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  1. #1021
    Partecipante Figo L'avatar di kegi7929
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    Riferimento: EDS Novembre 2010 - RIPASSO SERALE chi si unisce?

    Citazione Originalmente inviato da alexsugar Visualizza messaggio
    Federicoh a 30 anni. Da poco tempo si è trasferitoa vivere da solo, dopo averec onseguitob rillantementela
    laureai n Economia.L a sua famiglia di origine è compostad a padre (commercialista) e madre (insegnantedi letterec lassichea d un liceo). Suo fratello Francop iu piccolo di 3 anni vive a Zwigo dove studia alla scuola di interpreti.
    Federico ha sempre praticato sport (gioca a calcio e per questo si allena 3 volte alla settimana). Non ha una storia affettiva che potrebbe definirsi 'seria' ma non si lamenta della sue conquiste. Non si sente ancora pronto a fare questo passo.
    Si presenta al primo colloquio molto curato nell'aspetto e sfoggia un linguaggio forbito. Parlare con lui risultad ecisamentpei acevole.
    Dichiara di presentarsai questo incontro spontaneamentela: sua famiglia non sa che si è rivolto ad uno psicologo e per il momento la cosa deve rimanere così.
    Da un po' di tempo, più precisamented a quando si e trasferito nella nuova casa da solo, le cose sono cambiate.S i sentei nquieto,g li mancal a suaf amiglia. Ha diffrcoltà a fare le cosed i tutti i giomi, non riesce a stare serua tv o radio accesa. Se in casa c'è silenzio gli prende la smania e deve uscire: fa un giro con ia macchina o con la moto, si stanca così da tomare a casa e mettersi a dormire.
    Anche sul lavoro le coses ono cambiate:s i rendec onto di non esserep iù sicuro delle decisionic he prende, attribuisceq uestoa lla stanchezzac hes entes pessofi n dalla mattina.
    Temed i non farcela,m a non vuole assolutamentteo rnarea vivere con i suoi: sarebbeu na sconfittac he non potrebbes opportareT. uttavia sented i star perdendoi l controllo su quello che prima riusciva a fare e che adessog li costam olta fatica.

    IL CANDIDATOIL LUSTRIC OME INTENDEA PPROFONDIRLEA CONOSCENZADECL ASOA VENDOC URA
    DI INDICAREIL MODELLOT EORICOC HEI NTENDEU TILIZZAREE GLI STRUMENTPI SICODIAGNOSTICI
    DI CUI SI AVVARREBBEA L FINE DI ADDIVEIYIREA D UNA DIAGNOSIS. ULAB ASED I TALE DIAGNOSI
    INDICHI INFINE LE LINEE DI INTERVENTO CHE RITIENE Più UTILI E OPPORTUNE PER UN
    TRATTAMENTO.

    Si presenta dallo psicologo un giovane uomo, federico di 30 anni. Dall analisi del testo emerge un primissimo dato molto importante, ovvero che il ragazzo si presentato alla consulenza spontaneamente, e che i genitori nemmeno lo sanno! Dall analisi della domanda si evince che la richiesta di una consulenza È dovuta ad uno momentaneo stato di disagio e sofferenza che sembra compromettere fortemente la sua vita abituale e per il quale motivo evidentemente cerca aiuto e consiglio. Pertanto f. dovrebbe avere un atteggiamento alquanto collaborativo al fine di istaurare un buon rapporto di fiducia e collaborazione con il terapeuta, finalizzato in primis alla conoscenza ma non per ultimo alla “diagnosi” ed eventuale invio ad uno psicoterapeuta. Cio nonostante sembra indispensabile indagare in maniera approfondita le aspettative, i bisogni e le reali motivazioni che hanno spinto F. a chiedere una consulenza per dare al clinico l occasione di valutare se le sue aspettative possano essere realizzate o meno.
    Dall primo incontro emerge che da un po' di tempo le cose per F. sono molto cambiate. L esordio della sua sintomatologia sembra coincidere con un evento molto importante per lui, ovvero quando si è trasferito nella nuova casa da solo. Da quel momento riferisce di sentirsi inquieto, li manca la sua famiglia, ha delle difficoltÀ a fare le cose di tutti giorni e non riesce a stare a casa senza tv o radio accese, perche se ce silenzio deve uscire per forza a sfogarsi con la moto o l auromobile. Anche sul lavoro le cose sembrano cambiate: non È piu sicuro delle proprie decisioni, è stanco sin dall mattino e teme di non farcela. Ritornare a vivere dai suoi per alleviare il disagio non li sembra essere una buona soluzione perche sarebbe per lui una sconfitta che difficilmente riuscirebbe a sopportare. Quello che prima riusciva a fare ora li costa molta fatica.
    Per le finalitÀ diagnostiche richieste faremo riferimento al manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali quarta edizione text revision (DSM-IV TR) che utilizza un approccio descrittivo, categoriale e ateorico dei disturbi mentali, medianto un sistema di classificazione multi assiale. Dai dati emersi dall collqui non ci È possibile formulare un ipotesi diagnostica univoca, e pertanto vi sarebbe il bisogno di approfondire i numerosi spunti di riflessione che emergono al primo colloquio mediante ulteriori accertamenti. La sintomatologia riferita da F. e li aspetti direttamente osservati dal clinico indirizzano la diagnosi verso due possibili disturbi mentali dell asse I, ovvero un disturbo dell adattamento oppure un disturbo dell umore di tipo unipolare.
    La nostra prima ipotesi diagnostica potrebbe dunque riguardare un disturbo dell adattamento, ma si tratta solo di ipotesi suscettibili di falsificazione mediante successivi approfondimenti. I criteri diagnostici per tale disturbo indicati nel manuale sopra nominato pertanto sono: un alterazione emotiva e comportamentale che insorge come conseguenza ad uno o piu fattori stressanti. Questo cambiamento causa un disagio clinicamente significativo o compromissione del funzionamento sociale, lavorativo o di altre aree importanti. Non si tratta di una diretta conseguenza fisiologica da uso di sostanze o di una condizione medica generale. I sintomi non soddisfanno i criteri per nessun altro disturbo mentale dell asse I. I sintomi si esauriscono entro 6 mesi dalla cessazione del fattore stressante scatenate. Dunque, la sintomatologia riferita da F. sembra in parte soddisfare tali criteri anche se dal testo risultanto mancanti molti dati utili per un inquadramento diagnostico piu preciso che sarebbe dunque interessante ed importante approfondire in un successivo momento. In effetti f. presenta un comportamento ed un emotività alterata rispetto a quello che erano i suoi pattern comportamentali ed il suo abituale tono dell umore (si sente inquieto, non riesce a stare da solo, deve uscire per forza a sfogarsi con la moto, È affaticato, stanco, senza energie). Apparentemente l esordio della sintomatologia sembra coincidere con un evento che per lui È fortemente stressante, ovvero È andato a vivere da solo nonstante il suo legame molto stretto con i genitori. Questo cambiamento causa un disagio clinicamente significativo e anche una notevole compromissione del funzionamento lavorativo (infatti lui riferisce di stare male e di avere delle grosse difficoltà sul lavoro).
    Gli approfondimenti che tale ipotesi diagnostica dunque necessiterebbe sono: veramente la sintomatologia È iniziato con l evento per cosi dire stressante scatenante oppure era presente gia prima? Bisognerebbe approfondire il livello di menomazione sociale, lavorativa e in altre aree importanti ed eventualmente l intensitÀ del disagio percepito da F. indispensabile per eventualmente confermare o confermare tale ipotesi. Possiamo realmente escludere una condizione medica generale e l uso di sostanze o farmaci? Indispensabile oltrettutto È che la sintomatologia non possa essere attribuita a nessuno altro disturbo mentale dell asse I. Indice ulteriore sarebbe il fatto che la sintomatologia si verrebbe ad estinguere entro 6 mesi nel momento in cui cessa la fonte di stress e disagio, e in tal caso i sitnomi “tipicamente depressvi”potrebbero venir meno nel momento in cui la fonte di disagio o i suoi effetti vengono meno (infatt F. potrebbe per esempio piano piano adattarsi alla nuova situazione e quindi anche le sue alterazioni dell umore potrebbero via via scomparire).
    La seconda ipotesi diagnostica che tale caso suscita riguarda un disturbo dell umore dell asse I, e vista la presenza di una sintomatologia “tipicamente depressiva” potremmo dunque azzardare una diagnosi di disturbo depressivo vista l assenza di sintomi maniacali che invece indirizzerebbero la diagnosi verso un disturbo dell umore bipolare. Pertanto i sintomi riferiti da F. quale inquietezza, mancanza degli affetti, senso di inadeguatezza, indecisione, insicurezza, stanchezza ed affaticamento in ogni cosa sembrano essere dei sintomi tipicamente depressivi che pero non sembrano soddisfare i criteri ne per un disturbo depressivo maggiore ne per un disturbo distimico e pertanto si potrebbe ipotizzare un disturbo dell umore non altrimento specificato. Comunque i dati in nostro possesso non sono sufficienti per confermare o disconfermare tale ipotesi e gli aspetti che necessiterebbe approfondire il clinico al fine di formulare una diagnosi univoca potrebbero essere: circostanzedi insorgenza della sintomatologia (erano dunque presenti anche prima dell uscita di casa di F. o veramente coincidono non l evento per lui cosi traumatico?). approfondimento della sintomatologia stessa, dunque come si sente, quali emozioni e sensazioni ha, quali sintomi e che intensità hanno, la durata, la frequenza al fine di poter eescludere o invece includere fra le ipotesi diagnostiche un disturbo depressivo maggiore. Valutare la presenza di una sintomatologia maniacale, al fine di poter escluder o meno un disturbo bipolare di tipo I o II. Livello di disagio (clinicamente significativo o meno) o il grado di menomazione del funzionamento globale che la sintomatologia comporta. Accertamenti medici e clinici mediante esame fisico e di laboratorio (p.e. screening delle urine) se possiamo effettivamente escludere una condizione medica generale o uso da sostanze/farmaci. Infine È indispensabile per eventualmente confermare suddetta ipotesi diagnostica escludere altri disturbi mentali dell asse I che potrebbero giustificare una simile sintomatologia.
    A tal fine si potrebbero proporre ulteriori colloqui con il diretto interessato, e avendo accuratamento fatto un analisi della domanda, e se il clinico è stato capace di istaurare una buon alleanza terapeutica, nonche clima di fiducia non vi sono fattori che potrebbero indicare l impossibilitÀ di tale obiettivo. Potrebbe esser utile al fine di raccogliere una piu ampia ed esaustiva anamnesi familiare proporre dei colloqui con i familiari (o solo genitori) al fine di avere ulteriori spunti di riflessione ed informazioni. Al fine di approfondire le conscenze di F. ed in linea con quanto affermato e l utilizzo del DSM come manuale di riferimento si potrebbe ipotizzare la somministrazione di un test di personalità MMPI-2 ci fornirebbe un valutazione globale degli aspetti piu importanti della personalitÀ nonché disordini emotivi, con particolare attenzione alla scala clinica D, e scala di contenuto Dep che permettono di valutare sintomi tipicamente depressivi, oltre a fornirci l MMPI un immagine globale ed esaustiva della personalità di F.
    Qualora una delle ipotesi diagnostiche sopra riportate fosse confermata si potrebbe indirizzare F. verso un tipo di psicoterapia ad orientamento cognitivo-comportamentale. Dall analisi della letteratura infatti emerge come tale tipo di terapia sia uno dei piu indicati in primis per trattare i disturbi dell umore (qualora l ipotesi di disturbo depressivo fosse confermata) ma risulta esser anche applicabile ai disturbi dell adattamento, e pertanto indirizzerei F. ad un terapeuta specializzato in tale apprccio.
    Gli obiettivi principali di tale tipologia psicoterapeutica risultano essere: una maggiore autoconoscenza e autoconsapevolezza circa i proprio schemi mentali; tecniche di ristrutturazione cognitiva per sostituire tali credenze disfunzionali ed errate per sostituirle con quelle piu funzionali; maggior controllo delle proprie emozioni e la loro espressione nonche degli aspetti comportamentali; aumento dei comportamenti funzionali e addattivi e diminuzione di quelli disfunzionali e disadattavi; insegnamento di tecniche di gestione dello stress, stili di coping e problem solving per fronteggiare al meglio gli eventi stressanti e non. Per queste peculiarità un approccio di tale genere potrebbe contribuire in tempi brevi ad alleviare la sofferenza e la sintomatologia di F.
    trovo ottimo quello che hai scritto...........

    però propongo anche questo:

    F di presenta lamentando sintomi depressivi, però si potrebbe pensare anche a Disturbo D'ansia con Agorafobia ( gli prende la smania e deve uscire) o a un disturbo dell'adattamento (stress causato dall'essere andato via da casa e condotte alterate del comportamento e dell'umore)

    quello che voglio dire è che uno psicologo dovrebbe essere in grado di capire se ciò che lamenta il paziente corrisponde o no al reale problema che presenta quindi calcolando che si presenta ben curato e con linguaggio forbito dubito che si senta davvero depresso.......

    CHE NE DITE???????????

    quindi proporrei Ansia con agorafobia e disturbo adattamento da verificare con approfondimenti........

    in questi casi complessi si può inizialmente utilizzare lo SCID- I che oltre ad un'accurata analisi della storia personale del paziente (dati che qui sono veramente pochi valuta attraverso il modulo D e A la depressione (A episodi di depressione) e la F per l'ansia, tanto per far subito un chiarimento e dopo anche un test per la personalità come l' MMPI- 2 (con scala per ansia e depressione in questo caso non lo scriverei visto che ho fatto l'altro)

    CHE DITE?
    kegi

  2. #1022
    Partecipante Figo L'avatar di kegi7929
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    Riferimento: EDS Novembre 2010 - RIPASSO SERALE chi si unisce?

    Citazione Originalmente inviato da alexsugar Visualizza messaggio
    ESERCITAZIONE 1:

    Si presenta al colloquio con lo psicologo Alberto, un giovane di 21 anni; riferisce di accusare da due anni: disturbi somatici di vario tipo, quali nausea e vomito, vertigini, palpitazioni cardiache; tale
    sintomatologia si presenta soprattutto prima di andare a scuola;
    sensazioni di inadeguatezza e inferiorità rispetto ai compagni di scuola e agli amici in generale.
    Inoltre, da alcuni mesi accusa fiacchezza, facile affaticabilità, inappetenza, disturbi di sonno, umore depresso, poca
    voglia di essere attivo. Afferma di avvertire sempre più il desiderio di legarsi alla madre e di chiederne
    la presenza quando è a casa, affermando di avere paura di impazzire o di morire se si trova solo.
    io qui ci vedo: disturbi dell'asse I: disturbo dell'umore e disturbo d'ansia
    magari si potrebbe dire Attacchi di Panico con agorafobia.......e disturbo depressivo maggiore

    non so che dire per quanto riguarda la fobia sociale............che ne pensate?
    kegi

  3. #1023
    Partecipante Figo L'avatar di kegi7929
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    Riferimento: EDS Novembre 2010 - RIPASSO SERALE chi si unisce?

    il secondo caso lo faccio domani ora chiudo..............notte
    kegi

  4. #1024
    Partecipante Assiduo L'avatar di lisa11482
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    Riferimento: EDS Novembre 2010 - RIPASSO SERALE chi si unisce?

    Citazione Originalmente inviato da cleopatra78 Visualizza messaggio
    E comunque le notizie che ci giungono da varie fonti sono discordanti su questa prova...a me hanno detto di non mettere assolutamente tecniche psicoterapeutiche, sennò bocciano...boh, non so più che pensare, BISOGNEREBBE CHE CI ILLUMINASSE QUALCUNO CHE MAGARI HA PASSATO L'EDS ALL'ULTIMA SESSIONE E CI DICESSE CHE INDICAZIONI TERAPEUTICHE HA MESSO....
    aiuto.....
    Ciao, io ho superato l'EDS la scorsa sessione... Posso dirti che io, nel caso clinico, non ho specificato alcun indirizzo psicoterapeutico. Anche perchè loro chiedono come interverremmo noi - in quanto psicologi . Quindi, attenti a non sconfinare!
    L'unica cosa che ho messo, ovviamente, è che "qualora venisse riscontrata la necessità di un intervento psicoterapeutico, si procederà all'invio ad un professionista competente".
    A loro va bene così!
    Poi non so dirti se il citare il tipo di intervento abbia comportato una bocciatura... Ma io penso questo: chi ve lo fa fare? Non gliene importa nulla
    IN BOCCA AL LUPO!!!

  5. #1025
    Partecipante Figo L'avatar di alexsugar
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    Riferimento: EDS Novembre 2010 - RIPASSO SERALE chi si unisce?

    Citazione Originalmente inviato da kegi7929 Visualizza messaggio
    trovo ottimo quello che hai scritto...........

    però propongo anche questo:

    F di presenta lamentando sintomi depressivi, però si potrebbe pensare anche a Disturbo D'ansia con Agorafobia ( gli prende la smania e deve uscire) o a un disturbo dell'adattamento (stress causato dall'essere andato via da casa e condotte alterate del comportamento e dell'umore)

    quello che voglio dire è che uno psicologo dovrebbe essere in grado di capire se ciò che lamenta il paziente corrisponde o no al reale problema che presenta quindi calcolando che si presenta ben curato e con linguaggio forbito dubito che si senta davvero depresso.......

    CHE NE DITE???????????

    quindi proporrei Ansia con agorafobia e disturbo adattamento da verificare con approfondimenti........

    in questi casi complessi si può inizialmente utilizzare lo SCID- I che oltre ad un'accurata analisi della storia personale del paziente (dati che qui sono veramente pochi valuta attraverso il modulo D e A la depressione (A episodi di depressione) e la F per l'ansia, tanto per far subito un chiarimento e dopo anche un test per la personalità come l' MMPI- 2 (con scala per ansia e depressione in questo caso non lo scriverei visto che ho fatto l'altro)

    CHE DITE?
    ciao bella!

    allora, ho ripensato a quello che ci siamo dette ieri riguardo al caso di federico... e ti voglio dire questo: a me sin dall inizio NON TORNAVA l ipotesi di un disturbo d ansia. È vero che lo psicologo dovrebbe andare oltre cio che dice il paziente ma qui secondo me oltre a fare un ipotesi di disturbo d adattamento (e ci sono veramente tanti elementi che te lo confermano) secondo me si puo azzardare soltanto un altra ipotesi, dando peso ai sintomi depressivi e prendendo in considerazione un ev disturbo dell umore.
    per ritornare alla tua ipotesi dell ansia, non ti voglio far venire ulteriori dubbi e magari aspettiamo che qualcuno ci dia un aiuto a risolvere sto caso, ma il mio raggionamento È questo: ci sono veramente POCHISSIMI elementi che indicano un ev disturbo d ansia, ma lasciando da parte cio e tenendoli in considerazione in qualche modo bisogno assegnare i sintomi ansiosi presenti ad un distubo no? perche non tutte le manifestazioni d ansia sono necessariamente patologiche e di per se segnale di un disturbo mentale. Dunque, lui lamenta soltanto che non riesce a stare solo in casa e deve uscire a fare un giro in macchina..... e da questo si deduce come dicevi te un agorafobia giusto? di per se È vero che È un sintomo agorafobico, pero ricordati questo che l agorafobia NON E UN DISTURBO CLASSIFICABILE SULL ASSE I e quindi la si puo diagnosticare solo in associazione ad un altro disturbo come ad esempio il disturbo di panico. pra qui pero dove li vediamo sintomi di un attacco di panico???? NON CE NE SONO NEMMENO UNO, quindi niente disturbo di panico, niente agorafobia perche l uno va a pari passo con l altro. quindi che ipotesi di disturbo da ansia rimane? nessuna.... non ci sono elementi ne per un disturbo di panico con agorafobia, ne fobia specifica, ne fobia sociale, ne doc, ne disturbo post traumatico da stress, ne ansia generalizzata..... e allora non È rimasto nulla fra i disturbo d ansia.....
    capisci cosa voglio dire??? fare un ipotesi diagnostica vera e proprio quando il sintomo È uno solo e di per se non corrisponde ad un disturbo classificabil `everamente rischioso.... anche perche a sto punto rischi di lasciare da parte altri disturbi che invece sono molto piu probabili e adatti a tale caso.
    magari puoi dire che ci sono sitomi ansiosi che vanno comunque monitorati e indagata l eventuale presenza di ulteriori sintomi, ma questo io personalmente lo metterei fra gli approfondimenti e cosi li fai capire che sei riuscita a cogliere tutti gli elementi, pero non ti sei lasciata fuorviare nella diagnosi...................

    scusa, io la penso così.... te lo volevo solo dire, magari alla fine sei d accordo con me?! gli altri che dicono'?????????????????

  6. #1026
    Partecipante Figo L'avatar di alexsugar
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    Riferimento: EDS Novembre 2010 - RIPASSO SERALE chi si unisce?

    Citazione Originalmente inviato da lisa11482 Visualizza messaggio
    Ciao, io ho superato l'EDS la scorsa sessione... Posso dirti che io, nel caso clinico, non ho specificato alcun indirizzo psicoterapeutico. Anche perchè loro chiedono come interverremmo noi - in quanto psicologi . Quindi, attenti a non sconfinare!
    L'unica cosa che ho messo, ovviamente, è che "qualora venisse riscontrata la necessità di un intervento psicoterapeutico, si procederà all'invio ad un professionista competente".
    A loro va bene così!
    Poi non so dirti se il citare il tipo di intervento abbia comportato una bocciatura... Ma io penso questo: chi ve lo fa fare? Non gliene importa nulla
    IN BOCCA AL LUPO!!!
    ciao!
    si bisogna vedere cosa chiedono infatti....... le terapie ad indirizzo specifico si mettono qualora viene chiesto, altrimenti si evita e si fa un intervento psicologico giusto?
    scusa, mi sapresti aiutare nell elencare un insieme di interventi che puo fare lo PSICOLOGO....cosi nel caso in cui lo dovessero chiedere............

  7. #1027
    Partecipante Figo L'avatar di alexsugar
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    Riferimento: EDS Novembre 2010 - RIPASSO SERALE chi si unisce?

    Citazione Originalmente inviato da kegi7929 Visualizza messaggio
    io qui ci vedo: disturbi dell'asse I: disturbo dell'umore e disturbo d'ansia
    magari si potrebbe dire Attacchi di Panico con agorafobia.......e disturbo depressivo maggiore

    non so che dire per quanto riguarda la fobia sociale............che ne pensate?
    per i sintomi come palpitazioni ecc io metterei disturbo d ansia, piu nello specifico fobia sociale (sensazini di inadeguatezza ed inferioritÀ) perche i sintomi tipici dell attacco di panico si presentano qui come conseguenza al fatto che deve andare a scuola e sono quindi prevedibili, percio niente disturbo di panico dove gli attacci sono imprevedibili e non si limitano ad uno situazione specifica............. io penso.
    i sintomi depressivi indicano un disturbo dell umore depressivo maggiore, che sembra pero svilupparsi come conseguenza ad un disturbo d ansia (da pochi mesi) e quindi non so se fare subito la diagnosi aggiuntiva di disturbo dell umore oppure metterla fra gli approfondimenti per vedere se con il trattare il disturbo d ansia eventualmente scomparirebbe anche la sintomatologia depressiva................. ????????????
    per quanto riguarda gli ultimi sintomi della paura di impazzire o di morire sembrano tipici di un attacco di panico.................. non so.................... meglio che vado ad approfondire i disturbi d ansia, piu tardi ci sentiamo e ne parliamo ok? cosi ora non so piu che pensare.....

    ragazze, voi che ne dite???????????

  8. #1028
    Partecipante Assiduo L'avatar di lisa11482
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    Riferimento: EDS Novembre 2010 - RIPASSO SERALE chi si unisce?

    Citazione Originalmente inviato da alexsugar Visualizza messaggio
    scusa, mi sapresti aiutare nell elencare un insieme di interventi che puo fare lo PSICOLOGO....cosi nel caso in cui lo dovessero chiedere............
    Sì, allora lo psicologo in generale si occupa di questi ambiti:
    - prevenzione
    - diagnosi
    - abilitazione / riabilitazione
    - sostegno

    applicandolo ad un ipotetico caso clinico, lo psicologo può svolgere diversi ruoli (dando per scontato che abbia fatto la diagnosi ecc):
    - nel caso di un soggetto portatore di handicap, può stilare il PEI e interagire con le diverse figure (neuropsichiatra, insegnanti, assistenti sociali, ...)
    - sempre con l'handicap, può lavorare per RIABILITARE il soggetto quindi ponendosi obiettivi educativi e lavorandoci sopra. Questo lo può fare anche con bambini e ragazzi (anche adulti) con problemi comportamentali. L'importante è che si focalizzi sulla RIABILITAZIONE di certi comportamenti e non sulla CURA degli stessi.
    - Svolge poi una funzione di supervisione e raccordo per es tra famiglia, scuola, servizi,...

    In pratica, lo psicologo non psicoterapeuta prende in carico la persona in toto, effettua il processo diagnostico in accordo con le altre figure, stila un piano di intervento, lo supervisiona, può svolgere colloqui di sostegno col soggetto in itinere, può pensare percorsi di riabilitazione per disabili, può effettuare colloqui di sostegno con i familiari qualora sia necessario. Infine, se si accorge che il paziente ha bisogno di un intervento psicoterapeutico o psichiatrico, lo invia al professionista competente.

    Spero di esserti stata d'aiuto! .. Io vengo da sviluppo, quindi tutto quello che leggi è più su quel versante... nell'ambito clinico comunque le cose sono più o meno le stesse, cambia il contesto.

  9. #1029
    Partecipante Figo L'avatar di alexsugar
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    Riferimento: EDS Novembre 2010 - RIPASSO SERALE chi si unisce?

    Citazione Originalmente inviato da lisa11482 Visualizza messaggio
    Sì, allora lo psicologo in generale si occupa di questi ambiti:
    - prevenzione
    - diagnosi
    - abilitazione / riabilitazione
    - sostegno

    applicandolo ad un ipotetico caso clinico, lo psicologo può svolgere diversi ruoli (dando per scontato che abbia fatto la diagnosi ecc):
    - nel caso di un soggetto portatore di handicap, può stilare il PEI e interagire con le diverse figure (neuropsichiatra, insegnanti, assistenti sociali, ...)
    - sempre con l'handicap, può lavorare per RIABILITARE il soggetto quindi ponendosi obiettivi educativi e lavorandoci sopra. Questo lo può fare anche con bambini e ragazzi (anche adulti) con problemi comportamentali. L'importante è che si focalizzi sulla RIABILITAZIONE di certi comportamenti e non sulla CURA degli stessi.
    - Svolge poi una funzione di supervisione e raccordo per es tra famiglia, scuola, servizi,...

    In pratica, lo psicologo non psicoterapeuta prende in carico la persona in toto, effettua il processo diagnostico in accordo con le altre figure, stila un piano di intervento, lo supervisiona, può svolgere colloqui di sostegno col soggetto in itinere, può pensare percorsi di riabilitazione per disabili, può effettuare colloqui di sostegno con i familiari qualora sia necessario. Infine, se si accorge che il paziente ha bisogno di un intervento psicoterapeutico o psichiatrico, lo invia al professionista competente.

    Spero di esserti stata d'aiuto! .. Io vengo da sviluppo, quindi tutto quello che leggi è più su quel versante... nell'ambito clinico comunque le cose sono più o meno le stesse, cambia il contesto.
    ok grazie! comunque io volevo sapere quello che puo fare lo psicologo ne caso di un intervento sui disturbi mentali, perche la terza prova È incentrata su questo..... tutto il resto che hai detto È giustissimo, ma qui non mi c entra molto visto che dobbiamo magari fare un intervento psicologico nel caso di un disturbo es di personalitÀ..............

    voglio dire, oltre a fare dei colloqui di valutazione e diagnosi, oltre a fornire ascolto empatico, eventualmente counselling e sostegno ed accompagnare il pz verso un ipotetico percorso psicoterapeutico cercando di lavorare sulla sua motivazione ecc... cosa altro puo fare? nello specifico lo psicologo PUO lavorare per esempio sull autostima, stili di coping, problem solving??????????? penso che alla fine si possa riprendere gli obiettivi di un intervento che ci siamo preparati per la prova del progetto giusto? dunque si occuperÀ del potenziamento dell lifeskills ?????? quindi stili di coping, problemsolving, autostima, autoefficacia, autonomia e controllo decisionale, potenzinamento della rete di sostegno dunque colloqui informativi anche per i genitori e familiari.....................

    che ne dici di queste cose??????

  10. #1030
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    Riferimento: EDS Novembre 2010 - RIPASSO SERALE chi si unisce?

    Ciao ragazze! Che io sappia (confrontandomi con professionisti già avviati) le techiche cognitivo-comportamentali come per esempio modeling, rinforzi, insegnare autocontrollo, parent training possono essere effettuate anche dallo psicologo perchè non sono tecniche psicoterapeutiche ma interventi psicoeducativi che rientrano nell'area dell'abilitazione e riabilitazione psicologica! Io di questo ne sono certa, il problema è che non mi fido di ciò che vuole sentirsi dire la commissione!!!!
    "Vorrei imparare dal vento a respirare,dalla pioggia a cadere,dalla corrente a portare le cose dove non vogliono andare e avere la pazienza delle onde di andare e venire,ricominciare a fluire"

  11. #1031
    Partecipante Figo L'avatar di kegi7929
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    Riferimento: EDS Novembre 2010 - RIPASSO SERALE chi si unisce?

    Citazione Originalmente inviato da alexsugar Visualizza messaggio
    ciao bella!

    allora, ho ripensato a quello che ci siamo dette ieri riguardo al caso di federico... e ti voglio dire questo: a me sin dall inizio NON TORNAVA l ipotesi di un disturbo d ansia. È vero che lo psicologo dovrebbe andare oltre cio che dice il paziente ma qui secondo me oltre a fare un ipotesi di disturbo d adattamento (e ci sono veramente tanti elementi che te lo confermano) secondo me si puo azzardare soltanto un altra ipotesi, dando peso ai sintomi depressivi e prendendo in considerazione un ev disturbo dell umore.
    per ritornare alla tua ipotesi dell ansia, non ti voglio far venire ulteriori dubbi e magari aspettiamo che qualcuno ci dia un aiuto a risolvere sto caso, ma il mio raggionamento È questo: ci sono veramente POCHISSIMI elementi che indicano un ev disturbo d ansia, ma lasciando da parte cio e tenendoli in considerazione in qualche modo bisogno assegnare i sintomi ansiosi presenti ad un distubo no? perche non tutte le manifestazioni d ansia sono necessariamente patologiche e di per se segnale di un disturbo mentale. Dunque, lui lamenta soltanto che non riesce a stare solo in casa e deve uscire a fare un giro in macchina..... e da questo si deduce come dicevi te un agorafobia giusto? di per se È vero che È un sintomo agorafobico, pero ricordati questo che l agorafobia NON E UN DISTURBO CLASSIFICABILE SULL ASSE I e quindi la si puo diagnosticare solo in associazione ad un altro disturbo come ad esempio il disturbo di panico. pra qui pero dove li vediamo sintomi di un attacco di panico???? NON CE NE SONO NEMMENO UNO, quindi niente disturbo di panico, niente agorafobia perche l uno va a pari passo con l altro. quindi che ipotesi di disturbo da ansia rimane? nessuna.... non ci sono elementi ne per un disturbo di panico con agorafobia, ne fobia specifica, ne fobia sociale, ne doc, ne disturbo post traumatico da stress, ne ansia generalizzata..... e allora non È rimasto nulla fra i disturbo d ansia.....
    capisci cosa voglio dire??? fare un ipotesi diagnostica vera e proprio quando il sintomo È uno solo e di per se non corrisponde ad un disturbo classificabil `everamente rischioso.... anche perche a sto punto rischi di lasciare da parte altri disturbi che invece sono molto piu probabili e adatti a tale caso.
    magari puoi dire che ci sono sitomi ansiosi che vanno comunque monitorati e indagata l eventuale presenza di ulteriori sintomi, ma questo io personalmente lo metterei fra gli approfondimenti e cosi li fai capire che sei riuscita a cogliere tutti gli elementi, pero non ti sei lasciata fuorviare nella diagnosi...................

    scusa, io la penso così.... te lo volevo solo dire, magari alla fine sei d accordo con me?! gli altri che dicono'?????????????????

    si effettivamente mi hai convinta e mi trovi d'accordo.........effettivamente l'agorafobia non è diagnosticabile e qui non ci sono elementi suff per indicare ansia.........
    l'unico cosa è : se lui si presenta ben curato e con eloquio chiaro........questo non si tiene conto?????? ti torna che una persona in depressione non si cura così in modo particolareggiato??????
    kegi

  12. #1032
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    Citazione Originalmente inviato da alexsugar Visualizza messaggio
    per i sintomi come palpitazioni ecc io metterei disturbo d ansia, piu nello specifico fobia sociale (sensazini di inadeguatezza ed inferioritÀ) perche i sintomi tipici dell attacco di panico si presentano qui come conseguenza al fatto che deve andare a scuola e sono quindi prevedibili, percio niente disturbo di panico dove gli attacci sono imprevedibili e non si limitano ad uno situazione specifica............. io penso.
    i sintomi depressivi indicano un disturbo dell umore depressivo maggiore, che sembra pero svilupparsi come conseguenza ad un disturbo d ansia (da pochi mesi) e quindi non so se fare subito la diagnosi aggiuntiva di disturbo dell umore oppure metterla fra gli approfondimenti per vedere se con il trattare il disturbo d ansia eventualmente scomparirebbe anche la sintomatologia depressiva................. ????????????
    per quanto riguarda gli ultimi sintomi della paura di impazzire o di morire sembrano tipici di un attacco di panico.................. non so.................... meglio che vado ad approfondire i disturbi d ansia, piu tardi ci sentiamo e ne parliamo ok? cosi ora non so piu che pensare.....

    ragazze, voi che ne dite???????????
    per la fobia sociale ci sono..........ok la tua diagnosi........

    ma allora a questo punto il disturbo depressivo > c'è o no???????
    kegi

  13. #1033
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    Citazione Originalmente inviato da kegi7929 Visualizza messaggio
    si effettivamente mi hai convinta e mi trovi d'accordo.........effettivamente l'agorafobia non è diagnosticabile e qui non ci sono elementi suff per indicare ansia.........
    l'unico cosa è : se lui si presenta ben curato e con eloquio chiaro........questo non si tiene conto?????? ti torna che una persona in depressione non si cura così in modo particolareggiato??????
    hm.... il fatto È pero che lui non ha alle spalle anni e anni di depressione, ma si tratta di sintomi presenti da pochi mesi e non si sa nemmeno se sono molto gravi e comunque infatti non È la mia ipotesi principale.

    per quanto riguarda un disturbo dell addattamento lui puo anche presentarsi curato e con un eloquio piacevole, perche il disturbo va ad intaccare solo l emotivitÀ e il comportamento...........quindi sta cosa non la esclude la diagnosi giusto?

  14. #1034
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    Citazione Originalmente inviato da kegi7929 Visualizza messaggio
    per la fobia sociale ci sono..........ok la tua diagnosi........

    ma allora a questo punto il disturbo depressivo > c'è o no???????
    guarda io mi ricordo vagamente che i sitnomi depressivi sono molto comuni quando si tratta di un disturbo d ansia, addirittura se ti leggi il caso dell ordine che mi hai inviato li ce un disturbo "ansioso-depressivo" che io sinceramente non so se esiste veramente, ma a questo punto io propongo un disturbo d ansia, metterei la sintomatologia depressiva negli approfondimenti e proporrei un monitoraggio continuo per vedere se persistono oltre il disturbo d ansia e se con la terpia diminuiscono anche quelli..............boh, voi che dite?

  15. #1035
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    ragazze per delirium e demenza che TEST E TRATTAMENTI abbiamo????????????

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