Grazie psisabella!!!!! Ma quindi delle prove scritte non hanno chiesto nulla? E ne le facevano vedere giusto? All'incirca quanto tempo hanno tenuto? La carta di noto e la legge 56 l'hanno chiesta?
Grazie psisabella!!!!! Ma quindi delle prove scritte non hanno chiesto nulla? E ne le facevano vedere giusto? All'incirca quanto tempo hanno tenuto? La carta di noto e la legge 56 l'hanno chiesta?
Arianna quando hai l'orale?
@Arianna: si è corretto dire così per l'esempio che ho citato, adesso cerco di ricordarne altri poi li posto. Ah si...io ho fatto tirocinio in una comunità educativa per minori, mi hanno chiesto in quel caso a chi chiedo il consenso informato.
L'orale è durato al massimo 10 minuti, il mio credo di meno e hanno finito verso le 13.30, alle 14.00 più o meno c'erano già i risultati. Le prove scritte le avevano ma chiedevano solo se c'erano punti poco chiari di tutte le altre cose che avevo studiato: legge 56, bersani, monti, pubblicità, psicologo online, enpap...niente di niente almeno fino al mio turno poi non so...
quindi nel caso del tuo tirocinio, chiedi il consenso a chi ha la tutela legale? ma domande molto secche quindi, con risposte sintetiche...? ossia non grandi discorsi?
ma è relativamente all'approccio teorico del tirocinio, cosa vogliono sapere esattamente? io ho fatto i primi sei mesi in una comunità per tossicodipendenti con un approccio cognitivo-comportamentale, mentre i restanti presso una asl in un'unità funzionale salute mentale infanzia e adolescenza, con approccio psicodinamico. basta citarlo l'approccio o vogliono sapere di più?
Quindi le prove scritte le chiedono! Qualche domanda sulle prove? Che chiarimenti vogliono? Quello che più mi mando nel pallone sono le prove scritte,speriamo bene
Tu hai fatto il caso clinico sugli adulti?
Comunque io ho l'orale il 9, con la speranza che vada tutto bene poi provo ad inserire più informazioni possibili![]()
Arianna: nel caso del mio tirocinio la struttura è legislativamente predisposta ad attuare interventi su minori quindi sulla base dell'art. 31 non è necessario chiedere il consenso informato. Come dire: il consenso ce l'hai perchè per legge quella struttura deve fare quello! Relativamente all'approccio teorico vogliono che un po' lo argomenti (Galliani), che spieghi perchè dici psicodinamico e perchè cognitivo-comportamentale.
danieledigir: le prove scritte le chiedono nei casi dubbi, ma gli uomini dove ero io non le hanno chieste a nessuno e dall'altra parte non riuscivo a sentire bene cosa chiedevano le donne. Mi sembra che l'unica prova che è stata chiesta è il caso clinico però.
ragazze, ricapitolando i due punti del caso clinico che hanno creato più scompiglio:
1) aspetti deontologici di una eventuale consultazione
2) ipotesi di trattamento con informazioni coerenti circa il consenso informato
voi come rispondereste se vi chiedessero chiarimenti in merito a questi punti?
io nel primo caso direi che, qualora le mie competenze professionali non fossero sufficienti per prendere in carico il paziente e si prospettasse quindi l'ipotesi della consulenza di altro professionista, oppure semplicemente nel caso in cui fosse necessaria una consulenza medica o psichiatrica, comunicherei al cliente le ragioni di tale ipotesi, specificando che la trasmissione dei dati sarà ridotta al minimo indispensabile. inoltre, nel caso in cui il paziente non sapesse a chi rivolgersi, proporrei più nominativi di comprovata serietà e preparazione. in caso contrario, ossia se il paziente sapesse già a chi rivolgersi, rispetterei la sua scelta.
per il secondo punto invece spiegherei le motivazioni che spingono lo psic ad inviare ad un professionista che esercita la professione di psicoterapeuta quelli che saranno gli obiettivi del trattamento, i benefici, i rischi, ecc e informazioni sul setting. anche qui sottolineerei che il segreto professionale impone di condividere le informazioni limitandosi allo stretto necessario, onde favorire sempre la tutela del paziente.
dite che può andare? voi che mettereste?