Da quanto tempo non passavo da queste parti... Tanto, tantissimo, un secolo forse.
Stamattina mi è successo... Per caso, un appuntamento di lavoro, troppo traffico nella strada che faccio di solito, ed eccomi qui, a poche centinaia di metri, massimo un chilometro da posti un tempo così familiari ed oggi lontani, lontanissimi dalla mia vita....
Le note di Brian Eno risuonano dal mio stereo, parlano di "impressions chosen from another time"... Guardo l'orologio, le 8 e un quarto, sono in anticipo, posso tranquillamente perdere un quarto d'ora... La decisione la prendo in un attimo, il tempo di mettere la freccia ad un semaforo e svoltare a destra invece di andare dritto...
Ed eccoli qui i luoghi della memoria... Lentamente fuoriescono dalle nebbie del tempo che li avvolgeva: il viale dove passeggiavamo mano nella mano, l'angolo appartato, nascosto dagli alberi, dove ci fermavamo a fare l'amore in qualunque momento del giorno o della notte, non appena ci era possibile farlo.. Innamorati da morire, ci divoravamo a morsi: appassionati, felici, insaziabili...
Poi, siccome quando ci si vuol fare del male con i ricordi, si va fino in fondo, decido di andarci... Sì, ci vado a rivederla, per la prima volta dopo anni, la casa, "quella" casa... Quella dove avremmo dovuto vivere felici, dove dicevamo di voler crescere i nostri figli...
Anche se i luoghi sono rimasti identici, faccio fatica a riconoscerla...
Mi sorprendo a pensare che solo per una casualità, per uno degli scherzi che il destino ama farci, quella non è diventata casa mia.. E quello lì, di fronte, non è il bar dove avrei fatto colazione tutti i giorni e quella l'edicola dove avrei comprato i giornali...
Un concerto di clacson mi riporta improvvisamente al presente, scuotendomi da quella specie di sogno ad occhi aperti a cui mi sto abbandonando. Senza accorgermene, ho rallenato fino al punto di fermarmi e bloccare il traffico...
Ricaccio in gola il groppo che mi sta prendendo, faccio un profondo sospiro, scalo la marcia e riparto... Mi sforzo di pensare a te, te come sei adesso... Cerco di mettere a fuoco quelle scarne immagini sfocate che mi sono rimaste negli occhi quelle rare volte che ci siamo visti negli ultimi tempi...
Scuoto la testa, vigorosamente... No, tu non c'entri niente... non sei tu, non sei neanche una lontanissima parente della ragazza che ho così intensamente amato...
Lei è rimasta lì, tra quelle strade che mi sto lasciando alle spalle: continua a passeggiare con me sul viale, mano nella mano... a fare l'amore di nascosto in mezzo agli alberi e ad aspettarmi in quella casa... Sorridente, bella, felice come era e come sempre sarà... Lì, al sicuro, nello scrigno dei miei ricordi.
Gino Paoli sta cantando "Fai finta che solo per noi due passerà il tempo, ma non passerà questa lunga storia d'amore" mentre arrivo al semaforo e, questa volta, giro a sinistra.
Guardo l'orologio: le otto e mezzo, arriverò in orario al mio appuntamento.









voglio che vada tutto bene voglio che vada tutto bene...