Il tuo post mi ha fatto capire molto delle tue motivazioni e concordo molto con quello che dici!![]()
Cercherò di risponderti in generale perchè se facciamo delle risposte così lunghe diventa impossibile chiarirci.
Sul fatto della psicoterapia come parcheggio per gli psicologi, purtroppo me ne sono accorto anche io. Però credo che sia tale perchè ad oggi, in Italia, esistono poche possibilità lavorative certe per chi ha una laurea di secondo livello in Psicologia (figuriamoci le lauree triennali), per cui le scuole di psicoterapie che proliferano sono una diretta conseguenza di uno stato che se ne sbatte molto del nostro futuro e ci consegna altri 4 anni di specializzazione per pupparci più soldi, sostanzialmente. E questo di conseguenza porta all'ampliamento del numero degli psicoterapeuti, delle scuole e dei posti, alla riduzione del lavoro fra gli stessi, al soffocamento degli psicoterapeuti sugli psicologi clinici, e, come te dicevi, alla scarsità del valore di tale formazione che, a quanto so, spesso è una bufala. Tutto ciò va a discapito della psicoterapia, della psicologia, della nostra opinione pubblica, insomma è tutto un ciclo che porta cacca su cacca. Per questo spero che anche voi conosciate www.altrapsicologia.it !
Comunque qui non siamo a parlare di psicoterapia e cercherò di dirti la mia opinione in breve: sostanzialmente la ricerca è molto importante nella nostra professione ma non sarà mai tutto, perchè, come dicevamo, c'è un buon tasso di soggettività ineliminabile, che se sfruttato a dovere diventa un grande vantaggio. Ora io sono più portato a studiare ed approfondire la parte soggettiva, o meglio, non oggettivabile di queste pratiche, e questo genera con te e con tanti altri delle discussioni intorno a questo tema che, per la mia esperienza, sono perlopiù modi diversi di vedere che modi migliori o peggiori di vedere la realtà. Tuttavia il rispetto ed il dialogo fanno diventare sempre la discussione una fonte di arricchimento.
Non sono daccordo con te quanto usi dei concetti vaghi tipo junghiano, freudiano, adleriano, per designare delle teorie a tuo parere poco fondate, un po' da vezzeggiare, quando secondo me sono tutte molto utili. Certo, la ricerca ci darà delle informazioni più precise, oggettive e standardizzate, ma rimarrà sempre il problema dell'osservatore che può utilizzare quelle teorie con grande ricchezza se prese nel contesto giusto al momento giusto. Tutti gli autori che hai nominato, e molti altri, come tutti gli scienziati di questo mondo, utilizzano sempre la loro soggettività per comunicare, e la loro esperienza e la loro ineliminabile unicità. Sicchè non ci sarà mai qualcosa di puramente oggettivo come è vero l'incontrario.
Oggettivo e controllabile non è meglio di soggettivo e sfuggente, a priori, ma dipende dal modo in cui ci interfacciamo a questa realtà. Nella psicologia, dovremmo tutti imparare che tutte le teorie sono degne di rispetto, perchè tutte contengono una porzione di verità, che certo, non sempre sono assimilabili fra loro, ma che momento per momento ci offrono una visione più chiara di cosa stiamo studiando.
Nella psicoterapia, secondo me, è vero proprio questo.
Riprendendo il discorso di prima, il fatto che certe persone utilizzino i cosiddetti "concetti vaghi" tipici della psicodinamica per il proprio tornaconto è una cosa possibile, ma che però, se esplorata a fondo, fa emergere la verità ed è quindi criticabile.
Spero di aver chiarito alcune cose. Adesso però rientriamo nell'argomento del topic![]()






