"Insisto piuttosto sull’atteggiamento che motiva un percorso terapeutico: è essenzialmente personale, come sta ripetendo anche vincent.
Io aggiungo che rivolgersi ad uno psicologo cercando ricette esistenziali universali e “garantite” secondo me scoraggia una vera attivazione nei confronti della propria “salute” ed è analogo a sperare che la psicologia sia una risposta infallibile (proprio come facevano i primi comportamentisti). Entrambi gli atteggiamenti hanno in comune un attendismo messianico che non può che essere frustrato."
Ti faccio un'altro parallelismo che spero comprenderai. In un film di troisi , lui il protagonista è uno 'psicosomatico' tra l'altro per qualche strano motivo si finge come tale.
Chiede alla sorella di aiutarlo ma la sorella gli dice che lei si occupa
di malati seri mentre lui è solo uno 'psicosomatico' .
E lui giustamente gli dice se tutti fossero 'psicosomatici' lei dunque
che mestiere farebbe?
Ho l'impressione che anche qui si ribalta il problema: non puoi
mica decidere tu quale sia il disagio che il paziente porta in terapia. E se il suo disagio ha come sintomo la ricerca di risposte universali e garantite , tu cosa gli dici ?
ma la cosa che ti sfugge è che ogni paziente cerca , in virtù della
propria malattia, esattamente ricette universali e garantite e
guarirà esattamente quando capirà che non esistono cose del genere.Forse scoprirai dunque che i percorsi terapeutici e i percorsi spirutuali ( quelli che ti offrono i guru, quelli veri ovviamente) sono simili ....
a meno che tu non voglia pazienti gia sani ....
Vedi io non dico che gli uni sono meglio degli altri ... dico solo
che non è la certificazione 'bollino blu' che fa il terapeuta e dunque
ha ragione Galimberti che l'unica possibilità per un paziente
è sperare di trovare il terapeuta in grado di sfiorare la propria anima . Se su questi siete d'accordo allora cade ogni pretesa di
scientificità.
ma io mi chiedo : perchè un paziente deluso che semplicemente
fa notare che i percorsi personali dei moderni psicoterapeuti non
sono alla stregua della ricerca di un Jung , e quindi evidenzia
forse delle inadeguatezze , debba essere un 'paranoico' , come
tu stesso dici. E solo perchè non si è instaurato il rapporto di fiducia o solo perchè forse come dimostri anche tu , che vuoi a quanto pare pazienti solo sani, non si è sentito semplicemente capito , magari anche nelle sue probabili esigenze spirituali?
E allora mi chiedo , un terapeuta che non capisce questo , che percorso avrà fatto , o un terapeuta che dice , questo non è il mio mestiere, non sono io che posso darti questo , ribadisco che
cosa può dare? a cosa serve ? a fornire nuovi protocolli simil-viagra? Il problema esiste dunque e non va risolto difendendo la
categoria , ma forse riflettendo se ci sono delle inadeguatezze cosa che mi sembra abbiate difficolta a fare .







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