
Originalmente inviato da
ikaro78
La persona interessata è la persona contro cui si sono scagliati alcuni utenti che hanno partecipato alla discussione in maniera, bisogna riconoscerlo, ingiuriosa, in alcuni casi al limite dell'oltraggio. Io credo che l'errore di questa persona sia stato quello di scrivere "psicoterapeuta" (ammesso che non sia iscritta all'Albo degli Psicoterapeuti), per il resto non conosco l'antropologia esistenziale, nemmeno la sophianalisi e la sua pratica. Così a naso mi sembra un minestrone, ma può essere un pregiudizio mio, pertanto non posso esprimermi con sufficiente cognizione di causa. Credo però che sia opportuno affrontare questi temi seriamente e incominciare a distinguere e a riconoscere le differenze. Entrando nel merito: quando parliamo di "counsellors" è opportuno distinguere tra coloro che hanno iniziato la loro formazione molti anni fa (quando noi giovani rampanti psi eravamo bambini!) seguendo i percorsi formativi più disparati e che non sono rientrati nella moratoria della Legge Ossicini del 1989 (per vari motivi: vuoi perchè non rientravano nei criteri, vuoi perchè non si riconoscevano nella figura appena istituita dello psicologo) e che hanno acquisito comunque una formazione individuale teorica e non solo nella relazione di aiuto e di cura, dall'esplosione di counsellors di ogni tipo quali stanno emergendo in questi ultimi anni, una vera esplosione selvaggia e incontrollata e per questo molto pericolosa. Vi ricordo che ci sono stati e ci sono tuttora grandi psicoanalisti che non si sono mai iscritti all'Albo, risultando così giuridicamente fuorilegge (e come tali inesistenti da questo punto di vista). Ma sono professionisti a tutti gli effetti, anzi direi con qualcosa in più rispetto a quanti nascondono dietro un titolo la loro pochezza umana e professionale (e sono moltissimi nel nostro campo, perchè negarlo?). Io sono contro una formazione low cost di 3 anni e non credo sia possibile cavarsela con argomentazioni del tipo: "formazione specifica per problemi specifici", perchè dal punto di vista epistemologico questo non significa nulla e non vedo perchè uno che fa una formazione che inizia a 20 anni e finisce almeno 10 anni dopo non abbia il diritto/dovere di difendere, almeno teoricamente se non giuridicamente, il proprio percorso da quanti si improvvisano per aver seguito qualche corso di non si sa bene che cosa. Non condivido affatto lo stile di Sub_mariner, ma nei contenuti condivido molte cose. Mi preoccupa vedere i giovani psi, di cui anch'io faccio parte, appellarsi al loro bel diplomino in Psicologia, ma facciamo attenzione perchè come diceva qualcuno "non c'è peggior ciarlatano che il ciarlatano diplomato" e non sarà il diploma incorniciato nel nostro studio ad aiutare i pazienti che busseranno alla nostra porta. In questa discussione io non ho letto molti interventi convincenti in favore di questa professionalità garantita degli psicologi, al di là di un corporativismo che trovo anche un po' patetico, come la segnalazione a priori all'Ordine o, niente di meno, a Striscia la notizia (dio ce ne scampi e liberi!!). Attenzione, perchè gli psicologi esistevano ben prima delle facoltà di psicologia e dell'albo professionale, capisco che per chi si è formato nelle facoltà di psicologia dopo la Legge del 1989 non sia intuitivo, ma così è, e i nostri maestri non erano laureati in Psicologia e molto spesso nemmeno in Medicina, ma questo non impediva loro di esercitare l'arte dell'ascolto e della clinica, non dimentichiamolo...
Saluti,
ikaro