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Discussione: Dentro i libri

  1. #1156
    LucyVanPelt
    Ospite non registrato

    Riferimento: Dentro i libri

    "Le cose più importanti sono le più difficili da dire. Sono quelle di cui ci si vergogna, perchè le parole le immiseriscono. Le parole rimpiccioliscono cose che finchè erano nella vostra testa sembravano sconfinate, e le riducono a non più che a grandezza naturale quando vengono portate fuori. Ma è più che questo, vero? Le cose più importanti giacciono troppo vicine al punto dov'è sepolto il vostro cuore segreto, come segnali lasciati per ritrovare un tesoro che i vostri nemici sarebbero felicissimi di portar via. E potreste fare rivelazioni che vi costano per poi scoprire che la gente vi guarda strano, senza capire affatto quello che avete detto, senza capire perchè vi sembrava tanto importante da piangere quasi quando lo dicevate. Questa è la cosa peggiore, secondo me. Quando il segreto rimane chiuso dentro non per mancanza di uno che lo racconti ma per mancanza di un orecchio che sappia ascoltare".


    Stephen King - Stagioni diverse (L'autunno dell'innocenza)

  2. #1157
    Partecipante Super Esperto L'avatar di aiko1980
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    Riferimento: Dentro i libri

    Citazione Originalmente inviato da LucyVanPelt Visualizza messaggio
    "Le cose più importanti sono le più difficili da dire. Sono quelle di cui ci si vergogna, perchè le parole le immiseriscono. Le parole rimpiccioliscono cose che finchè erano nella vostra testa sembravano sconfinate, e le riducono a non più che a grandezza naturale quando vengono portate fuori. Ma è più che questo, vero? Le cose più importanti giacciono troppo vicine al punto dov'è sepolto il vostro cuore segreto, come segnali lasciati per ritrovare un tesoro che i vostri nemici sarebbero felicissimi di portar via. E potreste fare rivelazioni che vi costano per poi scoprire che la gente vi guarda strano, senza capire affatto quello che avete detto, senza capire perchè vi sembrava tanto importante da piangere quasi quando lo dicevate. Questa è la cosa peggiore, secondo me. Quando il segreto rimane chiuso dentro non per mancanza di uno che lo racconti ma per mancanza di un orecchio che sappia ascoltare".


    Stephen King - Stagioni diverse (L'autunno dell'innocenza)
    Questa frase mi è sempre piaciuta, ricordo che la scrissi nel diario di un'amica quando avemmo una rottura, curioso che in tutti questi anni non mi sia mai procurata il libro!

  3. #1158
    Postatore Epico L'avatar di Alesxandra
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    Riferimento: Dentro i libri

    "...la "dea fantasia" ha già tessuto con la sua mano capricciosa la propria trama d'oro e ha disfatto davanti a lui i ricami di una vita insolita e meravigliosa e, chissà, forse lo ha trasportato con quella mano capricciosa al settimo cielo di cristallo, sollevandolo dal massiccio marciapiede di granito, sul quale egli stava camminando."

    "....la mia fantasia è triste, monotona fino alla volgarità, spaventata, schiava dell'ombra, del pensiero, schiava della prima nube che improvvisamente oscura il sole e riempie di angoscia un autentico cuore pietroburghese che ama così tanto il suo sole. Già, quanti pensieri in quell'angoscia! Allora senti che la fantasia, quella "inesauribile" fantasia, alla fine si stanca, si esaurisce in quella tensione permanente perché maturata, abbandona gli ideali presognati: essi cadono in polvere, si spezzano in frammenti; e se non esiste un'altra vita, allora ci tocca costruirla con questi frammenti. Ma intanto l'anima chiede e desidera qualcosa di diverso... Invano il sognatore rovista nei suoi vecchi sogni, come fra la cenere, cercandovi una piccola scintilla per soffiarci sopra e riscaldare con il fuoco rinnovato il proprio cuore freddo, e far risorgere ciò che prima gli era così caro, che commuoveva la sua anima, che gli faceva ribollire il sangue, fino a strappargli le lacrime dagli occhi, così ingannandolo meravigliosamente."

    "Impallidirà il tuo mondo fantastico, svaniranno, appassiranno i tuoi sogni, e cadranno come le foglie gialle dagli alberi... Quanto sarà triste rimanere solo, completamente solo, e non avere nemmeno un rimpianto, nulla... Perché tutto ciò che ho perduto non era nulla, era uno sciocco, rotondo zero, soltanto un sogno".

    "Dio mio! Un minuto intero di beatitudine! E' forse poco per colmare tutta la vita di un uomo?"


    Le notti bianche, F. Dostoevskij

  4. #1159
    Partecipante Esperto L'avatar di hustlerose
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    Riferimento: Dentro i libri

    "La gente si preoccupa perchè i ragazzini giocano con le armi, perchè gli adolescenti guardano film violenti; c'è la paura che nei giovani finisca per imporsi una specie di cultura della violenza. Nessuno si preoccupa dei ragazzini che ascoltano migliaia di canzoni - migliaia, letteralmente - che parlano di cuori spezzati, e abbandoni e dolore e sofferenza e perdita. Le persone più infelici che conosco, dico in senso amoroso, sono anche quelle pazze per la musica malinconica e non sono sicuro che la musica malinconica sia stata la causa della loro infelicità, ma so per certo che sono persone che hanno ascoltato canzoni tristi più a lungo di quanto non siano durate le loro tristi storie."


    Nick Hornby - Alta fedeltà
    we are all in the gutter
    but some of us are looking at the stars

    - Oscar Wilde

  5. #1160
    SOLZENICYN
    Ospite non registrato

    Riferimento: Dentro i libri

    .


    - Sappiatelo, proferì Mister Astley con voce tremante e con gli occhi sfavillanti – sappiate, uomo ingrato e indegno, meschino e sciagurato, che io sono venuto a Homburg apposta, per incarico di lei, con lo scopo di vedervi, di parlarvi a lungo e cordialmente, e di riferirle tutto, i vostri sentimenti, i pensieri, le speranze e .. i ricordi!
    - Davvero! Davvero? – gridai, e una pioggia di lacrime mi sgorgò dagli occhi. Non potevo trattenerle e fu questa, mi sembra, la prima volta in vita mia che accadde.
    - Si, sciagurato uomo, lei vi amava, e posso rivelarvelo perché siete un uomo finito! Anzi se anche vi dirò che vi ama tutt’ora voi rimarrete qui lo stesso ” “ Avrete certamente bisogno di denaro, eccovi dieci luigi, di più non vi do, perché comunque li perderete. Prendete, e addio! Prendeteli, dunque.
    - No, Mister Astley, dopo tutto quello che avete detto ora.
    - Prendete! egli gridò. Sono convinto che siete ancora un uomo nobile, e ve li do come può darli un amico a un vero amico. “..” Prendete, e addio.
    - Li prenderò se mi permetterete di abbracciarvi nel dirvi addio.
    - Oh, questo con piacere.
    Ci abbracciammo sinceramente, e Mister Astley se ne andò.


    DOSTOEVSKIJ, IL Giocatore

  6. #1161
    Postatore Epico L'avatar di Alesxandra
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    Riferimento: Dentro i libri

    "La malattia è una convinzione ed io nacqui con quella convinzione."

    La coscienza di Zeno, Italo Svevo

  7. #1162
    Partecipante Super Esperto L'avatar di aiko1980
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    Riferimento: Dentro i libri

    "Le leggi del 27 per ridurre il salario femminile alla metà di quello maschile non toccavano le mantenute del regime, che le appoggiavano calorosamente in pubblico ed in privato. C'erano le donne del proletariato, che nonostante tutte le umiliazioni ed i ricatti subiti mai e poi mai avrebbero dimenticato, durante tutto il ventennio, che il fascismo era stato inventato e pagato dai padroni per distruggere con la violenza la forza organizzata degli operai e dei contadini. E donne della media borghesia intellettuale, economicamente disagiata, particolarmente colpite dai decreti che imponevano alle studentesse liceali ed universitarie di pagare tasse doppie dei maschi, che le escludevano dall'insegnamento di lettere e filosofia e dalla presidenza delle scuole e riducevano drasticamente la loro presenza nei pubblici impieghi.
    C'erano le avanguardie femminili del movimento sindacale, che anche dopo la distruzione delle leghe, delle cooperative, delle camere del lavoro ed il passaggio al fascismo del segretario generale della CGIL, promossero gli ultimi scioperi in piena repressione fascista: delle braccianti nel 24 a Molinella, delle tessili nel 25 in Piemonte, delle risaiole di Vercelli nel 27 ed ancora nel 31 di 180.000 mondine in Lombardia, Emilia e Veneto."

    Joyce Lussu - Padre Padrone Padreterno
    Ultima modifica di aiko1980 : 20-08-2011 alle ore 13.48.25

  8. #1163
    Postatore Epico L'avatar di Alesxandra
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    Riferimento: Dentro i libri

    "La dignità è una forma di alterigia alla portata di tutte le classi."

    "...non ci è permesso sbirciare dalla fessura della porta del cielo per vedere cosa succede là dentro..."

    "Nelle malattie c'è qualcosa di curioso, gli esseri umani sperano sempre di cavarsela"

    "Su di noi la morte conosce tutto, e forse è per questo che è triste.
    Se è vero che non sorride mai, è solo perchè le mancano le labbra, e questa lezione di anatomia ci dice che, al contrario di ciò che ritengono i vivi, il sorriso non è una questione di denti. C'è chi dice, con umore più di cattivo gusto che macabro, che la morte abbia affibiato una specie di sorriso permanente, ma questo non è vero, ciò che offre alla vista è piuttosto una smorfia di sofferenza, perchè il ricordo del tempo in cui aveva una bocca, e la bocca aveva una lingua, e la lingua aveva saliva, la perseguita continuamente."

    "Una delle cose che sempre più affaticano la morte è lo sforzo che deve fare su se stessa quando non vuole vedere tutto quello che in ogni luogo, simultaneamente, le si presenta davanti agli occhi. Anche in questo particolare assomiglia molto a dio."



    Le intermittenze della morte - Josè Saramago
    Ultima modifica di Alesxandra : 20-08-2011 alle ore 18.31.09

  9. #1164
    LucyVanPelt
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    Riferimento: Dentro i libri

    "Non vi è né felicità né infelicità a questo mondo, è soltanto il paragone di uno stato ad un altro, ecco tutto. Quegli solo che ha provato l'estremo dolore è atto a gustare la suprema felicità. Bisognava aver bramato la morte, Maximillien, per sapere quale bene è vivere. Vivete dunque e siate felici, figli prediletti del mio cuore, e non dimenticate mai che, fino al giorno in cui Iddio si degnerà di svelare all'uomo l'avvenire, tutta l'umana saggezza sarà riposta in queste due parole: aspettare e sperare."

    "Le ferite mortali hanno questo in particolare, si nascondono, ma non si chiudono; sempre dolorose, sempre pronte a spremere sangue quando si toccano, rimangono vive e sensibili nel cuore"


    Alexandre Dumas - Il conte di Montecristo

  10. #1165
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    Riferimento: Dentro i libri

    Ci sono creature assegnate che non riescono ad incontrarsi mai, s’aggiustano ad amare un’altra persona per rammendare l’assenza.

    Tre Cavalli - Erri De Luca
    Ultima modifica di Antinomica : 24-08-2011 alle ore 23.17.47

  11. #1166
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    Riferimento: Dentro i libri

    Perché nessuno possa dimenticare di quanto sarebbe bello se,
    per ogni mare che ci aspetta, ci fosse un fiume, per noi.
    E qualcuno - un padre, un amore, qualcuno - capace di prenderci per mano e di trovare quel fiume
    - immaginarlo, inventarlo - e sulla sua corrente posarci, con la leggerezza di una sola parola, addio.
    Questo, davvero, sarebbe meraviglioso. Sarebbe dolce, la vita, qualunque vita.
    E le cose non farebbero male, ma si avvicinerebbero portate dalla corrente,
    si potrebbe prima sfiorarle e poi toccarle e solo alla fine farsi toccare.
    Farsi ferire, anche. Morirne. Non importa. Ma tutto sarebbe, finalmente umano.
    Basterebbe la fantasia di qualcuno - un padre, un amore, qualcuno.
    Lui saprebbe inventarla una strada, qui, in mezzo a questo silenzio,
    in questa terra che non vuole parlare.
    Strada clemente, e bella. Una strada da qui al mare.


    Alessandro Baricco, Oceano Mare

  12. #1167
    LucyVanPelt
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    Riferimento: Dentro i libri

    Buonanotte al secchio. E' tutta colpa del corpo calloso. Altro che cucche. Noi baiadere non solo abbiamo fianchi consistenti, polpacci da lottatori di sumo e pancette da piccolo buddha, ma anche un corpo calloso più spesso.
    Che sarebbe a dire che con gli anni ci abbiamo fatto il callo? Anche.
    Ma Piero Angela la spiegherebbe diversamente. Praticamente nelle donne il fascio di fibre nervose che collega l'emisfero destro a quello sinistro del cervello è più voluminoso. Questo significa che pensiamo più in fretta, parliamo più veloce e facciamo prima a darci una mossa. Gli uomini invece, avendocelo piccolo piccolo, il corpo calloso intendo, non possono contare su connessioni rapide degli emisferi. Quindi riescono a fare una sola cosa per volta.
    E a pensare un solo pensiero. E son pure pieni di fisime. E' per via dello stramaledetto corpo calloso che nel lasso di tempo che impiega il nostro boy a cambiare le pile dell'orologio a muro noi sparecchiamo la tavola, prepariamo il caffè, stendiamo il bucato, raschiamo le carote, scendiamo il cane, concimiamo le begonie e telefoniamo all'amante. Il mio visir.
    Adesso vi racconto. In autostrada quando arriva al casello abbassa l'autoradio. Normale? Bé, sarebbe normale se lo facesse per sentire chiaramente quel che dice il casellante. Peccato che noi abbiamo il telepass, santissimo telepass. Bippp.... Lui non cela fà a superare il casello e ad ascoltare gli Steely Dan contemporaneamente. E io son lì con il mio corpo calloso che freme.
    E allora chiudo gli occhi e penso positivo. Penso che è proprio grazie a lui, a quel ponticello del cervello che col tempo noi donne ci siamo emancipate. Abbiamo raggiunto quasi la parità. E quando riusciamo a fare le cose perbenino ci dicono pure che siamo donne con le palle. Mammamia che orrore. Io non voglio essere una donna con le palle. Le tette mi bastano e avanzano.
    Non so voi ma io non l'ho mai avuta 'st'invidia del pene. Ho avuto nostalgia, qualche volta. Ma chi lo vuole? Lo stimo, il pene. E' un bell'articolo, per carità. Sa essere divertente quando si impegna. Quando non ha bisogno di un viagra station wagon. Ma che rimanga lì dove' è sempre stato. Non mi interessa assolutamente. Neanche in saldo.
    Io voglio rimanere una donna normale. Che non si fà mettere i piedi in testa ma sa tollerare. Invece adesso serpeggia tra il gentil sesso 'sta mania della rivincita. Vogliamo aver sempre ragione. Anzi. Riprenderci la ragione. Non essere felici. E' di questo che si muore. Si muore nell'ostinato tentativo di avere ragione. Ma la ragione non è mai tutta da una parte. Con il corpo calloso che ci ritroviamo dovremmo capirlo, no? Per aver ragione si è disposti a tutto. Anche a guastare la vita propria e quella degli altri.
    Io ho deciso. Non voglio avere ragione. Voglio essere felice.

    Luciana Littizzetto - Col cavolo

  13. #1168
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    Riferimento: Dentro i libri

    C'è un legame segreto fra lentezza e memoria, fra velocità e oblio. Prendiamo una situazione delle più banali: un uomo cammina per la strada. A un tratto cerca di ricordare qualcosa, che però gli sfugge. Allora, istintivamente, rallenta il passo. Chi invece vuole dimenticare un evento penoso appena vissuto accelera inconsapevolmente la sua andatura, come per allontanarsi da qualcosa che sente ancora troppo vicino a sé nel tempo.

    Nella matematica esistenziale questa esperienza assume la forma di due equazioni elementari: il grado di lentezza è direttamente proporzionale all'intensità della memoria; il grado di velocità è direttamente proporzionale all'intensità dell'oblio.

    Milan Kundera, La Lentezza

  14. #1169
    Riccioli di Cioccolato L'avatar di nadirinha
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    Riferimento: Dentro i libri

    Ciò che gli occhi non vedono, il cuore non sente. Ebbene, io affermo che non c'è niente di più falso. Quanto più lontani stanno, tanto più vicini al cuore sono i sentimenti che cerchiamo di soffocare e dimenticare.

    Paulo Coelho, Guerriero della luce

  15. #1170
    LucyVanPelt
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    Riferimento: Dentro i libri

    "La vita di ogni uomo è un cammino verso se stesso, la ricerca di un cammino, la traccia di un sentiero. Mai nessun uomo è stato in tutto e per tutto se stesso; ognuno lotta per diventarlo, uno cupamente, l'altro più luminosamente, ognuno come può. Ognuno porta con sé i residui della propria nascita, muco e frammenti del guscio di un mondo originario, fino alla fine. Qualcuno non diventa mai uomo, rimane rana, rimane lucertola, rimane formica. Qualcuno è uomo sopra e pesce sotto. Ma ognuno è uno sforzo della natura per partorire l'uomo. E le origini sono comuni a tutti, le madri, noi tutti veniamo dallo stesso abisso; ma ognuno lotta, un progetto e una spinta dal profondo, per raggiungere il proprio traguardo. Possiamo capirci l'un l'altro, ma ognuno può interpretare soltanto se stesso."

    Hermann Hesse - Demian

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