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In questa notte d'autunno
sono pieno delle tue parole
parole eterne come il tempo
come la materia
parole pesanti come la mano
scintillanti come le stelle.
Dalla tua testa dalla tua carne
dal tuo cuore
mi sono giunte le tue parole
le tue parole cariche di te
le tue parole, madre
le tue parole, amore
le tue parole, amica.
Erano tristi, amare
erano allegre, piene di speranza
erano coraggiose, eroiche
le tue parole
erano uomini.
Nazim Hikmet
A Cloe, grande città, le persone che passan per le vie non si conoscono.
Al vedersi immaginano mille cose l’uno con l’altro,
gli incontri che potrebbero avvenire tra loro,
le conversazioni, le sorprese, le carezze, i morsi.
Ma nessuno saluta nessuno, gli sguardi s’incrociano per un secondo e poi sfuggono,
cercando altri sguardi, non si fermano.
Passa una ragazza che fa girare un parasole appoggiato alla spalla,
e anche un poco il tondo delle anche.
Passa una signora nerovestita che dimostra tutti i suoi anni,
con gli occhi inquieti sotto il velo e le labbra tremanti.
Passa un gigante tatuato; un uomo giovane coi capelli bianchi,
una nana, due gemelle vestite di corallo. Qualcosa corre tra loro,
uno scambiarsi di sguardi come linee che collegano una figura all’altra e disegnano frecce,
stelle, triangoli finchè tutte le combinazioni in un attimo sono esaurite,
e altri personaggi entrano in scena: un cieco con un ghepardo alla catena,
una cortigiana col ventaglio a piume di struzzo, un efebo, una donna cannone.
Così tra chi per caso si trova insieme a ripararsi dalla pioggia sotto un portico,
o si accalca sotto un tendone del bazar, o sosta ad ascoltare la banda in piazza,
si consumano incontri, seduzioni, amplessi, orge, senza che ci si sfiori con un dito, quasi senza alzare gli occhi.
Una vibrazione lussuriosa muove continuamente cloe, la più casta delle città.
Se gli uomini e donne cominciassero a vivere i loro effimeri sogni,
ogni fantasma diventerebbe una persona con cui cominciare una storia di inseguimenti,
di finzioni, di malintesi, d’urti, di oppressioni, e la giostra delle fantasie si fermerebbe.
Italo Calvino
"Non amo chi è sedentario nel cuore. Quelli che non offrono nulla non divengono nulla. La vita non è servita a mutarli, e il tempo per loro fluisce come una manciata di sabbia, disperdendoli." Antoine de saint Exupéry
Una splendida, splendida, splendida poesia di Roberto Lerici magistralmente interpretata da Gigi Proietti... Se non la conoscete, seguitela fino in fondo e se l'avete già sentita, godetevela ancora una volta... Merita....
Vorrei sedermi vicino a te in silenzio,
ma non ne ho il coraggio: temo che
il mio cuore mi salga alle labbra.
Ecco perche' parlo stupidamente e nascondo
il mio cuore dietro le parole.
Tratto crudelmente il mio dolore per paura
che tu faccia lo stesso.
RABINDRANATH TAGORE
" .. cento larve
hanno insegnato alle mie viscere a torcersi
cento settimane or sono
e adesso tu vieni con bacche
nei capelli
e aspetti il mio
applauso.
Mi domando
perché
abbiamo dormito
insieme
quelle notti
e cosa abbiamo perduto .. "
DIANE DI PRIMA
IL PONTE
Tra adesso e adesso,
tra io sono e tu sei,
la parola ponte.
Entri in te stessa
quando entri in lei:
il mondo si chiude
come un anello.
Da una sponda all'altra
sempre si stende un corpo,
un arcobaleno.
Sotto i suoi archi dormirò.
(Octavio Paz)
CERCAVO TE NELLE STELLE
Cercavo te nelle stelle
quando le interrogavo bambino.
Ho chiesto di te alle montagne,
ma non mi diedero che poche volte
solitudine e breve pace.
Perché mancavi, nelle lunghe sere
meditai la bestemmia insensata
che il mondo era uno sbaglio di Dio,
io uno sbaglio nel mondo.
E quando, davanti alla morte,
ho gridato di no da ogni fibra,
che non avevo ancora finito,
che troppo ancora dovevo fare,
era perché mi stavi davanti,
tu con me accanto, come oggi avviene,
un uomo una donna sotto il sole.
Sono tornato perché c’eri tu.
(Primo Levi)
L'amicizia
[Gibran]
Il vostro amico
è il vostro bisogno saziato.
E' il campo che seminate con amore
e che mietete ringraziando.
Egli è la vostra mensa e la vostra dimora
perché, affamati, vi rifugiate in lui
e lo cercate per la vostra pace.
Se l'amico vi confida il suo pensiero
non nascondetegli il vostro.
Quando lui tace
il vostro cuore non smette di ascoltarlo,
perché nell'amicizia ogni pensiero, desiderio, speranza
nasce nel silenzio
e si partecipa con gioia.
Se vi separate dall'amico non addoloratevi,
perché la sua assenza v'illumina su ciò che più in lui amate.
E non vi sia nell'amicizia altro intento
che scavarsi nello spirito a vicenda.
Condividetevi le gioie
sorridendo nella dolcezza amica,
perché nella rugiada delle piccole cose
il cuore scopre il suo mattino
e si conforta.
Natale. Guardo il presepe scolpito, dove sono i pastori appena giunti alla povera stalla di Betlemme. Anche i Re Magi nelle lunghe vesti salutano il potente Re del mondo. Pace nella finzione e nel silenzio delle figure di legno: ecco i vecchi del villaggio e la stella che risplende, e l'asinello di colore azzurro. Pace nel cuore di Cristo in eterno; ma non v'è pace nel cuore dell'uomo. Anche con Cristo e sono venti secoli il fratello si scaglia sul fratello. Ma c'è chi ascolta il pianto del bambino che morirà poi in croce fra due ladri?
S. Quasimodo
Il dicembre del 1903
E se non posso dire del mio amore –,
se non parlo dei tuoi capelli, delle labbra, degli occhi,
serbo però nell’anima il tuo viso,
il suono della voce nel cervello,
i giorni di settembre che mi sorgono in sogno:
e dan forma e colore a parole e frasi
qualunque tema io tratti, qualunque idea io dica.
Kostantinos Kavafis
CERCATORI DEL TUO VOLTO
A tutti i cercatori del tuo volto
mostrati,Signore;
a tutti i pellegrini dell'Assoluto,
vieni incontro, Signore;
con quanti si mettono in cammino
e non sanno dove andare
cammina,Signore;
affiàncati e cammina con tutti i disperati
sulle strade di Emmaus
e non offenderti se essi non sanno
che sei Tu ad andare da loro,
tu che li rendi inquieti ed incendi i loro cuori
non sanno che ti portano dentro:
con loro fermati poichè si fa sera
e la notte è buia e lunga, Signore.
David Maria Turoldo
UOMINI
Non esistono al mondo uomini non interessanti.
I loro destini sono come le storie dei pianeti.
Ognuno ha la sua particolaritá, non ha un pianeta che gli sia simile.
E se uno viveva inosservato e amava questa sua insignificanza,
proprio per la sua insignificanza egli era interessante tra gli uomini.
Ognuno ha il suo segreto mondo personale.
In quel mondo c'é un attimo felice.
C'é in quel mondo l'ora piú orribile,
ma tutto ci resta sconosciuto.
Quando un uomo muore,
muore con lui la sua prima neve,
e il primo bacio e la prima battaglia….
Tutto questo egli porta con sé
Rimangono certo i libri,i ponti,
le macchine,le tele dei pittori.
Certo,molto é destinato a restare,
eppur sempre qualcosa se ne va.
É la legge di un gioco spietato.
Non sono uomini che muoiono,ma mondi.
Ricordiamo gli uomini,terrestri e peccatori,
ma che sapevamo in fondo di loro
Che sappiamo dei fratelli nostri,degli amici?
Di colei che sola ci appartiene?
E del nostro stesso padre
tutto sapendo non sappiamo nulla.
Gli uomini se ne vanno….
e non tornano piú
Non risorgono i loro mondi segreti.
E ogni volta vorrei gridare ancora
contro questo irrevocabile destino.
Evgenij Aleksandrovič Evtušenko
Conosco delle barche
che restano nel porto per paura
che le correnti le trascinino via con troppa violenza.
Conosco delle barche che arrugginiscono in porto
per non aver mai rischiato una vela fuori.
Conosco delle barche che si dimenticano di partire
hanno paura del mare a furia di invecchiare
e le onde non le hanno mai portate altrove,
il loro viaggio è finito ancora prima di iniziare.
Conosco delle barche talmente incatenate
che hanno disimparato come liberarsi.
Conosco delle barche che restano ad ondeggiare
per essere veramente sicure di non capovolgersi.
Conosco delle barche che vanno in gruppo
ad affrontare il vento forte al di là della paura.
Conosco delle barche che si graffiano un po’
sulle rotte dell’oceano ove le porta il loro gioco.
Conosco delle barche
che non hanno mai smesso di uscire una volta ancora,
ogni giorno della loro vita
e che non hanno paura a volte di lanciarsi
fianco a fianco in avanti a rischio di affondare.
Conosco delle barche
che tornano in porto lacerate dappertutto,
ma più coraggiose e più forti.
Conosco delle barche straboccanti di sole
perché hanno condiviso anni meravigliosi.
Conosco delle barche
che tornano sempre quando hanno navigato.
Fino al loro ultimo giorno,
e sono pronte a spiegare le loro ali di giganti
perché hanno un cuore a misura di oceano.
Jacques Brel