...sai cosa...? abiti dentro di me.....e non si tratta di una dimora presa in affitto temporaneo
...sai cosa...? abiti dentro di me.....e non si tratta di una dimora presa in affitto temporaneo
ma quindi me l'hai detto?
non mi piace essere lasciata "appesa"
le cose o le dici tutte o non le dici affatto
capisco che "dirlo cambierebbe le cose, e non è il momento" (parole tue)
ma mi hai fatto sentire l'odore di un cornetto alla crema appena sfornato e me lo hai subito tolto da sotto il naso
ti sembra giusto lasciarmi con un mezzo detto?
"Because Destiny, John, is a fickle bitch" (Benjamin Linus)
Tu ci sei, sempre. Anche se non sento la tua voce da giorni, se non ti vedo, se non so cosa fai.
Ci sei.
Anche se un po' mi avveleni il cuore.
Quando la tempesta sarà finita, probabilmente non saprai neanche tu come hai fatto ad attraversarla e a uscirne vivo. Anzi, non sarai neanche sicuro se sia finita per davvero. Ma su un punto non c'è dubbio. Ed è che tu, uscito da quel vento, non sarai lo stesso che vi era entrato.
(Haruki Murakami)
Anche se non sono più tornata sull'argomento, non significa che non me ne sia accorta.
E anche se ho continuato a comportarmi come al solito, non significa che non ci sia rimasta male.
Ma credo sia inutile parlarne...sono cose che una persona intelligente dovrebbe avere il buon senso di capire da sè...senza che sia io a prendere sempre l'iniziativa con le mie noiose puntualizzazioni.
Ti reputo una persona intelligente, quindi se non ci sei arrivata da sola probabilmente è perchè in fondo non ti interessava arrivarci.
una di quelle giornate che vorrei cancellare per alcune parole che avrei preferito non sentire....
mi chiedo se è quello il 'posto' che dovrei occupare
è la giusta direzione ?
quanti punti interrogativi ....
ti amo mentre guardo un tramonto e non so dove sei.
Potresti essere ovunque...anche tra le braccia di un'altra.
Potresti essere accanto a me col tuo pensiero mentre ti cerco col mio.
Mi sembrano secoli...è solo una settimana.
Quando la tempesta sarà finita, probabilmente non saprai neanche tu come hai fatto ad attraversarla e a uscirne vivo. Anzi, non sarai neanche sicuro se sia finita per davvero. Ma su un punto non c'è dubbio. Ed è che tu, uscito da quel vento, non sarai lo stesso che vi era entrato.
(Haruki Murakami)
vi penso e mi chiedo come state..
questo è un posto reale.
![]()
Quante spine nel cuore...
quanti pensieri,
quante ansie e preoccupazioni...
dev'essere il "diventare grandi"
che ci rende così recettivi al nero intorno a noi...
E sono un mistero pure per me stessa...mica solo per te...
Ti pare facile dover convivere con me 24 ore su 24?
Io non posso sfuggirmi..
Però sfuggo anche dalle persone che mi amano, ho i miei silenzi ciclici che, mi rendo conto, sono difficili da sopportare...
E non mi va nemmeno di dire: sono fatta così! perchè so che è una scusa...
Ecco, non dico niente..tanto mi capisci da troppo tempo!!
diàmine a quella volta dov'era la mia testa ? per correre sul tapis roulant a piedi scalzi, senza le scarpe![]()
i miei tendini ne stanno ancora soffrendo![]()
...come un'onda del mare......sei un'onda che va e viene, cullandomi.....
e io...non vado avanti nè indietro.....il mare è così....,se non ti fa affondare definitivamente.
Ma perché mi sembra di essere così affini mentalmente…
di conoscere finalmente una testa capace di pensare sulla stessa onda. Perché mi fai sorridere solo con due frasi scritte al pc, quei giochi di etimologia e raffinatezze(almeno, per le mie scarse competenze) letterarie che mi sembra capiamo solo noi.
Peccato che devi morire.O, meglio, peccato che l’unica idea che sia venuta ai medici di un ospedale dove la meritocrazia è un’optional sia la ciclofosfamide.
Con le conseguenze del caso.
Troppe per non sapere che anche la tua bella testa non potrà reggere il peso.
Ed in una collaborazione inossidabile quanto rara fra istinto e ragione viene stabilita una “fine” alla nostra relazione. O, meglio, un “non inizio”.
Perché fra le cose belle del tuo carattere c’è che non faresti mai soffrire la persona che hai a fianco.
Perché fra le cose che ho imparato in questa facoltà (grazie, Sanavio) è che non si può amare per senso di colpa.
Se ci fosse stata ricerca, se non ti fosse toccata in sorte questa sfortuna. Chissà come saresti stato. Chissà se ti sarebbe venuta voglia di prenderti un attimo di respiro e scappare a Nizza.
Di iniziare ad assaporare la vita. Quando sai che è già troppo tardi.
Allora, affanculo gli appuntamenti, affanculo il lavoro, il matrimonio, le parvenze della bella società.
Finalmente, adesso, vivi. Il prezzo è la terribile consapevolezza che di giorno in giorno lo potrai fare meno.
Ancora una volta e tanto per cambiare scelgo una persona autodistruttiva. Ma nel vero senso della parola. Quasi a rimanerne tranquillizzata, perché si tratta di un mondo che conosco, fa’ niente che in questo caso sia il tuo stesso sistema immunitario a distruggerti.
“Non stiamo insieme” Sono le parole che non ci diciamo, ogni volta che ci salutiamo. Che sappiamo entrambi, scritte fra le righe delle due semplici affermazioni di prima.
Vorrei fiondarmi in internet, cercare soluzioni, cure, centri di aiuto, supporto. Ma non te li posso imporre. Devi decidere tu, da solo, come gestire questa situazione.
Ed io posso solo stare sufficientemente lontana. Fino a che non mi scotto.
Col ragionevole dubbio su chi viva meglio: le persone che passano ogni minuto del loro tempo ad inseguire obiettivi, risultati, o io che mi perdo come una scema epicurea, a gioire di un’emozione?
"The road of excess leads to the palace of Wisdom..." W. Blake
Il mio primo blog!!!
Che stà succedendo? Ah, un altra tappa del pellegrinaggio... molto bene.
Ultima modifica di N_is_Near : 28-10-2011 alle ore 17.42.04
Conosci te stesso, ama te stesso e il prossimo.
Dove sei?
...non lo so. Potresti essere a casa, o "in altre faccende affaccendato".
Provo a non pensarci.
Di più.
Provo a fermarmi, a pensare, per un secondo, che tu non sia mai stato nella mia vita. Ciò che vedo, in fondo, non cambierebbe. Gli alberi, il mare, il cielo...sarebbero sempre quelli se tu non fossi mai stato mio, o se tu fossi rimasto un tizio tra la folla.
Per un'istante solo il trucco riesce.
Ma poi rieccoti....anche se comincio a chiedermi che senso abbia tutto questo.
Quando la tempesta sarà finita, probabilmente non saprai neanche tu come hai fatto ad attraversarla e a uscirne vivo. Anzi, non sarai neanche sicuro se sia finita per davvero. Ma su un punto non c'è dubbio. Ed è che tu, uscito da quel vento, non sarai lo stesso che vi era entrato.
(Haruki Murakami)
Rimpianto?... Si, forse... Il pensiero di ciò che poteva essere e non è stato è un qualcosa che ci accompagna sempre, più o meno a tutti... Qualunque scelta noi facciamo ci sarà sempre un momento in cui ci viene di dire: " e se?...."
"E se invece di lasciar perdere mi fossi buttato corpo e anima in quella storia, per quanto assurda potesse sembrare?"
"E se invece di pensare alle cose concrete, solide, con un futuro ben chiaro e preciso, avessi fatto un colpo di testa lasciando vincere l'istinto invece che la ragione?"
Poi... Poi uno pensa che, probabilmente, se l'avesse fatto avrebbe passato il resto della vita a rimpiangere amaramente quella mattana e che un momento di follia l'avrebbe pagato caro, carissimo....
No, meglio così, meglio guardare a ciò che si ha, a ciò che si è riusciti a costruire, poco o molto che sia o che, meglio, possa sembrare a secondo che le giornate riescano bene o male, che ci sia il sole o che il cielo si riempia di nuvole...
I rimpianti, diciamocelo,spesso sono soprattuto delle pippe mentali che svaniscono col primo sole.... I rimorsi, quelli, di solito sono ben concreti e non ti lasciano scampo, ti stanno vicino e ti seguono sempre. Per tutta la vita.