, quella più forte in teoria dovrebbe essere quella fisica, in quanto intima. Non capisco come faccia a svilire la propria intimità così. Proprio per non svilire alla stessa maniera il mio tempo, mi faccio pagare una cifra adeguata al servizio che offro. Proprio per non sopravvalutare le mie capacità e le mie possibilità, non eccedo nell'attribuire un prezzo al mio tempo.
    Ultima modifica di lalangue : 13-02-2010 alle ore 00.53.17
    Citazione Originalmente inviato da complicata Visualizza messaggio
    Ma per caso la reincarnazione di Freud è Tinto Brass?
    La descrizione calzerebbe a pennello, manca solo il cubano..
    Sorella Psicoanalisi e Il Piccolo Mondo Antico

  7. #937
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    Riferimento: Transfert o relazione (il transfert: "l'alfa e l'omega" della psicoterap

    Citazione Originalmente inviato da gieko
    Repetita iuvant: dimentichi che esistono rapporti produttivi oltre che parassitari.
    Guarda gieko che è produttivo ogni rapporto, se non producesse qualcosa che interessa alle persone che lo intrattengono non ci sarebbero motivi per intrattenerlo. Io non mi preoccuperei del fatto che un rapporto sia produttivo ma del fatto che ci faccia stare molto bene e che non contenga troppi elementi spiacevoli. Io penso che però i rapporti siano un qualcosa che si negozia sempre, non ci piace tutto in una relazione, spesso mi sono trovato senza amici proprio perché non ero disposto a negoziare, i rapporti si reggono proprio sulla soddisfazione di certi bisogni, voglio vedere se uno psicoanalista col suo bel studio lindo e pulito, la sua libreria sullo sfondo con questo o quel testo in vista e così via prenderà facilemente in carico un barbone che magari puzza come una discarica e non ha un centesimo per pagarlo. Ad un cliente di un analista potrebbe non far piacere pagare le sedute ma se vuole intrattendere quel tipo di rapporto produttivo deve pagare, cioé fare qualcosa che preferirebbe magari non fare, si sottopone a questo male per ottenere altro.
    Poi per me è davvero paradossale che ci si preoccupa tanto della ragazzina che vende una prestazione sessuale per una ricarica telefonica e non ci si preoccupa magari di un operaio o di persone che fanno lavori umili e logoranti per campare, là si può fare tutto e non esiste scandalo tanto è vero che ci si preoccupa più della disoccupazione e non del fatto che si occupino poi le persone in questo modo, mentre per me scandali di questo tipo sono praticamente dappertutto sotto agli occhi di tutti ma si vuol notare sempre solo qualcosa e non tutto quello che si ha intorno, se lo si notasse e si volesse mantenere questa coerenza critica bisognerebbe mettere in campo una tale rivoluzione che probabilmente distruggerebbe la società e tutte le gerarchie di potere del mondo in cui viviamo che è regolato proprio in base ad una serie di scambi coatti di questo tipo. "Essere liberi di essere quel che si è" è sicuramente una bella frase ma se poi una persona vuol sopravvivere dovrà per forza essere sottoposta a scambi coatti ed anche a diversi livelli (anche nelle relazioni di amicizia si negozia), a me sembra ovvio che non tutto quel che si fa lo si fa per piacere o perché lo si desidera fare, una parte è lavoro, lo si fa per ottenere altro e spesso quel che si deve fare è tutt'altro che piacevole e può essere anche deletereo, certo sarebbe bello se il lavoro possa essere ridotto al minimo o se magari non esistesse proprio, su questo sono d'accordo, ma purtroppo c'è e per ora non siamo riusciti a liberarcene, se voi psicoanalisti avete in mano soluzioni vere e proprie e non soltanto giudizi di valore tiratele fuori. In fin dei conti magari questi sono dei problemi che vorrei porre a voi analisti, io per essere me stesso non dovrei far nulla di utile che qualcuno è disposto a pagare o a barattare con qualcosa, ma poi come faccio a campare se non ho i mezzi di sussistenza continuando a vivere in questo mondo?

    Saluti
    Ultima modifica di Char_Lie : 13-02-2010 alle ore 09.32.22

  8. #938
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di luigi '84
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    25-03-2008
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    Riferimento: Transfert o relazione (il transfert: "l'alfa e l'omega" della psicoterap

    Citazione Originalmente inviato da lalangue Visualizza messaggio
    gli permettono di avere cura (in senso heideggeriano) del paziente
    Ah si? Certo che tu butti lì dei cenni, ogni tanto, che mi fanno incuriosire molto! Se posso chiederti, che significa secondo te quello che sostieni? Anzi, cosa ancora più importante, esiste un rapporto tra Cura e cura psicoanalitica? Poco fa sostenevi che lo psicoanalisita non ne sa nulla di esistenza...eppure la stanza d'analisi è uno dei tanti luoghi in cui viene ad asser-ci l'essere dell'uomo: e se fosse proprio il luogo eminente in cui l'esser-ci trova scacco e quindi schiude se stesso alla autenticità? In fondo, l'analisi è un al di là della Chiacchera vuota, perchè domanda all'esser-ci la sua provenienza reale! Provenienza inconscia...
    Vabbè, giusto qualche riflessione, per vedere se avevi in mente qualcosa di interessante a proposito!

    Saluti,
    Luigi

  9. #939
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    Riferimento: Transfert o relazione (il transfert: "l'alfa e l'omega" della psicoterap

    Citazione Originalmente inviato da lalangue
    Inoltre mi chiederei perché la ragazzina, per l'esigenza di "comunicare", sia disposta a vendere la propria intimità. Tra le due forme di comunicazione, quella più forte in teoria dovrebbe essere quella fisica, in quanto intima. Non capisco come faccia a svilire la propria intimità così.
    Ma nel secondo caso la ragazzina vende una prestazione, è una cosa diversa. Un'attrice per esempio dà un bacio in scena ad un attore, ma c'è una bella differenza tra il bacio che l'attrice dà in scena ed il bacio che dà al suo fidanzato. Il primo veicola una forma di comunicazione ma non quella privata, non bisogna confondere le acque. Dovremmo allora esprimere le stesse perplessità che mostri tu anche riguardo agli attori che per esigenze di copione sono disposti a dare baci sulle labbra ai partner di scena?
    Poi insomma sono intime anche certe cose che dei poeti esprimono in una poesia. In una certa maniera vende la propria intimità anche uno scrittore per pagarsi l'affitto di casa.
    Io poi sono d'accordo con voi è preferibile che una persona riesca a vivere come davvero desidera, ma se è così bisogna anche mettere da parte i giudizi morali, concedere una prestazione sessuale sotto pagamento rappresenta un lavoro e può non essere piacevole come la maggior parte dei lavori, magari anche un impiegato preferirebbe fare altro ma se non dispone di niente di meglio per guadagnare qualcosa, cioé se quello è l'impiego meno peggiore secondo il suo punto di vista e non ha alternative più allettanti cosa dovrebbe fare? Se scegliesse volontariamente di non fare quel lavoro o lavori peggiori di quello la sua scelta poi dovrà ricadere sul non lavorare proprio, che in fin dei conti non rappresenta un problema in sé, il problema è rappresentato poi dal fatto che non avrà più introiti.

    Citazione Originalmente inviato da lalangue
    Proprio per non svilire alla stessa maniera il mio tempo, mi faccio pagare una cifra adeguata al servizio che offro. Proprio per non sopravvalutare le mie capacità e le mie possibilità, non eccedo nell'attribuire un prezzo al mio tempo.
    Se c'è qualcuno disposto a pagare tanto questo lo puoi fare, ma se non c'è? Come fai a farti pagare in maniera adeguata per non far svilire la tua prestazione se non c'è nessuno disposto a pagare tanto quel tipo di prestazione? Il prezzo adeguato lo hai in mente tu, bisogna vedere se il mercato, la disponibilità economica del tuo target e la concorrenza sono in accordo con le tue idee.
    Certo se la ragazzina riuscisse a mettere su un giro di affari migliore, cioé invece di una ricarica farsi pagare magari un 500 / 1000 euro non sarebbe male per lei. Comunque in ogni caso sembra strana anche a me questa cosa, molte donne in genere riescono a spillare molto di più dalle tasche di un uomo spesso senza concedere praticamente nulla della loro intimità fisica .
    Questa abilità femminile di usare la seduzione per la verità l'ho sempre invidiata. Va be' comunque questo è un altro discorso.

    Saluti
    Ultima modifica di Char_Lie : 13-02-2010 alle ore 11.05.05

  10. #940
    Megiston Matema
    Ospite non registrato

    Riferimento: Transfert o relazione (il transfert: "l'alfa e l'omega" della psicoterap

    Citazione Originalmente inviato da complicata Visualizza messaggio
    Sì, però, scusate, eh, ho l'impressione che si sopravvaluti un tantino il lavoro dello psicologo, che è un professionista che si offre sul mercato, come tutti...
    Il valore del suo lavoro è una questione non etica, o filosofica, ma strettamente giuridica...perchè i rapporti economici, nella società civile, sono regolati dalle convenzioni fra gli uomini, in sostanza, dal diritto.

    Quello che, da questo punto di vista, non si può misurare, rientra nel campo dei sentimenti, per cui la persona che mi ha rallegrato in un giorno in cui ero triste, per me ha un valore incalcolabile, come esempio.
    Mentre la persona che vigila su di me, per esempio un poliziotto, perchè non mi accada nulla di male, per me non ha nessun valore, perchè non me ne accorgo..
    E il radarista che mi impedisce di andare a sbattere con l'aereo, io non so neanche chi è.

    Non ti basterebbero tutti i soldi che possiedi è un po'..come dire..presuntuoso e, a maggior ragione, credo sia sbagliato valutare la propria opera in maniera incalcolabile..

    Se non fosse così, saremmo come al mercato nero in tempo di guerra, quando una medicina vale tutti i soldi che hai...

    Boh? E' solo un'opinione...

    I primi vagiti, la levatrice..sa un po' di Dio.
    Cara Complicata,
    non si tratta di presunzione né di giocare al “piccolo Dio”, stavo cercando di esprimere un concetto molto sottile e difficile da afferrare in un mondo che ormai quantifica tutto, ma non devo averlo fatto bene e certamente comprendo come espressione del tipo “non ti basterebbero tutti i soldi che possiedi” possano facilmente portare fuori strada.
    Ci riprovo, senza presunzione stavolta, è vero che lo psicoanalista è un professionista come gli altri, al pari di altri ha delle spese (studio, tasse, formazione, trasporti, ecc.), al pari degli altri deve vivere e anche mantenere un suo benessere psico-fisico, potrebbe anche avere una famiglia e dei figli. Per questo oggettiva il suo intervento e calcola il valore di mercato del suo tempo stabilendo un onorario e una tariffa oraria.
    Ma in questo caso il calcolo è una pura convenzione, perché se altri calcolano il valore della merce che producono o che vendono o il valore di una funzione che erogano l’analista, al contrario, non vende un prodotto, non fornisce un servizio, non ti educa, non ti istruisce, non applica su di te delle tecniche efficaci standardizzate e non è nemmeno uno che ti incoraggia, ti da consigli, ti fa sorridere quando sei triste, ecc.
    E’ uno che si pone con te come soggetto, e come tale ti ascolta, condivide le tue emozioni, ti aiuta a comprenderti, cerca di metterti in contatto con te stessa, ma soprattutto facilita il tuo processo di soggettivizzazione.
    Di tutte queste cose non si può dare una misura, non è possibile quantificarle, né monetizzarle; in un certo senso dovremmo ritornare al frammento di Protagora, “l’uomo misura di tutte le cose”, dove per misura non si intende una qualsiasi forma di quantificazione, ma la metrica poetica, l’uomo è la misura poetica di tutte le cose, soprattutto di quelle che lo riguardano. E la poesia ha fruizione, godimento, ma non un prezzo, perché non è monetizzabile.
    Compito dell’analista è quello di proporre fin da subito un rapporto fra due soggetti, non un rapporto fra oggetti che fanno uso reciproco; come la madre fin da subito vede il suo bambino come un soggetto e lo tratta come tale, dialogando con lui come se potesse capirla e nello stesso tempo facilitandogli la comprensione puntando più sulla melodia vocale e su suoni semplici ed emotivi, piuttosto che su discorsi concettuali e cognitivi.
    Il paragone con la levatrice, seppure molto abusato è pur sempre efficace, ed è molto distante da ogni tentazione di divinizzarsi da parte dell’analista; la levatrice agevola semplicemente qualcosa di naturale che è già in atto, non è lei che fa il lavoro, ma facilità il compito delle contrazioni materne e dello sforzo del bambino per uscire.
    Non è lei che ha creato il bambino, non sceglie il luogo, il momento e neppure la modalità in molti casi (il bambino si presenta in un certo modo), lei cerca di far in modo di sgombrare il campo dagli ostacoli, di prevenire gli incidenti, di garantire che tutto proceda per il meglio. E alla fine, nessuno si complimenterà con lei per la nascita, tutti giustamente faranno i complimenti alla madre, guarderanno con commozione il bambino compartecipando con lui per l’evento mirabile che ha appena compiuto nel venire alla luce, qualcuno farà le sue congratulazioni anche al padre, considerato pressappoco come l’inseminatore o l’utilizzatore iniziale (e perdonami per questa boutade).
    Ma nessuno si complimenterà con la levatrice, nemmeno quando il parto è stato faticoso, una volta la pagavano a parto avvenuto, le davano il pattuito, adesso la sua prestazione viene contemplata nella busta paga che l’ospedale mensilmente le eroga e non è più messa in relazione al singolo episodio, alla singola nascita, ma al tempo del suo turno ospedaliero secondo i canoni tariffari di categoria o secondo il libero mercato.
    In un certo senso il mio discorso è equivalente a dire che noi comprando un libro di poesie o un cd di musica, non stiamo comprando la “poesia” o la “musica”, ma il supporto cartaceo o magnetico in cui sono contenute, stiamo comprando il lavoro che alcune persone hanno fatto per stampare o incidere, stiamo pagando una confezione, la pubblicità che eventualmente li accompagna e, se gli autori sono viventi, stiamo contribuendo alla loro sopravvivenza.
    Non mi pare di essermi spiegato meglio di prima, ma forse questa cosa si deve sentire più che capire.
    Ciao, buon fine settimana.
    Ultima modifica di Megiston Matema : 13-02-2010 alle ore 13.06.34

  11. #941
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    Riferimento: Transfert o relazione (il transfert: "l'alfa e l'omega" della psicoterap

    Citazione Originalmente inviato da Megiston Matema
    Compito dell’analista è quello di proporre fin da subito un rapporto fra due soggetti, non un rapporto fra oggetti che fanno uso reciproco;
    E' che secondo me si fa uso eccome degli altri anche se poi non ci facciamo caso. Da un analista ci andiamo perché ci aspettiamo di ricevere qualcosa, se andiamo là senza aspettarci nulla cosa ci andiamo a fare?
    Restando anche nella tua metafora, una levatrice svolge un compito o una funzione, perciò non è vero che chi si rivolge a lei non la usa, o non usa le sue competenze, è in questo punto che il tuo discorso diviene praticamente incomprensibile, da un lato sappiamo che una relazione la si instaura soprattutto per soddisfare una serie di bisogni psicologici di vario tipo, dall'altro bisogna fare finta che le cose non stanno affatto così, perché se così fosse finiremmo col divenire tutti degli oggetti?
    Io resto un soggetto anche quando mi relaziono con altri soggetti cercando di soddisfare certe mie esigenze, sfruttando quindi le caratteristiche di questi altri soggetti, comprese la posizione sociale, politica, economica, l'intelligenza, l'eventuale bell'aspetto e così via... Non sono degli accessori così secondari di una persona, noi "siamo" ed abbiamo qualità e valori non solo per noi stessi ma anche per gli altri. Per quanto riguarda il valore da dare alle cose sono d'accordo che è qualcosa di soggettivo, ma appunto per questo certe nostre "prestazioni" che per noi stessi possono risultare di un valore inestimabile potrebbero poi avere un valore finito, cioé confrontabile con certe "prestazioni" ritenute migliori rispetto alla nostra, da altri soggetti che vivono - per così dire - in un universo di valori differente (un altro sistema di riferimento ), tener conto di questo non significa secondo me essere pazzi. La stessa cosa vale anche per la poesia, per qualcuno il tal poeta ha prodotto dei versi di inestimabile valore per qualcun altro invece no.
    Questa oggettivazione del soggetto io sinceramente non riesco a capire come si ricolleghi a queste idee, tutto qui. Comunque io penso che ogni forma di lavoro rappresenti in un modo o nell'altro una forma di violenza (i cui danni non sono quantificabili precisamente), quindi sono d'accordo con te Megiston che qualcosa non va nel caso in cui si stia male nel fornire una prestazione, ma questo vale sia per la prostituzione che per qualsiasi altro tipo di attività lavorativa coatta (il lavoro poi secondo me è un qualcosa che per definizione è coatto, se non fosse così non lo si chiamerebbe lavoro), l'oggettivazione del soggetto centra poco e non si riesce poi a cogliere essenzialmente in cosa consistono i problemi di fondo (in pratica il problema è che si fa qualcosa che si detesta ma che allo stesso tempo riceve un riconoscimento economico, pubblico o sociale necessario per ottenere tutt'altro). Per qualche donna ad esempio può risultare una costrizione meno violenta e gravosa prostituirsi che mettersi a fare la barista, per questo io preferirei cercare di difendere la dignità di ogni professione, certo l'ideale sarebbe eliminarle proprio completamente queste forme di violenza, ma per ora ogni tipo di organizzazione sociale e politica non è riuscita ad abbatterle e nemmeno la filosofia idealista è stata di grandissimo aiuto, è stato messo su solo qualche progetto utopico che è naufragato nel fallimento.

    Saluti
    Ultima modifica di Char_Lie : 14-02-2010 alle ore 00.28.04

  12. #942
    Partecipante Esperto
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    Riferimento: Transfert o relazione (il transfert: "l'alfa e l'omega" della psicoterap

    E’ vero Megiston,
    è qualcosa che puoi sentire, e verso il quale sei ricettivo già di tuo, o al quale forse si può pervire con il persorso analitico in quel processo di soggettivizzazione che tu giustamente metti al centro.
    Non è monetizzabile, e io la sento proprio come una convenzione.
    Per me, in quella poltrona di fornte alla mia, c’è in primo luogo qualcuno che ha passato quel che ho passato io prima di me, e che ha deciso – anche in virtù di questo – di mettersi al servizio degli altri. Non di fornire un servizio.
    C’è una certa differenza per quanto mi riguarda.

    Giulietta.O

  13. #943
    Partecipante Super Figo L'avatar di ikaro78
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    Riferimento: Transfert o relazione (il transfert: "l'alfa e l'omega" della psicoterap

    E' che secondo me si fa uso eccome degli altri anche se poi non ci facciamo caso.
    Bravo Char_lie, è proprio così, checché ne dica la lavandaia...

  14. #944
    benedetta14
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    Riferimento: Transfert o relazione (il transfert: "l'alfa e l'omega" della psicoterap

    Citazione Originalmente inviato da Megiston Matema Visualizza messaggio
    Ma in questo caso il calcolo è una pura convenzione, perché se altri calcolano il valore della merce che producono o che vendono o il valore di una funzione che erogano l’analista, al contrario, non vende un prodotto, non fornisce un servizio, non ti educa, non ti istruisce, non applica su di te delle tecniche efficaci standardizzate e non è nemmeno uno che ti incoraggia, ti da consigli, ti fa sorridere quando sei triste, ecc.
    E’ uno che si pone con te come soggetto, e come tale ti ascolta, condivide le tue emozioni, ti aiuta a comprenderti, cerca di metterti in contatto con te stessa, ma soprattutto facilita il tuo processo di soggettivizzazione.
    Di tutte queste cose non si può dare una misura, non è possibile quantificarle, né monetizzarle; in un certo senso dovremmo ritornare al frammento di Protagora, “l’uomo misura di tutte le cose”, dove per misura non si intende una qualsiasi forma di quantificazione, ma la metrica poetica, l’uomo è la misura poetica di tutte le cose, soprattutto di quelle che lo riguardano. E la poesia ha fruizione, godimento, ma non un prezzo, perché non è monetizzabile.
    Caro Megiston,
    qui fatico di più a seguirti, perchè se fare lo psicoanalista è un lavoro, la quantificazione del corrispettivo soggiace alle stesse difficoltà di determinazione che incontrano tutti i lavoratori.
    Attribuire il valore di una caramella è parimenti difficoltoso quanto attribuirlo ad un'operazione chirurgica, perchè, se in quest'ultimo caso è evidente l'importanza della prestazione, nel primo l'importanza consiste nell'aver dato dignità, soddisfazione personale, autonomia, autostima e sopravvivenza a chi ha ricercato l'aroma giusto, a chi l'ha messa in produzione, a chi l'ha materialmente confezionata, ecc..ec...

    Saluti

  15. #945
    Johnny
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    Riferimento: Transfert o relazione (il transfert: "l'alfa e l'omega" della psicoterap

    Citazione Originalmente inviato da Megiston Matema Visualizza messaggio
    Nella mia esperienza di psicologo e di psicoanalista mi è capitato di sentire i primi vagiti di un soggetto che si da il permesso di esistere per ciò che è, e per questo non ci può essere alcuna retribuzione in grado commensurare questo autentico prodigio. Per una madre, per un padre e per la levatrice il vagito stesso sono la gioia più grande ... ma la levatrice va pagata!
    Saluti.
    ti ringrazio per questa testimonianza, che descrive quello che senti con i tuoi pazienti.
    Quando parli di "levatrice" di riferisci in particolare al metodo di Socrate (la maiuetica), metodo che in fondo non è molto differente da quello dello psicoanalista (non mi ricordo chi, ma qualcuno li ha paragonati...reminiscenze dell'università) il quale deve aiutare il paziente a pensare con la propria testa e quindi, man mano che l'analisi prosegue, il paziente esce dall'impasse e riesce a produrre pensieri e parole proprie come risultato dell'elaborazione del materiale inconscio?
    Ultima modifica di Johnny : 15-02-2010 alle ore 08.13.02

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