E come possiamo cambiare l'attuale anacronistica mentalità, se non modificando ANCHE (non solo, ci mancherebbe) le leggi che alimentano la spirale del pregiudizio?Originariamente postato da Iggy
Eh già, a chi? Siccome la domanda mi interessava davvero, mi sono documentato dalle fonti originali (ovviamente in inglese). Da lì emerge chiaramente il fatto che non ci sono incidenze sul bambino cresciuto da uno o entrambi i genitori omosessuali se questo viene allevato in un contesto eterosessuale (ne è un esempio il matrimonio tra una donna eterosessuale e un uomo omosessuale, condizione non propriamente rara); in caso invece il bambino si trovi a crescere in un contesto completamente e apertamente omosessuale, questo può creare un forte ostacolo al bambino, sebbene non insormontabile.
A questo punto bisogna decidere se cambiare prima le leggi e poi l'attuale anacronistica mentalità, o viceversa. Io sono convinto che il secondo caso sia il migliore per tutti, soprattutto per gli eventuali figli adottati da coppie omosessuali. Resto dunque del parere che - a oggi - un simile provvedimento sarebbe controproducente, perché forzerebbe il muro di pregiudizio ancora troppo saldo; bisogna cercare di ammorbidirlo, prima ancora di sfondarlo. La "terapia d'urto" non ha mai funzionato, e la storia lo testimonia in diverse occasioni.
Il muro di pregiudizio, in questo caso, può essere superato solo favorendo 1 scambio consapevole ed 1 parità di diritti (e di doveri) tra comunità etero ed omosessuale, che evidentemente necessita ANCHE (non solo, ci mancherebbe) di 1 legittimità istitituzionalmente intesa.
Si ritorna, evidentemente, alla questione che ho definito come "mal posta": "quale" coppia etero e "quale" coppia gay?
Ci sono coppie gay perfettamente inserite nel tessuto sociale (molto più di quanto comunemente si creda e molto più di certe coppie etero), forse bisogna incominciare proprio da lì e credo che le ricerche di psicologia sociale siano 1 buon elemento di rottura culturale, se non proprio di "sfondamento" o di "terapia d'urto".
ikaro
P.S. Vorrei far notare che c'é 1 abisso tra quesa posizione di Iggy e quella di Psicoivan. 1 conto é dire "No alle adozioni gay" perché non siamo culturalmente pronti, altra cosa é dire "No!" perché mancherebbero al bambino dei modelli di riferimento "normali", sulla seconda stenderei 1 velo pietoso.







poveri bambini...



Quando non si sa come ribattere si esce con frasi tipo "Non é il massimo dell'attendibilità la fonte cattolica..."