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  1. #91
    Partecipante Assiduo
    Data registrazione
    25-07-2006
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    vasto
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    116
    salve a tutti e mi intrometto nel discorso...sono perfettamente daccorodo con psico e tiziana...bisogna innanzitutto provarsi in prima persona, conoscendo ogni angolo di noi stessi, acquisire un metodo, osservare, e poi si potrà prendere in carico la sofferenza di una persona...altrimenti esistono tante altre cose che uno psicologo può fare (nella loro grande difficoltà di affermazione)...
    io sto imparando a fare entrambe, collaborando con alcune scuole della mia zona e avendo uno studio...
    nn è semplici cari colleghi, ma perseveriamo...nn arrendiamoci, perchè la daremmo vinta a tutti quelli che ci denigrano o allo stato, di qualunque colore esso sia, che ogni volta taglia a scuola, sanità e sociale...
    sapete che è stata fatta dal lontano '97 una sperimentazione per avere lo psicologo nella scuola (con delle prospettive per noi nn indifferenti e una sicura crescita per la qualità della scuola) che nn ha avuto alcun seguito???
    purtroppo la nostra professione è anche un pò una lobby...purtroppo sembra che per poter parlare uno dovrebbe avere una esperienza lunghissima (mi capita di frequente e anche se dovessi fare un intervento di cortesia)...ma noi giovani psicologi abbiamo una visione globale del mondo, abbiamo più entusiasmo e scusate se sembro presuntuoso, più mezzi di quello che poteva accadere 20 o 30 anni fa...
    con questo nn voglio denigrare i professionisti maturi (la mia analista è una di queste, donna straordinaria, oltre che analista di grande preparazione), solo quelli che si considerano gli unici a poter operare...o solo se si discende da quel ramo familiare...avete presente le corporazioni?
    beh...scusate il mio sfogo...
    buon pomeriggio

  2. #92
    Partecipante Super Esperto L'avatar di valevalens
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    20-10-2004
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    Re: Aprire uno studio senza essere psicoterapeuti o specializzandi...Impensabile??

    Originariamente postato da Redwings
    Ciao! Una domanda mi assilla anche se temo di sapere già la risposta...E' proprio impensabile aprire uno studio solo come psicologo? Senza aver frequentato o frequentare scuole di psicoterapia cosa si può offrire sul mercato??
    Possibile che state tutti frequentando una scuola????

    Guarda...si aprono lo studio i counselor che non hanno neanche una laurea, figurarsi se tu che ce l'hai e che sei iscritta all'Ordine non potresti aprirtelo!
    Aprilo pure e non ti far problemi. Non mi preoccuperei neanche della clientela...sai quanti vanno dai counselors che non sono neanche psicologi o laureati in psicologia?? E' tutta una questione di passa-parola, pubblicità e in molti casi, di pazienti che se si trovano bene mandano altri pazienti. Per non parlare poi della gran confusione che là fuori fanno tra terminologie "psichiatra-psicologi-psicoterapeuti"?
    A mio parere c'è ancora poca informazione sul nostro lavoro ecc.

    Figurati che nella mia città c'è uno col diploma in ragioneria che dopo 3 anni di corso di counseling ora fa lo sportello per la prevenzione del disagio adolescenziale e gruppi di incontri con genitori....anche se non lo è, arriva con la sua giacca e cravatta e subito tutti "buongiorno, dottore (!)"...
    E dato che non ci sono normative in merito, tutto è perfettamente legale.
    Ultima modifica di valevalens : 15-09-2006 alle ore 22.49.13

  3. #93
    Neofita
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    03-09-2006
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    7
    faccio parte di coloro che ORGOGLIOSAMENTE pososno dire di esser giunti al 4 anno dispeiclizzazione Tanti soldi(ma neppure roppi se pensiamoa i costi delel maggiori scuole)tanta(troppa)fatica, molti week end sudati(come all università)ma sono STRACONTENTA di averla inziata
    Quando siamo davantia un paziente abbiamo la sua mente in mano e le sue emozioni Lui si affida a noi e non possiamo barare ne và della ns etica professionale(e poi dicono tanto degli psicologi!)
    Cs di noi dovrebbe veramente guardarsi dentro e chiedersi:lo so fare?
    Come doceva un grande uomo (S.MINUCHIN)"Lo scopo della prima seduta è farliritornare alal seconda" Ritornerebbero?
    E poi i pz non piovono dal cielo....
    AVE.....

  4. #94
    Partecipante Super Esperto L'avatar di valevalens
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    20-10-2004
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    Originariamente postato da bick1972
    faccio parte di coloro che ORGOGLIOSAMENTE pososno dire di esser giunti al 4 anno dispeiclizzazione Tanti soldi(ma neppure roppi se pensiamoa i costi delel maggiori scuole)tanta(troppa)fatica, molti week end sudati(come all università)ma sono STRACONTENTA di averla inziata
    Quando siamo davantia un paziente abbiamo la sua mente in mano e le sue emozioni Lui si affida a noi e non possiamo barare ne và della ns etica professionale(e poi dicono tanto degli psicologi!)
    Cs di noi dovrebbe veramente guardarsi dentro e chiedersi:lo so fare?
    Come doceva un grande uomo (S.MINUCHIN)"Lo scopo della prima seduta è farliritornare alal seconda" Ritornerebbero?
    E poi i pz non piovono dal cielo....
    AVE.....
    Anche io ho conseguito la specializzazione da più di un anno. La mia aveva un taglio molto pratico. Già dal primo anno si entrava come co-terapeuti nello studio con terapeuta e pazienti, in quattro anni ne ho seguiti più di 60 direttamente col terapeuta e oltre 200 indirettamente da dietro un monitor, osservando studiando e commentando con il terapeuta e gli altri corsisti tutte le manovre, le tecniche i metodi, i cambiamenti. E questo l'ho fatto per le più svariate patologie, dall'anoressia al panico, dalla depressione alle manie di persecuzione, dalla compulsione al delirio. In più ho fatto complessivamente 400 ore di tirocinio.
    Insomma, uscita da lì ho potuto sinceramente dire di essere capace a fare qualcosa, ad aiutare le persone.
    Lo dico forse con una nota di presunzione, ma che per me in realtà non è altro che un rendersi consapevoli delle così tanto decantate "abilità acquisite".
    Già dal terzo anno, essendo già psicologa e potendo per legge farlo (ma anche perchè già mi sentivo un pò sicura di essere in grado di farlo) ho aperto lo studio per fare delle consulenze psicologiche.
    Pensa che fortuna...nel fare il giro dei medici, ho incontrato dopo anni una mia vecchia amica nel frattempo diventata medico di base che per aiutarmi mi ha messo a disposizione due studi medici centrali e GRATIS.
    Dentro di me pensavo che sì, sarebbe stato tosto farsi conoscere, avere pian piano qualche paziente, ma che prima o poi e specie dopo la specializzazione, ce l'avrei fatta.
    Ma non è stato affatto così. Finita la specializzazione e con due studi medici a disposizione, in realtà ho visto solo 3 pazienti, andati benissimo devo dire. E questo mi ha dato ancora più fiducia, forse qualcosa l'avrò imparata davvero...
    Ma adesso i due studi sono praticamente vuoti. E dire che ho fatto il giro di medici, pediatri, ospedali ecc., che ho stampato non so quanti biglietti da visita e brochure (autorizzate dall'Ordine), fatto degli incontri serali a tema e gratis...ma gli studi sono sempre vuoti. Lo so che non dipende da me, che ce l'ho messa tutta, ma mi rendo conto solo adesso che non basta essere psicoterapeuti magari bravi, perchè se no non torna il fatto che purtroppo ci sono tanti psicoterapeuti bravi ma senza occupazione.

    Purtroppo nella mia realtà territoriale, le persone vanno sempre dai soliti due "luminari" e ahimè, da qualche counselor familiare che non è neppure psicologo, eppure in città si dice siano molto "bravi". Penso che all'inizio oltre alla bravura ci vuole anche qualcuno che ci appoggi e ci dia fiducia e ci invii qualche paziente.
    Poi sai, la vera bravura viene con il tempo facendo esperienza diretta e a volte nell'interazione con il paziente può non bastare neanche quella.
    Che se ne dica, o sia scomodo dirlo, anche dai luminari capita che un paziente non si rifaccia vivo la volta successiva. Dinamiche sottili e invisibili del non verbale o anche della patologia in sè possono incidere in qualche modo. Una parola un pò "stonata", un timbro diverso...e la terapia può benissimo saltare.
    Ultima modifica di valevalens : 08-10-2006 alle ore 21.19.06

  5. #95
    Partecipante Esperto L'avatar di Santiago
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    Ciao valevens la tua storia è un pò scoraggiante e per te che la vivi immagino deprimente.
    Spero solo, che quando avrai più fortuna, e spero presto, ti ricorderai di noi del forum, e ci dirai che le cose col tempo sono migliorate... e magari ci dirai anche come...

    Imbocca al lupo

    Santiago
    "Soltanto i pesci non sanno che è acqua quella in cui nuotano, così gli uomini sono incapaci di vedere i sistemi di relazione che li sostengono" L. Hoffmann

  6. #96
    Matricola L'avatar di anna_anna2002
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    ciao valens mi piacerebbe sapere ke tipo di scuola di specializzazione hai frequentato....

  7. #97
    MORGANAI
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    è POSSIBILE?

    Sono la prima a credere che x lavorare quotidianamente con la sofferenza e il disagio delle persone sia indispensabile lavorare con e su se stessi,ma non credo sia determinante aver frequentato una scuola di specializzazione estremamente costosa,anche perchè questo proliferare di scuole di stampo così diverso tra loro mi rende certa del fatto che siano un pò tarocche.Credo che il requisito fondamentale x lavorare bene e sentirsi soddisfatto sia x la professione di psicologo che di psicoterapeuta sia la sensibilità unita al profondo rispetto x la vita degli altri.L'atteggiamento non giudicante è il primo passo verso l'accoglimento dell'altro e forse le persone senza laurea che si propongono come consulenti questo lo sanno già visto che hanno clienti e continueranno ad averne.Meditate gente,meditate!

  8. #98
    Partecipante Super Esperto L'avatar di valevalens
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    per intendersi...non è che sono disoccupata!
    Collaboro su progetto con le scuole, faccio supplenze e corsi di formazione. Insomma mi do da fare...il problema è solo a livello di professione di psicoterapeuta...e sono sicura che qui dentro moltri altri psicoterapeuti sono nella mia stessa situazione.
    E' difficile farsi un nome se non ci si appoggia a qualcuno all'inizio.







    Originariamente postato da Santiago
    Ciao valevens la tua storia è un pò scoraggiante e per te che la vivi immagino deprimente.
    Spero solo, che quando avrai più fortuna, e spero presto, ti ricorderai di noi del forum, e ci dirai che le cose col tempo sono migliorate... e magari ci dirai anche come...

    Imbocca al lupo

    Santiago

  9. #99
    Partecipante Super Esperto L'avatar di valevalens
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    Re: è POSSIBILE?

    Originariamente postato da MORGANAI
    Sono la prima a credere che x lavorare quotidianamente con la sofferenza e il disagio delle persone sia indispensabile lavorare con e su se stessi,ma non credo sia determinante aver frequentato una scuola di specializzazione estremamente costosa,anche perchè questo proliferare di scuole di stampo così diverso tra loro mi rende certa del fatto che siano un pò tarocche.Credo che il requisito fondamentale x lavorare bene e sentirsi soddisfatto sia x la professione di psicologo che di psicoterapeuta sia la sensibilità unita al profondo rispetto x la vita degli altri.L'atteggiamento non giudicante è il primo passo verso l'accoglimento dell'altro e forse le persone senza laurea che si propongono come consulenti questo lo sanno già visto che hanno clienti e continueranno ad averne.Meditate gente,meditate!
    Sono d'accordo con te e penso che la questione dipenda più che altro da quello che ci si sente dentro.
    Io prima di iscrivermi alla specializzazione, non mi sentivo sicura professionalmente parlando, anche se legalmente avrei potuto aprire uno studio.
    Però conosco una psicologa davvero brava che lavora a scuola con i giovani, ha una capacità di creare un contatto e di smuovere certe situazioni critiche davvero impressionanti.
    Penso che molto dipenda dalle esperienze che si fanno....lei fin dalle superiori aveva seguito come volontaria una psicologa in un centro per adolescenti, ha seguito esperienze pratiche durante l'università, ha assorbito dal volontariato una sensibilità incredibile e lo credo bene che appena iscritta all'albo si sia sentita subito pronta ad aprire uno studio. Aveva acquisito anche se non attraverso una scuola specifica un suo metodo e una sicurezza che glielo permettevano.
    Certo, non può fare terapia, se gli arriva una paziente con disturbo ossessivo compulsivo la deve inviare a qualcunaltro perchè per quanto si possa fare consulenza, di fronte a certi disturbi, se poi non si può intraprendere un percorso terapeutico diventa difficile essere di aiuto.
    Ultima modifica di valevalens : 12-10-2006 alle ore 22.34.24

  10. #100
    Partecipante Super Esperto L'avatar di valevalens
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    Re: Re: è POSSIBILE?

    Originariamente postato da valevalens
    Sono d'accordo con te e penso che la questione dipenda più che altro da quello che ci si sente dentro.
    Io prima di iscrivermi alla specializzazione, non mi sentivo sicura professionalmente parlando, anche se legalmente avrei potuto aprire uno studio.
    Però conosco una psicologa davvero brava che lavora a scuola con i giovani, ha una capacità di creare un contatto e di smuovere certe situazioni critiche davvero impressionanti.
    Penso che molto dipenda dalle esperienze che si fanno....lei fin dalle superiori aveva seguito come volontaria una psicologa in un centro per adolescenti, ha seguito esperienze pratiche durante l'università, ha assorbito dal volontariato una sensibilità incredibile e lo credo bene che appena iscritta all'albo si sia sentita subito pronta ad aprire uno studio. Aveva acquisito anche se non attraverso una scuola specifica un suo metodo e una sicurezza che glielo permettevano.
    Certo, non può fare terapia, se gli arriva una paziente con disturbo ossessivo compulsivo la deve inviare a qualcunaltro perchè per quanto si possa fare consulenza, di fronte a certi disturbi, se poi non si può intraprendere un percorso terapeutico diventa difficile a mio parere aiutare una persona

  11. #101
    MORGANAI
    Ospite non registrato

    x valevalens

    Ciao valevalens,sento la necessità di risponderti perchè non ti conosco ma mi colpisce molto la tua grande sensibilità e scrupolosità nei confronti degli altri.Credo infatti che tu sei una bravissima terapeuta ma non credo sia colpa tua se nn hai pazienti.Ti voglio raccontare perchè nn ho frequentato una scuola di specializzazione.Per campare faccio l'impiegata part-time a 6 ore e prendo 730e al mese.Ti premetto che la mia giornata lavorativa è frenetica e faticosa.Osservo i miei colleghi e vedo che anche loro nn respirano un attimo tutto il giorno.Se si hanno problemi,vuoi x lo stipendio esiguo,vuoi xchè ti sfoghi con persone che vivono la tua stessa realtà quotidiana,non andrai certo da un terapeuta.Il problema secondo me è sociologico.In una società dove i costi delle case sono proibitivi(e la casa è un bene primario),dove si deve lottare x arrivare alla fine del mese=sopravvivere,non si ha la possibilità neanche di fermarsi a pensare cosa non va veramente perchè non ti puoi permettere di fermarti,di riflettere su te stesso perchè devi soddisfare un bisogno primario:la sopravvivenza.Negli anni 70 (boom economico) i benestanti,gli intellettuali,ma anche gli studenti andavano in analisi,perchè era fico,perchè c'erano i soldi,perchè c'era il tempo per riflettere su se stessi e perchè no anche x un maggior narcisismo.
    Sono assolutamente convinta che sei una meravigliosa terapeuta e l'unica tua colpa è proprio quella di essere nata,come me e come tanti altri,in un periodo storico sbagliato x esercitare un professione così delicata.


    Fatti non fummo x viver come bruti ma x inseguir virtute e conoscenza
    Dante
    Un abbraccio fortissimo.

  12. #102
    Partecipante Super Esperto L'avatar di valevalens
    Data registrazione
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    651

    Re: x valevalens

    Originariamente postato da MORGANAI
    Ciao valevalens,sento la necessità di risponderti perchè non ti conosco ma mi colpisce molto la tua grande sensibilità e scrupolosità nei confronti degli altri.Credo infatti che tu sei una bravissima terapeuta ma non credo sia colpa tua se nn hai pazienti.Ti voglio raccontare perchè nn ho frequentato una scuola di specializzazione.Per campare faccio l'impiegata part-time a 6 ore e prendo 730e al mese.Ti premetto che la mia giornata lavorativa è frenetica e faticosa.Osservo i miei colleghi e vedo che anche loro nn respirano un attimo tutto il giorno.Se si hanno problemi,vuoi x lo stipendio esiguo,vuoi xchè ti sfoghi con persone che vivono la tua stessa realtà quotidiana,non andrai certo da un terapeuta.Il problema secondo me è sociologico.In una società dove i costi delle case sono proibitivi(e la casa è un bene primario),dove si deve lottare x arrivare alla fine del mese=sopravvivere,non si ha la possibilità neanche di fermarsi a pensare cosa non va veramente perchè non ti puoi permettere di fermarti,di riflettere su te stesso perchè devi soddisfare un bisogno primario:la sopravvivenza.Negli anni 70 (boom economico) i benestanti,gli intellettuali,ma anche gli studenti andavano in analisi,perchè era fico,perchè c'erano i soldi,perchè c'era il tempo per riflettere su se stessi e perchè no anche x un maggior narcisismo.
    Sono assolutamente convinta che sei una meravigliosa terapeuta e l'unica tua colpa è proprio quella di essere nata,come me e come tanti altri,in un periodo storico sbagliato x esercitare un professione così delicata.


    Fatti non fummo x viver come bruti ma x inseguir virtute e conoscenza
    Dante
    Un abbraccio fortissimo.
    Ti ringrazio per le tue parole .
    Il fatto è che vedo miei colleghi coetanei che lavorano come terapeuti stabilmente, anche se tra entrate e uscite sono in pari.
    La differenza tra me e loro è che loro hanno conosciuto persone che li hanno anche aiutati ad avviarsi...basterebbe anche un medico di base che ti chieda di collaborare... sai quanti ipocondriaci vanno dai medici di base? Ma loro spesso li inviano alle usl oppure a psichiatri che li imbottiscono di psicofarmaci e magari gli fanno un danno maggiore.
    Sicuramente quello che dici è sacrosanto...non so...alle volte, certo, conta anche il trovarsi nel luogo giusto al momento giusto e l'aver saputo gestirsi e investire, ma vedo che non basta.
    Aggiungerei comunque che il lavoro giovanile che in genere sulla carta viene promosso (ma solo per certe categorie professionali, la nostra non mi pare) dall'altro canto in pratica viene paradossalmente scoraggiato.
    Guarda 'sta finanziaria: danno incentivi agli anziani per rimanere a lavorare, ma chi incentiva i giovani ad avviarsi nella professione?
    E' un male comune purtroppo. Ma non voglio lanciare visioni pessimistiche o dire che tutto è inutile, per carità. Non rinuncerò per questo alla mia professione...ci credo ancora alla forza dei miei sogni e tutto quello che ho fatto tornassi indietro lo rifarei, dal primo giorno di università all'ultimo di specializzazione.

  13. #103
    Ruth di Lonsdale
    Ospite non registrato
    chissà che fine a fatto daidai...vorrei sapere a che punto è arrivato nello studio!

  14. #104
    scusate se mi intrometto ma..........è possibile che nessuno si metta "in gioco"?Ma domandate prima a voi stessi se vi sentite in grado di poter prender in carico un paziente e indirizzarlo per la "giusta via"?piuttosto che correre ad aprire uno studio metter una bella targhetta fuori lucida e stampare biglietti da visita.....Io parlo di responsabilità, di rispetto per il malato e per la sua sofferenza.Anch'io vorrei oggi a 27 anni poter aprire un mio piccolo studio,metter la targhetta fuori,stampare i biglietti da visita,cambiare l'acqua ai fiori nel vaso ikea magari posto in un angolo dello studio e poi???? e poi??? cosa gli racconto al malato?favole?Teorie?
    mi posi questa domanda quando uscii dall'università ,circa tre anni fa,con una laurea in tasca (psicologia clinica) e tanta voglia di fare.ma cosa?la psicologa? e se non ne sono capace?e cosa gli dico ai pazienti?potrei ammazzarli mille volte con le parole..no no lascio stare lavoro prima su me stessa.
    Ho iniziato così a farmi le ossa,ho collaborato come volontaria in strutture private,in ospedali, con pazienti depressi,con schizofrenici,con bambini abusati,abbandonati,con soggetti autistici e con pazienti terminali.Dopo un bel pò di tempo e tanta sofferenza vista e tanta tristezza vissuta ho deciso di andare avanti per la mia strada ancor più decisa di prima.
    Non si può lavorare senza esperienza pratica alle spalle con la teoria che la Nostra Università ci fornisce si possono fare solo chiacchiere.La parola per una persona "sana" non ha nessun valore per un "malato" ha mille significati.Non lanciamole lì così per caso, solo perchè abbiamo il potere che ci conferisce quella targhetta lucida posta fuori al nostro studio.Smettiamola di essere superficiali!!
    Bisogna assumersi la responsabilità di ciò che si fa e si dice.
    Credo che una buona specializzazione unita ad una buona pratica (anche volontaria)sia di fondamentale importanza per poter lavorare concretamente. Per poter cogliere i "frutti" dei nostri sacrifici economici e di tempo bisogna saper "leggere" negli occhi dei vostri pazienti, dove un sorriso fa dimenticare la targhetta posta fuori alla porta e gli anni di "gavetta" passati.

  15. #105
    Partecipante Assiduo L'avatar di carrello
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    Originariamente postato da valevalens
    Anche io ho conseguito la specializzazione da più di un anno. La mia aveva un taglio molto pratico. Già dal primo anno si entrava come co-terapeuti nello studio con terapeuta e pazienti, in quattro anni ne ho seguiti più di 60 direttamente col terapeuta e oltre 200 indirettamente da dietro un monitor, osservando studiando e commentando con il terapeuta e gli altri corsisti tutte le manovre, le tecniche i metodi, i cambiamenti. E questo l'ho fatto per le più svariate patologie, dall'anoressia al panico, dalla depressione alle manie di persecuzione, dalla compulsione al delirio. In più ho fatto complessivamente 400 ore di tirocinio.
    Insomma, uscita da lì ho potuto sinceramente dire di essere capace a fare qualcosa, ad aiutare le persone.
    Lo dico forse con una nota di presunzione, ma che per me in realtà non è altro che un rendersi consapevoli delle così tanto decantate "abilità acquisite".
    Già dal terzo anno, essendo già psicologa e potendo per legge farlo (ma anche perchè già mi sentivo un pò sicura di essere in grado di farlo) ho aperto lo studio per fare delle consulenze psicologiche.
    Pensa che fortuna...nel fare il giro dei medici, ho incontrato dopo anni una mia vecchia amica nel frattempo diventata medico di base che per aiutarmi mi ha messo a disposizione due studi medici centrali e GRATIS.
    Dentro di me pensavo che sì, sarebbe stato tosto farsi conoscere, avere pian piano qualche paziente, ma che prima o poi e specie dopo la specializzazione, ce l'avrei fatta.
    Ma non è stato affatto così. Finita la specializzazione e con due studi medici a disposizione, in realtà ho visto solo 3 pazienti, andati benissimo devo dire. E questo mi ha dato ancora più fiducia, forse qualcosa l'avrò imparata davvero...
    Ma adesso i due studi sono praticamente vuoti. E dire che ho fatto il giro di medici, pediatri, ospedali ecc., che ho stampato non so quanti biglietti da visita e brochure (autorizzate dall'Ordine), fatto degli incontri serali a tema e gratis...ma gli studi sono sempre vuoti. Lo so che non dipende da me, che ce l'ho messa tutta, ma mi rendo conto solo adesso che non basta essere psicoterapeuti magari bravi, perchè se no non torna il fatto che purtroppo ci sono tanti psicoterapeuti bravi ma senza occupazione.

    Purtroppo nella mia realtà territoriale, le persone vanno sempre dai soliti due "luminari" e ahimè, da qualche counselor familiare che non è neppure psicologo, eppure in città si dice siano molto "bravi". Penso che all'inizio oltre alla bravura ci vuole anche qualcuno che ci appoggi e ci dia fiducia e ci invii qualche paziente.
    Poi sai, la vera bravura viene con il tempo facendo esperienza diretta e a volte nell'interazione con il paziente può non bastare neanche quella.
    Che se ne dica, o sia scomodo dirlo, anche dai luminari capita che un paziente non si rifaccia vivo la volta successiva. Dinamiche sottili e invisibili del non verbale o anche della patologia in sè possono incidere in qualche modo. Una parola un pò "stonata", un timbro diverso...e la terapia può benissimo saltare.

    una curiosità: che scuola hai fatto?

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