iL BELLO è CHE quando ha sentito che non accettavo perchè LAVORAVO, non credeva alle sue orecchieeeeetanto che me lo ha richiesto incredula!!"Lei lavora??"
credeva pendessi dalla sua elemosina gratuita
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iL BELLO è CHE quando ha sentito che non accettavo perchè LAVORAVO, non credeva alle sue orecchieeeeetanto che me lo ha richiesto incredula!!"Lei lavora??"
credeva pendessi dalla sua elemosina gratuita
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e già....ma cm ti permetti rinunciare proposte simili...ih ih...mah...
Purtroppo non mi stupisce affatto!
Le cooperative sociali secondo me ci sfruttano e usano ricatti psicologici del tipo ke bisogna fare del bene, del volontariato.... ma non è ke magari sono state abituate così da molte colleghe crocerossine? ma per chi ci hanno prese? se un lavoratore, professionista o non specializzato ke sia, LAVORA non deve essere pagato? ma dove siamo?![]()
lavoro anch'io per una coop. part time e stipendio da fame!
la cosa ke mi fa star male è ke x laurearmi ho sputato sangue xke mi sono sempre mantenuta da sola e sono andata via da casa a 22 anni, pagando affitto ecc... ebbene prima lavoravo e studiavo: ovviamente ho fatto diversi lavori bar,cameriera, segretaria, bagnina,commessa ma mi mantenevo!
Adesso (dopo l'anno di tirocinio gratuito) ho trovato solo lavori da sfruttamento x rimanere vagamente in un settore psicosociale (faccio l'operatrice) e me la passo molto peggio di prima... ho x la prima volta a 32 anni ho chiesto un prestito!! una bella delusione.
Ovviamente il mio obiettivo è mettermi in proprio, fare consulenze, perizie (mi sono iscritta a un master) ma nel frattempo?
è meglio essere sfruttati e fare un pò di curriculum (x cosa poi non so) o lavorare in un altro settore e guadagnare di più x potersi specializzare di piu?![]()
Le testimonianze contenute in questo topic spaventano ancora di più se sommate a ciò che ha detto Il Dottor Piero Cai (presidente ordine psicologi Liguria) a una recente conferenza a cui ho assistito.
Pensate, solo la metà degli iscritti all'albo degli psicologi di tutta Italia lavorano come psicologi!!!!
Solo la metà.
La restante parte ha ripiegato su altre occupazioni.
Questo dato, mi sembra parecchio, parecchio allarmante....
e già....e ve lo dc io che insieme ad altre psicologhe facciamo il servizio civile..e ne siamo felicissime..e in più i soldi che guadagnamo li spendiamo in master e corsi nella speranza di lavorare cm psicologhe un giorno, e in più mia madre dell'ambiente m sconsiglia vivamente d lavorare nel privato...perchè sarei strasfruttata....e arrivano notizie d clleghi che scappano dalle cooperative perchè nn solo sfruttati ma anche umiliati e mortificati....
Aggiungo che in Italia gli psicologi che esercitano sono 30000.
Non credo che, ad oggi, siano un numero eccessivamente elevato.
Il fatto che solo la metà degli psicologi operi in quanto tale secondo me è indice di quanto non siano in molti a dare credito alla psicologia e ad aprire uno spiraglio e una possibilità alla nostra professione.
Teoricamente sarebbero tantissimi gli ambiti in cui potremmo trovare spazio.
Parlando dell'ambito clinico è rilevante tenere conto che statisticamente circa 1/4 delle persone che si rivolgono al medico hanno in realtà problematiche di tipo psicologico e non fisico.
Il lavoro ci sarebbe, c'è bisogno degli psicologi.
Avevano tirato fuori la proposta di istituire la figura dello psicologo di base ( figata secondo me!) ma poi non si è smosso più nulla.
E' questo che manca, le nuove proposte, la possibilità di aprire nuovi campi d'azione e nuove possibilità alla nostra professione!
Ciao a tutte, ho letto molte testimonianze e in effetti la situazione in italia non è per niente facile. Io però mi sento soddisfatta del lavoro che faccio; sono laureata da un anno e sto concludendo il tirocinio; da circa tre mesi ho trovato impiego in una comunità psichiatrica per tossicodipendenti in doppia diagnosi. Ho fatto un mese di prova e poi mi hanno assunto a tempo indeterminato; lo stipendio non è malaccio perchè prendo 1200 euro al mese netti e faccio 8 ore al giorno per 5 giorni a settimana. Inizialmente ero molto titubante perchè non ho un contratto da psicologa (ma non potevo pretendere di più visto che non sono ancora abilitata), poi invece lavorandoci mi sono accorta che spesso il confine si sfuma e mi ritrovo a fare colloqui, sostegno psicologico, scrivo relazioni e collaboro tanto con la psicologa e la psichiatra con le quali ragioniamo sui casi ed elaboriamo assieme persorsi di riabilitazione (ovviamente senza sovrapposizioni di ruoli). E' un lavoro carico di responsabilità perchè mi occupo della loro vita in toto: oltre a fare tutto il lavoro "psicologico" fatto di colloqui individuali e di gruppo (lo chiamo così perchè per me parlare di educazione con gli adulti non ha senso), mi occupo della loro vita in toto perchè gestisco il loro tempo libero, prendo contatti con i SER.T dove periodicamente mi reco per fare il punto della situazione su ogni utente, con i medici generici, con psichiatri (spesso e volentieri), spesso anche con avvocati e carabinieri (ahimè), gestisco persino i loro soldi scrupolosamente custoditi in cassaforte; una volta al mese prendo contatti con le famiglie e accompagno i pazienti a casa, e in quelle occasioni cerco di parlare con i parenti per spiegare la situazione dell'utente e valutare per quanto possibile il clima familiare. Detto così sembra che lavoro come una pazza, in realtà tutto questo avviene in tempi diluiti; certo ci sono momenti in cui è pesante gestire il tutto ma sono tante le soddisfazioni e a tutte le cose che pensavo prima (oddio non lavoro da psicologaaaaa... ecc ecc) non ci faccio più caso. Cerco ogni giorno di applicare al meglio quello che ho studiato e allo stesso tempo di acquisire nuove informazioni leggendo, studiando e assorbendo tutto e da tutti come una spugna. Diciamo che per ora sto lavorando in modo "grezzo", ma la vivo come una gavetta necessaria a mio parere in questo settore.
Anche se non sono "psicologa a tutti gli effetti" non cambierei mai il lavoro che faccio con qualcos'altro tipo commessa, impiegata ecc. perchè ho a che fare tutti i giorni con persone, situazioni e contesti totalmente in linea con quanto ho studiato e non me ne importa per ora di essere educatrice e non "psicologa da contratto". Sento di star apprendendo tantissimo a livello di osservazione, sul lavoro d'equipe, sul persorso di recupero che si fa per ogni pz, sugli aspetti burocratici tra ASL, tribunali, ospedali, SER.T. ecc.
In autunno inizierò la scuola di specializzazione, probabilmente in futuro le mie esigenze cresceranno e sentirò il bisogno di esercitare il mio lavoro in maniera più tecnica, questo credo sia normale però avrò anche alle spalle un percorso lavorativo che avrà quantomeno accresciuto la mia capacità di riconoscere determinati comportamenti, pensieri, emozioni disfunzionali, anzi forse più di chi, inoltrati i 30 anni, trova un lavoro da psicologo senza alcuna esperienza lavorativa alle spalle. Ho a che fare con tossicodipendenti in doppia diagnosi in tutte le fasi della giornata, ho visto realmente cos'è una crisi d'astinenza, sto imparando cosa significa concretamente dipendere psicologicamente da una sostanza e soprattutto sto imparando cosa significa per loro provare emozioni vere dopo averle congelate per anni facendo uso di droghe e alcol.
Adesso ho molti progetti in mente e spero che il responsabile me ne approvi qualcuno; penso che se dovessi fare tutto questo solo per riempire il curriculum probabilmente non lo farei con lo stesso entusiasmo; ciò che mi sprona a fare il mio lavoro nel migliore dei modi è il benessere dei ragazzi che vivono li. Sono come dei figli per me (questo sicuramente non è uno dei migliori controtransfert eheh) ed è molto gratificante quando sento che quello che faccio ha un effetto positivo su di loro.
Ultima modifica di ornella.scio : 14-01-2008 alle ore 02.35.01
realpsycho
attaccato due volte
realpsycho
CITAZIONE:Anche se non sono "psicologa a tutti gli effetti" non cambierei mai il lavoro che faccio con qualcos'altro tipo commessa, impiegata ecc. perchè ho a che fare tutti i giorni con persone, situazioni e contesti totalmente in linea con quanto ho studiato e non me ne importa per ora di essere educatrice e non "psicologa da contratto".
Beata te cara Ornella che fai un lavoro del genere!!!Il dramma invece è per chi non ha questa tua fortuna, ma non ha scelta se non commessa, impiegata o altro....Di certo non è per scelta che una psicologa fa la commessa, credi che non preferirebbe fare quello che fai tu???IL PUNTO è CHE NON C'è NEANCHE QUESTA POSSIBILITà SE UNA PSICOLOGA SI TROVA A FARE L'IMPIEGATA!!![]()
Laureata dal 2005, specializzanda in psicoterapia (faccio anche l'analisi personale a pagamento, ovviamente), ho scritto articoli che sono stati pubblicati, ho fatto corsi di psicodiangostica, training autogeno e psicodramma, ma nessun lavoro come psicologa : oggi ho contattato un'azienda di telemarketing e SPERO che mi prendano a lavorare (come operatrice di call center), perchè, tra i corsi la scuola e l'analisi, ad oggi ho esautito tutti i miei piccoli risparmi e non so più dove prendere i soldi. I miei sono disponibili ad aiutarmi (e lo hanno fatto), ma a me pesa tanto questa situazione.![]()
Ultima modifica di Starrysky : 14-01-2008 alle ore 16.21.42
It's a miracle we need... the miracle... peace on earth and end to war TODAY!!! -Freddie mercury-
Mi sono laureata nel 2006 e da settembre 2007 lavoro in una comunità x pazienti psichiatrici adulti. E' un lavoro che tutto sommato mi piace anche se svolgo qualsiasi tipo di attività (dall'assistenza nelle pratiche igieniche, al fare la spesa...) tra cui qualcuna afferente alla sfera professionale dello psicologo. Non era certo quello che mi aspettavo quando mi sono iscritta alla facoltà di psicologia ma per ora va bene così.
Ciao a tutti, ho letto con interesse tutte le vostre storie.. io invidio molto Ornella. non so se è perchè vivo in piccolo paese toscano, ma io, laureata a febbraio 2006, non sono ancora riuscita a trovare un lavoro che possa dirsi tale. il primo anno ho fatto la commessa, durante il tirocinio, ora sudando sono riuscita a farmi assumere a tempo determinato da una coop. lavoro 15 ore a settimana, se gli utenti sono malati non prendo neanche quello stipendio da fame, non so dove sbattere la testa. quando facevo la commessa prendevo oltre 1000 euro che ora rimpiango, dovendomi pagare la scuola di specializzazione in psicoterapia e sperando che non sia un altro buco nell'acqua..che fare?io non ho fatto psicologia del lavoro, alle "aziende" non saprei neanche in che veste propormi!sono parecchio abbattuta anche perchè a 28 anni suonati son dovuta TORNARE a vivere dai miei e devo chiedere i soldi per benzina e bollo!!comunque cerco di non demoralizzarmi troppo, io nella scuola ci spero, spero davvero che un giorno non troppo lontano la mia situazione possa cambiare! un grande in bocca al lupo a tutte noi!