Grazie!
Sono tutte cose sincere!Accade davvero.
L'eclettismo può anche portarci a considerare lidi non ancora esplorati e ad accettare di buon grado e ironia interventi non così codificabili che possono farci sorridere e in maniera mascherata riflettere. Sempre che l'eclettismo tecnico con il rigore che ci impone, ce lo consenta.
Secondo me siL'umorismo è una delle 4 forme di difesa più mature, secondo Freud, quindi oltre a fare bene, è anche salutare, soprattutto coniugato ad un buon livello di altruismo.
A proposito di altruismo, tu qualche intervento più "sostanzioso", anche se critico, non potresti farlo? A me piacerebbe molto leggere il tuo pensiero personale sull'argomento; ad es., cosa intendi quando parli della possibilità di considerare " lidi inesplorati" ed "interventi non codificabili?" Sono molto interessanti questa affermazioni, ci fai qualche esempio?
Grazie
Ciao![]()
Gaia
Tessera n° 15 Club del Giallo
Guardiana Radar del Gruppo insieme a Chiocciolina4
Ciao Gaia,
sono d'accordo e aggiungerei......fare ironia rientrando in tema, sarebbe ancora più salutare.
In teressano pure a me i " lidi inesplorati" e gli "interventi non codificabili?" di psichedelic e magari qualche post che unisce ironia a conoscenza e profondità, di complicata.
Ciao, Lucio
Lucio Demetrio Regazzo
conoscenza no, profondità non lo so.
Volevo chiedere a proposito, che cosa voi considerate "profondo"?
In tema non ci so stare, ho capito che parlate di uso di più teorie e tecniche contemporaneamente, e della capacità di spostarsi dall'una all'altra, forse.
se la profondità dipende dal ragionare sul tipo di argomenti, basta solo la conoscenza, la profondità è un'altra cosa.
Prego, definire pensiero "profondo".
Profondo presuppone tante cose, non è detto che un discorso lungo e articolato sia profondo.
La profondità è data dal toccare argomenti particolari, come il senso della vita, dio o gli dei, la morte, e raramente il senso della vita quotidiana.
la profondità è affrontare un argomento importante come quelli prima citati, senza pretendere di offrire soluzioni, il contrario di quel che vorrebbe dall'analista il nostro Char-Lie.
quindi che uno sia eclettico, o che sia in un altro modo, non ha importanza in una psicoterapia, dove si raggiunge il senso profondo delle cose al momento in cui le soluzioni non esistono.
Il soluzionista è il MATEMATICO, perchè pretende di risolvere la realtà riducendola a mere formule.
L'eclettismo è il tuttologo.
L'umanista per fortuna c'è ed è l'analista.
L’ISTRUZIONE SCOLASTICA NELL’ACQUISIZIONE DEL CONCETTO DI MORTE NEL BAMBINO(1)
Lucio Demetrio Regazzo e coll.
Il tema della morte e della propria morte può apparire sotto certi aspetti un argomento a contenuto squisitamente filosofico. visto che individualmente ce se ne occupa quando muoiono persone affettivamente vicine o si giunge sul punto di morire.
Se però consideriamo il fenomeno dal punto di vista esistenziale, particolarmente di Heidegger e Jaspers, dobbiamo pensare che l’angoscia di morte è un sentimento sempre presente al vissuto e all’esperienza della persona; quindi la vita non può prescindervi e, anzi, ne viene significativamente informata......................................... ............1) Journal of Existential Analisys, London, 1995.
Alla tuttologia vs. eclettismo, risponderò con calma.
Lucio
Ultima modifica di Lucio Regazzo : 10-03-2012 alle ore 17.11.20 Motivo: Rivista su cui é stato pubblicato l'articolo
Lucio Demetrio Regazzo
Perchè l'istruzione scolastica, nel titolo?
Cosa c'entra l'istruzione scolastica con il concetto di morte?
a scuola non c'è, non se ne parla, forse all'ora di religione?
Non è nei programmi.
Perchè, l'istruzione scolastica gioca un ruolo nell'acquisizione del concetto di morte?
Il concetto di morte si acquisisce in famiglia, partecipando da bambini ai funerali, andando vicino agli anziani più vicini alla morte, sperimentando la morte di familiari.
Boh?
a scuola si muore, ma di noia, direbbe qualcuno che conosco![]()
Lucio Demetrio Regazzo
che strana domanda.
Che si trova sulla Gazzetta dello Sport?
Da sempre la cultura della vita e della morte è il risulktato di un insegnamento familiare, che può decidere di delegarlo tutto o in parte a chi eroga insegnamento religioso, ovvero frequentando il mondo delle parrocchie, delle moschee, dei templi buddisti o altro.
non mi risulta che ci sia una qualsiasi attività oltre quella religiosa che si occupi di concetti metafisici per i bambini.
E uno dei problemi più grossi è proprio quello di eliminare la morte dal pensiero comune, facendogli perdere la sua naturalità.
non ho capito cosa volevi comunicare con quel titolo in maiuscolo.