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Discussione: Dentro i libri

  1. #1081
    Riccioli di Cioccolato L'avatar di nadirinha
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    Riferimento: Dentro i libri

    "Mi apro una bottiglia di vino anche se sono sola. Non devo discutere, sono indipendente. Difenderei questa condizione con tutte le mie forze, sempre. Eppure a volte anch'io avrei bisogno di un abbraccio. Di arrendermi e perdermi tra le braccia di un uomo. Un abbraccio che mi faccia sentire protetta anche se so proteggermi da sola. Sono in grado di fare le cose di cui ho bisogno, ma a volte vorrei far finta di non esserlo per il piacere di farle fare a qualcun altro per me. È una sensazione, ma non voglio stare con un uomo per questo. Non posso scendere a compromessi e non posso rinunciare a tutto quello che ho, alla mia libertà, per quell'abbraccio, che poi spesso con gli anni, non c'è nemmeno più."

    "Sentivo che mi leggeva dentro, e io avrei voluto essere più uomo con lei. Avrei voluto essere quell'abbraccio in cui desiderava perdersi. Protetta e libera di lasciarsi andare, perché tanto c'ero io a prendermi cura di lei, a difenderla dal freddo e dal male."

    Il giorno in più - Fabio Volo

  2. #1082
    Riccioli di Cioccolato L'avatar di nadirinha
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    Riferimento: Dentro i libri

    Tutti abbiamo bisogno di qualcuno che ci guardi. A seconda del tipo di sguardo sotto il quale vogliamo vivere, potremmo essere suddivisi in quattro categorie. La prima categoria desidera lo sguardo di un numero infinito di occhi anonimi [...] La seconda categoria è composta da quelli che per vivere hanno bisogno dello sguardo di molti occhi a loro conosciuti [...] C'è poi la terza categoria, la categoria di quelli che hanno bisogno di essere davanti agli occhi della persona amata [...] E c'è infine una quarta categoria, la più rara, quella di coloro che vivono sotto lo sguardo immaginario di persone assenti. Sono i sognatori. Ad esempio Franz.

    L'insostenibile leggerezza dell'essere - Milan Kundera

  3. #1083
    Postatore Epico L'avatar di Alessia Va
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    Riferimento: Dentro i libri

    Le capriole in salita: l'appoggio della testa sulla strada che sale, le braccia forti della giovinezza piantate sul terreno e l'entusiasmo dell'inizio della rincorsa del corpo. Pronti, attenti e via, oplà!
    La giravolta impossibile parte dallo slancio sfidando l'innaturale, ma la capriola non sarà mai capriola quando la figura inciampa nell'aria stramazzando ogni volta nella delusione del suolo, le escoriazioni dell'insistere diventano cicatrici e i capitomboli quotidiani si fanno abitudini nella sfida dell'acrobazia contro la montagna.
    Montagna grande, montagna maestosa, da conquistare con la fatica dei passi e dei pedali per raggiungere la cima che ti regala la giustizia della conquista nel gioco delle giravolte in discesa.
    Quanta gente ho incontrato nei miei oplà in salita, persone che nella felicità del discendere mi sussurravano, gridavano, imploravano: "Non si fa cosi, non si può sfidare la corrente naturale della vita, guardaci e convinciti che noi siamo l'esempio, non vincerai mai nell'assurdo delle tue capriole in salita!".


    Pino Roveredo - Capriole in salita.

  4. #1084
    Partecipante Leggendario L'avatar di crimson981
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    Riferimento: Dentro i libri

    Olla osservava Fran con il suo bambino in braccio. Poi ha detto: "quando il nonno di Harold aveva sedici anni, si è messo in testa di leggere tutta l'enciclopedia dalla a alla z. E ci è pure riuscito. L'ha finita a vent'anni. Appena prima di incontrare mia mamma."
    "E adesso dov'è?" ho chiesto io. "Cosa fa?" Volevo sapere che cosa era stato di un uomo che si era dato un obiettivo come quello.
    "E' morto" ha detto Olla.

    Carver, Cattedrale
    John Coltrane-"Acknowledgement" (A Love Supreme part 1)
    http://www.youtube.com/watch?v=pcG7Vk_rzcA

    Andrew Hill-"Refuge":
    http://www.youtube.com/watch?v=cJSdceL1qA4

    Andrew Hill-"Subterfuge":
    http://www.youtube.com/watch?v=ssVVhb0ILcM

  5. #1085
    Postatore Epico L'avatar di darcylia
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    Riferimento: Dentro i libri

    "Ci sono gesti che partono così, da una zona nascosta e incontrollabile di noi: schizzano via prima che possiamo trattenerli. Popcorn impazziti. Non li avevamo previsti né tanto meno preparati, e colgono anche noi di sorpresa.
    ....
    Non sempre abbiamo la lucidità di fare la cosa giusta con le persone giuste, e così ci capita a volte di fare la cosa giusta con le persone sbagliate, o la cosa sbagliata con le persone giuste. E causiamo sconquassi nell'universo circostante, a volte davvero minimi, come quando mettiamo un paio di calzini nel cassetto delle posate; a volte invece più corposi, come quando per esempio ci scappano dette, ahimé, alcune verità indicibili: insomma, sconquassi per i quali poi siamo costretti a passare mesi a chiedere scusa e a rimangiare parole per cercar di rimettere, almeno un po', le cose quiete com'erano.
    ....
    E' che non sempre il mondo spalanca abissi di generosa distrazione e pacata indifferenza nei nostri confronti, abissi in cui possiamo agevolmente accomodarci come in una calda tana; a volte il mondo drizza le orecchie, presta attenzione a tutto quel che facciamo o non facciamo, ed è lì che ci attende al varco, pronto a farci pagare la più piccola mancanza.
    ....
    Lei di matematica e fisica andava malissimo, non ci capiva mai niente. Quando il professore spiegava, sentiva il proprio cervello che non ce la faceva, annaspava indetro ansimando come un vecchio cane grasso.
    Bruttissimo quando si percepisce il cervello che non ce la fa: ci si sente stupidi. Sembra proprio di toccare con mano cosa vuol dire non avere quella felice capacità di capire le cose: cosa vuol dire non essere intelligenti, insomma. Che bello invece sentirsi dire: come sei intelligente! Il buffo è che si usa perlopiù con le materie scientifiche, come se solo lì servisse l'intelligenza. Per italiano o storia dell'arte invece no, si può essere bravi, ma non intelligenti. Non serve l'intelligenza a capire un quadro o una poesia, forse è per questo. Ecco, con matematica e fisica Barbara riusciva a provare quella precisissima sensazione di essere stupida


    P.Mastrocola, La narice del coniglio
    DARCYLIA

    Ex-Referente Supremo per il F.E.R.U. nel Libero Comune di Bologna

    "Despite all my rage, I am still just a rat in a cage"
    Smashing Pumpkins, "Bullet with butterfly wings"


    E nonostante tutto....
    Enjoy life, there's plenty of time to be dead
    (la mia inguaribile vena di ottimismo...)

  6. #1086
    Riccioli di Cioccolato L'avatar di nadirinha
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    Riferimento: Dentro i libri

    Per la prima volta nella sua vita, Alba sentì il bisogno di essere bella e rimpianse che nessuna delle splendide donne della sua famiglia le avesse lasciato in eredità i suoi attributi, e l'unica che l'aveva fatto, la bella Rosa, le aveva dato solo una sfumatura d'alga marina ai suoi capelli, che, se non era accompagnata da tutto il resto, sembrava piuttosto un errore del parrucchiere. Quando Miguel indovinò la sua inquietudine, la portò per mano fino al grande specchio veneziano che ornava un angolo della camera segreta; tolse la polvere dal vetro incrinato e poi accese tutte le candele che aveva e gliele mise intorno. Lei si rimirò nei mille frammenti dello specchio. La sua pelle, illuminata dalle candele, aveva il colore irreale delle figure di cera. Miguel cominciò ad accarezzarla e lei vide trasformarsi il suo volto nel caleidoscopio dello specchio e convenne infine che lei era la più bella dell'universo, perché aveva potuto vedersi con gli occhi con cui la vedeva Miguel.

    “La casa degli spiriti” di Isabel Allende.

  7. #1087
    Nicole86
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    Riferimento: Dentro i libri

    Vecchio, benedetto, Pekisch, questo non me lo dovevi fare. Non me lo merito. Io mi chiamo Pehnt, e sono ancora quello che se ne stava sdraiato per terra a sentire la voce nei tubi, come se quella arrivasse davvero, e invece non arrivava. Non è mai arrivata. E io adesso sono qui. Ho una famiglia, ho un lavoro e la sera vado a letto presto. Il martedì vado a sentire i concerti che danno alla sala Trater e ascolto musiche che a Quinnipak non esistono: Mozart, Beethoven, Chopin. Sono normali eppure sono belle. Ho degli amici con cui gioco a carte, parlo di politica fumando il sigaro e la domenica vado in campagna. Amo mia moglie, che è una donna intelligente e bella. Mi piace tornare a casa e trovarla lì, qualsiasi cosa sia successa nel mondo quel giorno. Mi piace dormire vicino a lei e mi piace svegliarmi insieme a lei. Ho un figlio che amo anche se tutto fa supporre che farà l'assicuratore. Spero che lo farà bene e che sarà un uomo giusto. La sera vado a letto e mi addormento. E tu mi hai insegnato che questo vuol dire che sono in pace con me stesso. Non c'è altro. Questa è la mia vita. Io lo so che non ti piace ma io non voglio che tu me lo scriva. Perché voglio continuare ad andare a letto, la sera, ed addormentarmi. Ognuno ha il mondo che si merita. Io forse ho capito che il mio è questo qua. Ha di strano che è normale. Mai visto niente del genere, a Quinnipak. Ma forse proprio per questo, io qui ci sto bene. A Quinnipak si ha negli occhi l'infinito. Qui, quando proprio guardi lontano, guardi negli occhi di tuo figlio. Ed è diverso. Non so come fartelo capire, ma qui si vive al riparo. E non è cosa spregevole. È bello. E poi chi l'ha detto che si deve proprio vivere allo scoperto, sempre sporti sul cornicione delle cose, a cercare l'impossibile, a spiare tutte le scappatoie per sgusciare via dalla realtà. È proprio obbligatorio essere eccezionali? Io non so. Ma mi tengo stretta questa vita mia e non mi vergogno di niente: nemmeno delle mie soprascarpe. C'è una dignità immensa, nella gente, quando si porta addosso le proprie paure, senza barare, come medaglie della propria mediocrità. E io sono uno di quelli. Si guarda sempre l'infinito qui a Quinnipak, insieme a te. Ma qui non c'è l'infinito. E così guardiamo le cose, e questo ci basta. Ogni tanto, nei momenti più impensati, siamo felici. Andrò a letto, questa sera, e non mi addormenterò. Colpa tua, vecchio, maledetto Pekisch. Ti abbraccio. Dio sa quanto ti abbraccio. Pehnt, assicuratore.

    da Castelli di Rabbia di Alessandro Baricco

  8. #1088
    Postatore Epico L'avatar di darcylia
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    Riferimento: Dentro i libri

    "...Poi rue de Faubourg Saint-Honoré, piena di negozi di marchi prestigiosi: Lauvin, Hermès, Saint Lauren, Cardin... Mi facevano uno strano effetto quei negozi immensi e vuoti in confronto alla bottega di monsieur Ibrahim, grande sì e no quanto una stanza da bagno ma dove non c'era millimetro lasciato inutilizzato, dove dal pavimento al soffitto, da uno scaffale all'altro, su tre file e quattro livelli, si trovavano tutti gli articoli di prima, seconda e anche terza necessità.
    «E' incredibile, monsieur Ibrahim, come le vetrine dei ricchi siano povere. Non c'è niente, là dentro». «Il lusso è così, Momo. Niente in vetrina, niente in negozio. Tutto nel prezzo».
    .....
    All'improvviso, assetto da combattimento, monsieur Ibrahim scatta sull'attenti: Brigitte Bardot fa il suo ingresso in drogheria. «Buongiorno. Avete acqua?». «Certo, signorina». E qui succede l'inimmaginabile: monsieur Ibrahim va di persona a prendere una bottiglia d'acqua dallo scaffale e gliela porge. «Grazie. Quanto le devo?». «Quaranta franchi, signorina». Brigitte ha un sussulto. Io pure. Una bottiglia d'acqua costava due franchi, all'epoca, non quaranta. «Non sapevo che l'acqua fosse così rara, da queste parti». «L'acqua non è rara, signorina, ma le vere dive sì». L'ha detto con un tale charme, con un sorriso talmente irresistibile che Brigitte Bardot arrosisce leggermente, tira fuori i quaranta franchi e se ne va.
    ....
    «Quando vuoi sapere se il posto dove ti trovi è ricco o povero, guarda la spazzatura. Se non vedi immondizia né pattumiere, vuol dire che è molto ricco. Se vedi pattumiere ma non immondizia, è ricco. Se l'immondizia è accanto alle pattumiere, non è né ricco né povero: è turistico. Se vedi l'immondizia e non le pattumiere, è povero. E se c'è la gente che abita in mezzo ai rifiuti, vuol dire che è molto, molto povero».


    E.-E. Schmitt, Monsieur Ibrahim e i fiori del Corano
    DARCYLIA

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  9. #1089
    Partecipante Figo L'avatar di Peyton07
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    Riferimento: Dentro i libri

    -"Quali che siano stati i nostri conflitti e i nostri trionfi, per quanto indelebile sia il segno che questi abbiano potuto lasciare su di noi, finiscono sempre per stemperarsi come una tinta ad acquerello su un foglio di carta"
    - Conduciamo la nostra esistenza come acqua che scende lungo una collina, andando più o meno in un'unica direzione finchè non urtiamo contro qualcosa che ci costringe a trovare un nuovo corso.
    - I sogni possono essere pericolosi: covano sotto la cenere come fuoco e a vlte ci consumano completamente.
    - ...naturalmente non è possibile lasciarsi alle spalle il dolore che è in noi.
    - Di tanto in tanto nella vita accadono cose che non riusciamo a capire perchè non abbiamo mai visto prima nulla di simile.
    - Nessuno di noi trova su questa terra tanta bontà come desidererebbe.
    - ... avanzare barcollando nella vita è un ben triste modo di procedere. Devi imparare a scegliere tempo e luogo per ogni cosa.
    - Dobbiamo utilizzare qualsiasi metodo a nostra disposizione per comprendere i movimenti dell'universo che ci circonda e regolare le nostre azuoni in modo da non trovarci a lottare contro le correnti, ma a muoverci in sintonia con esse.
    - Il destino non è sempre come una festa al termine della serata. A volte è lottare giorno per giorno per tutta la vita.
    - Le speranze sono come gli ornamenti per capelli. Le ragazze vogliono mettersene troppi, ma, quando diventano vecchie, anche uno solo le fa sembrare ridicole.
    - Le avversità assomigliano a un forte vento, che non soltanto ci tiene lontani dai luoghi in cui altrimenti saremmo potuti andare, ma cu strappa anche di dosso tutto il superfluo cossichè in seguito ci vediamo come realmente siamo, e non come ci piacerebbe essere.
    - ... quando in un corso d'acqua lotti contro una forte corrente sotterranea, ogni passo in avanti assume una specie d'urgenza.
    - ... non credo che nessuno di noi possa parlare del dolore finchè non ne è fuori.
    - E' strano ciò che il futuro ci riserva. Devi stare attenta [..] a non aspettarti mai troppo.
    - A volte credo che le cose che ricordo siano più reali di quelle che vedo.
    - I mutamenti procedono senza rallentare mai la propria andatura, anche se tentiamo in ogni modo di convincerci del contrario.

    Memorie di una Geisha (Arthur Golden)


    - ....Fino a che punto si deve arrivare per amore?
    - Tutte le storie sono uniche come le persone che le raccontano, e le migliori sono quelle con un finale a sorpresa...
    - Il cambiamento è una delle ineluttabili leggi della natura, che chiede il dazio ai mortali. Le cose cambiano, le persone cambiano...
    - Nessuna finzione, nessun tentativo di fare colpo, nessuno che cercasse di mettersi in mostra...
    - Nessuno può cambiare la propria natura...
    - Era una di quelle persone le cui espressioni sono un fedele specchio dell'anima. Si trattava di una qualità rara di qst tempi. Spesso aveva l'impressione che troppa gente passasse la vita a fingere e recitare, con indosso una maschera, e x qst perdesse la propria natura più autentica...
    - Meglio peccare di eccessivo pudore.. che esporsi troppo...
    - Quando viaggi, non è importante quello che vedi, quanto come lo vivi, ti capiterà qualcosa che ricorderai per sempre...
    - In genere ognuno di noi affronta le medesime prove e reagisce in modo prevedibile, eppure per qualche motivo ciascuno crede che la propria esperienza sia unica e irripetibile...
    - Osservare le stelle è come guardare indietro nel tempo, dato che alcune sono così distanti che la loro luce impiega milioni di anni ad arrivare sulla terra...
    - Se il dialogo è il testo, l'umorismo è la musica che trasforma lo stare insieme in una melodia che può essere suonata all'infinito senza risultare stucchevole..

    La scelta (Nicholas Sparks)

  10. #1090
    Riccioli di Cioccolato L'avatar di nadirinha
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    Riferimento: Dentro i libri

    Ma ciò che inquieta di più e che rode come un tarlo testardo
    infilato in una vecchia tavola e impossibile da far tacere
    se non con un veleno che avvelenerebbe anche noi,
    è la lettera che non abbiamo mai scritto. “Quella” lettera.
    Quella che tutti noi abbiamo sempre pensato di scrivere,
    in certe notti insonni, e che abbiamo sempre rimandato al giorno dopo


    Antonio Tabucchi - Si Sta Facendo Sempre Più Tardi

  11. #1091
    Nicole86
    Ospite non registrato

    Riferimento: Dentro i libri

    Le parole non colgono il significato segreto, tutto appare un po' diverso quando lo si esprime, un po' falsato, un po' sciocco, sì, e anche questo è bene e mi piace moltissimo, anche con questo sono perfettamente d'accordo, che ciò che è tesoro e saggezza d'un uomo suoni sempre un po' sciocco alle orecchie degli altri.

    da Siddharta di H. Hesse

  12. #1092
    Postatore Epico L'avatar di ZingarellaOps
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    Riferimento: Dentro i libri

    " ...ogni benedetto giorno in quella terra di nessuno, dove la nebbia era diradata solo da qualche bestemmia, da qualche fischio, da qualche battuta che, da fuori, arrivava ovattata fin dentro il casco.

    Quel letto dove era stato anche lui, mentre fuori nevicava. Ivana con la schiena inarcata, il mento proteso in avanti, come a centellinare un apice che con lui non aveva mai raggiunto. I suoi occhi cancellati da quella striscia nera. Solo in questo Ivana differiva da Tina. Solo per una striscia nera sugli occhi.
    Quella striscia che sarebbe servita a lui da bambino.

    Una porta nera, pronta a ingoiare tutto in un baratro profondo. Oltre la soglia, un lampo crepa la notte, una fiamma divampa nel buio, divorando quello che hai di più caro, in un urlo che trasforma i sogni in cenere" .

    Bambole perdute - Renzo Saffi

  13. #1093
    Riccioli di Cioccolato L'avatar di nadirinha
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    Riferimento: Dentro i libri

    [...] Anch'io l'ho afferrato per i capelli, l'ho abbracciato con tutte le mie forze, gli ho morso le labbra, ho sentito la sua lingua muoversi nella mia bocca. Era un bacio che attendevo da molto tempo: un bacio che era nato presso i fiumi della nostra infanzia, quando non comprendevamo ancora il significato dell'amore. Un bacio che era rimasto in sospeso quando, più tardi, giravamo il mondo con il ricordo di una medaglia, oppure ci nascondevamo dietro pile di libri da studiare per un concorso. Un bacio che si era perduto tante volte e che, adesso, veniva finalmente ritrovato. Nella durata di quel bacio scorrevano anni di ricerche, di delusioni, di sogni impossibili.
    L'ho baciato con forza. Le poche persone presenti nel locale stavano a guardare, pensando di vedere semplicemente un bacio. Ma non sapevano che quel lungo minuto era il compendio della mia e della sua vita, della vita di chiunque aspetti, sogni e cerchi il proprio cammino sotto il sole.
    In quel minuto, c'erano tutti i momenti di gioia che ho vissuto. [...]


    Paulo Coelho - Sulla sponda del fiume Piedra mi sono seduta e ho pianto


    Quanti ricordi questo passo!
    Ultima modifica di nadirinha : 12-11-2010 alle ore 18.19.25

  14. #1094

    Riferimento: Dentro i libri

    "Semplicissimo ad essere enunciato, per quanto non sia altrettanto semplice ad essere analizzato, lo possiamo denominare il fenomeno dell'agglomeramento, del << pieno >>. Le città sono piene di gente. Le case, piene d'inquilini. Gli alberghi, pieni di ospiti. I treni, pieni di viaggiatori. I caffé, pieni di consumatori. Le strade, piene di passanti. Le anticamere dei medici più noti, piene d'ammalati. Gli spettacoli, appena non siano molto estemporanei, pieni di spettatori. Le spiagge, piene di bagnanti. Quello che prima non soleva essere un problema, incomincia ad esserlo quasi a ogni momento: trovar posto."

    L'ho sempre detto che c'è troppa gente al mondo

    "Vediamo la moltitudine , come tale, che s'impossessa dei luoghi e dei mezzi creati dalla civiltà."

    "Sorprendersi, stupirsi, è cominciare a capire. E' lo sport e il lusso specifico dell'intellettuale. Per questo il suo atteggiamento distintivo consiste nel guardare il mondo con gli occhi dilatati dallo stupore. Tutto il mondo è strano ed è meraviglioso per le pupille bene aperte. E questo meravigliarsi è la delizia negata, per esempio, al calciatore, e che, invece, porta l'intellettuale per il mondo in una perpetua ebbrezza di visionario. Il suo attributo sono gli occhi in perpetua contemplazione."

    "Ormai non ci sono più protgonisti: c'è soltato un coro."

    "Massa è l'uomo medio. In questo modo si converte ciò che era mera quantità - la moltitudine - in una determinazione qualitativa: è la qualità comune, è il campione sociale, è l'uomo in quanto non si differenzia dagli altri uomini, ma ripete in se stesso un tipo generico."

    "Nei gruppi che si caratterizzano per non essere moltitudine e massa, la coincidenza sentimentale dei suoi membri consiste in una certa aspirazione, idea o ideale, che per sé sola esclude il gran numero. Per formare una minoranza, qualunque essa sia, è necessario che prima ciascuno si separi dalla moltitudine per ragioni speciali, relativamente individuali. La sua coincidenza con gli altri, che formano la minoranza, è, dunque, secondaria, posteriore, rispetto al fatto che ciascuno si è reso singolare, ed è pertanto, in buona parte, una coincidenza nel non coincidere."

    La ribellione delle masse, José Ortega y Gasset; trad: Salvatore Battaglia
    Ultima modifica di § Odio § : 21-11-2010 alle ore 15.58.34

  15. #1095
    Partecipante Super Figo L'avatar di Hermes Ankh
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    Riferimento: Dentro i libri

    Ma quando ti viene quella voglia di piangere
    pazzesca, che proprio ti strizza tutto, che non la
    riesci a fermare, allora non c'è
    verso di spiaccicare una sola parola, non esce più niente, ti
    torna tutto indietro, tutto dentro, ingoiato da quei dannati
    singhiozzi.

    (Castelli di rabbia - Baricco)

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