Ciao a tutti,
mi inserisco in questa discussione per dire la mia: dirò sicuramente cose scontate, ma visto che sono le mie premesse, le voglio esplicitare.![]()
La situazione economica italiana, in generale, è piuttosto disastrosa, e lo vedo non solo in ambito "psi", ma anche in altri settori, in quanto ho molti amici laureati che cercano lavoro in settori completamente diversi dalla psicologia, ma che, quando lo trovano, si devono accontentare di saltellare da un posto di lavoro all'altro, interinale, a tempo determinato, ecc ecc.
Posto questo, se mi devo sbattere per qualcosa, almeno lo voglio fare per qualcosa che mi piace davvero, che mi appassiona e che mi permette di riempire qualche buco nero causato dalla frustrazione, attraverso crescita personale, professionale e piccoli successi (rarissimamente ma a volte giuro che mi capitano!!)![]()
Inoltre mi dico: se non lo faccio ora non lo faccio mai più, ci provo e se dovessi vedere che entro tot tempo non raggiungo nulla, a quel punto mi butto su altro. Un po' come ha fatto Goccedigiada, ma con un progetto ben delineato, con obiettivi concreti e tempistiche ben precise. Per realizzare tutto questo, mi sono licenziata da un lavoro part time a tempo indeterminato (di tipo impegatizio, nulla a che fare con la psicologia), perchè dopo tre anni mi rendevo conto che nel restante tempo non riuscivo a realizzare ciò che volevo (e nemmeno a studiare un granché).
Chissà perché...Forse perchè anch'io sono un'idealista (o un'illusa?!), forse perchè mi mangerei le mani se non ci provassi nemmeno, se dessi per scontato che "visto che le statistiche dicono così, anch'io sono uno di quei numerini", se mi lasciassi prendere dallo sconforto senza nemmeno aver provato a "combattere". Ho sempre fatto così, se credevo in qualcosa: moltissime volte mi son detta "che idiota avrei fatto bene a fare come quello/a che ha fatto la metà di me ma ha ottenuto di più" oppure "chi me l'ha fatto fare, avrei impiegato meglio il mio tempo facendo un corso di fotografia e magari mettendo su un negozietto tutto mio", ma molte altre volte mi sono ritrovata a pensare "cavolo se quella volta non avessi fatto così, non avrei ottenuto ora questo e quello, o non sarei così".
Forse la questione è questa: oltre a cercare un mestiere con cui mangiare sono sempre attaccata all'idea che questo mi possa dare qualcosa a livello personale oltre che professionale, e non è tanto il discorso "mi sono iscritta a psicologia per risolvere i miei problemi", ma "guarda quante cavolo di cose imparo su me stessa e sulle relazioni esercitando od osservando colloqui, supervisioni, consulenze, ecc ecc". Ed è bellissimo, io mi sento piena, anche se magari in quel momento il portafoglio è vuoto...
(oh ce li ho pure io i momenti in cui mi dico: ma chi c..o me lo fa fare??!)
Forse la mia "strategia" sta nell'abbinare questo "romanticismodonchichottianincosciente" ad una progettazione quasi manageriale (che è un paradosso forse, ma io ci sguazzo!) e al tentativo di comunicare con più persone possibili, perchè mi rendo conto che la confusione che spesso ho in testa è creata da cattive o mancanti informazioni. Quindi ben vengano forum, iniziative, scambi di opinioni, dritte su testi, normative, esperienze, info sugli ordini, e così via.
Se poi da questo scaturiscono azioni concrete tanto meglio!!
Non so se queste parole possono essere utili a qualcuno, ma ci tenevo a dire la mia: ultimamente sono stata un po' assente dal forum, mentre devo dire che se c'è stato un valore aggiunto alla mia preparazione per l'esame di stato quello era costituito proprio dal forum e dai ragazzi che ho conosciuto tramite questoa dimostrazione di come condividere le proprie informazioni possa essere un quid in più in tutte le situazioni.
Va beh ora sto straparlando, meglio che chiuda..(forse è la fame!!!)
Un abbraccio a tutti e spero che qualcuno accoglierà i miei sfoghi quando vi scriverò disperata in uno dei miei momenti di crisi!!![]()







), forse perchè mi mangerei le mani se non ci provassi nemmeno, se dessi per scontato che "visto che le statistiche dicono così, anch'io sono uno di quei numerini", se mi lasciassi prendere dallo sconforto senza nemmeno aver provato a "combattere". Ho sempre fatto così, se credevo in qualcosa: moltissime volte mi son detta "che idiota avrei fatto bene a fare come quello/a che ha fatto la metà di me ma ha ottenuto di più" oppure "chi me l'ha fatto fare, avrei impiegato meglio il mio tempo facendo un corso di fotografia e magari mettendo su un negozietto tutto mio", ma molte altre volte mi sono ritrovata a pensare "cavolo se quella volta non avessi fatto così, non avrei ottenuto ora questo e quello, o non sarei così".
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) e al tentativo di comunicare con più persone possibili, perchè mi rendo conto che la confusione che spesso ho in testa è creata da cattive o mancanti informazioni. Quindi ben vengano forum, iniziative, scambi di opinioni, dritte su testi, normative, esperienze, info sugli ordini, e così via.
a dimostrazione di come condividere le proprie informazioni possa essere un quid in più in tutte le situazioni.
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