Ad ogni modo provo a chiarire i punti su cui ti soffermi:
No il sistema è irrigidito su un'eccessiva coerenza e quindi perde in capacità di interazione libera e produttiva con l'ambiente. Avviene uno sbilanciamento che è segnalato dal sintomo. La perdita di coerenza è l'estremo a cui si arriva quando la rigidità è talmente tanto grande che la coerenza diviene chiusura totale. Da qui la cessazione del sistema stesso.
Considera che parlando di blocco si sta parlando di un sistema patologico, che quindi vede danneggiata una delle proprie proprietà fondamentali. Da sistema dinamico diviene tendente all'omeostasi. E' interessante il confronto con il concetto di attrattore della teoria del caos.
E chi ha detto che non sia visto come il problema? La punta dell'iceberg è il sintomo, che infatti non il focus dell'intervento della psicoanalisi.
Mediante la possibilità di contatto con la propria modalità offerta dall'interpretazione, e di conseguenza alla riattivazione di processi sintetici e auto-organizzanti propri del soggetto.
Se ho capito bene quello che vuoi dire, ti riferisci alla dipendenza espressa dal panico. Se è così non ho mai detto che "non è tollerato l'intervento dall'esterno" anzi! Il problema è che perpetua collusivamente la struttura dipendente, ovvero non cambia alcunchè.








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