Nessun problema
Si uniscono le due discussioni,volevo solo accertarmi di aver compreso bene la tua proposta prima di agire.
Nessun problema
Si uniscono le due discussioni,volevo solo accertarmi di aver compreso bene la tua proposta prima di agire.
allora ci vediamo dentro"dentro i libri"
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Guardava la campagna distendersi a strisce policrome, come se colori liquidi si fossero rovesciati sulla pianura, disegnando rivoletti paralleli, sottili,variopinti. (Pittigrillli, Mammiferi)
L’epoca di questo fatto ci è ignota; il paese è la Spagna. Un cavallo corre furiosamente per campi deserti, un cavaliere lo sprona, nero l’uno, nero l’altro; ravvolti nelle pieghe d’un immenso mantello, sembrano una nuvola d’uragano che voli, radendo la terra, col fulmine in grembo. Il cavaliere nasconde la sua faccia in un ampio cappuccio. Sotto quella tenebrosa coperta si possono supporre tutte le schiatte umane di tutti i tempi, lo spagnuolo, il saraceno, l’hidalgo, la corazza di ferro del quattrocento, il giustacuore di cuoio del cinquecento, la giubba di velluto del seicento vi si potrebbero parimenti celare. Quel fosco mantello è una larva che maschera un uomo e un secolo. Alla oscurità delle vesti, la vertigine della corsa s’aggiunge per fare più inafferrabile ancora quel mistero volante. Veduto da lungi, il cavallo disegna nel vuoto colla curva delle zampe balzanti un arco d’aereo ponte che si ripete sterminatamente per la campagna. Lo scalpito metallico de’ ferri scande sul terreno un ritmo stringato e preciso come i trochei di Pindaro. Quel cavallo ha il volo e il metro dell’ode. I pioppi sfilano in processione sotto gli occhi del cavaliero e le loro fronde, smosse dalla brezza del vespro, rendono suono d’applausi lontani.
Arrigo Boito, Iberia
Lui pensa che da qualche parte, nel mondo, incontrerà un giorno una donna che, da sempre, è la sua donna.
Ogni tanto si rammarica che il destino si ostini a farlo attendere con tanta indelicata tenacia, ma col tempo ha imparato a considerare la cosa con grande serenità. Quasi ogni giorno, ormai da anni, prende la penna in mano e scrive. Non ha nomi e non ha indirizzi da mettere sulle buste: ma ha una vita da raccontare. E a chi? se non a lei? Lui pensa che quando si incontreranno sarà bello posarle sul grembo una scatola di mogano piena di lettere e dirle: - Ti aspettavo
Lei aprirà la scatola e lentamente, quando vorrà, leggerà le lettere una ad una e risalendo un chilometrico filo di inchiostro blu si prenderà gli anni - i giorni, gli istanti - che quell'uomo, prima ancora di conoscerla, già le aveva regalato. O forse, più semplicemente, capovolgerà la scatola e attonita davanti a quella buffa nevicata di lettere sorriderà dicendo a quell'uomo
- Tu sei matto.
E per sempre lo amerà.
da Oceano Mare di Alessandro Baricco
La primavera regnava nella campagna selvaggia; il fiume azzurrognolo rifletteva i fiori del sambuco, i narcisi esalavano voluttuose fragranze; nelle notti rischiarate dalla luna o dalla via lattea, tiepide e silenti, pareva che nell'aria ondeggiasse un filtro inebbriante.
Grazia Deledda
Cenere
"Forse l'alta efficienza lavorativa dei paesi capitalisti contemporanei può essere in parte ricondotta all'effetto della minaccia costante della disoccupazione. La precarietà del lavoro rende le persone particolarmente operose."
I 36 stratagemmi a cura di Gianluca Magi
Noi siam ricchi nelle società civilizzate. Perché dunque d'intorno a noi questa miseria? Perché questo penoso lavoro delle masse, sino all'abbrutimento? Perché quest'incertezza del domani, anche per i lavoratori meglio retribuiti, in mezzo a tante ricchezze tramandateci in eredità dal passato, e malgrado i grandi e potenti mezzi di produzione che darebbero l'agiatezza a tutti, in compenso di poche ore di lavoro giornaliero?
Petr Alekseevic Kropotkin
La conquista del pane
"L'uomo non concede se stesso agli angeli e nemmeno interamente alla morte, se non quando s'indebolisce la sua volontà."
Joseph Glanvill
“Ma il lavoro non si compie senza fatica: come una macchina a vapore ha bisogno di essere alimentata, mantenuta in efficienza e riparata, fino al momento in cui, per via dell’usura naturale, non comporta più né rendimento né riparazioni e deve essere gettata tra i ferri vecchi, così la forza dell’uomo, consumata ogni giorno, esige una restaurazione quotidiana, fino al giorno in cui il lavoratore, fuori servizio, è buono per l’ospedale o per la fossa. ”
Pierre Joseph Proudhon (1809-1865), La questione Sociale
Proprio dove ci eravamo fermati, era una porta carraia. "Guarda questa porta carraia! Nano! continuai: essa ha due volti. Due sentieri convengono qui: nessuno li ha mai percorsi fino alla fine. Questa lunga via fino alla porta e all'indietro: dura un'eternità. E quella lunga via fuori della porta e avanti è un'altra eternità. Si contraddicono a vicenda, questi sentieri; sbattono la testa l'un contro l'altro: e qui, a questa porta carraia, essi convengono. In alto sta scritto il nome della porta: "attimo". Ma, chi ne percorresse uno dei due sempre più avanti e sempre più lontano: credi tu, nano, che questi sentieri si contraddicano in eterno?". "Tutte le cose diritte mentono, borbottò sprezzante il nano. Ogni verità è ricurva, il tempo stesso è un circolo.
Friedrich W. Nietzsche, "Così parlò Zarathustra"
In principio del tempo, il Leopardo viveva in un luogo chiamato l’Alto Veldt. Notare che non era il basso Veldt o il boscoso Veldt o l’agro Veldt, ma l’alto Veldt, assolutamente nudo, rovente e lucente, dove non c’eran che sabbia e rocce color di sabbia e unicamente ciuffi di erba gialliccia color di sabbia. Vi abitavano la Giraffa e la Zebra e l’Antilope e il Koodoo e l’Hartbeest, ed erano dalla testa alla punta della coda d’un bruno gialliccio color di sabbia; ma il più bruno gialliccio color di sabbia fra tutti era veramente il Leopardo, una specie di bestia grigio-gialliccio somigliante a un gatto, che s’appaiava a meraviglia col color bruno grigio, gialliccio dell’Alto Veld.
Rudyard Kipling
Il libro delle bestie
Il piccolo principe ritornò l'indomani.
<< Sarebbe stato meglio ritornare alla stessa ora >>, disse la volpe. << Se tu vieni, per esempio, tutti i pomeriggi alle quattro, dalle tre io comincerò ad essere felice. Col passare dell'ora aumenterà la mia felicità. Quando saranno le quattro, incomincerò ad agitarmi e ad inquietarmi; scoprirò il prezzo della felicità! Ma se tu vieni non si sà quando, io non saprò mai a che ora prepararmi il cuore... >>
<< Addio >>, disse la volpe. <<Ecco il mio segreto. È molto semplice: non si vede bene che col cuore.
L'essenziale è invisibile agli occhi >>.
Il Piccolo Principe, Antoine de Saint-Exupéry
Perchè in generale è l'ente e non piuttosto il Niente?
"Che cos'è metafisica?", Martin Heidegger
Mario Samigli era un letterato quasi sessantenne. Un romanzo ch’egli aveva pubblicato quarant’anni prima, si sarebbe potuto considerare morto se a questo mondo sapessero morire anche le cose che non furono mai vive. Scolorito e un po’ indebolito, Mario, invece, continuò a vivere per tanti anni di certa vita lemme lemme com’era consentita da un impieguccio che gli dava non molti fastidi e un piccolissimo reddito. Una tale vita è igienica e si fa ancora più sana se, come avveniva da Mario, è condita da qualche bel sogno.
Italo Svevo
Una burla riuscita