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  1. #91
    Banned
    Data registrazione
    21-03-2008
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    Riferimento: A cosa serve la psicoanalisi?

    Citazione Originalmente inviato da *-ras-*
    Quando si diventa vecchi e saggi, si scopre che i vari analisti hanno detto circa le stesse cose con termini diversi.
    Ciao ras...
    Io però non riesco a capire come sia possibile che dicano più o meno le stesse cose visto che anche in questo forum ci sono psicoanalisti che sono in disaccordo con altri psicoanalisti.

    Citazione Originalmente inviato da *-ras-*
    guarda che tutte le discipline (biologia, chimica, matematica, ecc...) si sono evolute nel tempo. Le idee iniziali vengono sottoposte a verifica, alcune vengono mantenute, altre riviste, e introdotti concetti nuovi.
    Ma attualmente è vero o no secondo te ras che con il termine "Psicoanalisi" ci si riferisce ad una miriade di teorie distinte? Teorie che sono addirittura in contrasto, visto che poi possono suggerire pratiche psicoterapeutiche molto diverse?

    Io questo volevo dire...
    All'inizio pensavo che con il termine "Psicoanalisi" ci si volesse riferire ad una particolare teoria, che so come ad esempio lo è la meccanica Newtoniana per la fisica, o la teoria degli insiemi di Zermelo-Fraenkel per la matematica, e non che la psicoanalisi fosse proprio una disciplina come la fisica o la matematica, credevo fosse una particolare teoria che faceva parte della psicologia.

    In fin dei conti potrebbero anche risultare falsi tutti i principi che ha stabilito Freud e si potrebbe continuare a dire di essere ancora degli psicoanalisti se si continuano a studiare gli stessi tipi di oggetti indicati da Freud.

    Un saluto
    Ultima modifica di Char_Lie : 13-10-2008 alle ore 16.07.57

  2. #92
    Partecipante Leggendario L'avatar di gieko
    Data registrazione
    28-03-2004
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    Riferimento: A cosa serve la psicoanalisi?

    Caro Char_lie,
    capisco il tuo stupore se paragoni le diverse teorie psicoterapiche a forme di sapere estremamente astratte e di dominio circoscritto come possono essere le teorie matematiche (sebbene anche qui ci possano essere teorie che si contraddicono, chè la scienza è progresso e superamento continuo del sapere acquisito). Nelle scienze umane una tale precisione è pressocchè impossibile, in primo luogo perchè ci si confronta con un numero di variabili ed una complessità estremamente più grande di ciò che anche calcoli complessi contemplano. Questo dato impone un grado di approssimazione che si trova anche in discipline come la fisica e la matematica del caos. Il secondo motivo è che si ha a che fare con dei soggetti e non con oggetti, con tutte le complicazioni che ne derivano.
    Ecco perchè non solo la psicoanalisi ma anche tutte le altre teorie psicoterapeutiche sono orientamenti compositi, dove ci sono correnti anche in disaccordo. Nella TCC convivono orientamenti più tradizionali con altri più moderni, con i primi che lavorano sui sintomi ed i secondi su modelli di attaccamento, ad esempio. Lo stesso dicasi per la teoria sistemica. Ovviamente l'agire clinico che ne consegue è spesso molto differente.
    Per la psicoanalisi vale la stessa considerazione e ciò non mi scandalizza. Minimo comune denominatore è però riconoscersi all'interno di una tradizione e di alcuni concetti cardine (come ad esempio la derivazione conflittuale della psicopatologia in psicoanalisi) seppure con sfumature differenti o concetti anche lontani tra di loro.

    Un saluto
    gieko

  3. #93
    Banned
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    21-03-2008
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    1,546

    Riferimento: A cosa serve la psicoanalisi?

    Citazione Originalmente inviato da willy61
    Perdonami Char_lie, se intervengo, ma vorrei capire come metti d'accordo questa cosa che hai scritto (e che a me pare molto "umile" nel suo dire: "da solo non ci arrivo, ho bisogno di qualcuno diverso da me che mi dica come fare") con quel che scrivevi pochi post fa
    Sai Willy volevo dire che bisogna sempre mantenere vigile un po' di senso critico nei confronti di ogni tipo di suggerimento, poi se il suggerimento è un buon suggerimento finirà col far cadere sicuramente tutte le obiezioni... .
    Delle volte si accetta qualcosa che vien detto affidandosi all'autorità di qualcun altro, farlo troppo spesso però è rischioso e molte volte si finisce col fare quel che viene suggerito da qualche "Guru" senza essere davvero convinti della bontà del suggerimento... "Perché fai questa cosa? Perché l'ha detta il Guru..."
    A me semplicemente non basta come motivo... . Se è una cosa che non ho mai fatto e che occhio e croce so che non potrà essere dannosa, posso provare, e stare poi a vedere come evolvono le cose giudicando a posteriori.
    Ultimamente dei suggerimenti che mi son stati dati in terapia (ai quali non avevo pensato) e che mi sembravano adeguati nei confronti di certe difficoltà poste alla psicoterapeuta, mi hanno aiutato molto.
    Insomma magari io non mi ritengo capace di "costruire" da solo delle soluzioni nei confronti di certi problemi che trovo particolarmente importanti, ma non posso non ritenermi capace di giudicare se qualcosa rappresenta o meno per me una vera soluzione.

    Un saluto

    Buona vita anche a te
    Ultima modifica di Char_Lie : 14-10-2008 alle ore 08.05.18

  4. #94
    Partecipante Super Figo L'avatar di francesca63
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    13-06-2007
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    Riferimento: A cosa serve la psicoanalisi?

    La frase che ho riportato nel post precedente "sottoporsi ad analisi è un atto di estrema umità verso se stessi", l'avevo sentita qualche giorno fa alla televisione pronunciata dall'attrice Giuliana De Sio, in un'intervista sulla sua vita e la sua carriera. Molto bella e seducente nonostante i suoi anni, mentre parla gesticola in continuazione, a tratti è ironica, a tratti malinconica, è gentile e disponibile, niente affatto scontrosa, come invece viene ritenuta dai media.
    Dichiara con un'estrema disinvoltura : ho fatto analisi personale per venti anni ed ho percorso tutto l'arco costituzionale: dai freudiani, agli junghiani ed ai lacaniani. L’analisi è da sempre una mia compagna di viaggio. È un appuntamento come tanti che ho nella vita. Che ha un colore particolare, un sapore particolare, una dignità particolare, una nobiltà particolare. Ed è un tipo di interlocuzione, un modo di dialogare unico, che mi aiuta a cercare l’equilibrio".
    Ritengo che in questa dichiarazione è contenuta la risposta al tema del thread: ecco a cosa serve la psicoanalisi!
    Ma come spiegare questa esigenza di fare analisi tutta la vita, anche dopo un'analisi ben riuscita? Cosa si cerca ancora iniziando un'altra analisi con un altro analista? Si può definire fragilità, in quanto non si è capaci di andare da soli sulle proprie gambe, o pura curiosità, o ancora esigenza di risolvere i nuovi nodi che si presentano nella vita e che impediscono di mantenere un equilibrio faticosamente raggiunto?
    Ciao
    FRANCESCA

    Potranno tagliare tutti i fiori ma non fermeranno mai la primavera....(P. Neruda)

  5. #95
    Postatore OGM L'avatar di willy61
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    Riferimento: A cosa serve la psicoanalisi?

    Citazione Originalmente inviato da francesca63 Visualizza messaggio
    ....Ma come spiegare questa esigenza di fare analisi tutta la vita, anche dopo un'analisi ben riuscita? Cosa si cerca ancora iniziando un'altra analisi con un altro analista? Si può definire fragilità, in quanto non si è capaci di andare da soli sulle proprie gambe, o pura curiosità, o ancora esigenza di risolvere i nuovi nodi che si presentano nella vita e che impediscono di mantenere un equilibrio faticosamente raggiunto?
    Ciao
    Per me, si spiega con il fatto che l'inconscio non è solamente un ricettacolo delle rimozioni, un qualcosa dove si butta il passato, una specie di "pattumiera della storia". In qualche misura è anche la fonte, la sorgente del nostro essere creativo, vivo, vitale. E la creazione di un essere umano non ha mai fine, se non con la sua morte.
    Tanto, l'unica cosa che non cambia nella vita, è il cambiamento. Quindi, perché non "stare in analisi" ad vitam?

    Buona vita

    Guglielmo
    Dott. Guglielmo Rottigni
    Ordine Psicologi Lombardia n° 10126

  6. #96
    Johnny
    Ospite non registrato

    Riferimento: A cosa serve la psicoanalisi?

    Citazione Originalmente inviato da Char_Lie Visualizza messaggio
    Ciao ras...
    Io però non riesco a capire come sia possibile che dicano più o meno le stesse cose visto che anche in questo forum ci sono psicoanalisti che sono in disaccordo con altri psicoanalisti.



    Ma attualmente è vero o no secondo te ras che con il termine "Psicoanalisi" ci si riferisce ad una miriade di teorie distinte? Teorie che sono addirittura in contrasto, visto che poi possono suggerire pratiche psicoterapeutiche molto diverse?

    Io questo volevo dire...
    All'inizio pensavo che con il termine "Psicoanalisi" ci si volesse riferire ad una particolare teoria, che so come ad esempio lo è la meccanica Newtoniana per la fisica, o la teoria degli insiemi di Zermelo-Fraenkel per la matematica, e non che la psicoanalisi fosse proprio una disciplina come la fisica o la matematica, credevo fosse una particolare teoria che faceva parte della psicologia.

    In fin dei conti potrebbero anche risultare falsi tutti i principi che ha stabilito Freud e si potrebbe continuare a dire di essere ancora degli psicoanalisti se si continuano a studiare gli stessi tipi di oggetti indicati da Freud.

    Un saluto
    Citazione Originalmente inviato da gieko Visualizza messaggio
    Caro Char_lie,
    capisco il tuo stupore se paragoni le diverse teorie psicoterapiche a forme di sapere estremamente astratte e di dominio circoscritto come possono essere le teorie matematiche (sebbene anche qui ci possano essere teorie che si contraddicono, chè la scienza è progresso e superamento continuo del sapere acquisito). Nelle scienze umane una tale precisione è pressocchè impossibile, in primo luogo perchè ci si confronta con un numero di variabili ed una complessità estremamente più grande di ciò che anche calcoli complessi contemplano. Questo dato impone un grado di approssimazione che si trova anche in discipline come la fisica e la matematica del caos. Il secondo motivo è che si ha a che fare con dei soggetti e non con oggetti, con tutte le complicazioni che ne derivano.
    Ecco perchè non solo la psicoanalisi ma anche tutte le altre teorie psicoterapeutiche sono orientamenti compositi, dove ci sono correnti anche in disaccordo. Nella TCC convivono orientamenti più tradizionali con altri più moderni, con i primi che lavorano sui sintomi ed i secondi su modelli di attaccamento, ad esempio. Lo stesso dicasi per la teoria sistemica. Ovviamente l'agire clinico che ne consegue è spesso molto differente.
    Per la psicoanalisi vale la stessa considerazione e ciò non mi scandalizza. Minimo comune denominatore è però riconoscersi all'interno di una tradizione e di alcuni concetti cardine (come ad esempio la derivazione conflittuale della psicopatologia in psicoanalisi) seppure con sfumature differenti o concetti anche lontani tra di loro.

    Un saluto

    per la risposta quoto gieko, e poi aggiungo: l'oggetto della psicoanalisi (se lo vigliamo chiamare oggetto, per convenzione, perché in effetti si tratta di un Soggetto) è un oggetto complesso e può essere osservato da vari punti di vista. E' vero che, nonostante i vari punti in comune, le varie teorie psicoanalitiche dicono anche cose diverse, ma non si escludono a vicenda, perché si completano.

    Nel senso che è vero che esiste la pulsione sessuale (Freud), ma è vero anche che la persone evolve verso l'individuazione (Jung), sviluppa un attaccamento verso le persone care (Bowlby), usa l'illusione per rendere graduale il distacco (Winnicott), è costituito oltre che dalle pulsioni anche dall'ambiente (Sullivan, Rogers, ecc...) e così via. Non si escludono a vicenda, ma colgono aspetti diversi di un oggetto complesso.

    Inoltre, non è detto che quel che teorizza uno sia un novità, ad esempio quando la Klein parla della "relazione", Freud in modo implicito l'aveva già detto, quando ha scritto che la pulsione è in cerca di un oggetto, e non era così "freddo" con i pazienti come scrive nei libri, era empatico, e in questo lo vedo vicino a tante teorie del dopoguerra. (spero di non aver bestemmiato )

    a mio parere, ovviamente .
    Ultima modifica di Johnny : 14-10-2008 alle ore 08.25.44

  7. #97
    Postatore Epico L'avatar di RosadiMaggio
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    Riferimento: A cosa serve la psicoanalisi?

    No ras, non hai bestemmiato sulla presunta neutralita' e distacco di Freud; caso mai lo fanno coloro che lo affermano, ritenendolo realmente tale o per mancata conoscenza di una iato tra i suoi scritti circa la tecnica, o per motivi di comodo circa le personali teorie.
    Sul perchè in certi scritti, parlava di bisogno di neutralita', ci sono precise motivazioni riguardanti la non conoscenza allora dei meccanismi di controtransfert e della pericolosita' del passaggio all'atto che egli vedevda in persone che si affacciavano alla nuova discpilina.
    La sua biografia, la biografia di molti pazienti, tra le quali l'ultima, una donna, morta pochissimi anni fa, raccontano che non ci fosse persona con piu' umanita' e dolcezza di lui, nell'approcciarsi al paziente, soprattutto quando gia' anziano, si sedeva davanti a loro (si, perchè lui si sedeva davanti a loro, con una semplice sedia o poltrona, a poca distanza), che emanava dal suo stesso sguardo.
    Gaia

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  8. #98
    Partecipante Leggendario L'avatar di gieko
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    Riferimento: A cosa serve la psicoanalisi?

    Al di là di come lavorasse Freud effettivamente (e le testimonianze sono contraddittorie, perchè se è vero che alcuni suoi pazienti hanno testimoniato di un atteggiamento molto poco neutrale, altri hanno riportato distacco e scontrosità, variabilità che può essere legata al fatto che la questione del controtransfert fosse storicamente ancora lontana dall'essere trattata), non sono d'accordo nel considerare la psicoanalisi un corpus unitario. Quanto dice ras sull'integrazione delle differenti teorie è, a mio modo di vedere, errato. I diversi autori non si sono prestati ad ampliare diversi aspetti del concetto della pulsione libidica freudiana, almeno non tutti. La spinta all'individuazione junghiana non ha a che vedere con la libido freudiana, così come le idee di Sullivan si innestano su un contesto teorico differente ed in antitesi con il monismo freudiano, e non lo integrano.
    Mi sembra sbagliato - ed oltrettutto epistemologicamente fuorviante - cercare di ricondurre tutte le teorie psicoanalitiche all'interno di un pout-pourri teorico contraddittorio, anche quando ci sono autori che esplicitamente si smarcano dal modello energetico. L'eclettismo va a scapito della chiarezza epistemica...

    Un saluto
    Ultima modifica di gieko : 14-10-2008 alle ore 09.21.53
    gieko

  9. #99
    Partecipante Affezionato
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    Riferimento: A cosa serve la psicoanalisi?

    Rosa di maggio..non mi ero offesa in quanto donna: sono lontana dai 50 anni, e poi non mi sono proprio offesa!
    Ciò che mi spiace e ritengo medioevale è credere che la psicoanalisi sia ancora un rimedio alchemico tratto dal calderone di qualche filosofo magheggione che vuol rubar quattrini.
    Forse non ci ho saputo leggere l'ironia circostante...chissà.
    Vorrei contruibuire a questo interessante scambio portando la mia esperienza.
    proprio in questi giorni sto scrivendo un contributo da portare ad un convegno. Ci saranno psicanalisti di vari orientamenti e quello che vorrei riuscire a fare io è unire più che dividere, usare la sintesi più che la scissione. Per fare un esempio semplicissimo: quante assonanze hanno la teoria dell'impalcatura di sostegno di Bruner ( che neppure era psicoanalista) e quella di metabolizzazione della funzione beta di Bion? Quali sono le conseguenze della scoperta dei neuroni specchio per la psicoanalisi? sicuramente contrubuiscono alla teorizzazione e non del controtransfert!
    Io credo, umilmentissimamente che quello che debba fare oggi la psicoanalisi sia integrare e dialogare con la differenza.
    Non ci si può più trincerare dietro la rigidità del setting o l'analisi o meno del controtransfert perchè i vari orientamenti, a ben vedere sono complementari e anche se si usano termini diversi , si giunge alle stesse conclusioni.
    Di questo già ne parlava Bernhard tanti anni fa.
    Oggi più che mai la psicoanalisi è uno strumento importante che rifocalizza l'attenzione sulla profondità, sull'impegno dello gnotìs autòn. Oggi più che mai dinnanzi al ritorno delle barbarie, della precarietà di vita e alla paura del diverso sotto forma di aggressioni razziste, la psicoanalisi deve poter diventare economicamnte alla portata di tutti. Perchè la clinica non diventi collusione nel "Guarire tutto e subito". Perchè non si cada nella trappola del fast food del farmaco e della terapia "all inclusive".
    La psicoanalisi non è l'unico metodo di cura nè di presa in cura...ma è l'unico modo clinico di "Fare anima", se vogliamo citare Hillmann.

  10. #100
    Partecipante Leggendario L'avatar di gieko
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    Riferimento: A cosa serve la psicoanalisi?

    Ciao dadaismo, condivido molto l'idea che la psicoanalisi debba dialogare con altre forme di sapere, dalle neuroscienze alla fisica, dalla matematica alla biologia, pur mantenendo il proprio oggetto di osservazione ed il proprio dominio epistemico. Per questo motivo credo sia sempre necessario considerare il piano epistemologico ed evitare di andare verso eccessi opposti di sincretismo e perdita di specificità della psicoanalisi. Le assonanze sono molte, e con acume se ne possono trovare sempre più. Non dimentichiamo però che spesso i concetti sono radicati in teorie profondamente diverse (a volte divergenti). Tale può risultare anche il confronto che citi quale esempio, dal momento che i riferimenti di Bruner e di Bion sono alquanto distanti. Mi verrebbe da dire, quindi, nè scissione, nè "sintesi", quanto piuttosto dialettica e complessificazione. Chè spesso sembra che si giunga a medesimi risultati che però proprio tali non sono...

    A proposito, di che convegno si tratta?

    Un saluto
    gieko

  11. #101
    Johnny
    Ospite non registrato

    Riferimento: A cosa serve la psicoanalisi?

    Citazione Originalmente inviato da gieko Visualizza messaggio
    Al di là di come lavorasse Freud effettivamente (e le testimonianze sono contraddittorie, perchè se è vero che alcuni suoi pazienti hanno testimoniato di un atteggiamento molto poco neutrale, altri hanno riportato distacco e scontrosità, variabilità che può essere legata al fatto che la questione del controtransfert fosse storicamente ancora lontana dall'essere trattata), non sono d'accordo nel considerare la psicoanalisi un corpus unitario. Quanto dice ras sull'integrazione delle differenti teorie è, a mio modo di vedere, errato. I diversi autori non si sono prestati ad ampliare diversi aspetti del concetto della pulsione libidica freudiana, almeno non tutti. La spinta all'individuazione junghiana non ha a che vedere con la libido freudiana, così come le idee di Sullivan si innestano su un contesto teorico differente ed in antitesi con il monismo freudiano, e non lo integrano.
    Mi sembra sbagliato - ed oltrettutto epistemologicamente fuorviante - cercare di ricondurre tutte le teorie psicoanalitiche all'interno di un pout-pourri teorico contraddittorio, anche quando ci sono autori che esplicitamente si smarcano dal modello energetico. L'eclettismo va a scapito della chiarezza epistemica...

    Un saluto

    in effetti rileggendo il mio intervento, mi rendo conto di aver radicalizzato quello che volevo dire....forse mi sono lasciato prendere la mano, rispondendo alla domanda che mi era stata posta da CharLie, che era questa:
    Ma attualmente è vero o no secondo te ras che con il termine "Psicoanalisi" ci si riferisce ad una miriade di teorie distinte? Teorie che sono addirittura in contrasto, visto che poi possono suggerire pratiche psicoterapeutiche molto diverse?
    cerco di chiarire meglio la mia risposta: quel che volevo dire è che la Psicoanalisi non è composta da una "miriade" di teorie "distinte", e non tutte sono in "disaccordo" tra loro. Diciamo che ci sono varie scuole: l'analisi classica, quella relazionale, quella culturale, ecc... Ognuna di queste scuole (o approcci) è composta da vari autori che enunciano teorie e visioni dell'essereumano e della psicopatologia simili, e a volte ci sono anche punti in comune tra scuole diverse, per così dire "sovrapponibili". Ovviamente vi sono anche differenze epistemologiche di fondo che a volte rendono alcuni approcci inconciliabili tra loro, perché prodotti in epoche diverse, come appunto ha evidenziato gieko.
    Ultima modifica di Johnny : 14-10-2008 alle ore 12.47.49

  12. #102
    Partecipante Affezionato
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    Riferimento: A cosa serve la psicoanalisi?

    Ciao Gieko.
    Perchè credi che il concetto di Bruner e la funzione di metabolizzazione beta di Bion siano così distanti?
    Hai perfettamente ragione nel ritenere che debbano esserci confini...d'altraparte è un discorso molto Egotipico, passami questo neologismo. Nel senso che una disipilna deve avere dei limen ...ma essi non devo diventare limiti nè confini.
    io credo che al di là dei linguaggi, i contenuti spesso sono gli stessi, anche se con sfumature diverse. Basti pensare al controtransfert: oggi anche all'interno dei freudiani c'è chi rifacendosi alle teorie delle relazioni oggettuali da un' importanza enorme alla relazione transferale dando conferma di ciò che diceva anche Carotenuto o in altri termini Kohut: è la relazione che cura!
    Il convegno è sulla fiaba e le sue applicazioni nella psicoanalisi. Si terrà sabato a Bologna.
    Leggendo alcuni scritti di Freud ad esempio, sulla favola dei tre scrigni e le sue associazioni al mito di Psiche, noto come anche attraverso percorsi associativi diversi, quindi senza citare l'alchimia, il piombo, materia del terzo scrigno è cmq associato alla nigredo, alla madre di morte ( tema caro al neojunghiano Neumann).
    Queste similitudini, che ha già rilevato a suo tempo Otto Rank, tra fiabe, miti ecc. sono poi il materiale con cui ci si confronta ogni giorno.
    Semplificare è importante anche per rendere fruibile questa materia, non credi?

  13. #103
    Partecipante Leggendario L'avatar di gieko
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    Riferimento: A cosa serve la psicoanalisi?

    Perchè, da quel poco che so di Bruner, egli si occupa dello sviluppo cognitivo mentre Bion parte dalle considerazioni sull'attività inconscia della mente, con in più la caratterisica, derivata dalla sua formazione kleiniana, di attribuire una valenza "distruttiva" al mondo proto-emotivo. Non per niente si parla da una parte di "impalcatura" e dall'altra di "contenitore"...
    Stessa cosa dicasi per il grande tema del controtransfert: basta pensare a come viene inquadrato nell'ottica kohutiana e ciò che implica (rispecchiamento) e, ad esempio, nell'ottica kleiniana (interpretazione). Oppure alle molte sfumature del concetto di relazione, terapeutica in sè o funzionale all'interpretazione? Insomma, convergenze e divergenze di cui bisogna tenere contemporaneamente conto.
    Ecco perchè il semplificare costituisce un problema, almeno dal mio punto di vista.

    Un saluto
    Ultima modifica di gieko : 14-10-2008 alle ore 15.00.54
    gieko

  14. #104
    Partecipante Super Figo L'avatar di francesca63
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    Riferimento: A cosa serve la psicoanalisi?

    Citazione Originalmente inviato da dadaismo Visualizza messaggio
    Rosa di maggio..non mi ero offesa in quanto donna: sono lontana dai 50 anni, e poi non mi sono proprio offesa!
    Ciò che mi spiace e ritengo medioevale è credere che la psicoanalisi sia ancora un rimedio alchemico tratto dal calderone di qualche filosofo magheggione che vuol rubar quattrini.
    Forse non ci ho saputo leggere l'ironia circostante...chissà.
    Vorrei contruibuire a questo interessante scambio portando la mia esperienza.
    proprio in questi giorni sto scrivendo un contributo da portare ad un convegno. Ci saranno psicanalisti di vari orientamenti e quello che vorrei riuscire a fare io è unire più che dividere, usare la sintesi più che la scissione. Per fare un esempio semplicissimo: quante assonanze hanno la teoria dell'impalcatura di sostegno di Bruner ( che neppure era psicoanalista) e quella di metabolizzazione della funzione beta di Bion? Quali sono le conseguenze della scoperta dei neuroni specchio per la psicoanalisi? sicuramente contrubuiscono alla teorizzazione e non del controtransfert!
    Io credo, umilmentissimamente che quello che debba fare oggi la psicoanalisi sia integrare e dialogare con la differenza.
    Non ci si può più trincerare dietro la rigidità del setting o l'analisi o meno del controtransfert perchè i vari orientamenti, a ben vedere sono complementari e anche se si usano termini diversi , si giunge alle stesse conclusioni.
    Di questo già ne parlava Bernhard tanti anni fa.
    Oggi più che mai la psicoanalisi è uno strumento importante che rifocalizza l'attenzione sulla profondità, sull'impegno dello gnotìs autòn. Oggi più che mai dinnanzi al ritorno delle barbarie, della precarietà di vita e alla paura del diverso sotto forma di aggressioni razziste, la psicoanalisi deve poter diventare economicamnte alla portata di tutti. Perchè la clinica non diventi collusione nel "Guarire tutto e subito". Perchè non si cada nella trappola del fast food del farmaco e della terapia "all inclusive".
    La psicoanalisi non è l'unico metodo di cura nè di presa in cura...ma è l'unico modo clinico di "Fare anima", se vogliamo citare Hillmann.
    Ciao Dada.C.Meyer, ne "Il libro nero della psicoanalisi"sostiene che la psicoanalisi viene generalmente presentata con deferenza, come una disciplina esigente e nobile, una filoosofia del soggetto che si rivolge all'essere umano nella sua totalità rispettando la sua lbertà.Gli altri terapeuti, provenienti dalla psicologia scientifica o facenti riferimento alle neuroscienze, vengono ridotti a tecnici del condizionamento. Come se ci fosse da un lato una terapia del profondo e dall'altra delle cure Kleenex che cancellano i sintomi temporaneamente..La divisione accesa dietro le quinte, non è stata mai affrontata pubblicamente in modo diretto. Il dialogo è bloccato anche perchè contestare la psicoanalisi è di per sè un "sintomo"(si rimuove una libertà che disturba
    J.Hillmann, psicoanalista americano che amo e di cui ho letto molto, è considerato un eretico della scuola junghiana per la sua critica radicale dei presupposti, dei metodi e del senso stesso della pratica psicoanalitica di cui vorrebbe curare il narcisismo; nel suo "Dallo specchio alla finestra" in cui si dichiara di fatto analista in esilio volontario dalla stanza d'analisi, stende il mondo sul lettino per interpretare più che per analizzare il senso degli eventi. La lettura di Hillman , stimola il dibatito su quale psicologia e quale psicoterapia possono aiutarci ad affrontare i problemi dell'individuo e della società nel mondo attuale.
    In bocca al lupo per il tuo contributo al convegno.
    Ciao
    Ps: siamo le uniche che non abbiamo apprezzato l'umorismo di quella battuata.
    Ultima modifica di francesca63 : 14-10-2008 alle ore 17.24.49
    FRANCESCA

    Potranno tagliare tutti i fiori ma non fermeranno mai la primavera....(P. Neruda)

  15. #105
    CarlGustavJung
    Ospite non registrato

    Riferimento: A cosa serve la psicoanalisi?

    Citazione Originalmente inviato da francesca63 Visualizza messaggio
    Ciao Dada.C.Meyer, ne "Il libro nero della psicoanalisi"sostiene che la psicoanalisi viene generalmente presentata con deferenza, come una disciplina esigente e nobile, una filoosofia del soggetto che si rivolge all'essere umano nella sua totalità rispettando la sua lbertà.Gli altri terapeuti, provenienti dalla psicologia scientifica o facenti riferimento alle neuroscienze, vengono ridotti a tecnici del condizionamento. Come se ci fosse da un lato una terapia del profondo e dall'altra delle cure Kleenex che cancellano i sintomi temporaneamente..La divisione accesa dietro le quinte, non è stata mai affrontata pubblicamente in modo diretto. Il dialogo è bloccato anche perchè contestare la psicoanalisi è di per sè un "sintomo"(si rimuove una libertà che disturba
    J.Hillmann, psicoanalista americano che amo e di cui ho letto molto, è considerato un eretico della scuola junghiana per la sua critica radicale dei presupposti, dei metodi e del senso stesso della pratica psicoanalitica di cui vorrebbe curare il narcisismo; nel suo "Dallo specchio alla finestra" in cui si dichiara di fatto analista in esilio volontario dalla stanza d'analisi, stende il mondo sul lettino per interpretare più che per analizzare il senso degli eventi. La lettura di Hillman , stimola il dibatito su quale psicologia e quale psicoterapia possono aiutarci ad affrontare i problemi dell'individuo e della società nel mondo attuale.
    In bocca al lupo per il tuo contributo al convegno.
    Ciao
    Ps: siamo le uniche che non abbiamo apprezzato l'umorismo di quella battuata.

    La psiche umana è talmente complessa che non può essere analizzata partendo da un unico punto di vista. Ogni scuola ha avuto il merito di analizzare un determinato dominio della mente. Spesso ho notato che le persone tendono a privileggiare una scuola piuttosto che un altra in funzione del tipo psicologico a cui appartiengono. Per esempio quasi tutti gli analisti junghiani appartengono alla tipologia INTJ (MBTI).

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