"Quella con il tombolo sulle cosce è mia madre. E' seduta sulla sedia di paglia, sul ballatoio di pietra che si affaccia sul giardino che è una mano aperta affondata nel tufo. E in mezzo alle dita , un'esplosione di melograni, limoni, fichi...
Lei non ha nessuna espressione. E' lì sospesa, col tombolo fra le mani; ogni tanto si ferma e a che cosa pensa lo sa lei.
A che cosa farà per cena, se il suo padrone si addormenterà prima o dopo di chiederle che cosa c'è da mangiare.
Prima o dopo di buttarsi sopra di lei senza domandarsi che cosa c'è sotto e a che cosa è servito questo amore che è un colpo di catarro.
Una follia piatta come questa sua vita trascinata.
Che in principio lei, nica e sprovveduta, deve averlo voluto veramente se, per non perderlo più con la cosa fatta se l'è legato al collo.Mio padre ce lo rinfaccia ad ogni levata di sole, che per lui non c'era casa sull'isola che non avrebbe fatto carte false per averlo sopra l'altare.
Mia madre si rosica la ragione per non aver dannato sua madre, che con Ciccina spirugghiaspiriti si era messa a comunione per incantesimarlo.
E quando sospira non ha perdono per nessuna delle due."
Minchia di Re - Giacomo Pilati







