quando ti sentirai inutile e depresso
ricorda che almeno per un giorno sei stato lo spermatozoo più veloce
Dai che ci siamo!!!!ragazzi aiutiamoci!!!!
fiofio
mamma mia ragazze...domani ci aspetta la seconda prova!dai che ce la facciamo...coraggio!!!!!!![]()
avete visto l'avviso sul sito della facoltà?http://psicologia.unina2.it/avvisiPr...bre%202008.pdf
dalle 8 alle 15?
prevedono molto tempo per registrarci, suddividerci nelle aule, darci le istruzioni etc ... oppure ci fanno fare il compito a piccoli gruppi per sorvegliarci meglio ... oppure il compito è così incasinato da doverci dare varie ore per svolgerlo?
tra l'ltro sono indicate 3 aule diverse; aula magna, aula A e aula D ... quindi si fa nell'area vecchia e non nel complesso nuovo dove abbiamo fatto la prima prova di giugno?
Ultima modifica di marmocchietta : 03-09-2008 alle ore 10.41.00
quando ti sentirai inutile e depresso
ricorda che almeno per un giorno sei stato lo spermatozoo più veloce
Ragazze io credo che faremo tutti insieme l'esame naturalmente divisi nelle tre diverse aule messe a disposizione.Per quanto riguardo l'orario valutate che la commissione non si presenterà mai per le 8.00 e che la registrazione avverrà sempre intorno alle 9.00.Insomma io credo che prima delle 10 non inizieremo.
Lo credo anch'io, speriamo non ci dividano per lettera, se no facciamo notte
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Se la tua vita arde, la poesia è la cenere. (Leonard Cohen)
La psicologia è come la luna: illumina il buio (Anonimo)
Drssa-Rita-Romano
su questo non c'è dubbio, del resto al primo scritto erano le 10 passate quando abbiamo cominciato ... ma il mio dubbio riguardava le 15 come orario di fine esame, se ci danno 2 ore anche ipotizzando tutti i ritardi del mondo bastano le 13 come orario
cmq, sia quel che sia, speriamo solo che vada tutto bene![]()
quando ti sentirai inutile e depresso
ricorda che almeno per un giorno sei stato lo spermatozoo più veloce
In bocca al lupo a tutti e speriamo bene!
ultime ore di ripetizione e di esercitazioni...
in bocca al lupo a tutti anche da parte mia!!!
si marmocchietta ho letto la tua risposta...anch'io avevo pensato cmq a sintomi depressivi,ma poichè la donna afferma di aver chiesto aiuto soprattutto per questi frequenti mal di testa che la costringono all'immobilità e anon vivere finchè non sono passati, ho ritenuto più probabile un disturbo somatoforme, ricavando un vantaggio secondario dalla sua sintomatologia,da indagare, forse per non affrontare gli impegni di lavoro,data la difficile situazione che vive nell'ambiente lavorativo...a domani...in bocca al lupo!
B. è una vedova di 36 anni inviata allo psicologo dal suo medico di base. Ha perso il marito (40 anni) in un incidente sul lavoro 6 mesi fa. Ha una figlia di 7 anni alla quale deve pensare oramai da sola.
La donna riferisce al primo colloquio che, da quando ha perso il marito, è diventata inappetente, si sveglia alle tre di notte e non si riaddormenta nonostante l’uso di tranquillanti o sonniferi. Tende ad isolarsi, rifiuta le visite delle amiche. Vede quotidianamente la madre, anch’essa vedova, ma questo non pare esserle d’aiuto. Si sente infatti, dopo tali visite, ancora più scoraggiata e sola. La donna asserisce che, da quando il marito è morto, la figlia si aggrappa eccessivamente a lei, ha paura di andare a letto la sera e spesso si sveglia spaventata da incubi. Si chiede se anche la figlia ha bisogno dello psicologo.
B. non se la sente di riprendere il lavoro sospeso alla morte del marito e teme di non farcela. Le capita di pensare al suicidio come liberazione dai suoi problemi.
Sulla base dei dati anamnestici, il Candidato indichi gli approfondimenti che ritiene necessari, formuli un’ipotesi diagnostica, ed illustri un piano d’intervento in cui specifichi il metodo e gli obiettivi.
Discutiamolo insieme!
metto il caso che è uscito la scorsa sessione...
Roberto è un ragazzo di 25 anni che si rivolge ad un servizio territoriale per un colloquio psicologico. Roberto è iscritto al corso di laurea in giurisprudenza ed ha quasi terminato il suo percorso di studi, infatti gli mancano 2 esami e la tesi per concludere il percorso. Tuttavia, Roberto riferisce che da due anni non riesce più a studiare. Roberto vive da solo dall'età di 18 anni, età in cui si è trasferito dal piccolo paese in cui è nato per andare a vivere nella città in cui è ubicata l'Università. I genitori di Roberto sono molto preoccupati per lui, ma non sono a conoscenza della decisione di Robero di rivolgersi al Servizio territoriale ed al supporto psicologico. Il candidato ipotizzi un trattamento e ne indichi gli obiettivi.