• Opsonline.it
  • Facebook
  • twitter
  • youtube
  • linkedin
Pagina 7 di 11 PrimoPrimo ... 56789 ... UltimoUltimo
Visualizzazione risultati 91 fino 105 di 155
  1. #91
    Postatore Epico L'avatar di Ember
    Data registrazione
    22-07-2002
    Residenza
    Urbino
    Messaggi
    11,724
    Sul fatto che zone più cattoliche abbiano meno convivenze e divorzi è vero, e anche zone magari non proprio cattoliche ma magari molto piccole, come i paesini... e parlo per esperienza personale: i miei parenti materni ad esempio stanno in un paese minuscolo e si sposano con una frequenza allarmante e non divorziano mai! Fanno dei bimbi, ecc. Li si fa così, punto. E mi sembrano felici, anche se per me è una realtà assurda.

    Ma alla fine che differenza c'è tra convivenza e matrimonio? Cioè, MD, perchè sei così atterrito dal fatto che una coppia possa non sposarsi mai? Io come dicevo, ho parecchi amici i genitori dei quali si "amano" da tanto (ogni coppia poi si ama a modo suo magari) e non sono sposati. E i miei amici non hanno alcun problema
    Temi che andando avanti l'Italia si riepira di -orrore!- coppie di fatto? Che problema c'è? le famiglie si evolvono...

    Sia chiaro che io vorrei sposarmi (e sono disposta a farlo anche senza prima convivere, sebbene sicuramente dovrò farlo per motivi di vario tipo), non ho niente contro il matrimonio ma neanche contro la convivenza. Certo se uno convive perchè non è sicuro del suo amore, perchè da un giorno all'altro la storia potrebbe finire, è meglio che eviti persino la convivenza... no?

  2. #92
    Postatore OGM L'avatar di willy61
    Data registrazione
    20-09-2004
    Residenza
    Albino (BG)
    Messaggi
    4,192
    Blog Entries
    281
    Ciao a tutte/i. Provo ad intervenire. Ma avete inanellato una serie di discorsi delicati. E io continuo a pensare che negli affetti occorre procedere con cautela estrema. Comunque.
    E stavolta parto da me. Sono stato sposato. Mi sono separato e ho poi divorziato da quella che era stata mia moglie. Ho sperimentato una convivenza durata quattro anni, dalla quale è nata mia figlia. E che è terminata poco tempo fa.
    Ciononostante, o forse proprio per questo, non mi sento né disperato né inferiore. Credo vi siano molte modalità per declinare la parola "amore". E che le leggi, la morale, le usanze e le abitudini non siano contenitori sufficientemente ampi per farlo.
    E non piango sulle esperienze che ho vissuto. Perché in ognuna di esse non c'è stato solo male, non ho passato i miei anni solo nel dolore. C'è stata molta gioia, molta fiducia, molta speranza. C'è stata la difficoltà, ma anche la felicità del tentare di costruire un futuro e un presente. Di tutto quel che ho fatto, provato e vissuto, nel bene e nel male, rivendico la necessità. E ne traggo (almeno a me pare) alcune lezioni. Che valgono per me, e che non credo valgano per altre/i. E alcune convinzioni, che potrebbero valere per più di una persona.
    Punto primo. Non penso che convivere, sposarsi, amarsi da vicino o da lontano siano forme di vita qualitativamente differenti. La legge del cuore e la legge degli uomini non necessariamente coincidono. E vorrei che venissero garantiti uguali diritti a tutte le forme di famiglia possibili. Non capisco perché un mussulmano che vive in Italia non possa avere più di una moglie. Non comprendo perché una donna originaria del Ladakh che vive in Italia non possa avere più di un marito (solo per citare due tradizioni matrimoniali opposte). Non capisco perché due persone che vogliono dividere parte delle loro vite, o tutta la loro vita, non dovrebbero poterlo fare con uguali diritti e doveri di altri. E non comprendo proprio come, garantendo queste possibilità, si tolga qualcosa a chi in un'unione a vita, legalizzata e sacralizzata, crede e continua a credere.
    Punto secondo. Gli impegni che si assumono con una convivenza non sono inferiori a quelli che si contraggono con un matrimonio. Perché il patto è comunque tra due persone e sono quelle due persone che lo sapranno far vivere o ne decreteranno la fine. Non le leggi, non i comandamenti di qualche chiesa, non i timori delle sanzioni. In tutte le società nelle quali sono previste sanzioni, gli esseri umani hanno trovato il modo di aggirarle, in modo da garantirsi un maggiore benessere ed una maggiore felicità.
    Punto terzo. I rapporti tra diffusione delle credenze religiose e facilità con la quale si divorzia o ci si separa. Esiste questa relazione. Ma, come tutte le relazioni, non fornisce alcuna informazione utile. Non è un giudizio di valore. Perché questa "resistenza" alla separazione può essere dovuta a cause differenti dalla credenza religiosa: pressione sociale (è difficile, sempre e ovunque, fare qualcosa di differente dalla maggioranza), ostracismo, stigma. Lo sappiamo e lo sapete anche voi, lo si legge tra le righe deivostri post: come diceva Guccini "Poi è bene essere un poco diffidenti, verso chi è un po' differente". Capita agli zingari, ai neri, ai migranti, ai preti in Emilia e ai comunisti in Leghizia (qualcuno la chiama Padania, ma io mi rifiuto di farlo), ai bianchi in Congo, ai separati dovunque (più o meno), alle donne dappertutto.
    Quel che mi fa specie, se devo dirla fuori dai denti, è il riscontrare come le proprie storie personali, importanti, sempre, come può esserlo solo la vita di un essere umano, non portino alla capacità di comprendere ma, spesso, alla volontà di insegnare, alla rabbia ed al desiderio di vendetta. Sentimenti anche legittimi ma, credo, assai poco utili a farci progredire anche solo di un passo.
    Scusate la lunghezza, ma non intervenivo da tempo e ci tenevo a dire queste cose.

    Ciao

    Guglielmo
    Dott. Guglielmo Rottigni
    Ordine Psicologi Lombardia n° 10126

  3. #93
    Postatore Compulsivo L'avatar di LUTHIEN
    Data registrazione
    17-10-2004
    Residenza
    grosseto
    Messaggi
    3,501
    Originariamente postato da Ember
    Sul fatto che zone più cattoliche abbiano meno convivenze e divorzi è vero, e anche zone magari non proprio cattoliche ma magari molto piccole, come i paesini... e parlo per esperienza personale: i miei parenti materni ad esempio stanno in un paese minuscolo e si sposano con una frequenza allarmante e non divorziano mai! Fanno dei bimbi, ecc. Li si fa così, punto. E mi sembrano felici, anche se per me è una realtà assurda.
    Francamente a me questa cosa farebbe riflettere: non solo nelle zone più cattoliche, ma anche nei piccoli centri indipendentemente dall'orientamento religioso, l'idea del divorzio è mal contemplata, nel senso che non se ne sente quasi mai parlare. Questo perchè nei piccoli centri, nei paesetti, la vita è diversa: e si ritorna al discorso che mi sembra aveva fatto Scarlet, sul fatto che lo stress di questo modo di vivere rende più vulnerabili, più nervosi, più stressati, mi sembra che tutto questo non faccia bene all'equilibrio psichico e tantomeno all'equilibrio relazionale. Nei piccoli centri si respira un'aria diversa, le persone sono più unite, non esistono valori individualistici ed egoistici, ma c'è molta più coesione, solidarietà ed attaccamento alle tradizioni e ai valori. Ci sono delle certezze inconfutabili e queste rendono forti le persone, per ripondere ad Alberag che diceva che chi ha troppe certezze è destinato ad affondare. Peccato, ma mi sembra che quella gente viva una vita davvero migliore: conosco molti *paesani* e tutto mi sembra fuorchè affondino: si godono la vita ma in maniera equilibrata e serena.
    "Sono un viandante sullo stretto marciapiede dela terra e non distolgo il pensiero dal Tuo volto, che il mondo non mi svela..." Karol Woitila
    +Luthien Tinuviel+

  4. #94
    Postatore Compulsivo L'avatar di ghiretto
    Data registrazione
    15-11-2004
    Residenza
    nell'orbita di Anarres
    Messaggi
    3,359
    Originariamente postato da willy61

    Quel che mi fa specie, se devo dirla fuori dai denti, è il riscontrare come le proprie storie personali, importanti, sempre, come può esserlo solo la vita di un essere umano, non portino alla capacità di comprendere ma, spesso, alla volontà di insegnare, alla rabbia ed al desiderio di vendetta. Sentimenti anche legittimi ma, credo, assai poco utili a farci progredire anche solo di un passo.

    Ciao

    Guglielmo
    nulla da dire, se non grazie per queste parole

    Originariamente postato da Luthien
    Nei piccoli centri si respira un'aria diversa, le persone sono più unite, non esistono valori individualistici ed egoistici, ma c'è molta più coesione, solidarietà ed attaccamento alle tradizioni e ai valori. Ci sono delle certezze inconfutabili e queste rendono forti le persone, per ripondere ad Alberag che diceva che chi ha troppe certezze è destinato ad affondare. Peccato, ma mi sembra che quella gente viva una vita davvero migliore: conosco molti *paesani* e tutto mi sembra fuorchè affondino: si godono la vita ma in maniera equilibrata e serena.
    la mia esperienza di piccoli centri è assolutamente differente, laddove questo che tu esprimi mi è parsa solo una patina al di là della quale, invidia aggressività e rabbia ho visto vivere feconde, verso chiunque provi ad infrangere le leggi del gruppo, poichè in tal modo palesa che una vita diversa sia, non solo possibile, ma perseguibile e anche desiderabile. Forse camminare su solchi già prefissati e decisi, a giudicare dal disagio psichico che ho visto, non è sempre bene. Trasgredire, se nessuno l'avesse fatto, non sarebbe stata inventata neppure la ruota, se nessuno avesse perseguito un modo differente da come fino ad allora fatto, nessuna scoperta sarebbe stata svelata. Questa nostalgia romantica che vede il passato, la tradizione solo nella sua luce aurea mi pare poco illuminante.

  5. #95
    Postatore Compulsivo L'avatar di LUTHIEN
    Data registrazione
    17-10-2004
    Residenza
    grosseto
    Messaggi
    3,501
    Perchè deve esserci questa concezione errata su chi vive questo tipo di vita? E' poco stimolante? Non si dovrebbe invece imparare a godere dei piccoli piaceri quotidiani della vita invece di cercare chissà cosa? Secondo me è proprio per questo che l'uomo moderno è costantemente insoddisfatto, perchè ha perso il gusto per la semplicità e la genuinità. E' chiaro che ci può essere il cambiamento, ma ciò deve significare camminare in avanti, ma avendo sempre di fronte a sè una luce fissa come riferimento!
    "Sono un viandante sullo stretto marciapiede dela terra e non distolgo il pensiero dal Tuo volto, che il mondo non mi svela..." Karol Woitila
    +Luthien Tinuviel+

  6. #96
    Ospite non registrato
    ammazza quanti post....! stavo facendo il muratore in casa mia.. e non sono riuscito ad intervenire prima...

    So benissimo cosa significa lo stress, un periodo in cui avevo un rapporto conflittuale con sara, quotidiano, ho avuto 3 incidenti con la macchina, sono andato adosso ad un albero ho messo sotto un scooter spuntando appena da uno stop, ho tamponato una macchina che stava davanti a me etc, nonostante usassi tutte le strategie di coping che conoscevo era difficile affrontare tale situazione, se poi a questo si aggiunge un forte desiderio di lei che voleva uscire con tutti quelli che le andavano compresi quelli conosciuti il giorno prima, potete immaginare lo stress, io sono cattolico praticante ma ahimè non sono il miglior esempio da seguire, poichè sono favorevole alla convivenza ai rapporti prematrimoniali etc, se io sono contro l'aborto il divorzio e il matrimonio tra gay con relativa adozione, non è perchè lo dice la chiesa o che sia di destra etc...grazie a Dio non sono di destra! ma solo per mie convinzioni personali maturate con il confronto sociale con varie realtà,

    Il divorzio diciamola in maniera spicciola è un sutterfugio una via di fuga utilizzata da molti per non voler superare l'ostacolo di una routine quotidiana, se analizziamo la situazione alcune ragazze dicono lo lascio perchè è noioso e facciamo sempre le stesse cose!,

  7. #97
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da LUTHIEN
    Perchè deve esserci questa concezione errata su chi vive questo tipo di vita? E' poco stimolante? Non si dovrebbe invece imparare a godere dei piccoli piaceri quotidiani della vita invece di cercare chissà cosa? Secondo me è proprio per questo che l'uomo moderno è costantemente insoddisfatto, perchè ha perso il gusto per la semplicità e la genuinità. E' chiaro che ci può essere il cambiamento, ma ciò deve significare camminare in avanti, ma avendo sempre di fronte a sè una luce fissa come riferimento!
    ottimo post Luthien

    il guaio è questo è il non sapersi accontentare, basta poco per essere felici

  8. #98
    Postatore OGM L'avatar di willy61
    Data registrazione
    20-09-2004
    Residenza
    Albino (BG)
    Messaggi
    4,192
    Blog Entries
    281
    Originariamente postato da MD^_^
    ammazza quanti post....! stavo facendo il muratore in casa mia.. e non sono riuscito ad intervenire prima...

    Il divorzio diciamola in maniera spicciola è un sutterfugio una via di fuga utilizzata da molti per non voler superare l'ostacolo di una routine quotidiana, se analizziamo la situazione alcune ragazze dicono lo lascio perchè è noioso e facciamo sempre le stesse cose!,
    E questa (e sono un poco duro) è una gigantesca stupidaggine.
    Ma tu ci staresti con una donna noiosa? Io no, te lo garantisco. E non vedo perché non dovrebbe valere il contrario. Inoltre, sono convinto che se una preferisce mangiare al ristorante è perché in casa sua si cucina piuttosto male.
    Dott. Guglielmo Rottigni
    Ordine Psicologi Lombardia n° 10126

  9. #99
    Postatore Compulsivo L'avatar di LUTHIEN
    Data registrazione
    17-10-2004
    Residenza
    grosseto
    Messaggi
    3,501
    Un esempio di come lo stress rovina i rapporti? I miei! Due stressati per eccellenza, mio padre sempre oberato di impegni e preoccupazioni, vai di qua, vai di là, sempre pieno di cose da pensare, gli sta pure venendo la depressione, ieri ha fatto un incidente perchè ha detto di non aver visto una macchina che arriava dietro mentre faceva retromarcia. Mia madre idem con patate,e insieme i miei sono una vera e propria bomba a orologeria: litigate, screzi per le minime cazzate, una discussione anche per cosa dare da mangiare al cane! Ma, guarda caso, quando arriva agosto e se ne vanno un mese in montagna, gli screzi scompaiono: vita più serena, contattto con altre persone, meno stress, ambiente tranquillo...e magicamente torna l'amore...ma guarda un pò che coincidenza
    "Sono un viandante sullo stretto marciapiede dela terra e non distolgo il pensiero dal Tuo volto, che il mondo non mi svela..." Karol Woitila
    +Luthien Tinuviel+

  10. #100
    Ospite non registrato
    Caro Guglielmo,

    quindi la noia potrebbe essere un buon motivo per divorziare?

    Se lei vuole andare a mangiare al ristorante, non è perchè a casa sua si mangiava molto male, ma forse perchè non si accontenta del suo ambiente domestico e mira a chissà chè!

  11. #101
    Postatore Compulsivo L'avatar di ghiretto
    Data registrazione
    15-11-2004
    Residenza
    nell'orbita di Anarres
    Messaggi
    3,359
    Originariamente postato da MD^_^

    quindi la noia potrebbe essere un buon motivo per divorziare?

    Se lei vuole andare a mangiare al ristorante, non è perchè a casa sua si mangiava molto male, ma forse perchè non si accontenta del suo ambiente domestico e mira a chissà chè!
    si ottimo direi, la noia non mi sembra fare parte dei migliori presupposti di un rapporto, che implica lo scambio vicendevole

    dove è scritto che nella vita ci si debba "accontentare"? E' peccato provare ad essere felici?

  12. #102
    Postatore OGM L'avatar di willy61
    Data registrazione
    20-09-2004
    Residenza
    Albino (BG)
    Messaggi
    4,192
    Blog Entries
    281
    Originariamente postato da MD^_^
    Caro Guglielmo,

    quindi la noia potrebbe essere un buon motivo per divorziare?

    Se lei vuole andare a mangiare al ristorante, non è perchè a casa sua si mangiava molto male, ma forse perchè non si accontenta del suo ambiente domestico e mira a chissà chè!
    No. La noia è un buon motivo per non iniziare nemmeno. Se subentra poi, dipende da entrambi. Ma continuo a non vedere quale sia la tragedia nel lasciarsi/essere lasciati. Mi sono capitate entrambe le cose. Dolorose entrambe, ma da entrambe ho imparato qualcosa. E ho scoperto che era meglio dopo che prima. Per tutti.
    Se una persona non si accontenta può dipendere da molte cose, ma io rifletterei su quale sia stato il tuo contributo, non su quale sia stata la tua o la sua colpa.

    Ciao

    Guglielmo
    Dott. Guglielmo Rottigni
    Ordine Psicologi Lombardia n° 10126

  13. #103
    Postatore Compulsivo L'avatar di LUTHIEN
    Data registrazione
    17-10-2004
    Residenza
    grosseto
    Messaggi
    3,501
    Originariamente postato da ghiretto
    E' peccato provare ad essere felici?
    A costo del'infelicità altrui sì ahimè. Mi sembra che oggigiorno l'idea di sforzo e sacrificio non sia più ben contemplata purtroppo.
    "Sono un viandante sullo stretto marciapiede dela terra e non distolgo il pensiero dal Tuo volto, che il mondo non mi svela..." Karol Woitila
    +Luthien Tinuviel+

  14. #104
    alberag
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da LUTHIEN
    Francamente a me questa cosa farebbe riflettere: non solo nelle zone più cattoliche, ma anche nei piccoli centri indipendentemente dall'orientamento religioso, l'idea del divorzio è mal contemplata, nel senso che non se ne sente quasi mai parlare. Questo perchè nei piccoli centri, nei paesetti, la vita è diversa: e si ritorna al discorso che mi sembra aveva fatto Scarlet, sul fatto che lo stress di questo modo di vivere rende più vulnerabili, più nervosi, più stressati, mi sembra che tutto questo non faccia bene all'equilibrio psichico e tantomeno all'equilibrio relazionale. Nei piccoli centri si respira un'aria diversa, le persone sono più unite, non esistono valori individualistici ed egoistici, ma c'è molta più coesione, solidarietà ed attaccamento alle tradizioni e ai valori. Ci sono delle certezze inconfutabili e queste rendono forti le persone, per ripondere ad Alberag che diceva che chi ha troppe certezze è destinato ad affondare. Peccato, ma mi sembra che quella gente viva una vita davvero migliore: conosco molti *paesani* e tutto mi sembra fuorchè affondino: si godono la vita ma in maniera equilibrata e serena.
    Questo è un modo di vedere la cosa. L'altro è che nel paese piccolo sei sempre sotto gli occhi di tutti e tutti si fanno gli affari tuoi. E magari il prete ha anche una certa influenza sociale.

    Esempio: una mia ex fidanzata si è sposata un mesetto fa. Lei vede la chiesa un paio di volte all'anno e si è sempre proclama atea; lui è uno dei più grandi bestemmiatori che io conosca e la chiesa l'ha sempre vista dal di fuori. Eppure si sono sposati in chiesa, il che - almeno nel loro caso, ma non credo sia l'unico - ha avuto una funzione essenzialmente sociale: i fiori all'interno, il paese che partecipa alla cerimonia, il fatto di non essere guardati male da tutti....

  15. #105
    alberag
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da LUTHIEN
    A costo del'infelicità altrui sì ahimè. Mi sembra che oggigiorno l'idea di sforzo e sacrificio non sia più ben contemplata purtroppo.
    Tanti auguri....trovatici nelle situazioni, poi vediamo come va.

Pagina 7 di 11 PrimoPrimo ... 56789 ... UltimoUltimo

Privacy Policy